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giovedì, 31 agosto 2006

RONALDO - ADRIANO: NON SI FA

Nessun accordo tra i club e trattativa chiusa. Bocciato sia lo scambio di prestiti da parte del Real sia la cessione definitiva dei due giocatori più conguaglio da parte della società di Massimo Moratti che non voleva perdere definitivamente Adriano. Il responsabile delle relazioni esterne della Saras, azienda della famiglia del petroliere nerazzurro, ha smentito ogni trattativa. Personalmente ritengo che la società nerazzurra abbia fatto bene a non perdere il controllo del cartellino di un giocatore come l’ Imperatore che ha 6 anni e molti guai fisici in meno di Ronaldo. Come scritto in precedenza, l’ ipotesi dello scambio con due prestiti senza diritti di riscatto era stata bocciata dal Real fin da subito.

postato da: chico75 alle ore 19:11 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONALDO-ADRIANO: SI TRATTA AD OLTRANZA

Come avevo anticipato il Real Madrid ha detto no all’ ipotesi dello scambio di prestiti. Secondo notizia di agenzie si punterebbe alla cessione di entrambi i giocatori. Il Real Madrid sembra avere la meglio nella trattativa, non essendosi mosso dalla richiesta di Adriano più un conguaglio in milioni di euro tra i 10 e i 20 milioni di euro. L’ Inter però starebbe cercando in tutti i modi di negoziare una clausola che permetterebbe di riprendere Adriano ad un prezzo stabilito fra un anno.

postato da: chico75 alle ore 18:20 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONALDO ENTRO LE 19, ADRIANO ENTRO MEZZANOTTE

La sessione di calciomercato che sta per terminare chiude ad orari diversi in Italia e in Spagna, chissà poi perché, essendo ormai il calciomercato di dimensioni globali. In ogni caso se l’ Inter raggiungerà un accordo con il Real Madrid, dovrà depositare il contratto in Lega entro le ore 19 di oggi, mentre per il passaggio di Adriano al club allenato da Fabio Capello c’è tempo fino alle ore 24. C’è da segnalare uno strano silenzio dei principali media spagnoli sulla vicenda, non si sa se interpretabile come la quiete prima della tempesta oppure per mancanza di indizi certi sul buon esito della trattativa. Marca e AS sono i due giornali sportivi di Madrid . il primo dedica solo 4 righe alla trattativa tra Inter e Real parlando generalmente come di uno dei possibili fronti aperti di mercato delle merengues, mentre il secondo non ha ancora aggiornato l’ articolo di questa mattina in cui parlava della telefonata di Massimo Moratti di ieri per trattare lo scambio. Secondo AS sarebbe necessaria una contropartita economica a favore del club iberico per arrivare ad un accordo che comunque viene definito come probabile, mentre i nerazzurri avrebbero proposto solo uno scambio di prestiti con diritto di riscatto. Solitamente i media spagnoli soffiano sul fuoco nelle trattative che ritengono importanti ed è per questo che sembra strana questa loro inattività, seguita alla anticipazione di ieri sera di Radio Cadena Ser, solitamente molto bene informata sugli acquisti di casa Real. Smentita sia la presenza di Ronaldo su un aereo in arrivo a Milano alle ore 18 e poco fondamento anche quella che potrebbe posticipare lo scambio al mercato invernale. Intanto mancano ormai meno di 3 ore…

postato da: chico75 alle ore 16:44 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONIE-ADRI: MORATTI CONFERMA.ECCO LA SOLUZIONE

La dichiarazione di Massimo Moratti di pochi minuti fa diffusa dall’ ANSA lascia aperto più di uno spiraglio al clamoroso scambio fra i due brasiliani. “Tutto può essere ma le cose non dipendono solo da noi. Noi non stiamo spingendo, è un qualcosa che è in aria da un po di tempo ma non credo che si possa concludere entro stasera”. Fra le righe viene esplicitamente confermato che la trattativa esiste e che sta andando avanti. L’ Inter è interessata perché è seduta al tavolo delle trattative e sta ascoltando le proposte del Real Madrid per giungere ad un accordo che accontenti le molte parti in gioco. Se è vero infatti che né Ronaldo né Adriano disdegnerebbero un cambio di maglia, come anche i rispettivi allenatori Fabio Capello e Roberto Mancini, si sta lavorando ad una ipotesi molto più complessa di un semplice scambio di prestiti, ipotesi scartata fin dall’ inizio dalle merengues. Si va verso la fissazione di un diritto di riscatto molto alto per il Real se volesse tenersi fra un anno Adriano oppure verso una compensazione economica di Massimo Moratti da versare al Real come incentivo per accettare il semplice scambio di prestiti, ossia un prestito oneroso solo per la parte nerazzurra. Intanto Julio Baptista è andato ufficialmente all’ Arsenal in uno scambio di prestiti con l’ Arsenal con diritto di riscatto per entrambi. La strada è forse segnata.

postato da: chico75 alle ore 14:50 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

ADRIANO - RONALDO: LO SCAMBIO E' SERVITO!!!!

