A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Gioca. Non gioca. La margherita che sta sfogliando Marcello Lippi non sarebbe nemmeno presa in mano dal ct del Brasile Parreira. Che ha detto una verità che a chi ama il calcio italiano non può non far male. Nel Brasile dei Kakà e dei Ronaldinho Francesco Totti starebbe a guardare. In panchina, probabilmente con meno probabilità di entrare di Junino Pernambucano, stella del Lione, e di Robinho, l’ uomo dei prossimi Mondiali in Sudafrica. La considerazione sulla povertà tecnica di questa Nazionale, non a caso allenata da Marcello Lippi, uno che alla Juventus ha sempre puntato più sulla forza che sul talento, è esercizio di onestà intellettuale e calcistica che tutti dovrebbero fare. Il romanista, di gran lunga il migliore sotto il profilo tecnico dei nostri in Germania, è stato tra l’ altro nel biennio lippiano più una speranza che una certezza: tra un infortunio e l’ altro è stato presente per meno del 50% delle convocazioni. Senza dare mai l’ impressione di essere un leader del gruppo, né in campo con le sue prestazioni, né fuori, con l’ esempio comportamentale e le sue dichiarazioni. Il girone di qualificazione, l’ unico che conta poiché le amichevoli pur prestigiose non fanno mai testo, era impossibile da non superare per la modestia dei nostri avversari, ma già un gruppo con Repubblica Ceca, Stati Uniti e Ghana suscita molti timori. Come non sottolineare che Essien e Nedved nel nostro centrocampo sarebbero titolari? Senza scomodare Ronaldinho. Quindi le speranze di fare strada sono nei piedi degli uomini gol, su Toni e su Gilardino. Francesco Totti, atleticamente poco presentabile, è l’ anima e il leader della Roma in Italia, ma in campo internazionale e in azzurro, se si esclude la breve parentesi di Euro2000, rappresenta il Godot della situazione. Quello che tutti sperano, aspettano, ma non arriva mai.
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