A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Ne provo nostalgia. Sì, del vero Pinocchio, quello uscito dalla fantasia e dalla penna di Carlo Collodi. La trasfigurazione umana di un Pinocchio dei tempi nostri che ieri era ospite di Ballarò è stata deprimente, spudorata, esagerata. Le lacrime di un Moggi tutt’ altro che pentito di aver taroccato chissà quanti campionati, minando alla base i principi di onestà e lealtà sportiva, non hanno intenerito nessuno. Anche perché probabilmente fanno parte di una strategia complessiva, di una linea difensiva concordata con avvocati e con le altre parti in causa. Negare tutto, anche l’ evidenza, e contrattaccare sulle ali del solito refrain tipicamente italiano: mi volevano fregare e ho dovuto comportarmi di conseguenza. L’ assunzione di responsabilità è un esercizio difficile perché presuppone coraggio, coerenza e personalità: tutte qualità che personaggi come Bergamo, Pairetto, De Santis, Carraro per finire a Moggi non hanno. Televisivamente è stato un bel colpo quello di Floris di avere l’ ex direttore generale disponibile per una intervista ma speravo calcasse un po più la mano. Si è trovato di fronte un muro di omertà, un giustificazionismo imbarazzante e messaggi che alcuni hanno definito di stile mafioso indirizzati a lobby di potere non nominate esplicitamente , ma nemmeno tanto oscure ( Carraro e Geronzi per la parte economica, Galliani e Berlusconi per la parte relativa ai diritti tv ). Le schede telefoniche slovene regalate agli arbitri? Per evitare di essere intercettati dai giornalisti. Paparesta chiuso nello stanzino? Lo ha fatto anche Stankovic nel sottopassaggio. Le indicazioni sulle griglie arbitrali? Consigli ad amici di lunga data che puntualmente facevano poi di testa loro. Conflitto di interessi con la GEA? Mai trattato con suo figlio, lo facevano Giraudo e Bettega. Controllava la Federazione? Tutt’altro, era Carraro, notoriamente appoggiato da Juve e Milan, che gli faceva la guerra. I suoi rapporti con i designatori? Rapporti di amicizia, anche Facchetti li aveva, anche Meani parlava con Collina. Le accuse di Baldini? Lui regalava Rolex agli arbitri. In questo quadro sconcertante, il rinnovato amore per la Juventus e i suoi tifosi: per dimostrarlo per l’ ultima volta ha ammesso che i vertici sapevano tutto quello che combinava( e in effetti ricordando quando chiedeva a Lapo delle macchine Fiat da avere per la società a prezzo stracciato da regalare sarebbe arduo pensare al contrario). Il dolore che questa vicenda ha portato alla sua famiglia non è paragonabile alla rabbia di milioni di appassionati delusi. Lui e suo figlio rimarranno fuori dal calcio ma anche dalla galera e potranno godersi i milioni guadagnati negli anni con le loro furberie. Ai tifosi nessuno potrà restituire la favola.
Io sto con Mancini intervista Tutto Inter
1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Che schifo ! ma io l'ho sempre detto che erano ladri
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
Juve in B milan in A con penalizzazione
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
No lo scudetto rubato non mi interessa gli scudetti devono essere
revocati, per non dimenticare
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
No anzi, comunque anche prima lo pensavo solo in minima parte
5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?
Si, mancini è ok
6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?
Lasciandolo in pace, però lui non deve fare il pirla
7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?
Ronaldo può stare dov’è !
8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?
Pizarro deve avere fiducia è un ottimo centrocampista
9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.
Sicuramente biscardi, non c'è paragone con gli altri
10 – Dì' qualcosa di interista.
L'inter è per sempre !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Nel referendum dei Mondiali è un SI’ stentato e risicato per la qualificazione dell’ Italia ai quarti di finale in compagnia dell’ elite futbolistica. Una sola grande emozione per il rigore di Totti al 94’ in una partita tutto sommato non molto intrigante sul piano spettacolare , come molte finora a Germania 2006. Marcello Lippi alla vigilia aveva alzato i toni della polemica contro i giornalisti, sintomo di non molta serenità e grande arroganza, fatto non insolito nelle conferenze azzurre alla fase finale di grandi manifestazioni: come non ricordare lo show, benedetto dalla Federazione, di Vieri contro i giornalisti proprio pochi giorni prima dell’ eliminazione ad Euro 2004? Il timore di un deja vu dello scorso Mondiale c’era eccome a Kaiserslautern: lo stesso furbo allenatore contro, Hiddink, come avversarie due squadre con simili caratteristiche atletiche e tattiche, notevoli, e tecniche, scarse, la stessa inferiorità numerica, allora Totti, oggi Materazzi, gli stessi supplementari, allora una realtà oggi solo un incubo. Quel che di diverso c’è stato è una compattezza di gruppo e anche caratteriale che riconosco questa Nazionale sembra avere, oltre ad una organizzazione difensiva che ha in Cannavaro, Buffon e Zambrotta straordinari baluardi. Per il resto è entrato in campo il fattore fortuna che si è materializzato in pieno recupero quando Grosso ha messo fuori il naso dalla sua zona per una penetrazione tanto incisiva quanto coraggiosa in area ed è stato stoltamente steso da una scivolata che un difensore intelligente non deve mai fare contro un avversario in dribbling. Che non vede l’ ora di trovare un rigoriretto, come ha detto Gattuso, un po generoso ma tecnicamente che ci può stare. Stessa leggerezza commessa 35 minuti prima da Materazzi che non ha toccato Bresciano nel suo intervento ma dovrebbe imparare( anche se oramai è senza speranza..) che le entrate a piedi uniti in campo internazionale sono severamente punite. Confesso che mi chiedevo ad un certo punto della partita come fosse possibile avere in campo in un momento chiave come punte Iaquinta e Del Piero, e fuori tutte le altre quattro che sono a loro superiori. Qualcosa non è funzionato nelle scelte del mister. Non ci spero ormai più di rivedere una partita arrembante come contro il Ghana, mi arrendo alla tecnica attendistica predisposta da Lippi con l’ avallo dei giocatori con improvvise fiammate offensive anche contro nazionali sicuramente inferiori tecnicamente. Più per una condizione fisica approssimativa che per mancanza di coraggio, forse. Certo che giocare in questo modo e lasciare fuori l’ unico che pur camminando può avere quelle invenzioni che ti risolvono la partita, ossia Totti, è una palese incongruenza. Ora l’ Ucraina, per un’ altra probabile vittoria di misura senza troppi squilli, prima di arrivare al “redde rationem” in semifinale contro tedeschi o argentini. Quando un “rigoretto” al minuto 94 non basterà.
Nella prima edizione dei Mondiali di calcio in Messico, datata 1970, ci fu l' apoteosi di una delle squadre più forte di tutti i tempi: il Brasile di Pelè ( nelle foto ieri e oggi) , Rivelino,Tostao, Gerson. L' Italia se la ricorda bene perchè, dopo aver superato in una storica semifinale la Germania di Beckenbauer per 4 a 3, si trovò la strada sbarrata in finale perdendo per 4 a 1. Nel video della home page, davvero molto bello, tutto il cammino del Brasile in quei Mondiali, tra i più belli della storia.
Per rivedere le partite dei Mondiali 2006 e scaricarli gratis e per vedere le partite degli ottavi non trasmessi dalla RAI clicca qui
Le indagini di Borrelli sono pubblicate e scaricabili dal sito on line di Repubblica e particolarmente interessante è la parte che riguarda il Milan. Il procuratore Palazzi si è sostanzialmente uniformato alle indagini condotte dall' ex capo di Mani Pulite con una sola notevole eccezione: la posizione dei rossoneri e del loro vice presidente. Rispondere al motivo per cui si sia discostato in maniera così netta, provocando lo stupore se non l' irritazione dello stesso Borrelli e del suo staff e non seguendo la prassi, non è dato saperlo e forse lo scopriremo nei prossimi giorni. Giova però ricordare cosa ha scritto proprio Borrelli nella sua relazione relativamente alla posizione del Milan per dimostrare che quelle pubblicate dai giornali erano indiscrezioni fondate e non parte di un complotto per colpire i rossoneri come alcuni vorrebbero far credere.
Galliani e Meani
Per quanto riguarda il Milan, Borrelli certifica "l'emersione di una influenza, diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali (...) Per il Milan non può parlarsi di una organizzazione strutturata come quella juventina: ciò non toglie, comunque, l'emersione di una influenza diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali". Adriano Galliani "si è sforzato di prendere le distanze dal suo collaboratore Meani, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale... dove il ruolo del Meani risulta essere parte integrante (al di là della qualificazione formale) del Milan".
La morte del Papa
Per Borrelli la dimostrazione dell'influenza che il Milan poteva esercitare per il tramite dei suoi dirigenti diventa palese in una conversazione tra Galliani e Meani in cui "si ricorda che, nel corso della telefonata, lo slittamento del campionato, motivato dalla morte del Papa, viene determinato anche per consentire il recupero dei calciatori del Milan infortunati".
Anti Juve ma non solo
"Meani collaboratore con specifiche mansioni di addetto agli arbitri attiva il proprio giro di conoscenze, derivante dalla sua precedente attività quale arbitro, con il fine non solo di compensare i favoritisimi voluti dalla squadra bianconera, ma di fatto tentando di ottenerne favori ed a vantaggio del Milan (...) Proprio perché Meani non ricopriva cariche dirigenziali sarebbe immotivato ed inspiegabile l'iperattivismo dimostrato nell'avvicinare ed istruire arbitri ed assistenti, attività che invece trova significato nell'affidamento di tale incarico ad un semisconosciuto come Meani senza esporre direttamente la società".