Lo avevo scritto. Al di là delle dichiarazioni ufficiali su Ronaldo si è continuato a trattare. Lo ha fatto il Milan, lo ha fatto l’ Inter. La società rossonera non ha voluto inserire Kakà nella trattativa né versare i soldi richiesti dal Real Madrid. L’ Inter invece aveva una pedina che Fabio Capello ha sempre voluto allenare: Adriano. La radio Cadena Ser squarcia a tarda sera il velo sul clamoroso intreccio di mercato che porterà prima Reyes dall’ Arsenal alle merengues in cambio dell’ attaccante Julio Baptista e 3 milioni di euro. In questo modo si libera un posto per un extracomunitario: l’ ostacolo al trasferimento dell’ imperatore Adriano viene a cadere. La notizia è stata ripresa dall’ ANSA e dalle edizioni on line dei principali media del mondo, ma, mancando l’ ufficialità, intoppi sulla trattativa Reyes – Baptista o clamorosi dietrofront sono ancora possibili. Proprio nelle ultime ore Massimo Moratti e Roberto Mancini si erano espressi in maniera convinta sulla sua permanenza a Milano, ma le sibilline parole di Ronaldo da Montecarlo facevano presagire che qualcosa di grosso stesse bollendo in pentola. Il Fenomeno aveva l’ atteggiamento di chi da una parte professa amore eterno alla moglie flirtando nel contempo con l’ amante. I tifosi nerazzurri nella notte hanno letteralmente invaso i siti delle agenzie di stampa internazionali e i forum di tifosi interisti, spaccandosi letteralmente a metà su questo clamoroso ritorno di uno dei giocatori più amati ed odiati allo stesso tempo. Quel che è certo e che personalmente mi lascia perplesso è che quando un giocatore del calibro di Adriano, 24enne, lascia l’ Inter per trasferirsi in un club importante come il Real difficilmente tornerà indietro. Toccherà allo staff medico della società milanese, all’ ambiente societario con Moratti in testa, che si gioca tutto il credito che aveva ripreso in questa campagna acquisti, e allo stesso Ronaldo dimostrare che non si è trattato di un clamoroso abbaglio dettato dalla nostalgia.

postato da: chico75 alle ore 02:30 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, moratti, adriano, ronaldo
mercoledì, 30 agosto 2006

BRAIDA - GALLIANI, TURISTI PER CASO?

Ronaldo, o quel che ne resta, e Ricardo Oliveira, non Lulù ma quasi. Prima ancora Buffon, Zambrotta, Henry, Eto’o, Ibrahimovic, Sobis. Cosa succede a Galliani e Braida, considerati dopo Moggi e Giraudo la coppia di dirigenti più capace e determinata del calcio italiano e ora sbeffeggiati in terra di Spagna non solo dalla dirigenza del Real Madrid ma anche dal vulcanico numero uno del Betis Siviglia? La mannaia di Calciopoli e il conseguente cazziatone privato di Berlusconi per il danno di immagine al Milan non può spiegare questa impasse e questa confusione nella individuazione degli obiettivi della società rossonera sul mercato. Dire che un altro Shevchenko non esiste è da un lato vero perché ha caratteristiche uniche, essendo una seconda punta che sa giocare al calcio e fare una trentina di gol a stagione, ma dall’ altro lato esistono altri attaccanti potenzialmente capaci di non farlo rimpiangere. Ibrahimovic era sul mercato, così come lo è Tevez, tanto per fare due nomi a caso. Invece, come ha dichiarato nel pomeriggio Ancelotti, o Oliveira o niente. 15 milioni di euro più lo svizzero Vogel è una valutazione sicuramente importante per un calciatore che finora si è dimostrato inferiore ad Inzaghi e Gilardino, paragonando gol fatti e trofei vinti. Quindi perché spendere così tanto per chi sulla carta è destinato a partire in seconda fila nel valzer delle punte? Acquistare Ronaldo a 25 milioni, accettandone tutti i rischi del caso, a questo punto era probabilmente più conveniente a livello tecnico ed economico: se raggiungesse anche solo il 70% del Fenomeno che fu sarebbe più decisivo di un Oliveira al 100%. Pronto a cospargermi il capo di cenere se il brasiliano di Andalusia di Oliveira avesse solo il cognome.

