A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Non si è dimesso nemmeno il giorno dopo Reggina – Inter in cui gridò che tutti dovevano essere presi a calci in culo da Massimo Moratti e c’era qualcuno che pensava lo facesse oggi ? In fin dei conti, ha pensato il commissario della FIGC, sul piano penale non ha alcuna responsabilità, non si può escludere per ora che il figlio procuratore indagato dalla Procura di Roma cercasse di convincere in tutti i modi, anche queli più spregiudicati, i calciatori a passare sotto la tutela GEA e su quello sportivo sostituire un ct a 20 giorni dal Mondiale avrebbe azzerato le già minime speranze di vittoria. I dubbi erano e restano sul piano morale, di una certa sudditanza psicologica subita da chi l’ aveva portato al successo. Per alcuni di noi sarebbero sufficienti per alzarsi e salutare, anche se alla prova dei fatti non so quanti lo farebbero davvero. Marcello Lippi non è fra quelli. Incassata la conferma da Guido Rossi, è subito partito al contrattacco in maniera sanguigna e un po arrogante, come è nel suo carattere. Piuttosto che minacciare querele ai giornalisti dovrebbe prendersela con chi l’ha chiamato cane al telefono e che lo ricorda come fosse capace di parlare solo di pesca e fighe. Comunque la sua permanenza in Nazionale sarà ben che vada lunga meno di due mesi. Il suo successore potrebbe anche essere quel Fabio Capello che non seguirebbe la Juve in serie B. Dopo il ct, a seguito di un insuccesso tedesco o alla prossima scadenza del contratto, tornerà nella sua Viareggio o potrebbe tentare una avventura all’ estero, magari dopo un anno sabbatico a smaltire le tossine del Mondiale. A meno che da Torino qualcuno gli chieda a furor di popolo di tornare per dimostrare a tutti che sa vincere anche senza l’ ombrello protettivo di Moggi.
