A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Nel referendum dei Mondiali è un SI’ stentato e risicato per la qualificazione dell’ Italia ai quarti di finale in compagnia dell’ elite futbolistica. Una sola grande emozione per il rigore di Totti al 94’ in una partita tutto sommato non molto intrigante sul piano spettacolare , come molte finora a Germania 2006. Marcello Lippi alla vigilia aveva alzato i toni della polemica contro i giornalisti, sintomo di non molta serenità e grande arroganza, fatto non insolito nelle conferenze azzurre alla fase finale di grandi manifestazioni: come non ricordare lo show, benedetto dalla Federazione, di Vieri contro i giornalisti proprio pochi giorni prima dell’ eliminazione ad Euro 2004? Il timore di un deja vu dello scorso Mondiale c’era eccome a Kaiserslautern: lo stesso furbo allenatore contro, Hiddink, come avversarie due squadre con simili caratteristiche atletiche e tattiche, notevoli, e tecniche, scarse, la stessa inferiorità numerica, allora Totti, oggi Materazzi, gli stessi supplementari, allora una realtà oggi solo un incubo. Quel che di diverso c’è stato è una compattezza di gruppo e anche caratteriale che riconosco questa Nazionale sembra avere, oltre ad una organizzazione difensiva che ha in Cannavaro, Buffon e Zambrotta straordinari baluardi. Per il resto è entrato in campo il fattore fortuna che si è materializzato in pieno recupero quando Grosso ha messo fuori il naso dalla sua zona per una penetrazione tanto incisiva quanto coraggiosa in area ed è stato stoltamente steso da una scivolata che un difensore intelligente non deve mai fare contro un avversario in dribbling. Che non vede l’ ora di trovare un rigoriretto, come ha detto Gattuso, un po generoso ma tecnicamente che ci può stare. Stessa leggerezza commessa 35 minuti prima da Materazzi che non ha toccato Bresciano nel suo intervento ma dovrebbe imparare( anche se oramai è senza speranza..) che le entrate a piedi uniti in campo internazionale sono severamente punite. Confesso che mi chiedevo ad un certo punto della partita come fosse possibile avere in campo in un momento chiave come punte Iaquinta e Del Piero, e fuori tutte le altre quattro che sono a loro superiori. Qualcosa non è funzionato nelle scelte del mister. Non ci spero ormai più di rivedere una partita arrembante come contro il Ghana, mi arrendo alla tecnica attendistica predisposta da Lippi con l’ avallo dei giocatori con improvvise fiammate offensive anche contro nazionali sicuramente inferiori tecnicamente. Più per una condizione fisica approssimativa che per mancanza di coraggio, forse. Certo che giocare in questo modo e lasciare fuori l’ unico che pur camminando può avere quelle invenzioni che ti risolvono la partita, ossia Totti, è una palese incongruenza. Ora l’ Ucraina, per un’ altra probabile vittoria di misura senza troppi squilli, prima di arrivare al “redde rationem” in semifinale contro tedeschi o argentini. Quando un “rigoretto” al minuto 94 non basterà.