postato da: chico75 alle ore 17:21 | link | commenti
categorie: calcio, milan, galliani

UN ALTRO GONZALEZ PER L'INTER

Un altro argentino all’ Inter. Non è Camoranesi, ma Mariano Gonzalez, 25enne ala destra, da due anni in Italia nelle file del Palermo. La società nerazzurra, vista l’ impossibilità di raggiungere il brasiliano Mancini e il campione del mondo juventino, ha rivolto le sue attenzioni sull’ esterno che seguiva da tempo e che aveva chiesto a Zamparini già lo scorso gennaio nel mercato invernale. Allora il patron rosanero aveva detto no, ma, dopo l’ arrivo di Diana e quello probabile di Semioli, non c’era più spazio per Gonzalez, bocciato anche dallo stesso Guidolin che lo aveva avuto nella sua prima annata a Palermo. L’ argentino ha dunque una seconda possibilità per dimostrare le sue doti che, nelle sue stagioni al Racing Avellaneda e con la Nazionale Olimpica che sconfisse l’ Italia ad Atene, erano sembrate davvero notevoli. Ala veloce e tecnica, dotata di un ottimo dribbling e di un pericoloso tiro dalla distanza, ha patito più di altri il suo ambientamento con il calcio italiano, con 30 presenze e 2 gol nell’ ultimo campionato, partendo però spesso dalla panchina. Roberto Mancini ha così un’ arma in più nel suo arco, che gli consentirà di far rifiatare Luis Figo quando il fuoriclasse portoghese ne avrà bisogno. Non sono ancora noti i termini dell’ accordo tra le due società, ma l’ annuncio ufficiale dovrebbe essere dato già nella mattinata di oggi. Salvo colpi di scena difficilmente pronosticabili, Gonzalez chiuderà la campagna acquisti in entrata dei campioni d’ Italia, che ora penseranno a sistemare Coco, Carini, Choutos, Cesar e uno tra Burdisso e Andreolli.

postato da: chico75 alle ore 01:50 | link | commenti (3)
categorie: calcio, inter
martedì, 29 agosto 2006

RONALDO CON I PIEDI IN DUE SCARPE

L’ occasione è stata la serata a Montecarlo per ritirare il premio Golden Foot e lasciare le impronte dei suoi piedi sulla Promenade dedicata agli altri grandi campioni del presente e del passato del calcio mondiale. La vicenda Ronaldo, come avevo anticipato, non è chiusa, nonostante le dichiarazioni dell’ altra sera del presidente Calderon. La stampa spagnola oggi riporta le parole dell’ attaccante brasiliano che dichiara che rimarrà a Madrid ancora per molti anni, senza alcun accenno a quanto leggiamo oggi sui nostri quotidiani sportivi. Le parole di apertura verso un ritorno a Milano, sebbene un po forzate, non sembrano solo di cortesia, anche se siamo molto lontani dal clima che aveva preparato il suo addio all’ Inter. Non ha scatenato una guerra stavolta Ronaldo, tiene semplicemente il piede in due scarpe, in modo tale da non pregiudicare il rapporto con i tifosi del Bernabeu se dovesse rimanere. Il Milan avrebbe alzato l’ offerta economica, portandola ad una cifra superiore ai 20 milioni di euro, senza però mettere sul piatto della bilancia Kakà. Prima di accettare gli spagnoli dovrebbero essere sicuri di avere in mano una alternativa credibile e il nome sarebbe quello del francese Trezeguet. L’ Inter non si sarebbe spinta oltre un semplice scambio di prestiti per un anno con Adriano, ma la dirigenza merengue avrebbe chiesto anche il diritto di riscatto sull’ Imperatore. Giustamente il Real è il Real e non può rilanciare un calciatore facendolo tornare un campione e poi riconsegnarlo ai nerazzurri riprendendosi Ronaldo con un anno in più. Massimo Moratti sembra tentato, ma teme molto l’ idea di vedere esplodere lontano da San Siro Adriano. La situazione in queste ore si fa sempre più interessante e i fuochi di artificio potrebbero esplodere molto presto. Non saprei cosa augurarmi. Certo che i tifosi che hanno ancora negli occhi quel che fece in maglia nerazzurra, nel bene e nel male, sanno che non sarà facile perdonare e abituarsi al diverso modo di giocare, da centravanti d’area, del brasiliano.

