A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Questo blog nacque a poche ore dalla sconfitta contro la Juventus che ha mandato in soffitta anche per quest’anno il sogno di rivincere uno scudetto. Già allora la panchina di Roberto Mancini subì un primo robusto scossone, ma non è nemmeno paragonabile a quella di queste ultime ore. Giustamente, perché se la Juventus comunque si può tranquillamente considerare più forte, il Villarreal è un ottimo complesso, molto ostico da affrontare, ma con un solo grande giocatore attorniato da un manipolo di buoni gregari. Se a ciò si aggiunge il modo in cui questa eliminazione è venuta, non ci si può sorprendere se un progetto tecnico lungo due anni venga messo in discussione in 90 minuti. Ma cosa ha sbagliato Mancini? La sua assunzione di responsabilità nelle dichiarazioni post partita corrisponde alla realtà dei fatti? Non sto da una parte per partito preso, per difendere la ragione stessa di esistenza di questo blog: non ha funzionato nulla ieri sera e quindi anche l’ allenatore è da chiamare sul banco degli imputati. Ecco le sue colpe.
- L’ approccio mentale alle partite decisive. Se tutta la squadra non ha un minimo di reazione, è bloccata dalla paura di sbagliare e non riesce a dare il meglio di sé nelle occasioni più importanti, significa che anche l’ allenatore non riesce a preparare questo aspetto. Non è un problema di motivazioni, perché in gare del genere vengono naturali; piuttosto se l’ allenatore dichiara prima della partita che l’ atteggiamento sarà quello di fare la partita e puntualmente accade il contrario, perlomeno non è riuscito a convincere anche la truppa.
- La mancata sostituzione di Veron. Dopo l’ infortunio l'argentino non ha più ritrovato la condizione. Ieri sera, ad una regia imprecisa e di piccolo cabotaggio, si è aggiunta una condizione psicologica deleteria per la squadra: ha avuto battibecchi per tutto il match con Sorin, capitano dell’ Argentina e colpevole di aver perorato la causa di Riquelme con il ct Pekermann. Anche prima della punizione sfociata nel gol, era intento a litigare con un avversario tanto da perdersi Arruabarrena che ha uccellato Toldo.
- Inserire Mihajlovic invece di Cruz. Togliere un centrocampista offensivo per un difensore quando sei sotto di un gol non può mai essere una mossa condivisibile perché, agli occhi di tutti, è un non sense calcistico. In finali del genere gli schemi saltano, si gioca con i lanci lunghi e le torri dell’ argentino sarebbero state più utili di una punizione.
Quelle le colpe che gli riconosco, ora le accuse per cui il Mancio, sempre secondo la mia opinione, è da considerare innocente.
- La formazione iniziale. E’ quella che tutti avrebbero schierato, con Figo recuperato, con Recoba che ha potuto giocare per 4 partite di fila, con la coppia titolare Veron – Cambiasso in mezzo, con la miglior punta della rosa Adriano e senza Wome a far danni dietro, inserendo Materazzi.
- La gestione delle punte. Ha puntato tutto su Adriano, l’ unico che poteva cambiare l’ inerzia della partita con un colpo da campione, ed in cambio ha avuto un indisponente silenzio. Ha chiesto a Recoba di muoversi tra le linee di centrocampo e attacco e lanciare il brasiliano e il Chino si è competamente perso. Ha messo Martins che nell’ unica azione degna di questo nome è scivolato al momento del tiro. Inzaghi e Sheva sono nell’ altra sponda del Naviglio.
- La condizione fisica. A detta di tutti era per gran parte della rosa più che buona, come si era visto all’ andata e in campionato col Messina. Un solo infortunato, solo Figo e Veron non erano nel migliore dei momenti di forma, a causa dei recenti infortuni. Erano comunque completamente recuperati sul piano fisico.
- Lo schieramento tattico. Quello abituale e che ha dato i frutti migliori anche all’ andata, quando aveva sfondato sulla sinistra individuando in Sorin l’ anello debole del sistema difensivo del Villarreal e sull’ altra fascia Zanetti era stato irresistibile. Martedì puntava su Figo e Stankovic che non si sono mai visti.
- Quel che è successo tra primo e secondo tempo. Semplicemente la conseguenza dell’ atteggiamento indulgente e passivo di Moratti e della società nei confronti di alcune presunte stelle del reparto avanzato e delle loro mancanze. Quel che ha impedito non solo a Mancini ma anche ai suoi predecessori di vincere qualcosa.
Due dei tre errori sono riferibili ai cambi a frittata fatta, ma non esiste la controprova che i sostituti avrebbero fatto meglio. Resta l' approccio mentale, ma mi affido a un paragone molto calzante. Se l' alunno non va bene in una materia può essere colpa dell' insegnante che non spiega bene, ma principalmente del ragazzo che non si applica a sufficienza. Al tirar delle somme, in una scala di responsabilità, a poco più di 24 ore dal tradimento Inter in terra di Spagna, Mancini ne ha meno di società e giocatori.
