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mercoledì, 05 luglio 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: AUF WIEDERSEHEN DEUTSCHLAND

Finalmente l’ impresa. Dopo un cammino senza troppi squilli serviva la prestazione straordinaria per cambiare la storia del nostro mondiale tedesco. Grosso con un tiro e un urlo alla Tardelli e Del Piero con una rivincita sul destino l'hanno resa possibile. Non è un caso che sia arrivata contro i tedeschi e soprattutto nei supplementari. Come nel 1970 in Messico e come nel 1982 in Spagna. Marcello Lippi ha incominciato a vincerla quando ha rischiato di perderla, inserendo una seconda punta al posto di uno spento Camoranesi e addirittura una terza, Del Piero, al posto dell’ altro centrocampista di quantità Perrotta. Sono venuti due legni e due gol in 30 minuti quando le energie erano al lumicino: non è stata una casualità anche se anche Buffon con quella parata su Podolski ci ha messo del suo. Nei 90 minuti Italia e Germania si erano sostanzialmente equivalse con un tempo a testa: nel primo meglio gli azzurri con un superiore possesso palla e nella ripresa meglio i padroni di casa che specie negli ultimi 20 minuti sembravano averne di più, contemporaneamente al calo fisico di Camoranesi e Totti. La partita non è stata delle migliori tecnicamente, sulla scia di quasi tutte in questa manifestazione: ritmo basso, poche conclusioni verso la porta, molto agonismo e esasperati tatticismi. Sia Lippi che Klinsmann hanno cercato prima di tutto di non perderla, con gli unici due che potevano fare la differenza, Totti e Ballack, troppo lontani dalla porta avversaria per poter incidere. Così Toni è stato fermato nella morsa di Mertesacker e Metzelder che fisicamente gli sono simili, mentre Podolski e Klose si sono visti di più ma hanno sbattuto sulla nostra difesa, con Buffon e Cannavaro ancora sugli scudi. Se il man of the match è stato Pirlo per la Fifa, è Fabio Grosso ad avere deciso la partita con un sinistro che i giornalisti di qualche anno fa avrebbero descritto di rara bellezza. Il neo terzino interista, specificamente richiesto da Mancini dopo che Zambrotta ha informato di preferire il Milan, è sorprendentemente l’ uomo che nei momenti decisivi fa la differenza: con l’ Australia conquistò un rigore in pieno recupero con gli azzurri in 10 e con la Germania ha colpito all’ ultimo minuto evitando la roulette dei rigori. Anche questo non è un caso: in una squadra senza fuoriclasse Lippi ha costruito un gruppo solido e versatile che può mandare sotto i riflettori un personaggio diverso ogni volta. Gli manca una sola partita, la più importante, per entrare nella storia e ricevere i complimenti e i ringraziamenti da chi, come il sottoscritto, dichiaratamente non lo ama. Si ricordi del potenziale offensivo di questa squadra: provi a vincerla rischiando magari di perderla. I supplementari di Italia Germania ce lo hanno insegnato.

postato da: chico75 alle ore 01:40 | link | commenti
categorie: calcio, nazionale, fuorigioco mondiali

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