postato da: chico75 alle ore 10:14 | link | commenti (2)
categorie: calcio, milan, inter, ronaldo
lunedì, 28 agosto 2006

MANCIO, L'ESECUZIONE E' SOLO RIMANDATA

Riponete i fucili, per questa volta. C’erano già giornalisti e tifosi schierati e con il mirino puntato su Roberto Mancini legato mani e piedi alla porta difesa da Toldo a San Siro, per lo più bendato e girato di spalle. Quale modo più vergognoso e più ottuso per iniziare la stagione prendendosela con il solito allenatorino presuntuoso e incapace, sbeffeggiato dal fenomenale Spalletti? Che, tanto per puntualizzare, se fossi il suo presidente si sarebbe preso un sonoro cazziatone perché, se la squadra non poteva reggere certi ritmi, doveva impostare la partita diversamente e non bruciare tutte le energie in 45 minuti. Succede poi che viene rimontato uno 0 a 3 creando almeno 10 limpide occasioni da rete e che il merito sia solo dei singoli, mentre per la figuraccia del primo tempo solo dell’ allenatore. Equilibrio e onestà intellettuale per favore. Non me la aspetto dai tifosi avversari e fintanto nemmeno da giornalisti ai quali Mancini non regala biglietti nè mette a disposizione barche o appartamenti per i weekend come normalmente succede in serie A. Però da quelli che si dichiarano interisti sicuramente sì, specie nei confronti di un allenatore che forse non sarà Capello, Ancelotti, Prandelli o Spalletti, ma che negli ultimi due anni negli almanacchi e quindi per la storia ha vinto 5 titoli. Cosa che all’ Inter NON è la regola, ma assomiglia molto ad un miracolo. Per quanto riguarda la partita contro la Roma, è indubbio che nel primo tempo non ha funzionato nulla, non solo in difesa dove Materazzi e Grosso in particolare sono lontanissimi da una forma accettabile e Samuel e J. Zanetti non sono molto più brillanti. Il problema era riuscire a tenere la palla davanti, perché né Adriano né Ibra si proponevano come punti di riferimento, consentendo agli avversari di recuperare palla, ripartire velocemente, prendendo d’ involata centrocampisti e difensori che erano troppo fermi sulle loro posizioni lasciando scoperto molto campo. Giallorossi comunque impeccabili, a dimostrazione che l’ anno scorso si sono gettati semi importanti. Nella ripresa con lo spostamento di Figo sulla trequarti, di Ibra a mezzapunta sinistra e con Maicon a spingere a destra e Crespo a fare il centravanti, la musica è cambiata. Mosse di Mancini, obbligate quanto si vuole perché peggio sarebbe stato impossibile fare ma comunque decisive. Tra l’ altro se il mister schiera Adriano sbaglia perché non è in forma e se lo tiene fuori è colpevole per la sua involuzione e dimostra che non conta su di lui. Comunque fa sbaglia insomma. Io mi tengo l’ ennesima emozionante vittoria, lascio lavorare la squadra e l’ allenatore fiducioso per la stagione che andremo ad affrontare. Guardo l’ erba del vicino e scopro che la Juve è in B e appena stata eliminata dal Napoli prendendo un gol al 122’, il Milan è sull’orlo di una crisi di nervi per la punta, la Fiorentina spera di salvarsi e la Roma dura 45 minuti. La mia erba mi sembra più verde.

 

postato da: chico75 alle ore 10:43 | link | commenti (7)
categorie: calcio, inter, mancini