(Super - Mean è un' idea degli amici di Interisti.org )
Non ci sono dubbi. O è più furbo di Lupin o più fesso di Gatto Silvestro. Adriano Galliani ieri sera ha perso la poltrona da presidente di Lega che legittimamente, perché votato dai presidenti, ma in palese conflitto di interessi, perché massimo dirigente del Milan, occupava dal 9 luglio 2002. Dallo scandalo intercettazioni però ne esce quasi pulito e comunque senza alcun addebito di illecito sportivo. Si finge indignato ed arrabbiato davanti ai giornalisti, nell’ ufficio dell’ avvocato Cantamessa ha tirato un sospirone di sollievo. Di quelli tipici di chi pensava di finire in galera perché ha fatto una rapina in banca e invece lo accusano di aver rubato una mela al mercato. Metafore a parte, il castello accusatorio messo in piedi dai carabinieri di Napoli da una parte e da Borrelli dall’ altra è stato per metà smontato dal procuratore Palazzi. O almeno non considerato sufficientemente suffragato dai fatti per un deferimento per illecito sportivo in base all’ Art.6. Il mostro a due teste, Juventus con gli arbitri e i dirigenti federali e Milan con guardalinee e tv, che governava il calcio italiano non esisterebbe. Esagerando Moggi era Polifemo e Galliani solo un occhio dello stesso mostro: sapeva, si arrabbiava, avallava, ma non faceva direttamente. Il buon Meani che prometteva trapianti di capelli ma anche nomine ai vertici delle strutture della CAN si muoveva motu proprio, non eseguiva ordini del vice presidente rossonero. Che è stato deferito perché conosceva questi metodi ma non faceva nulla per fermarli. Se non si trattasse di calcio, argomento tremendamente serio in Italia, mi verrebbe da liquidare il tutto con una sonora risata. E’ possibile che in una società organizzata, efficiente, rigorosa come quella milanista un semplice ristoratore come Meani potesse decidere autonomamente di combattere il sistema Juve, formato da Moggi, Giraudo, Carraro, Mazzini, De Sanctis, Pairetto e Bergamo, insomma non proprio da timide verginelle, da solo? E’ possibile che Galliani ne fosse solo sommariamente informato, che fosse convinto che il suo collaboratore millantasse molto ma combinasse poco, tanto da non avere voce in capitolo per avere un trattamento più favorevole per il Milan? Un manager a detta di tutti così capace come Galliani così poco avveduto? Oppure semplicemente preferiva dire certe cose a quattr’occhi, magari davanti a un risotto, nel ristorante del suo tesserato? Finirà che Meani si occuperà solo di vini e dessert e cancellerà i numeri di telefono degli arbitri. Lui, Zio Fester, lascerà il proscenio al ritorno di Cocoon Berlusconi alla guida del Milan ed esulterà come sempre come un pazzo invasato ad ogni gol del Milan in tribuna a San Siro o nello stadio che vuol costruire Ligresti a sud di Milano. Con buona pace di Borrelli e della Procura di Napoli.
Facciamo un po di chiarezza. Prima di tutto il comunicato FIGC : è volutamente vago per due motivi. Primo: necessità di dare comunicazione prima alle società coinvolte che, soprattutto nei casi di Juve e Lazio, sono società quotate in borsa. Secondo: necessità di fare un passo indietro e non spettacolarizzare in sé l’ evento oltre quel che è già successo. Sia Rossi, sia Borrelli, sia Ruperto vogliono al massimo evitare un processo di piazza e seguire per una volta i crismi giuridici.
Poi più in particolare arriviamo ai deferimenti. La violazione dell’ Art. 1 è abbastanza normale ( anche Figo fu giudicato per violazione dello stesso articolo quando disse che Moggi salì dagli arbitri) e generica nella sua formulazione. Riguarda tutti i tesserati e tutte le squadre coinvolte. Le sanzioni? Molto variabili: si va da una ammonizione o una ammenda in su, sia per le società coinvolte ( Art.13 ) sia per i singoli tesserati ( Art. 14 ). In una scala di responsabilità essere deferiti solo per la violazione dell’ Art.1 è sicuramente meno grave che per la violazione dell’ Art. 6 che si sostanzia nell’ illecito sportivo e nella sua mancata denuncia.
Il fatto che nel comunicato FIGC si faccia riferimento ad “art.1 o art. 6” significa che una delle squadre coinvolte non è deferita per l’ Art. 6 e che quindi non ha compiuto un illecito. Domanda: può comportare la retrocessione una violazione dell’ Art. 1 da parte di un legale rappresentante della società, come può essere per Galliani? In casi gravissimi sì. Come detto perle sanzioni si va da una semplice multa passando per penalizzazioni e retrocessione.
Attenzione: il fatto che nessuna società sia stata deferita per violazione dell’ Art. 9 comma 1, ossia la norma sulla responsabilità oggettiva, significa che il Milan non è considerata responsabile nemmeno per il comportamento di Meani, il quale sarebbe deferito personalmente anch’ esso per violazione dell’ Art.1.
Veniamo all’ Art. 6, per il quale al comma 1” Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo”. In questo caso, ed è sicuramente quello della Juventus, che in base all’ Art.2 risponde direttamente dell’ operato di chi legalmente la rappresenta, ossia Giraudo e Moggi, se viene acclarato il reato, ha come sanzione minima la retrocessione all’ ultimo posto del campionato di appartenenza e in caso di reiterazione plurima anche l’ assegnazione ad un campionato a scelta del Consiglio Federale e la perdita degli scudetti. Quindi potenzialmente la C1 o la C2.
Inoltre, e probabilmente è il caso della Fiorentina e forse della Lazio, in base al comma 2 dello stesso art. 6, “Le società, i loro dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui al comma 1, ne sono responsabili”. Qundi se sarà dimostrato che Della Valle ha chiesto protezione a Moggi, subirà come minimo la retrocessione in quanto è legale rappresentante della società.
In sostanza la posizione del Milan sembra davvero molto meno grave e difficilmente si può pensare ad una retrocessione, mentre la Juve si deve aspettare il peggio. Intermedia la posizione di viola e laziali.
SENTENZE PROBABILI :
Juve in C1 o in B con penalizzazione, revoca degli scudetti
Fiorentina in B, con o senza penalizzazione
Lazio in B
Milan in A senza Champions e con penalizzazione per il prossimo campionato

Italia – Repubblica Ceca è una questione di teste. Quella d’ oro di Materazzi, probabilmente il calciatore più odiato del Bel Paese pallonaro, che spiana la strada alla qualificazione e che si toglie una rivincita contro tutti quelli che eufemisticamente non lo amano, chiamandolo sì testa, ma di altro. Quella più veloce della luce di Inzaghi che sa sempre dove andrà il pallone e che sbaglia due gol quasi fatti ma uno poi lo fa sempre. Quella vuota di Marcello Lippi, che fa tutto per far uscire subito la Nazionale trasmettendo paure antiche e nuove ai suoi giocatori. Solo poche ore fa temevo che il ct sbugiardasse se stesso rinnegando un progetto tecnico tattico lungo due anni e facendo ripiombare gli azzurri nel Medioevo calcistico. Così è stato, purtroppo. Difesa a oltranza, poca personalità, iniziativa agli avversari che hanno permesso a Buffon di ritornare Superman e abbandonare i panni del fesso che perde un milione e mezzo nelle scommesse, non si sa ancora quanto legali. I cechi, trascinati da un Nedved protagonista di un superbo canto del cigno, hanno avuto sei occasioni sei da rete, l’ Italia se escludiamo le due reti ha sporcato i guanti di Cech solo con un tiro da fuori di Totti. A proposito del romanista, in perdurante ritardo di condizione e a volte irritante nel provare cucchiai e chinchevaglie varie poco utili alla manovra. Lippi si asciughi la fronte per il pericolo scampato e ritrovi in fretta quel coraggio perso cammin facendo e che è l’ unico che può proiettarci avanti in questo torneo. A proposito, anche l’ Inter doveva arrivare agevolmente in semifinale di Champions League: giocando così Australia o Croazia faranno rima con Villarreal.
Ecco una indiscrezione tutta da verificare sui deferimenti della Procura federale sullo scandalo intercettazioni di Stefano Palazzi.
JUVENTUS: Responsabilità diretta ( Moggi direttore generale e consigliere di amministrazione e Giraudo amministratore delegato ) per violazione plurima dell’ Art. 6 del Codice di giustizia sportiva. Si configura come illecito sportivo realizzato la creazione di un sistema che permetteva il controllo delle designazioni, degli arbitri con la connivenza di dirigenti federali. Ciò risulta dalle intercettazioni effettuate, dalle dichiarazioni incrociate di Paparesta e Martino, nonché dalle indagini dei carabinieri che sapevano definire in anticipo con certezza le designazioni successive.
Sanzione: In base all’ Art.13 comma g,h,i viene prevista la retrocessione all’ultimo posto dell’ultimo torneo di serie A, revoca degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006 , predisposta l’assegnazione al campionato di serie C1 per l’aggravio delle sanzioni
FIORENTINA : Responsabilità diretta ( Della Valle presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo realizzato l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. La prova è dedotta dalle intercettazioni e dalla partita Lecce – Parma. Si configura inoltre come illecito presunto il tentativo, denunziato dal giudice …. su confidenza del presidente Lotto, di addomesticare la partita Lazio – Fiorentina.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g e h, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto dell’ ultimo torneo di serie A, nonché la penalizzazione di punti 6 da scontare nel prossimo campionato di serie B.
LAZIO : Responsabilità presunta ( Lotito presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo presunto l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. Ciò risulta dalle intercettazioni del presidente Lotto con il vice presidente federale Mazzini, facente parte del sistema che condiziona il campionato.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma f, è prevista una penalizzazione in classifica da scontare in parte nel campionato appena trascorso con perdita della zona Uefa e in parte nel prossimo campionato di serie A, di punti 12.
MILAN : Responsabilità oggettiva ( Meani dirigente ) e responsabilità presunta ( Galliani vicepresidente ) per violazione dell’ Art. 6 del codice. Si configura come illecito sportivo realizzato quello di Meani per ottenere i guardalinee desiderati in due partite. Si configura come illecito sportivo presunto quello realizzato da Galliani nell’essere a conoscenza e aver assecondato la nomina di alcuni dirigenti della CAN come provato dalla telefonata con il Meani stesso.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto della classifica del torneo appena concluso e disputa del prossimo campionato di serie B.
A partire da oggi IOSTOCONMANCINI seguirà le varie fasi del processo sportivo nella sezione della tag CALCIOPOLI.
Cominciamo, a poche ore dai deferimenti del giudice Palazzi, a sapere qualcosa di più sulla giustizia sportiva.
Cos'è la Giustizia sportiva?
La giustizia sportiva non è nient'altro che l'espressione del diritto sportivo. Diritto che disciplina l'intera vita dello sport.
Com'è organizzata la Giustizia sportiva?
L'organizzazione della Giustizia sportiva è strettamente connessa con quella della Giustizia ordinaria. Vi sono tre gradi di giudizio con i Giudici sportivi per il 1° grado, la Commissione disciplinare per il 2° grado e la Commissione d'Appello Federale (C.A.F.) per il 3° grado. Accanto ai giudici, come avviene nella giustizia ordinaria, c'è chi fa le veci della Polizia giudiziaria e del Pubblico Ministero. Questi due compiti sovrintendono, rispettivamente, l'Ufficio Indagini e la Procura Federale.
Chi sono i Giudici sportivi?
I Giudici sportivi sono persone estranee alla struttura della Federazione e delle Leghe. Vengono scelti, prevalentemente, in ambito delle professioni forensi. Hanno il compito di giudicare eventuali violazioni al codice di giustizia sportiva.
La giustizia sportiva, per il suo operato, si basa esclusivamente sui rapporti dei giudici tecnici?
Il referto arbitrale è un atto avente "fede privilegiata". Pertanto quello che succede in campo è "fotografato" dal rapporto dell'arbitro. Da qualche tempo ci si avvale della cosiddetta prova televisiva, ma che è circoscritta a determinate fattispecie. Un altro aspetto molto importante è la responsabilità oggettiva delle Società per i fatti che accadono dentro e fuori dal terreno di gioco. In ultimo l'Ufficio Indagini può iniziare un procedimento in modo autonomo o su richiesta di un associato.
Giustizia ordinaria e Giustizia sportiva, quali i rapporti e quali le differenze?
Tutto quello che non è previsto dalla normativa sportiva, per analogia ci si rifà sia ai principi del Diritto civile, sia al Diritto amministrativo, sia al Diritto penale a seconda del problema.
La Giustizia sportiva è sovrana rispetto alla Giustizia ordinaria? Es. Se si colpisce un avversario, questo può ricorrere alla Giustizia ordinaria?
Normalmente tutti i tesserati del mondo dello sport sottostanno ad una cosiddetta clausola compromissoria, nel senso che possono adire l'autorità giudiziaria ordinaria, sia nel civile che nel penale, solo ottenendo l'autorizzazione dal Presidente della Federazione. Senza autorizzazione si incorre in sanzioni, ovvero il tesserato viene deferito e quindi condannato ad ammende o periodi di sospensione dalle attività sportive.

