A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

In una serata già triste per un dramma vero come quello dell’atroce morte di un bimbo, ho trovato sinceramente ingiustificabile il comportamento riservato dalla curva Nord a Zoro. A Messina avevano esagerato tutti: Zoro stesso, che ha abbandonato il campo che per lui è luogo di lavoro, i tifosi, che si ostinano a ululare ai giocatori di colore, sia per razzismo sia per innervosirli, e il giudice, che ha diffidato per 5 anni 10 ultras, pena che non si vede infliggere nemmeno uno che aggredisce un poliziotto con un coltello. Una persona che minimamente dice di amare l’ Inter e il calcio, nonché minimamente intelligente, non tira fumogeni durante un derby europeo, massima espressione dello sport pedatorio, rischiando o di estrometterla dalle coppe o una esemplare squalifica del campo. Impedendo legittimamente agli altri, nonché a se stessi, di vederla, e accettando il verdetto sportivo, qualunque sia. Principio base dello sport stesso, purtroppo in Italia poco praticato. Per lo stesso motivo ieri sera comportarsi in quel modo non aveva alcun senso e sottolineo con piacere la sonora disapprovazione della maggioranza del pubblico di San Siro, che tra l’ altro di soldi ne spende anche di più. Non ho toccato il tema del razzismo, perché è una piaga sociale che purtroppo va al di là di un ululato durante una partita di calcio. Che in curva ci siano molti esponenti di estrema destra, le cui idee razziali sono conosciute da tutti, aggiunge un elemento alla discussione, che si intreccia con la considerazione, propria non solo degli ultras, che Zoro abbia cercato un po di facile pubblicità. A pensare male si fa peccato, ma, conosciuto il contenuto di una sua intervista nei giorni precedenti alla partita d’andata, il dubbio che il suo gesto fosse premeditato mi viene. Di fronte a gratuiti insulti come quelli di ieri, che offuscano tra l’ altro l’ immagine di un club che fa dell’ integrazione e della solidarietà valori assoluti e condivisi, mi piacerebbe che una società avesse il coraggio di non mettere in vendita i biglietti della curva, regalandoli gratuitamente a bambini e ragazzi accompagnati dai genitori. Ci sarebbero meno striscioni, fumogeni e meno pubblico al seguito della squadra lontano da San Siro, ma l’incitamento e il tifo dei bambini non sarebbero da meno. Per quanto riguarda Zoro, una scelta dettata dall’ intelligenza sarebbe stata quella di ignorarlo. Il silenzio spesso può essere molto rumoroso. Specie in una serata in cui la tv ha mostrato quanto può essere barbaro l’ animo umano.