IL TRIDENTE, SALVATAGGIO PER ADRI

Si è dato da fare, ma non ha brillato. Si è mosso molto, ma non ha mai tirato nello specchio della porta. Ha cercato l’ intesa con Ibra, ma non si sono trovati mai. Voleva iniziare la stagione con un gol decisivo, ma quando è uscito l’ Inter si è risvegliata e il suo sostituto ha subito trovato la via della rete. Non si può dire che Adriano abbia vissuto una bella serata a San Siro sabato, fatto purtroppo nell’ ultimo anno e mezzo gli capita piuttosto frequentemente. Cosa può fare Roberto Mancini per farlo tornare a essere protagonista? Prima di tutto è il brasiliano che si deve “aiutare”. Il fisico imponente non gli consente di trovare rapidamente una buona condizione di forma, anche se è pur vero che qualche chiletto in eccesso deve ancora essere smaltito sui campi della Pinetina. Sudare, sudare, sudare. Tatticamente poi è sotto gli occhi di tutti che il giocatore non può considerarsi una prima punta alla Toni, alla Trezeguet o appunto alla Crespo: non sa giocare spalle alla porta, gli piace partire da lontano dove si sottrae alle marcature e può puntare gli avversari in progressione, almeno quando ne ha le forze. Quindi Ibrahimovic con lui si trova in difficoltà perché non ha un punto di riferimento davanti che faccia da boa e sponda per le sue giocate. Idem dicasi per la squadra che non ha profondità offensiva e sabato non riusciva a tenere una palla davanti, favorendo le ripartente in velocità degli uomini di Spalletti. Un tentativo potrebbe essere quello di provare lo svedese come trequartista, ruolo che è nelle sue corde e che lo libererebbe dall’ ansia da gol, dietro all’ argentino e appunto Adriano. In questo modo potrebbe assecondare la sua natura partendo dalle fasce e puntando palla al piede i difensori avversari. Chi sacrificare? Uno tra Stankovic o Figo e, soprattutto vedendo la prestazione del portoghese, ora non sembra possibile. Ora. La stagione è lunga e un patrimonio come il brasiliano deve essere recuperato in tutti i modi. A meno di clamorose sorprese entro il 31 agosto.

postato da: chico75 alle ore 09:23 | link | commenti
categorie: calcio, inter, mancini, adriano
venerdì, 25 agosto 2006

I RETROSCENA DELL' AFFAIRE BUFFON

Non ci fosse stato Calciopoli Gigi Buffon sarebbe già diventato il nuovo portiere del Milan. Questa è la verità che tutti sanno e che anche lo stesso portiere campione del mondo nell’ ultima intervista rilasciata a Repubblica ha di fatto confermato. La decisione di lasciare Torino l’ aveva già presa lo scorso inverno quando faticava a riprendere dall’ infortunio alla spalla patito nel Trofeo Berlusconi. Christian Abbiati l’ aveva sostituito più che degnamente e sia Capello che Moggi erano soddisfatti del suo rendimento tanto da considerare la presenza di Gigi non più indispensabile per continuare il ciclo di vittorie. Inoltre il bilancio in rosso, in assenza dei soldi della proprietà, necessitava almeno una cessione illustre e il nome scelto era proprio quello del portiere. Il quale non aveva per nulla gradito sia la mancata difesa della società nel periodo del suo difficile rientro dalle accuse di svogliatezza e scarsa concentrazione per il suo amore con Alena Seredova, sia un paio di battute al veleno mezzo stampa di Fabio Capello, che tra l’ altro usò forse troppa cautela nel rilanciarlo in campo. Il suo procuratore Martina così bussò alle porte di Inter e Milan: Branca ed Oriali si dimostrarono interessati al suo ingaggio, ma dissero di avere altre priorità nel rafforzamento della squadra, specie davanti e a centrocampo in caso di addio di Veron. I rossoneri, alle prese con la scarsa forma di Dida e forte del rapporto preferenziale con la dirigenza juventina, trovarono un accordo con entrambe le parti che prevedeva un esborso in denaro, attorno ai 20 – 25 milioni di euro, più la cessione definitiva di Abbiati. Poi scoppiò Calciopoli che finì per rimescolare il tutto: spazzati via i vertici della Juve e Fabio Capello, veramente ad un passo dal sostituire Mancini prima del dietrofront di Moratti, e il Milan a rischio serie B fino a poche settimane fa. Il Mondiale ha riproposto Buffon come il miglior portiere del mondo e, tornato da Berlino, visto l’ esempio di Del Piero e Nedved, ha scelto di restare ancora un anno in bianconero, contro il volere del suo procuratore. La società ha apprezzato questa scelta, ma ancora non sa se sarà costretta a cederlo per motivi di bilancio e in quel caso, come detto proprio a La Repubblica, il giocatore non si opporrebbe. Alcune settimane fa infatti si è mosso direttamente il patron nerazzurro, informando il giocatore che in caso di cessione loro avrebbero presentato una offerta di assoluto rilievo e chiedendogli la disponibilità a vestire il nerazzurro. Un corteggiamento serrato, ingaggio faraonico e disponibilità ottenuta, ricordandogli però che avrebbe lasciato la Juve solo se fosse venduto dalla società e non chiedendo lui direttamente di andare via. Branca e Oriali hanno così parlato con la Juve nell’ ambito della trattativa per Ibra, ottenendo però un rifiuto non definitivo e condizionato agli eventi. La situazione resta molto fluida, perché entrambe le milanesi sono alla finestra per sapere se la società Juve, alle prese anche con le vicende di Trezeguet e Camoranesi e il ricorso al TAR, sarà “costretta” a sacrificare Buffon, inimicandosi tra l’ altro gran parte della tifoseria. Il Milan non ha più un canale preferenziale con la Juve come dimostra sia la cessione di Ibra all’ Inter, sia quella di Abbiati al Toro, ma nemmeno alcuna pregiudiziale a trattare. Se e sottolineo se, la Juve metterà sul mercato il portiere, ci saremo anche noi con una offerta complessiva attorno ai 35 milioni che comprende anche un paio di giocatori della rosa, tra Toldo, Cruz e Burdisso