1 – Non aspettatevi che la Repubblica Ceca si scopra e parta subito all’ attacco. Aspetterà gli azzurri che dovrebbero partire bene per riscattare l’inizio con gli Usa e punterà a irretirli con un pressing alto su Pirlo e Totti con Galasek e Nedved.
2 – Giocheranno Grosso e Zambrotta sulle fasce e particolare attenzione al neo interista che avrà un duello molto combattuto con Poborsky che in attacco sa fare molto male. 5 maggio insegna.
3 – Come frenare Rosicky e Nedved che supporteranno con i loro devastanti inserimenti l’unica punta? Lippi ha paura dei loro centrocampisti che sanno tutti muoversi senza palla e quindi inserirà giocatori che sul piano della corsa e della quantità non si facciano sorprendere. Aspettatevi quindi in campo anche Camoranesi, uno a cui i nervi cedono anche più in fretta di De Rossi
4 – Inzaghi giocherà. Anche un solo spezzone di partita ma giocherà.
5 – Perrotta, Totti, Toni. Ne giocheranno solo due dall’ inizio. La speranza è che Lippi come ho scritto nel post precedente mandi all’ aria due anni di lavoro e sposti il romanista come punta.
FORMAZIONE ITALIA CONTRO REP. CECA
SICURI : Buffon, Zambrotta, Nesta, Cannavaro, Grosso, Pirlo, Gattuso, Camoranesi, Gilardino.
IN BALLOTTAGGIO : Perrotta ( 60 % ), Totti ( 80 % ), Toni ( 40 % ), Inzaghi ( 10 % ), Iaquinta ( 10 % )

Siamo maestri nel complicarci la vita. E’ un vizio nazionale, non solo degli azzurri. La Repubblica Ceca, che poteva essere affrontata senza troppi patemi, diventa un anticipato appuntamento con il dentro o fuori che le grandi squadre dovrebbero conoscere dagli ottavi in poi di questa manifestazione. E’ evidente che l’ Italia di Lippi una grande squadra non sia, come non è la Francia che rischia più di noi l’ eliminazione, in una prima fase di Germania 2006 caratterizzata da poche sorprese e da molte conferme. Argentina, Inghilterra, Germania, Brasile, Spagna, Portogallo, Olanda erano già al sicuro dopo due partite, tanto per fare dei nomi. Il gruppo E è un girone equilibrato perché non c’è una nazionale che prevale sulle altre, che ha valori tecnici e tattici così superiori da poter chiudere la contesa dopo 180 minuti. Marcello Lippi, senza un tutore come Moggi alle spalle e senza una Federazione forte, rischia di fare naufragio visto che non sa gestire le situazioni con una componente emotiva elevata, come paradossalmente è stata quella contro gli Stati Uniti in cui l’ approccio mentale fu completamente sbagliato. In un editoriale sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport di oggi si consiglia al ct di fare le scelte di testa propria, senza sentire i suggerimenti di chi vorrebbe Totti o Inzaghi in campo, le tre punte piuttosto che le un centrocampo più folto. Il problema è proprio questo: che farà di testa sua. Sacrificare una punta per presentare un centrocampo più fisico significa togliere le poche certezze che si erano create in questo biennio di lavoro, ossia quelle di una squadra con 3 giocatori offensivi sempre in campo. Inoltre togliere una punta ad una formazione che finora non ha ancora fatto un gol su azione è anche sbagliato tecnicamente. Il limite, da Maldini a Trapattoni, è stato quello di adattarci agli avversari, non quello di imporre comunque il proprio modo di giocare e lasciare agli altri questa preoccupazione. Lippi non cada in questa falsa tentazione. Forse che Parreira ha tolto uno tra Ronaldo e Adriano? Pur se la squadra forse ne avrebbe beneficiato ha preferito non buttare a mare lo schema su cui ha puntato fin dall’ inizio e i fatti gli daranno ragione. Dopo il Ghana finalmente ci si sentiva orgogliosi di una Nazionale che finalmente aveva una mentalità offensiva e che se la giocava puntando sui propri giocatori migliori. Ora, se si abiurerà questa filosofia, torneremo nel ghetto in cui siamo finiti dopo le figuracce negli ultimi Mondiali ed Europei. Anche in caso di qualificazione.
Cassano? Panucci ? De Rossi ? Un Totti in forma ? Niente di tutto questo. Contro la Repubblica Ceca a Marcello Lippi mancherà soprattutto Luciano. Non il giocatore del Chievo. Proprio Moggi, il suo mentore, l’ unico che lo avrebbe protetto nei confronti dell’ opinione pubblica e indirizzato nelle scelte e nella gestione del gruppo dei giocatori. Proprio Luciano ai Mondiali doveva esserci. Il ruolo ufficialmente di team manager ma di fatto responsabile della spedizione azzurra insieme a Carraro: si è lavorato per mesi su questa ipotesi. Peccato che le intercettazioni si siano fermate nel giugno 2005 perché sicuramente ne avremmo avuto quella conferma che forse scopriremo più avanti nel tempo. Nel famoso incontro a Palazzo Grazioli si parlò anche di questo: Silvio Berlusconi era favorevole a questa opzione e riteneva che la sua benedizione a questa candidatura gli avrebbe anche assicurato un buon ritorno d’ immagine in vista delle elezioni. Il presidente operaio, elettricista ecc ecc. che ama la Nazionale e pensa a come renderla vincente come fatto col Milan. Ora può sembrare assurdo, ma la Cupola scoperchiata dai magistrati voleva mettere un tutore a Marcello Lippi, che era nell’ occhio del ciclone della critica, quando stentava nelle qualificazioni e le partite amichevoli contro Olanda e Germania erano ancora ben lontane dal regalargli una certa serenità nei mesi pre-mondiali. La stampa, o buona parte di essa, è stato dimostrato era succube se non connivente del sistema Moggi e avrebbe evitato qualche siluro o qualche mal di stomaco che togliesse la serenità al ct, che, parole dello stesso ex dg juventino, si sarebbe presto sputtanato senza il loro ombrello protettivo. Ci siamo persi decine di puntate del Processo di Biscardi con Moggi in collegamento da Duisburg e chissà quante migliaia di telefonate con il cellulare in cui decideva gli ospiti e suggeriva ai moviolisti cosa far vedere. Chi ce le restituirà? Probabilmente avremmo anche saputo gestire meglio i peana di mass media e tifosi che hanno finito con il far perdere la giusta concentrazione a Totti e compagni che pensavano di essere diventati il nuovo Brasile. Probabilmente De Rossi sarebbe stato preso da parte da Moggi nel ritiro per ricordargli che con la maglia della Nazionale ci si comporta con meno foga e più professionalità. Probabilmente Oddo e Inzaghi non sarebbero sempre stati sempre in panchina dopo le prime due partite. Probabilmente Del Piero sarebbe partito dalla panchina ma non avrebbe dichiarato di essere al 100% della forma e di sentirsi come il nuovo Achille. In fondo, come detto in una telefonata da Lippi, chissà quanto scherzando, non era lui il ct dell’ Italia. Senza Moggi quindi abbiamo perso anche il vero allenatore.

