In questo primo post voglio subito affrontare i capi d’ accusa che sono stati mossi a Roberto Mancini nelle ore immediatamente seguenti al big match perso contro la Juventus domenica sera.
Accuse che possono essere facilmente smontate o quantomeno affrontate alleggerendo di molto la posizione del tecnico.
I CAPI D’ ACCUSA
1 – L’ Inter fallisce gli appuntamenti importanti
2 – Ha già perso 5 volte in questa stagione contro le 2 dell’ anno scorso
3 – Ha sbagliato i cambi, ignorando Pizarro e dimenticando in panca Recoba
4 – Ha sbagliato ad accantonare Toldo, Cristiano Zanetti e Materazzi
5 – Ha avvelenato la sfida alimentando sospetti e favori alla Juventus
LA DIFESA
1 – Chiariamo subito un concetto. L’ Inter non vince uno scudetto dal lontano 1988-89 e una Champions League nella rinnovata veste o Coppa Campioni in quella vecchia da oltre 30 anni. Nell’ era Moratti ci si era accontentati della Coppa Uefa nell’ anno di Simoni allenatore e Ronaldo protagonista di una annata straordinaria, poi solo delusioni, più o meno grandi, in larga parte per colpa delle scelte di Moratti stesso. Roberto Mancini ha di fatto rispolverato la bacheca dei trofei vincendo le due uniche finali che ha disputato, la Coppa Italia contro la Roma e la Supercoppa italiana a Torino contro i bianconeri. Questo è un dato oggettivo. Il primo anno in campionato ha fatto un girone d’ andata infarcito di pareggi per poi migliorare nettamente gioco e risultati nel ritorno, allo stesso ritmo di Juventus e Milan. E’ stato eliminato dal Milan in Champions, al termine di una doppia sfida in cui l’ attacco fu ridotto ai minimi termini e latitante, sbattendo contro la diga formata da Stam e Dida, sempre all’ altezza sul piano del gioco agli avversari . Quest’ anno nelle Coppe è ancora in corsa e fino a domenica sera era l’ unica in grado di riaprire il campionato, con la sconfitta di Firenze di mercoledì venuta dopo 11 vittorie e un pari in 12 partite. Partite importanti in cui ancora una volta sono mancati gli uomini chiamati a fare la differenza, ossia i presunti campioni, da Adriano a Martins, usciti con le ossa rotte dal confronto con Ibrahimovic. Contro viola e bianconeri ha schierato la formazione tipo, capace di quella striscia vincente: cosa doveva cambiare?
2 – Basta guardare la classifica: l’ Inter ha 11 punti in più dello scorso anno. Ha perso di più ma vinto molto di più. In un campionato a 3 punti un pari è una mezza sconfitta. Il distacco dalla Juventus è ampio perché i campioni d’ Italia stanno marciando a un ritmo insostenibile per tutti.
3 – Nessun dubbio sulla formazione titolare è stato sollevato dalla maggioranza di critici. Quanti avevano maledetto la partenza di Martins per la Coppa d’ Africa proprio quando aveva ripreso a segnare, tanto da immaginare improbabili voli aerei per riportarlo in Italia anche solo per una partita? Il problema grave è stata la sostituzione di Veron, vero faro del gioco di Mancini. Pizarro all’ andata fu letteralmente travolto dal duo Emerson – Vieira sul piano fisico e negli spezzoni in cui è stato impiegato, ma anche in Coppa Italia da titolare, aveva mostrato una involuzione preoccupante. Ci si è chiesti del perché non avesse schierato prima Recoba, ma non sappiamo come sia la sua forma in allenamento. Non credo che l’ allenatore non lo schieri per altri motivi che non siano la condizione palesata durante la settimana alla Pinetina. In fin dei conti ci si basa sulle doti balistiche dell’ uruguaiano, ma sul piano della prestazione sul terreno di gioco siamo convinti che avrebbe fatto meglio di altri?
4- L’ anno scorso ho sentito peste e corna su Mancini che, nonostante la pessima stagione di Toldo, non ha insistito su di lui preferendogli per un certo periodo Fontana. Ora che ha scelto come titolare Julio Cesar e di puntare su di lui, dandogli fiducia, ecco che spuntano i sostenitori dell’ italiano, in nome di una nuova alternanza. Serve coerenza. In realtà l’ Inter non ha un grandissimo interprete del ruolo, ma la stagione di Julio Cesar, se paragonata a quella di Dida o alle prestazioni di Buffon quando ha giocato, non è affatto peggiore, anzi. Il distacco dalla Juve non dipende minimamente dal portiere: se al posto di Abbiati ci fosse stato in porta Chimenti la Vecchia Signora sarebbe ugualmente nettamente prima. Materazzi ha giocato molto all’ inizio, è un bravissimo difensore ma Samuel è uno dei difensori più forti del mondo e si integra bene con Cordoba. Cristiano Zanetti ha subito i soliti problemi muscolari e ha davanti, come Pizarro, una delle migliori coppie centrali di centrocampo in Europa. Veron – Cambiasso. Chi togliereste per far posto al centrocampista italiano, che flirta con la Juve da mesi senza smentite di sorta dal suo procuratore?
5 – I favori alla Juventus nelle partite con Udinese e Parma sono stati sotto gli occhi di tutti, ma Mancini ha scelto da tempo la strada dell’ ironia di fatto non entrando direttamente nella querelle iniziata da Moggi con il presunto dossier pro Inter e alimentata ad arte da altri. Il tecnico jesino paga il fatto di rispondere a tono alle esternazioni di Moggi senza farsi intimidire, come gran parte dei giornalisti italiani che non possono rivolgere a Lucky Luciano domande scomode per ritorsioni professionali o per evidenti conflitti di interesse del giornale per cui scrivono ( i gadget ufficiali della Gazzetta, per non parlare di Tuttosport di Torino ). I sospetti li hanno alimentati altri sia dentro l’ ambiente nerazzurro, in primis Facchetti e Moratti, sia la carta stampata, che ha soffiato sul fuoco delle polemiche per ragioni comprensibili di vendita, in un anno nero per gran parte dei quotidiani nazionali.