postato da: chico75 alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: calcio, milan, juventus, inter, buffon

BREAKING NEWS: ECCO IL CONTRATTO RONIE-MILAN

Non potevano venire che dal Brasile le notizie sui particolari del contratto di Ronaldo con il Milan. 5 anni di contratto per il brasiliano, il diritto a mantenere il 100 % dei diritti di immagine in cambio di un sostanzioso sconto sull’ ingaggio annuale che dovrebbe aggirarsi attorno ai 4 – 4,5 milioni di euro. Sono previsti altre clausole che prevedono bonus in termini economici legate al raggiungimento da parte di determinati risultati da parte dei rossoneri nella prossima stagione, ma soprattutto sono messe per iscritto alcune regole di comportamento che l’ ex Fenomeno dovrà rispettare, sia nella vita privata, sia negli allenamenti, sia nel sottoporsi completamente alle scelte fatte dallo staff medico di Milan Lab. Manca ancora l’ accordo fra i club, ma è probabilmente questione di ore se non di giorni con l' inibito Galliani che sta conducendo le trattative. Il Real non considera incedibile il brasiliano, i rossoneri lo considerano l’ obiettivo numero 1, lui vorrebbe partire: ritenete possibile che non si trovi un punto di incontro?

postato da: chico75 alle ore 10:45 | link | commenti
categorie: calcio, milan, ronaldo

MANCIO: CHE CULO IL MILAN

Non ha detto proprio così, ma il succo è questo. Un sorteggio fortunato per i rossoneri come quello dei nerazzurri un anno fa onestamente, anche se la squadra di Mancini non fu mai convincente nel suo cammino europeo tanto che sprecò l’ occasione della vita facendosi eliminare dal Villarreal. Un motivo in più per Ancelotti per rallegrarsi, partecipazione regalata alla Champions compresa grazie alle sentenze. Per i campioni d’ Italia urna meno benevola ma la qualificazione a braccetto con il Bayern Monaco non deve sfuggire. Visto che la corsa si fa sulla terza, non è importante aver trovato i tedeschi piuttosto che il Chelsea, il Lione o il Valencia. La difficoltà del girone è determinata dalle squadre pescate nelle urne 3 e 4 e Sporting Lisbona e Spartak Mosca sono club di buon livello che specie a casa loro possono dare fastidio. Più che la loro forza però i motivi di preoccupazione possono venire dal fatto di affrontare la prima partita di Champions con solo una o due partite ufficiali alle spalle e dalla compilazione del calendario. Bisognerà partire bene perché un passo falso nella prima a Lisbona potrebbe rendere il successivo match casalingo con il Bayern Monaco già decisivo. A proposito chi non ricorda tra noi tifosi di almeno 25 – 30 anni quella incredibile doppia sfida in UEFA contro i tedeschi nell’ anno dello scudetto del Trap? La cavalcata da centrocampo di Nicola Berti all’ Olympiastadion per firmare il 2 a 0 è uno dei ricordi più vivi ed emozionanti della mia militanza nerazzurra. Purtroppo al ritorno ci fu il suicidio collettivo con la sconfitta per 3 a 1, ma Zenga, Bergomi, Matthaeus, Brehme, Diaz, Serena e tutti gli altri si tolsero molte altre soddisfazioni quell’ anno dominando quel campionato con il record dei punti. A Mancio il compito di farci rivivere quelle emozioni.

postato da: chico75 alle ore 10:18 | link | commenti
categorie: calcio, inter, mancini
giovedì, 24 agosto 2006

CHE FA, CONCILIA?