( nella foto Owen nel 2002 e purtroppo oggi )
L' Inghilterra è approdata ieri sera agli ottavi dove incontrerà una delle rivelazioni, l' Ecuador. Ma cosa successe 4 anni fa? Gli inglesi vennero eliminati dal Brasile al termine di una partita bellissima in cui fecero la differenza sia Ronaldinho, con un assist per il gol di Rivaldo e con la punizione decisiva, ma soprattutto l' infortunio di Rooney e la paera di Seaman. Rivediamo nella sezione video nella home in alto a sinistra proprio quell' Argentina Brasile di 4 anni fa, in cui Owen segnò il suo ultimo gol mondiale.
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C'è chi va in discesa per tutta la vita e chi non vede mai la fine della salita. C'è chi sta sul fiume seduto ad aspettare e chi fermo non riuscirebbe a stare neppure legato. C'è chi tocca il cielo con un dito e chi vede l' inferno ad un passo. C'è chi va alla velocità della luce e chi invece si riconosce in una tartaruga. C'è chi placidamente cammina e chi disperatamente corre. A te, Gelinda, è toccato correre. Ti vedo, ora in lontananza, ma quella corsa la riconoscerei fra mille. Ricorda, un traguardo c'è sempre. Simone
( nella foto la storia e la cultura dell' Inter )
Io sto con Mancini intervista Filnax
1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Però!
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
Juventus in B, Milan in A con penalizzazione
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
No, titoli revocati e non assegnati
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
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Restiamo sempre nel 1982. Quarti di finale: Italia Argentina. La partita entrata nella storia per la famosa cura Gentile a Diego Armando Maradona, martoriato dalla ferrea marcatura del terzino della Juventus che, al confronto, quelle odierne sono da educande. Probabilmente con il metro di giudizio di questi Mondiali non avrebbe finito la partita, ma fu una delle chiavi della vittoria azzurra. Le reti di Tardelli e Antonio Cabrini ( nelle foto com' era e com' è ) posero le basi per lo storico 3 a 2 contro il Brasile. Rivivi quel match nel video nella home page.
Se invece vuoi rivedere e scaricare gratis anche un' intera partita dei Mondiali clicca qui

Ritorno al passato. Alla disorganizzazione, tattica e di manovra. Alle crisi di nervi incomprensibili a certi livelli, addirittura in una situazione di risultato e di classifica non certo drammatica. All' approccio molle derivante dalla sicurezza di essere comunque superiori ai rivali, che nelle due ultime edizioni dei mondiali, giova ricordarlo, son andati meglio di noi. Allo scarso livello tecnico complessivo di una Nazionale tra le più povere della storia. Agli errori del ct, che non ci ha capito nulla, sia prima della partita, non accorgendosi del mancato recupero fisico di alcuni reduci della partita col Ghana, sia durante ' incontro, con i mancati ingressi di Camoranesi e di un Inzaghi che nelle partitelle a detta dei presenti è sempre tra i migliori. Onore agli Stati Uniti che, come avevo indicato nella preview del gruppo E, si sarebbero giocati con noi il passaggio del turno. Non pensavo che i cechi crollassero in maniera tanto netta contro il Ghana, ma l' assenza di Koller e Baros ha pesato e la freschezza fisica di una Nazionale giovane e tecnica si è rivelata un ostacolo insormontabile. Tornerò al più presto su un dato tecnico che non può passare inosservato. Le Nazionali che stanno facendo meglio, Argentina, Spagna, Olanda, Germania, si sono presentati con una rosa dall' età media bassa e che può vantare talenti con un tasso tecnico molto alto. Quello che l' Italia non ha e se si lasciano a casa i Cassano, i Marchionni e i Maresca, tra i pochi giovani in grado di fare la differenza, certo non aiuta a fare molta strada.
In Italia ci si ricorda quasi solamente della finale tra Italia e Germania nel 1982. Ma in semifinale ci fu una delle più spettacolari e drammatiche partite del mondiale: l' allora Germania Ovest del mitico portiere Harald Schumacher, di Littbarski e di Rummenigge contro la Francia di Michel Platini ( nella foto ieri e oggi ), di Battiston, Giresse..
Uno spettacolo unico, terminato ai rigori , dopo un entusiasmante 2 a 2 al termine dei supplementari: rivivilo nella home page nella sezione video, 10 minuti di highlights.
Vuoi rivedere una delle partite del Mondiale e scaricarla interamente gratis da internet ? Oppure vuoi vedere Argentina - Serbia e Olanda - Costa d' Avorio on line in streaming? Trovi tutto qui

( nella foto la voce ufficiale nerazzurra, Interchannel)
Io sto con Mancini intervista Bible Black
1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Scusami Dio se ho dubitato della Tua esistenza...
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
Spero che la Juve sia in C1 (ma sarebbe ancora troppo poco...) ed il Milan nel suo habitat ideale: la B
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
Certo! Fosse per me farei una petizione per riappropriarci anche degli scudetti 97-98 e 2001-02 (tra i tanti!)
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
Si... ma certo volte anche un fesso ti rende orgoglioso!
5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?
Sì. Anche perchè mi è piaciuto molto nelle sue esternazioni antijuve e se poi consideriamo che l'alternativa poteva essere Capello (brrr... ho i brividi!) allora il Mancio me lo tengo stretto!
6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?
Mandandolo di corsa al Real (ma in cambio di un bel pacco di soldi!)
7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?
VADE RETRO SATANA!!!
8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?
Va bene anche Pizarro... tanto l'anno prossimo la concorrenza non dovrebbe essere così agguerrita...
9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.
Biscardi se mi fa uscire con la valletta del Progesso
10 – Dì' qualcosa di interista.
Beccalossi e Brehme vi amo!
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Riappare Roberto Mancini, dalla Sardegna, in vacanza con la moglie Federica. Ai microfoni del programma sui Mondiali di Ivan Zazzaroni su Radio Deejay, l' allenatore nerazzurro è tornato a parlare di tutto, da Germania2006 a Toni, da Adriano a Calciopoli. Nell' intervista che potete trovare anche qui spicca la preferenza per Toni, un certo catenaccio su Calciopoli e soprattutto su Adriano, parso come sempre impresentabile sotto il profilo fisico, e il dispiacere per la perdita di Veron. Sotto il sole di Porto Cervo quindi si sta godendo le partite dei Mondiali e le rivincite verso chi, come Moggi e la sua combriccola di giornalisti e financo arbitri, non ha mancato occasione per fargli pagare quel suo non aver paura del sistema e combatterlo dall' interno. In fondo lo ha fatto più Mancini che la stessa società Inter, che si accontentava di avere una ricca fetta dei soldi dei diritti tv in cambio di un mantenimento dello status quo che non prevedeva vittorie sportive. Per il Mancio l' estate si preannuncia più tranquilla perchè, con il probabile declassamento almeno della Juve in classifica, si aprono le porte della Champions senza passare dai preliminari. La terza stagione, quella che deve essere della vittoria, può essere preparata con più calma. Ora non si può davero più sbagliare, da Moratti e Mancini in giù.
( nella foto due che spero si scordino il passato )
Io sto con Mancini intervista Adriano Blog
1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Ecco lo sapevo...
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
Juve serie B, Fiorentina serie B, Roma penalizzata, Milan penalizzato
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
No vorrei la faccia di Moggi dietro le sbarre :)
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
No Moratti è una persona per bene e da tutto questo ne esce come vincitore morale .
5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?
Sì, Mancini è un bravissimo allenatore e una bravissima persona è un onore averlo all'Inter
6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?
Adriano è pagato 4m di euro all'anno io fossi in lui riderei dalla mattina alla sera
7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?
Un regalo!
8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?
Veron è stato un grande leader, non se ne vedevano così dai tempi di Simeone, dobbiamo prenderne un altro così
9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.
Galliani
10 – Dì' qualcosa di interista.
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TEAMS :Spagna , Ucraina , Tunisia , Arabia Saudita
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Medio bassa. Un buon rodaggio per la Spagna che sembra matura finalmente per arrivare tra le prime 4, forte anche di un calendario non impossibile almeno fino ai quarti. La debuttante Ucraina, se Shevchenko non ritrova la forma rapidamente dopo l’ infortunio, non costituisce un ostacolo rilevante e se le altre componenti del girone si chiamano Tunisia, falcidiata dagli infortuni, e Arabia Saudita, si capisce come Germania2006 possa essere il Mondale delle Furie Rosse
LA STELLA : Con lo sbiadito Raul degli ultimi mesi e Sheva non completamente recuperato, Fernando Torres, bandiera dell’ Atletico Madrid, ha tutti gli occhi addosso. Deve dimostrare di essere pronto al grande salto nell’ elite europea, magari lasciando i colchoneros e approdando in una squadra che può farlo lottare per vincere qualcosa.
IL CAPOCANNONIERE : Il Toni di Spagna si chiama David Villa, implacabile goleador valenciano. Non un fuoriclasse, ma uno che vede e sente la porta come pochi.
LA RIVELAZIONE : Tymoschuk è l’ uomo dal quale passano tutte le azioni della Ucraina. Centrocampista con grande senso tattico e molto disciplinato, è dotato di un ottimo tiro e sa inserirsi pericolosamente in area. A 27 anni è nel pieno della maturità
IL GIOVANE : A 18 anni è sulla bocca di tutti per aver fatto dimenticare ai Gunners in poco tempo un certo Vieira. Cesc Fabregas è l’ uomo più atteso in Spagna anche se deve affrontare la concorrenza de vari Senna e Xavi a centrocampo.
DA VEDERE : quali spazi avranno Reyes e Joaquin, il crepuscolo di Raul, come sta Shevchenko, se Tunisia e Arabia Saudita riusciranno a fare la sorpresa
QUALIFICATE : Se oggi supera il fortino Ucraina, squadra molto compatta, conquisterà 9 nove su 9. La Spagna è un grande mix tra esperienza dei veterani e talento dei giovani. Ucraina comodamente seconda, specie con Sheva dentro nelle ultime due partite. Poi Tunisia e Arabia nell’ ordine.
Da oggi potrete ammirare sempre nella home page i video di alcune storiche partite dei Mondiali.
Si parte con Brasile - Argentina del 1982 in Spagna, nello storico girone di qualificazione alle semifinali che comprendeva anche l' Italia. Zico ( nelle due foto nel 1982 e oggi ),Eder,Junior, Socrates..un Brasile paragonabile per talento e propensione offensiva a quello odierno.
Se invece volete scaricare gratis e rivedere per intero le partite di Germania 2006 o le azioni principali cliccate qui
Vedere Trezeguet 90 minuti in panchina e Adriano e Ronaldo in campo sono uno di quei misteri del calcio che si possono spiegare solo facendo riferimento a situazioni che esulano da questioni tecniche. Come rinunciare ad uno dei goleador più prolifici per eccellenza in una partita che non si riesce a sbloccare? Semplice, il clan dominante nella nazionale transalpina che supporta Domenech è convinto che Henry si esprima meglio giocando da unica punta, come avviene nell’ Arsenal, e che con Trezeguet non ci sia feeling. Tecnico e caratteriale. Meglio Wiltord, Saha o il debuttante Ribery. Nel Brasile di ieri le sconcertanti prestazioni dei due attaccanti, l’ arrancare del povero Emerson in copertura e l’ affollamento di giocatori nel mezzo avrebbero dovuto suggerire a Parreira che c’ era da cambiare qualcosa. Non togliendo una punta fantasma per un’ altra punta, ma far entrare uno come Juninho, Ricardinho o Gilberto Silva per riequilibrare lo schieramento e liberare l’ estro di Ronaldinho e Kakà. Ma il Brasile è la patria del calcio offensivo ed economico e tifosi e sponsor male avrebbero visto una mossa del genere. Ai verdeoro è bastata una prodezza di uno dei loro fuoriclasse per vincere, la qualificazione era assicurata già prima di giocare. A proposito di complicarsi la vita, anche in Italia siamo maestri. Ci si sorprende del nervosismo di Del Piero, ma è pienamente comprensibile. O si punta su di lui oppure, dopo le fallimentari esperienze precedenti negli Europei e nei Mondiali, in cui ha fatto la spola tra campo e panchina, si lasciava a casa. Qui non siamo alla Juve in una stagione lunga 8 mesi, possibilità di risalire nelle gerarchie ce ne sono poche in una manifestazione che al massimo dura un mese, specie dopo un debutto del genere. Se non avesse un ricco contratto milionario con una azienda che da mesi lo porta nelle case italiane con l’ ex miss Italia probabilmente si sarebbe fatto da parte da solo. Evidentemente non può, ma che brutto vederlo sbagliare un gol fatto e falciare un ragazzino nella partitella a Duisburg....

