A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI
Cassano? Panucci ? De Rossi ? Un Totti in forma ? Niente di tutto questo. Contro la Repubblica Ceca a Marcello Lippi mancherà soprattutto Luciano. Non il giocatore del Chievo. Proprio Moggi, il suo mentore, l’ unico che lo avrebbe protetto nei confronti dell’ opinione pubblica e indirizzato nelle scelte e nella gestione del gruppo dei giocatori. Proprio Luciano ai Mondiali doveva esserci. Il ruolo ufficialmente di team manager ma di fatto responsabile della spedizione azzurra insieme a Carraro: si è lavorato per mesi su questa ipotesi. Peccato che le intercettazioni si siano fermate nel giugno 2005 perché sicuramente ne avremmo avuto quella conferma che forse scopriremo più avanti nel tempo. Nel famoso incontro a Palazzo Grazioli si parlò anche di questo: Silvio Berlusconi era favorevole a questa opzione e riteneva che la sua benedizione a questa candidatura gli avrebbe anche assicurato un buon ritorno d’ immagine in vista delle elezioni. Il presidente operaio, elettricista ecc ecc. che ama la Nazionale e pensa a come renderla vincente come fatto col Milan. Ora può sembrare assurdo, ma la Cupola scoperchiata dai magistrati voleva mettere un tutore a Marcello Lippi, che era nell’ occhio del ciclone della critica, quando stentava nelle qualificazioni e le partite amichevoli contro Olanda e Germania erano ancora ben lontane dal regalargli una certa serenità nei mesi pre-mondiali. La stampa, o buona parte di essa, è stato dimostrato era succube se non connivente del sistema Moggi e avrebbe evitato qualche siluro o qualche mal di stomaco che togliesse la serenità al ct, che, parole dello stesso ex dg juventino, si sarebbe presto sputtanato senza il loro ombrello protettivo. Ci siamo persi decine di puntate del Processo di Biscardi con Moggi in collegamento da Duisburg e chissà quante migliaia di telefonate con il cellulare in cui decideva gli ospiti e suggeriva ai moviolisti cosa far vedere. Chi ce le restituirà? Probabilmente avremmo anche saputo gestire meglio i peana di mass media e tifosi che hanno finito con il far perdere la giusta concentrazione a Totti e compagni che pensavano di essere diventati il nuovo Brasile. Probabilmente De Rossi sarebbe stato preso da parte da Moggi nel ritiro per ricordargli che con la maglia della Nazionale ci si comporta con meno foga e più professionalità. Probabilmente Oddo e Inzaghi non sarebbero sempre stati sempre in panchina dopo le prime due partite. Probabilmente Del Piero sarebbe partito dalla panchina ma non avrebbe dichiarato di essere al 100% della forma e di sentirsi come il nuovo Achille. In fondo, come detto in una telefonata da Lippi, chissà quanto scherzando, non era lui il ct dell’ Italia. Senza Moggi quindi abbiamo perso anche il vero allenatore.