La dicevano quei vigili nei film in bianco e nero agli automobilisti fermati che avevano appena trasgredito una norma del codice della strada. Ora è la nauseante preghiera che i rappresentanti della FIGC, gli arbitri del CONI, istituzioni politiche e sportive si vedono costretti a chiedere alle società coinvolte e condannate nei processi sportivi. Una aberrante assurdità, che purtroppo è realtà. Ha cominciato la Juventus dei legittimi eredi dello stile Agnelli – Moggi – Giraudo. Ha chiesto la A, financo con penalizzazione. Come se un omicida avesse chiesto la stessa pena prevista per il ladro. Mi sono stupito che non avesse chiesto anche di condannare l’ Inter, Facchetti, Moratti. Sì, perché quel che si sta diffondendo tra la maggior parte dei tifosi juventini, milanisti, fiorentini e laziali è che i colpevoli sono da ricercare fra i nerazzurri, rei di essersi visti assegnare uno scudetto non richiesto, di aver messo un ex consigliere di amministrazione come capo della FIGC e di aver materialmente intercettato le telefonate grazie alla TELECOM di Tronchetti Provera. In qualunque altro Paese e ambito, non calcistico, si penserebbe subito all’ estremo tentativo di un condannato a morte di evitare la sedia elettrica: sposto l’ attenzione sugli altri per distoglierla dai crimini che ho compiuto io. In Italia invece si riescono persino a convincere di queste assurdità centinaia di migliaia di ignoranti, veri e presunti. Con l’ aiuto di politici interessati ad acquisire notorietà e consenso, di superiori interessi economici e di giornali compiacenti, come Tuttosport di Torino, ribattezzato giustamente Ruttosporc, che ha trasformato un giornalista illuminato come Giancarlo Padovan nell’ ultimo dei vassalli da quando ne ha assunto la direzione. Si è dimostrato che la pantomima dei vari Cobolli Gigli, Blanc, Lapo ( sì, proprio lui!! ) e John Elkann nelle settimane successive allo scandalo di accettare di ripartire dalla B con un profilo basso e di rispetto per tutti gli appassionati di calcio, accettando i verdetti, era finta e studiata. Cambiano i nomi al vertice della Juventus, ma il modus operandi arrogante e pretenzioso, insomma lo stile Juve, è ormai endemico in questa società e fra i suoi sostenitori. Ricorda un po quei bordelli mascherati da locali notturni in cui le ballerine sono in realtà prostitute che, anche dopo essere stati scoperti e chiusi dalle forze dell’ ordine, cambiano nome e proprietà ma tornano esattamente come prima. Ora il ricorso al TAR , in barba alle richieste del mondo sportivo, della governarce del calcio europeo, alla credibilità del calcio. Sì perché riammettere la Juve in A sarebbe la fine del concetto di sport inteso come lealtà, correttezza, rispetto delle regole. In realtà si tenterà un estremo tentativo alla Camera di Conciliazione del Coni di evitare la strada della giustizia ordinaria, che potrebbe travolgere il fragile apparato del codice di giustizia sportiva, ormai obsoleto e lacunoso nell’ epoca delle società senza fini di lucro e quotate in borsa. Da più parti si auspica una soluzione del genere, che trasformerebbe il ciclone di Calciopoli in un semplice temporale estivo. Ingiustizia sarà fatta e i campionati potranno cominciare. A meno che i tifosi delle squadre pulite non si alzino e facciano sentire la loro voce, anche se ai risvegli delle coscienze comincio a non credere più.

postato da: chico75 alle ore 15:41 | link | commenti (5)
categorie: calcio, juventus, calciopoli

OBA OBA VE VELOCE. AL NEWCASTLE.