TEAMS :Francia, Svizzera , Corea del Sud , Togo
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Se la Francia è quella vista nel girone di qualificazione, lo spettacolo sarà abbastanza modesto. Se ritorna al livello che la potenzialità della rosa impone, potrebbe chiudere a 9 punti. Solo la Svizzera appare in grado di creare qualche problema, mentre la Sud Corea non potrà più sfruttare l’ effetto Hiddink e il fattore campo. Del Togo si conosce pochissimo e punterà tutto sul match con gli asiatici per evitare lo zero nei punti fatti.
LA STELLA : Thierry Henry è il leader in campo e fuori, tanto da decidere persino chi preferisce avere al suo fianco. Reduce da una stagione eccezionale con l’ Arsenal, deve confermarsi in una squadra che, Zidane compreso, riconosce in lui l’ unica stella.
IL CAPOCANNONIERE : Henry stesso, ma i francesi sono una squadra capace di andare in gol con molti effettivi. Trezeguet parte dalla panchina ma sembra impossibile che non lascerà un segno in questi Mondiali. Un altro nome? Lo svizzero del Rennes Alexander Frei
LA RIVELAZIONE : Tornato a casa Vonlanthen per infortunio, è il 21enne centrale Senderos, che nelle file dell’ Arsenal ha sostituito nel migliore dei modi Campbell, a candidarsi come uno dei pochi giovani difensori centrali di grande prospettiva del torneo.
IL GIOVANE : Restiamo nei Blues. A furor di popolo Domenech sembra deciso a lanciare il talento del Marsiglia Ribery, il Tevez di Francia, che con i suoi dribbling e le sue accelerazioni può sorprendere.
DA VEDERE : Chi sarà l’ allenatore del Togo, la potenza di Adebayor, l’ ammazza Italia Ahn, se Advocaat farà il miracolo come Hiddink con i coreani, Zidane prima del ritiro, la pelata di Barthez, come stanno gli juventini francesi Vieira e Thuram
QUALIFICATE : Francia e Svizzera. In questo ordine. Un altro nome sarebbe tra le sorprese assolute di questa prima fase.

Un calcio alla tradizione. Un gioco offensivo, anche gradevole e coinvolgente, con annessi contropiede subiti potenzialmente letali, un trequartista libero di inventare e prendersi le sue pause partecipando ben poco alla fase difensiva, due punte vere che stanno vicino all’ area e si preoccupano del gol e di poco altro, un regista dai piedi buoni davanti alla difesa che fino a qualche anno fa giocava trequartista, due centrocampisti che sanno contrastare ma soprattutto essere pericolosi incursori. Questa l’ Italia del debutto mondiale contro il Ghana, più vicina come mentalità alla scuola olandese e brasiliana che a quella di Bearzot, Maldini e Trapattoni. Meglio così, è quel che serviva ad una nazione stanca di essere schiava di catenacci tattici in campo e dialettici fuori, che si ritrova in strada a festeggiare una vittoria di buon auspicio ma per nulla indicativa sul proseguio del torneo. La voglia di liberarsi dal tunnel in cui ci ha ficcato la sporca combriccola di Moggi è evidentemente forte. Quindi diamo a Lippi quel che è di Lippi, l’ aver tenuto fede al suo ciclo azzurro e non aver abiurato questo dna offensivo pur con un Totti che ha limitato parecchio il suo raggio d’ azione, giocando poco la palla e cercando spesso il passaggio di prima, indice di una condizione ancora approssimativa. Non è una bestemmia calcistica dire che proprio il fatto di aver toccato pochi palloni da parte del capitano romanista ha favorito Andrea Pirlo, match winner con un gol e un assist e unico punto di riferimento per la manovra. Una regia illuminata e autorevole anche sotto il profilo della continuità, ben spalleggiato da un Perrotta inesauribile, in forma campionato. Un altro gallone al merito per il lavoro di Spalletti nella capitale. Contro un Ghana spuntato e dalla mira sballata, non si sono pagate certe situazioni in cui ci si è fatti prendere d’ infilata dalle penetrazioni dei centrocampisti che si sono trovati liberi di mirare alla porta di Buffon. Giocare con un centrocampo così tecnico e di default in inferiorità numerica è un rischio calcolato che si può prendere se come ieri Cannavaro e Nesta sono stati perfetti o se davanti Toni e Gilardino sono cecchini inesorabili, cosa che ieri invece non è successa. Lasciare questi spazi a Rosicky e Nedved non è consigliabile, quindi la scelta della ripresa di arretrare il raggio d’ azione è stata molto saggia e da allora, pur non creando molto, non si è corso più alcun rischio, con Essien, quasi sempre lui, costretto a tirare da fuori area. Non mi sorprenderei se nell’ ultima contro i cechi si rivedesse in campo Gattuso per puntellare la fase di contenimento. Per ora godiamoci questa cartolina che la Nazionale e i suoi appassionati tifosi spediscono in Italia da Hannover: l’ immagine del nostro calcio per una sera non è più quella furba e sparagnina del presente e del recente passato.
Vuoi rivedere e scaricare on line l' intera partita Italia - Ghana ? Oppure Repubblica Ceca - USA ? Tutte le partite del Mondiale e non solo ?
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A poche ore dal debutto mondiale, leggendo la probabile formazione che sarà schierata stasera ad Hannover, spunta un dato eclatante: l’ Italia del blocco biancorossonero non c’è più. Spazzata via da infortuni, cali di forma e forse anche dallo scandalo intercettazioni, che ha prosciugato più di altri le energie psicofisiche degli azzurri di Juventus e Milan. Sono sopravvissuti a questa perestrojka calcistica solamente Buffon, Cannavaro, Nesta, Gilardino e Pirlo, e per ognuno di loro c’è chi, financo a ragione, invoca di far giocare un altro al loro posto. Il capitano della Nazionale travolto dalle dichiarazioni pro Moggi, Buffon dalle scommesse, Nesta che è stato praticamente sempre fermo ai box durante il ritiro premondiale,Gilardino che non è così intoccabile e il regista rossonero che non sembra in grado di reggere le sorti del centrocampo e sul quale non sono fugate le perplessità dell’ impiego simultaneo con Totti. Gli altri? Gattuso e Zambrotta out per guai muscolari, Camoranesi ha lasciato il posto a Perrotta, Del Piero novello Achille tornato nel posto che gli è stato abituale anche alla Juve, cioè in panchina, e Filippo Inzaghi che sembra addirittura superato nel gradimento del ct da Iaquinta, in ballottaggio con Lucarelli fino all’ ultimo per partecipare ai Mondiali. Se quindi ora ci sono come titolari tre romanisti, due palermitani e un fiorentino, perché tifare contro l’ Italia ? Fino a prova contraria più di calciopoli sembra aver fatto Marcello Lippi, non si sa quanto liberamente, per presentare una Italia nuova e si spera vincente e convincente.

( nella foto uno slogan davvero emozionante )
Io sto con Mancini intervista Inter Emotional site
1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Non mi sono stupito, ero solo in attesa del momento in cui il gioco
sporco della Juve venisse scoperto!
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
Juve in B, le altre ancora in A con penalizzazione
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
Assolutamente no, non voglio scudetti attribuiti da sentenze.
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
Mi sono (ma solo in parte..) ricreduto. Avanti con Moratti.
5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?
Tutto sommato sì, soprattutto se l'alternativa era Capello
6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?
Una domanda veramente difficile... Il problema è solo lui.
7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?
Credo che sarebbe un pacco, e ricordiamo che i tifosi dell'Inter non
dimenticano...
8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?
Io darei fiducia a Pizarro, senza Veron credo che farà bene.
9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.
Biscardi, ma solo per rispondere alla domanda.
10 – Dì' qualcosa di interista.
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Sempre più orgoglioso dei nostri colori, e ci aggiungo un grande FORZA INTER
Gioca. Non gioca. La margherita che sta sfogliando Marcello Lippi non sarebbe nemmeno presa in mano dal ct del Brasile Parreira. Che ha detto una verità che a chi ama il calcio italiano non può non far male. Nel Brasile dei Kakà e dei Ronaldinho Francesco Totti starebbe a guardare. In panchina, probabilmente con meno probabilità di entrare di Junino Pernambucano, stella del Lione, e di Robinho, l’ uomo dei prossimi Mondiali in Sudafrica. La considerazione sulla povertà tecnica di questa Nazionale, non a caso allenata da Marcello Lippi, uno che alla Juventus ha sempre puntato più sulla forza che sul talento, è esercizio di onestà intellettuale e calcistica che tutti dovrebbero fare. Il romanista, di gran lunga il migliore sotto il profilo tecnico dei nostri in Germania, è stato tra l’ altro nel biennio lippiano più una speranza che una certezza: tra un infortunio e l’ altro è stato presente per meno del 50% delle convocazioni. Senza dare mai l’ impressione di essere un leader del gruppo, né in campo con le sue prestazioni, né fuori, con l’ esempio comportamentale e le sue dichiarazioni. Il girone di qualificazione, l’ unico che conta poiché le amichevoli pur prestigiose non fanno mai testo, era impossibile da non superare per la modestia dei nostri avversari, ma già un gruppo con Repubblica Ceca, Stati Uniti e Ghana suscita molti timori. Come non sottolineare che Essien e Nedved nel nostro centrocampo sarebbero titolari? Senza scomodare Ronaldinho. Quindi le speranze di fare strada sono nei piedi degli uomini gol, su Toni e su Gilardino. Francesco Totti, atleticamente poco presentabile, è l’ anima e il leader della Roma in Italia, ma in campo internazionale e in azzurro, se si esclude la breve parentesi di Euro2000, rappresenta il Godot della situazione. Quello che tutti sperano, aspettano, ma non arriva mai.
Da oggi i post sul Mondiale anche su

