CIAO GIACINTO

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domenica, 02 aprile 2006

ZORO, L' INTELLIGENZA E LA SCELTA DI IGNORARLO

In una serata già triste per un dramma vero come quello dell’atroce morte di un bimbo, ho trovato sinceramente ingiustificabile il comportamento riservato dalla curva Nord a Zoro. A Messina avevano esagerato tutti: Zoro stesso, che ha abbandonato il campo che per lui è luogo di lavoro, i tifosi, che si ostinano a ululare ai giocatori di colore, sia per razzismo sia per innervosirli, e il giudice, che ha diffidato per 5 anni 10 ultras, pena che non si vede infliggere nemmeno uno che aggredisce un poliziotto con un coltello. Una persona che minimamente dice di amare l’ Inter e il calcio, nonché minimamente intelligente, non tira fumogeni durante un derby europeo, massima espressione dello sport pedatorio, rischiando o di estrometterla dalle coppe o una esemplare squalifica del campo. Impedendo legittimamente agli altri, nonché a se stessi, di vederla, e accettando il verdetto sportivo, qualunque sia. Principio base dello sport stesso, purtroppo in Italia poco praticato. Per lo stesso motivo ieri sera comportarsi in quel modo non aveva alcun senso e sottolineo con piacere la sonora disapprovazione della maggioranza del pubblico di San Siro, che tra l’ altro di soldi ne spende anche di più. Non ho toccato il tema del razzismo, perché è una piaga sociale che purtroppo va al di là di un ululato durante una partita di calcio. Che in curva ci siano molti esponenti di estrema destra, le cui idee razziali sono conosciute da tutti, aggiunge un elemento alla discussione, che si intreccia con la considerazione, propria non solo degli ultras, che Zoro abbia cercato un po di facile pubblicità. A pensare male si fa peccato, ma, conosciuto il contenuto di una sua intervista nei giorni precedenti alla partita d’andata, il dubbio che il suo gesto fosse premeditato mi viene. Di fronte a gratuiti insulti come quelli di ieri, che offuscano tra l’ altro l’ immagine di un club che fa dell’ integrazione e della solidarietà valori assoluti e condivisi, mi piacerebbe che una società avesse il coraggio di non mettere in vendita i biglietti della curva, regalandoli gratuitamente a bambini e ragazzi accompagnati dai genitori. Ci sarebbero meno striscioni, fumogeni e meno pubblico al seguito della squadra lontano da San Siro, ma l’incitamento e il tifo dei bambini non sarebbero da meno. Per quanto riguarda Zoro, una scelta dettata dall’ intelligenza sarebbe stata quella di ignorarlo. Il silenzio spesso può essere molto rumoroso. Specie in una serata in cui la tv ha mostrato quanto può essere barbaro l’ animo umano.

postato da: chico75 alle ore 13:38 | link | commenti (5)
categorie: calcio, inter, tifosi, zoro

Commenti
#1   03 Aprile 2006 - 10:57
 
un solo commento:"la madre degli imbecilli è sempre incinta";tittavia anche quella dei giocatori isterici, di qualunque colore abbiano la pelle, sarà ache il loro luogo di lavoro, ma vorrei sapere come avrebbe reagito se invece di un coro allo stadio fosse stato un collega della catena di montaggio o in quelche cucina a svolgere un lavoro vero, perchè chiamare il campo di calcio un luogo di lavoro, scusami caro Chico, ma è un insulto per chi lavora veramente e fa fatica ad arrivare a fine mese, non sapendo cosa dare da magiare ai propri figli.
forza inter sempre
cesare
utente anonimo

#2   03 Aprile 2006 - 11:44
 
Gli ultras in ogni servizio televisivo rivendicano il loro essere gente normale, civile che ha solo un amore per la porpria squadra vissuto in maniera più forte rispetto ai normali tifosi....Per avere una tale considerazione credo che gli ultras debbano comportarsi in maniera intelligente e civile dando ed esigendo rispetto alle altre persone e sopratutto ripudiando certe idee di fanatismo e voglia di distinguersi (in modo scorretto ed inutile aggiungo io) che spesso girano nelle curve...
Tifare con la prorpia squadra, gioire in caso di vittoria, essere tristi ed affranti quando si perde, il naturale sfottò con gli avversari e non nemici; queste sono le cose vere da ultras non petardi, motorini,e coltellateai glutei..questo signori non è calcio...
Andrea
utente anonimo

#3   04 Aprile 2006 - 09:58
 
x Cesare:
Per Zoro il campo di calcio è il luogo di lavoro, questo è incontrovertibile, che ti piaccia o meno. Essendo professionisti e ben retribuiti, mi pare quantomeno poco professionale abbandonarlo per una ventina di stupidi che ti fanno buu buu.
Tutto qui.
Ciao!!
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#4   04 Aprile 2006 - 11:06
 
xChico:
mi dispiace, ma non riesco a prendere il gioco del calcio così sul serio da poterlo considerare un lavoro, neanche per i calciatori.
cesare
utente anonimo

#5   16 Aprile 2006 - 22:10
 
guardate ke in curva c'è anche gente normale...io vado in curva da anni e: nn sono razzista, nn lancio petardi nei derby, nn lancio motorini e nn sono un assassino... nn generalizzate...alberto
utente anonimo

Commenti