Il calcio italiano è un po come la società dei nostri tempi. Va veloce. Pensieri, ideologie, azioni, esaltazioni, delusioni e soprattutto gli uomini: il tempo fagocita e trasforma tutto. La storia di Martins con l’ Inter è il classico paradigma di questa realtà e il fatto che l’ arma principale del nigeriano fossero proprio gli scatti e le accelerazioni non fa altro che confermarlo. Solo due anni fa le sue capriole erano addirittura il simbolo della campagna abbonamenti nerazzurra, stampate in ogni tessera, in ogni quotidiano, in ogni poster. Lui, africano piccolo e nero, rapido come un furetto, costato solo 300.000 euro ed esploso nella Primavera a suon di gol. Massimo Moratti gongolava per aver formato la coppia gol giovane del presente e del futuro, con due ragazzi che potenzialmente potevano ambire ad ogni traguardo, personale e di squadra. Non solo. Il lato umano dei loro percorsi di vita, Adriano cresciuto nelle favelas in Brasile e Martins sulle strade polverose di Lagos, aumentava affetto e attenzioni da una parte di una tifoseria in cerca di nuovi idoli umili e gioiosi, dopo il patrimonio di amore tradito da Ronaldo, per un caso della vita proprio in questi giorni al centro delle vicende di mercato che probabilmente lo riporteranno a Milano. Sull’ altra sponda del Naviglio. Come mai si è arrivati alla cessione del nigeriano, che sarà ufficiale oggi,  per circa 17 milioni di euro al Newcastle? E’ successo che la sua crescita tecnica e personale si è arrestata: il salto di qualità da buon giocatore a campione e da ragazzo a uomo non è avvenuto come tutti auspicavano. I gol mangiati in serie, le capriole sempre più rare se non bandite per i problemi alla schiena, i controlli di palla sbagliati, le cadute da solo davanti al portiere: il credito che Oba Oba si era costruito è svanito alla prova dei fatti, proprio nell’ anno in cui le sue reti avrebbero potuto mascherare la crisi nera del reparto avanzato, con Adriano alla continua ricerca della forma perduta. Proprio i problemi dell’ Imperatore hanno amplificato quelli di Martins, che non sarà mai un fuoriclasse ma nemmeno il giocatore impreciso e pasticcione che sembrava planato da un campo di atletica. Fuori dal campo, le voci sulla sua vita notturna, spesso anche in compagnia del compagno d’ attacco, si sono moltiplicate e in questi casi è bene sottolineare che qualcosa di vero c’è sempre. La tentacolare Milano e qualche amicizia sbagliata hanno distratto Oba Oba. Non è stato il solo, non sarà l’ ultimo: gli è mancata quella maturità necessaria per gestire il benessere economico e la popolarità che possono stordire chiunque. Figurarsi un ragazzo che in Nigeria non aveva i soldi per comprarsi un paio di scarpe. Con i milioni di euro incassati i tifosi si potranno godere Ibrahimovic, scusate se è poco, lui sì un fuoriclasse, dal potenziale ancora inesplorato e inespresso. Nel cambio ci abbiamo guadagnato, poche storie, almeno sulla carta. Eppure quelle capriole un po ci mancheranno.

postato da: chico75 alle ore 12:55 | link | commenti
categorie: calcio, inter, martins
mercoledì, 23 agosto 2006

BENVENUTO IN EUROPA, MILAN

Più di Inzaghi e di una Stella Rossa impresentabile hanno potuto le sentenze della giustizia sportiva. Il Milan rientra in Champions League dalla porta secondaria dei preliminari, porta che è stata riaperta sulla scia delle minacce di politici, sindaci, potentati economici e addetti ai lavori che stanno contribuendo a ridurre il più grande scandalo del calcio moderno in una tragicommedia all’ italiana. Ero partito per le vacanze con l’ auspicabile convinzione che pur tra mille difficoltà si sarebbe evitato di portare in Europa tutte e 4 le squadre coinvolte nell’ inchiesta, sia per il rispetto alla funzione affittiva della pena e ai dettami del codice di giustizia sportiva sia per presentare al mondo una immagine finalmente pulita e credibile del nostro Paese, pallonaro e non. Invece, in piena bagarre TAR e Camere di Conciliazione, non è stato così e la curva della Stella Rossa ha sinteticamente espresso il pensiero che in Europa hanno di noi e del Milan come nostro rappresentante. Non solo i tifosi ma anche le massime istituzioni della governance europea calcistica: come non ricordare le conclusioni dell’ Emergency Panel della Uefa che ha fatto chiaramente capire di non avere gli strumenti giuridici per escludere i rossoneri dalle loro manifestazioni, pur ritenendolo eticamente sacrosanto? Blatter, uno che di scheletri nell’ armadio ne ha parecchi, sta cercando in tutti i modi di farci capire di fermare le battaglie legali per evitare guai peggiori. Inutilmente. Così commentare una qualificazione della squadra di Ancelotti che non ci sarebbe dovuta essere, nel senso opposto a quello che ha dichiarato il mister, mi risulta difficile, essendone nauseato. La speranza che giustizia, in un modo o nell’ altro, sia fatta è quasi anche una certezza: non basterà acquistare Ronaldo per essere al livello delle grandi d’ Europa a questo Milan che, con Berlusconi tornato al timone e Galliani che ha ancora diritto di muoversi all’ interno del nostro calcio, potrà finalmente fregiarsi del titolo che merita. Quello scritto nello striscione ieri sera.

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postato da: chico75 alle ore 11:01 | link | commenti (5)
categorie: calcio, milan, galliani, calciopoli