L’ alba. Alle 18, orario inconsueto per il sole che sorge. Il calcio può anche questo. L’ alba del Mondiale 2006 è fra poche ore e gli appassionati di calcio, football, soccer, futbol di mezzo mondo, letteralmente perché si pensa che la platea planetaria sarà di oltre tre miliardi di persone, per un mese sconvolgeranno almeno un po le loro abitudini per dare un occhio ad una o più delle 64 partite n programma. Il potere taumaturgico dello sport più conosciuto e praticato della Terra è immenso, tanto che popoli e nazioni che si fanno la guerra da decenni si sono sfidati lealmente su un campo di calcio accettandone serenamente il verdetto. Come non ricordare le sfide tra Iraq e Usa alle Olimpiadi, tra Iran e Usa ai Mondiali, tra le due Coree ? E’ di queste ore la notizia che il capo delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin in Palestina, un capo ultras un milione di volte più pericoloso di uno qualsiasi delle nostre curve, ha annunciato una tregua mondiale di un mese perché la popolazione sarà completamente assorbita dai Mondiali. Si lavora pesantemente, si fanno sacrifici e non si mangia per il calcio. Molti tifosi ghanesi, quasi tutti decisamente al di sotto della più bassa soglia di povertà di una qualsiasi Nazione europea, hanno fatto una colletta per permettere alla spedizione della Nazionale di calcio di pagarsi le spese di viaggio e di albergo. Staranno a casa, con un posto in duecentesima fila davanti alle tv, da chi se la può permettere. Stanno invece arrivando in Germania i tifosi della Torcida brasileira, che mostreranno al mondo il loro spettacolo di colore e ballo, un inno alla gioia alla vita attraverso il futbol. Certo, avendo Ronaldinho, Ronaldo, Kakà, Adriano e Robinho come punte aiuta. Anche per l’ Italia e gli italiani sarà una occasione speciale. Lo scandalo che sta spazzando via i vertici di questo sport e uccidendo le passioni e i sogni di milioni di persone, sia per quello che è venuto alla luce sia per la faccia tosta di presentarsi davanti ai magistrati come se nulla fosse successo, ha dato una grande picconata alla credibilità generale di questo mondo. Non c’è una attesa spasmodica come in passato per l’ evento, le bandiere sono nei cassetti, i giornali puntano più su Moggi, Borrelli e Galliani che su Totti e Del Piero per vendere le loro copie, interpretando alla perfezione il sentimento generale. L’ Italia come il Vietnam, anzi peggio, visto che uno scandalo di minori proporzioni sulle partite truccate che ha coinvolto allenatori e dirigenti per una valore complessivo di 600 euro rischia di costare a questi personaggi20 anni di galera. Un partito abbastanza numeroso tiferà per un’ altra squadra, anche piccola, ma espressione di una assoluta pulizia di valori. Almeno finchè suonerà l’ inno nazionale in quel di Hannover dove mi recherò fra poche ore. A quel punto, per 90 minuti e oltre, i Moggi e i Galliani usciranno dalla mente e dagli occhi. 90 minuti che molti semplici appassionati di calcio non potranno nemmeno gustarsi in Iraq, se non rischiando di incorrere in una fatwa, ben peggiore di una squalifica, lanciata da uno dei signori della guerra di una fazione islamica. Perché in certi luoghi del mondo esporre una bandiera brasiliana e sognare un giorno di poter tifare in uno stadio significa rischiare la vita. Buon Mondiale a tutti, iracheni compresi.
DOMANI PARTO PER LA GERMANIA PER SEGUIRE ITALIA GHANA. IL RACCONTO DEL DEBUTTO DEGLI AZZURRI E DELL' ATMOSFERA DEL MONDIALE SARA' ON LINE MERCOLEDI' !
( nella foto 4 giocatori stranieri dell' Inter: più internazionale di così... )
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1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )
Dio esiste!
2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?
In serie B
3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?
No, voglio una scritta MAI IN B
4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?
Sì, gli onesti sono sempre fessi in questo mondo.
5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?
Sì, se poi non vedo più Recoba e Wome su quella panchina, sono ancora più contento!
6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?
Si compra tutto il Brasile!
7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?
Un pacco-ne
8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?
Emerson anche se è un uomo di M.
9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.
Biscardi, in fondo è il classico italiano che Sordi ha spesso interpretato nei suoi film. Sta dalla parte dei potenti ma in fondo è buono.
10 – Dì' qualcosa di interista.
Basta citare Prisco, l'interista numero 1. Dopo che ho stretto la mano a un milanista mi lavo la mano, dopo che l'ho stretta a uno juventino, controllo se ho ancora il portafoglio...
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TEAMS :Brasile, Giappone , Australia , Croazia
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : I campioni del mondo alzano il livello di un girone equilibrato tecnicamente ma verso il basso. Ci sono due squadre come Australia e Giappone che si candidano al ruolo di sorprese, ma la Croazia è tra le più deboli europee di seconda fascia che brasiliani potessero pescare. In sostanza lo spettacolo sarà veder giocare i vari Kakà Ronaldinho, Ronaldo, e Adriano insieme, alla faccia di compatibilità tecnico tattiche.
LA STELLA : E’ il mondiale di Ronaldinho, negli ultimi 4 anni cresciuto considerevolmente fino a diventare indiscutibilmente il numero 1 nella considerazione planetaria. Chissà che Kakà, anche lui diventato nel frattempo una star mondiale, gli rubi un po di scena.
IL CAPOCANNONIERE : Ronaldo, se vesciche e infortuni muscolari lo permettono. E’ motivatissimo e deciso a diventare il più prolifico goleador della storia dei Mondiali. All’ ultimo appuntamento internazionale della sua carriera che ancora gli interessa. L’ Adriano visto negli ultimi giorni, con un impegno e una professionalità che all’ Inter non aveva, si candida per un posto dietro all’ ex Fenomeno. Una sorpresa? Voto il croato Klasnic e il giapponese Oguro..
LA RIVELAZIONE : Juninho Pernambucano parte dalla panchina ma quando è entrato ha fatto sempre vedere che potrebbe tranquillamente essere un titolare. Con Emerson e Ze Roberto davanti, specie se il primo non ha recuperato dalle fatiche juventine, si potrebbero aprire spazi interessanti.
IL GIOVANE : Se Adriano o Ronaldo avessero dei problemi, toccherebbe a Robinho e, dopo un anno di Liga positivo ma non strepitoso, potrebbe esplodere. Il suo Mondiale dovrebbe essere quello in Sudafrica, ma potrebbe lasciare il segno prima. Un altro nome? Kranycar, 21enne fantasista dell’ Hajduk, di cui tutti dicono un gran bene.
DA VEDERE : la colonia italiana dell’ Australia, la coppia di attaccanti Klasnic – Prso, quanto corrono i giapponesi e se Zico avrà infuso un po del suo talento ai vari Santos, Nakata e Nakamura, lo spettacolo del calcio bailado del Brasile e dei suoi tifosi.
QUALIFICATE : Brasile prima, con la possibilità concreta di fare percorso netto, tre vittorie su tre. Mi aspetto una sorpresa: il Giappone alla terza partecipazione di fila potrebbe approfittare del fatto che incontra l’ Australia al debutto, che ritorna ai Mondiali dopo 30 anni, anche se con quel vecchio volpone di Hiddink in panchina le cose potrebbero cambiare, come ben ricordiamo con i coreani 4 anni fa. Alla Croazia do leggermente meno chances di qualificazione delle altre.

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TEAMS :Italia , Repubblica Ceca , Stati Uniti , Ghana
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Per colpa dell’ Italia molto equilibrato. Repubblica Ceca, Usa e Ghana non arriveranno tra le prime 4 del Mondiale ma, a causa dello scandalo intercettazioni, degli infortuni, della scarsa condizione atletica e di una bassa qualità media della squadra, Lippi dovrà sudarsi la qualificazione fino in fondo con il rischio concreto di fare peggio del Trap.
LA STELLA : Dovrebbe essere Totti, ma purtroppo per noi è in condizioni fisiche al momento impresentabili e nelle grandi occasioni in Nazionale ha mostrato ben poco. Idem Del Piero. Il vero fuoriclasse di questo girone è un portiere: il ceco Cech, che milita nel Chelsea, e che è il migliore nel suo ruolo.
IL CAPOCANNONIERE : Toni o Gilardino, se avranno qualche palla buona, potrebbero essere letali in attacco. Hanno il gol nel sangue e per il fiorentino è stata una stagione straordinaria.
LA RIVELAZIONE : La coppia di centrocampisti della Repubblica Ceca, Polak e Rosicky, può stupire. Specie il primo, sconosciuto ai più, reduce da una annata molto positiva nelle file del Norimberga. Il ghanese Essien cerca riscatto dopo un impatto difficile con la Premier League e quindi se si riproponesse ad altissimi livelli potrebbe essere una sorpresa.
IL GIOVANE : Gli americani Donovan, folletto dei Los Angeles Galaxy, e Dempsey, metronomo dei N.E. Revolution, sono pronti per l’ Europa. Si preparano da 6 mesi per questo appuntamento e sono dati in grande forma.
DA VEDERE : il comportamento in campo degli italiani, Del Piero e Totti all’ ultimo treno della carriera in azzurro, i vecchietti terribili Nedved e Poborsky, Asamoah dal Modena al Mondiale, il centrocampo ghanese, la voglia di emergere degli States.
QUALIFICATE : Pronostico solo all’ apparenza facile, in realtà le incognite che pesano sull’ Italia stravolgono il giudizio. La Repubblica Ceca mi sembra quella che dà più garanzie, strenua lotta tra Usa e Italia per il secondo posto. Solo con una vittoria all’ esordio il Ghana potrebbe inserirsi.

TEAMS :Portogallo , Messico , Iran , Angola
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Tecnicamente uno dei gironi meno interessanti. Il Portogallo, reduce dal secondo posto nell’ Europeo casalingo, può confermarsi e fare molta strada. Il Messico ha gli ottavi nel mirino, ma occhio all’ Iran, le cui motivazioni si spingono ben al di là dello sport e che può contare su calciatori che già giocano in Bundesliga. Per l’ Angola essere al Mondiale è già una vittoria.
LA STELLA : Luis Figo ha dimostrato che il suo viale del tramonto è ancora lastricato di stelle: una stagione più che positiva nelle file dell’ Inter e una leadership ancora forte in una squadra che può contare anche su Deco e Cristiano Ronaldo.
IL CAPOCANNONIERE : Pauleta finalmente ha trovato con continuità la via del gol anche in Nazionale, colmando la lacuna storica dei portoghesi. Punto su una sorpresa: l’ iraniano Hashemian, l’ airone dell’ Hannover, oppure il messicano Borgetti, che in Premier nel Bolton non ha avuto molta fortuna, ma nella Tricolor è una sicurezza.
LA RIVELAZIONE : Uno dei segreti dell’ Amburgo è stato il centrocampista Mahdavikhia, che sa abbinare qualità e quantità. Chi non lo conosce lo farà presto.
IL GIOVANE : Si va sul sicuro nell’ indicare Cristiano Ronaldo, ala del Manchester United, che se in Inghilterra non ha forse avuto una squadra all’ altezza delle aspettative, in Nazionale può consacrarsi.
DA VEDERE : i dribbling di Figo e di Ronaldo, il panchinaro di lusso Simao, la sfida fra barcellonisti Marquez contro Deco, le motivazioni dell’ Iran, se l’ Angola riuscirà a fare un gol.
QUALIFICATE : Il Portogallo ha un allenatore grandissimo come Felipe Scolari che è campione mondiale in carica e vicecampione europeo. Portoghesi primi nel girone, Messico secondo quasi certamente, ma l’ Iran è tutt’ altro che una vittima sacrificale.
Prima Giraudo e Moggi erano due amici, la vicenda solo un pissi bau bau. Poi Berlusconi ha invocato la restituzione degli scudetti meritati sul campo e Luciano Moggi ha dichiarato che il vero potere è quello di chi detiene i diritti televisivi e che le intercettazioni sono state tolte dall’ insabbiamento della FIGC per una ritorsione di Galliani per un suo approdo in via Turati. Prima non c’ era nessuna intercettazione che riguardava Zio Fester, dimettersi dalla presidenza di Lega era impensabile e vietato da Berlusconi, Leonardo Meani era un ristoratore di Lodi che nel tempo libero si occupava degli arbitri che transitavano da San Siro. Poi son venute fuori le pressioni sistematiche su Mazzei e sui guardalinee, Meani è a tutti gli effetti tesserato col Milan, sentiva spesso l’ amministratore delegato rossonero facendosi portavoce delle sue incazzature e ottenendo l’ assenso per la nomina di dirigenti arbitrali e per le designazioni, Borrelli e Rossi sono l’ espressione dell’ occupazione isituzionale della sinistra, da ogni dove chiedono le dimissioni dalla Lega per l’ evidente coinvolgimento nello scandalo e l’ insostenibile conflitto di interessi. Siamo agli ultimi giorni: da Villasimius, nell’ occasione in cui vengono coccolati sponsor e giornalisti amici, ancora Zio Fester grida al complotto di una certa stampa per coinvolgere a tutti i costi il Milan, l’ avvocato Leandro Cantamessa è intervistato ogni giorno nella fascia pomeridiana di Studio Sport su Italia Uno dal fido Pellegatti per tranquillizzare i tifosi del Diavolo e Silvio Berlusconi, dall’ alto o dal basso della sua posizione di ex presidente del consiglio trombato per la legge elettorale voluta a tutti i costi, che, facendo spregio di ogni elementare principio democratico e giuridico, sbraita che “ o è colpa di tutti o di nessuno”. Delle due l’ una: o l’ ignaro e indifeso Milan, espressione di uno dei centri di potere più influenti in Italia, è al centro di una cospirazione che al confronto quelle narrate dal Codice da Vinci sono barzellette, oppure, usando una metafora, il ladro è stato scoperto con le mani nella marmellata e si giustifica dicendo che lo fanno tutti. Si salvi chi può.

TEAMS :Argentina , Costa d'Avorio , Olanda , Serbia e Montenegro
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Il girone di ferro di Germania 2006, assolutamente da non perdere perché potenzialmente tutte e 4 le squadre hanno la possibilità di qualificarsi. C’è l’ Argentina che nel girone di qualificazione sudamericana è stata al livello del Brasile, rifilandogli anche un sonoro 3 a 1. C’ è la Serbia che ha costretto agli spareggi la Spagna, grazie ad una difesa di ferro. C’è la migliore africana, la Costa d’ Avorio, alla prima esperienza mondiale. C’è la giovanissima Olanda di Van Basten, che ha puntato sulla freschezza e sul talento lasciando a casa senatori come Davids e Seedorf.
LA STELLA : Non parte titolare, ma probabilmente non ci metterà molto a conquistarsi il posto. Lionel Messi, superato il problema muscolare che gli ha fatto perdere gli ultimi 3 mesi con il Barcellona, a 18 anni può già lasciare una traccia indelebile. Alla sua età Ronaldinho non era così forte, è una delizia per gli occhi.
IL CAPOCANNONIERE : Hernan Crespo, Ruud Van Nistelrooy, Didier Drogba: uscirà fuori da questo lotto. Se dovessi proprio scommettere punterei sull’ africano, più continuo e più brillante degli altri due reduci da una stagione con molta panchina.
LA RIVELAZIONE : Date un occhio a Dirk Kuiyt, ala del Feyenoord e degli orange. Ha tecnica, fantasia, dribbling, un ottimo tiro, un grande senso tattico. Van Basten stravede per lui. Meno conosciuto è il bombardiere della Stella Rossa allenata quest’ anno da Zenga, quel Nikola Zigic alto quasi 2 metri, su cui si scatenerà il mercato.
IL GIOVANE : Dire Messi è facile, quindi dico Arjien Robben, terzo alfiere dell’ attacco olandese con Van Nistelrooy e Kuijt. Nel Chelsea Mourinho l’ ha un po accantonato, ma vorrà riscattarsi ai Mondiali. Se Messi non stesse bene, Carlos Tevez, 22 anni, potrebbe sostituirlo degnamente.
DA VEDERE : tutte le partite promettono spettacolo e gol, i numeri di Messi, il derby interista tra Cambiasso, Cruz e Stankovic
QUALIFICATE : Pronostico difficilissimo. Dico Argentina e Costa d’ Avorio, leggermente favorite sull’ Olanda che potrebbe pagare una certa inesperienza e qualche infortunio dell’ ultima ora. La Serbia, squassata dalle polemiche, difficilmente ce la farà. Attenzione: gli argentini sono capaci di complicarsi la vita e l’ abbondanza di campioni, unita alle rinunce incomprensibili a Samuel, Zanetti e De Michelis, potrebbe rivelarsi un boomerang.

TEAMS :Inghilterra , Svezia , Paraguay , Trinidad e Tobago
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Una delle favorite alla vittoria finale, l’ Inghilterra, una squadra sempre difficile da affrontare, la Svezia, una sudamericana più forte delle ultime due edizioni in cui ha sempre raggiunto gli ottavi, il Paraguay, e una cenerentola del torneo, Trinidad e Tobago. Media difficoltà, potrebbero esserci sorprese solo se gli inglesi si complicassero la vita nell’ esordio contro i biancorossi.
LA STELLA : Con Rooney a mezzo servizio, si contendono lo scettro gli inglesi Lampard e Gerrard, tra le migliori coppie di centrocampo del mondo. A livello di talento puro però il mio preferito resta un certo Ibrahimovic…
IL CAPOCANNONIERE : Nelle occasioni importanti Michael Owen sa fare la differenza. Se sta bene, punto su di lui. In alternativa lo stesso Lampard o quel vecchio volpone di Henrik Larsson, al canto del cigno di una splendida carriera come goleador.
LA RIVELAZIONE : Il lungagnone del Liverpool Peter Crouch è dato in splendida forma e potrebbe sfruttare gli spazi lasciati da Rooney in attacco.
IL GIOVANE : A 23 anni, da ben 7 in Germania, il paraguaiano Santa Cruz non può più rinviare la sua definitiva esplosione. Poco conosciuto ma molto apprezzato in Europa il cervello del Rennes Kallstrom
DA VEDERE : la pettinatura di Beckham, se Rooney recupera dall’ infortunio, se Walcott debutterà in un Mondiale a 17 anni, i numeri di Ibra, il vecchio Yorke ex Manchester United, le critiche che riceverà Eriksson se non vincerà.
QUALIFICATE : Inghilterra più seconda che prima, la Svezia se Ibra sarà stellare potrebbe anche vincere il girone. Il Paraguay ha un cammino in salita, ma se ferma gli inglesi all’ esordio potrebbe gasarsi. Trinidad punta a non essere la squadra materasso del torneo.
Guarda il video di Zlatan Ibrahimovic nella home page !
Da Favalli e Wome a Grosso e Maxwell. Non saranno due fenomeni i titolari della fascia mancina dell’ Inter 2006 – 2007 ma mi pare un passo avanti abbastanza deciso sotto il profilo della qualità complessiva. Entrambi hanno una predisposizione più offensiva che difensiva, sono più fluidificanti che marcatori insomma, ma compensano il deficit con il grande fisico e un piede sinistro molto sensibile, specie l’ ex palermitano. Se l’ ex Ajax è arrivato a parametro zero, Grosso è costato 5,5 milioni di euro più DellaFiore, prodotto del vivaio e nel giro della prossima Under: un investimento considerevole in un mercato bloccato per colpa di Calciopoli. Tutti sanno che ritengo molto più importante per una squadra formare un asse centrale portante di grandissimo livello e quindi gli esterni sono meno essenziali per stabilire le potenzialità di una grande squadra. In questo senso stiamo a vedere chi saranno i due campioni, uno a centrocampo e uno in attacco, che arriveranno nei prossimi mesi. E il passaporto mi interessa relativamente.

TEAMS :Germania , Polonia , Ecuador , Costarica
DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Tra i più poveri tecnicamente. La Germania non sfuggirà alla regola che vuole il Paese organizzatore sempre oltre il primo turno. La Polonia non supera il primo turno da 20 anni, l’ Ecuador lontano dagli oltre 2000 metri di Quito non ha mai fatto grandi cose e la Costarica non sembra in grado di ripetere i miracoli di Italia ’90.
LA STELLA : Michael Ballack, capitano e trascinatore dei tedeschi già 4 anni fa in Corea e Giappone, squalificato in finale. E’ il motore del centrocampo, l’ unico in grado di decidere una partita con le sue accelerazioni e di fare la differenza nel gioco monocorde dei padroni di casa.
IL CAPOCANNONIERE : Uno tra Klose e Podolski, coppia d’ attacco della Germania. Con il solito Ballack in agguato. Possibili sorprese il costaricano Wanchope e il polacco Zurawski.
LA RIVELAZIONE : Schweinsteiger, il 21enne centrocampista del Bayern, l’erede di Ballack. Ha l’ occasione e le qualità per imporsi definitivamente.
IL GIOVANE : Lukas Podolski, neo acquisto dello stesso Bayern. 7 reti in 13 partite ne fanno il Gilardino di Germania.
DA VEDERE : il tifo dei padroni di casa, la flemma di Klinsmann in panchina, la rivalità tra tedeschi e polacchi, se Lehmann non farà rimpiangere Kahn,
QUALIFICATE : Germania sicuramente prima, la Polonia si fa preferire all’ Ecuador per il fatto di giocare in Europa e per la maggiore esperienza internazionale di giocatori come Kosowski, Krzynovek e Zurawski.
Molti, non solo tifosi poco avvezzi di regolamenti e di giustizia sportiva, non riescono o vogliono capire dove sta la prova dell’ illecito, quella che volgarmente viene chiamata la valigetta con i soldi. Premesso che nel 2006 questi sono mezzi obsoleti, se escludiamo quel che è accaduto l’ anno scorso al Genoa e che fa capire come nel mondo del calcio si fosse così sicuri di una impunità diffusa da commettere reati alla luce del sole, lo scandalo delle intercettazioni ha mostrato come la rete messa in piedi da Moggi e Giraudo per primi e da Meani e Galliani come conseguenza, fosse di tipo sistemico o ambientale che dir si voglia. Ossia chi voleva far carriera nel mondo arbitrale o nel calcio in generale, doveva piegarsi alle regole imposte da quella Piovra a due teste che ho già descritto nei post precedenti. La Federazione, la Lega Calcio, i designatori, gli arbitri, i guardalinee, financo i calciatori e gli allenatori attraverso la GEA, per finire ai giornalisti e ad uomini dello Stato o delle istituzioni: tutti sapevano a chi dovevano raccomandarsi. Torniamo all’ illecito sportivo e alle prove che tutti invocano della colpevolezza di Juventus e Milan. L'Art. 6 dal titolo ILLECITO SPORTIVO E OBBLIGO DI DENUNZIA recita quanto segue:
1. Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.
2. Le società, i loro dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui sopra, ne sono responsabili.
E’ stato provato dalle indagini dei carabinieri e dalle intercettazioni che Luciano Moggi, legale rappresentante della Juve in quanto direttore generale, interveniva direttamente, tramite telefonate e incontri, sui designatori per indirizzare il sorteggio, tanto che gli stessi uomini dell’ Arma riuscivano in anticipo ad indovinare gli abbinamenti. Cosa avevano in cambio Pairetto e Bergamo? Rimanere al loro posto, ossia guadagnare qualche centinaia di migliaia di euro, più regalie e favori vari, dalla Maserati in giù. Gli stessi arbitri sapevano che per fare carriera, e quindi guadagnare con i gettoni presenza, dovevano avere un occhio di riguardo per la Vecchia Signora, e la prova è nella sistematica squalifica che ricevevano i diffidati avversari nel match precedente a quello contro la Juve. Nella seconda parte del paragrafo 2 dell’ Art. 6 c’è l’ ipotesi che inchioda Fiorentina e Lazio, ma anche a quanto sembra Reggina, Siena, Empoli: Lotto e Della Valle, ad esempio, chiedendo protezione a Moggi e ai designatori, consentono che altri compiano a loro nome o nel loro interesse fatti che alterano il risultato di una gara. Lo stesso pari tra Lecce e Parma all’ ultima giornata decisivo per la salvezza dei viola, gestito da De Santis, è una prova schiacciante.
Veniamo al Milan. I toni di Adriano Galliani si fanno man mano più alti e severi, quindi significa che il rischio di pesante coinvolgimento sta crescendo. Il fatto che sia Leonardo Meani, dirigente rossonero, a influenzare le scelte soprattutto nelle designazioni dei guardalinee, il cui ruolo è sempre più importante nel calcio moderno, rientra nell’ ipotesi di responsabilità oggettiva e non diretta della società ( Art. 9 comma 1. Le società sono responsabili, a titolo di responsabilità oggettiva, dell’operato e del comportamento delle persone comunque addette a servizi della società e dei propri sostenitori sia sul proprio campo, intendendosi per tale anche l’eventuale campo neutro, che su quello delle società avversarie). Le frequenti telefonate fra Galliani e Meani dimostrano in maniera all’ apparenza inequivocabile come l’ amministratore delegato del Milan fosse a conoscenza e anzi spingesse il suo dirigente a fare pressioni. In questo caso starebbe alla società dimostrare nel processo sportivo il contrario: se non ci riuscissero ai rossoneri sarebbe applicabile lo stesso articolo del codice che inchioda la Juventus. La designazione degli assistenti secondo i voleri di Meani è la prova dell’ illecito, non conta che effettivamente sul campo sia avvenuta in maniera palese. Certo la gravità è sicuramente minore rispetto alla Juve, che rischia davvero la serie C. I due scudetti che voleva Berlusconi sembrano cronaca di mesi fa…

Comincia l' avventura del Mondiale 2006 In Germania e IOSTOCONMANCINI vi farà arrivare all' appuntamento iridato con una serie di articoli per sapare tutto quel che serve.
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Dalla maglia del Brasile a quella del Togo, dalla maglia dell' Inghilterra a quella dell' Argentina..tutte ma proprio tutte!
Gruppo A : Germania, Costarica, Polonia, Ecuador
Gruppo B : Inghilterra, Paraguay, Trinidad e Tobago, Svezia
Gruppo C : Argentina, Costa d’ Avorio, Serbia, Olanda
Gruppo D : Messico, Angola, Iran, Portogallo
Gruppo E : Italia, Ghana, Usa, Repubblica Ceca
Gruppo F : Brasile, Croazia, Australia, Giappone
Gruppo G : Francia, Svizzera, SudCorea, Togo
Gruppo H : Spagna, Ucraina, Tunisia, Arabia Saudita
Le donne del mondo del calcio non sono solo veline o bellezze da calendario. In un ambiente ancora quasi esclusivamente machista, nel giornalismo, nell’ arbitraggio, nell’ organigramma dei club e nei Palazzi del potere lentamente stanno guadagnando spazi sempre più importanti figure femminili di spessore. Penso a Rosella Sensi nella Roma, alla Cini guardalinee, a Laura Alari al Giornale, a Maria Josè Falciccia vice di Borrelli all’ Ufficio Indagini della FIGC. Nelle ultime settimane tre sono le donne al centro delle cronache calcistiche, con storie alle spalle molto diverse fra loro e nell’ occhio del ciclone non per il seno rifatto o per le gambe chilometriche. Donne furbe, scaltre, senza peli sulla lingua e condizionanti, nel bene e nel male. La copertina la merita la dark lady dello scandalo intercettazioni, la fantomatica e misteriosa Maria Grazia Fazi, fino allo scorso campionato dipendente della FIGC nella CAN A e B, stretta collaboratrice dei designatori arbitrali di cui conosceva virtù e i molti vizi. L’ unica donna capace di far spegnere i sei cellulari a Luciano Moggi nell’ ormai famoso incontro a Roma nel Santuario del Divino Amore, filmato dai Carabinieri, nel quale si vantava di aver intimorito, udite udite, il plenipotenziario della Cupola del calcio. Sì, perché di come funzionavano le cose la Fazi sapeva tutto, era parte integrante del sistema e minacciava di rivelarlo ai giornali, se non fosse stato trovato un posto al figlio in Federazione e, dopo il cambio dei designatori, anche a lei. Odiata da Pairetto e amata, non si sa fin quanto profondamente, da Moggi e Bergamo, al quale spesso imponeva addirittura correzioni nella scelta di arbitri e guardalinee. Per inciso, le fu trovato un posto come segretaria nel neo costituito ufficio per la candidatura dell’ Italia ad Euro 2012, agli ordini di Ghirelli. Un potere che va oltre a quello della giarrettiera o di uno stacco di gambe, una vera e propria eminenza grigia indispensabile per tenere i contatti con gli arbitri assieme a Massimo De Santis. Mai sottovalutare le segretarie. Sonia Maria Ferriera è invece una donna tradita che non vuole farsi prendere ulteriormente in giro dall’ ex marito calciatore, lo juventino Emerson. Così, se l'inchiesta della procura di Torino è virata sui conti cifrati, se i magistrati hanno ordinato ed eseguito perquisizioni a tappeto nella sede della Juve e nelle case dei suoi tesserati (Cannavaro e Ibrahimovic, oltre a Moggi), se insomma si cercano le prove di una gigantesca frode fiscale, il merito (o la colpa, dipende dai punti di vista) è appunto di Sonia Maria. Un anno fa curiosò nell'agenda del marito e scoprì che, con la Juve aveva due contratti. Solo in quello regolare, guadagnava 120 mila euro al mese, nell'altro «in nero» guadagnava molto di più. «Ma a me passava un assegno di soli 25 mila euro. Il 20 per cento di quel che percepiva. Ne parlai con il mio avvocato e poi lo denunciai». Un pentolone che potrebbe essere ulteriormente scoperchiato e di cui si sa finora poco o nulla. Mai sottovalutare le ex mogli. Più conosciuta delle altre è Kristen Pazik, americana, ex modella ed ex di Costacurta, moglie di Shevchenko, ex milanista. Tranquilli, con gli ex si finisce qui. Il bailamme che si è creato attorno ai motivi del divorzio con i rossoneri l’ ha portata in primo piano, come causa principale della separazione. Crescere i bambini a Londra, magari facendo nel frattempo lo shopping con la giovane moglie di Abramovich, e insegnare a loro e a Sheva l’ inglese: ecco i desiderata di una giovane mamma stufa della inospitale Milano. I paragoni con la signora Zidane che voleva per la famiglia una città di mare e poi scelse Madrid pare alquanto adeguato. I 9 milioni netti di ingaggio per 4 anni garantiti dal Chelsea passano in secondo piano, almeno è quanto si vuole fare credere ai tifosi, trattati alla stregua di minorati o bambini immaturi, incapaci secondo loro di capire le scelte ancorché legittime di un professionista. Mai sottovalutare le donne con gli occhi color del cielo e con gambe lunghe come la Tour Eiffel, anzi tutte le donne.