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domenica, 09 luglio 2006

GIOCHIAMOCELA!!!

La Coppa del Mondo non è solo un evento sportivo. Non può esserlo una manifestazione che paralizza non solo le tre nazioni che sono direttamente coinvolte nella finale, come Francia, Italia e Germania, ma tutto il mondo con oltre 4 miliardi di persone che guarderanno Berlino. Dall’ Alaska all’ Australia, dalla Svezia al Sudafrica che stasera raccoglierà il testimone in nome di un intero continente, l’ Africa. E’ un momento di festa planetaria, di divisione sportiva ma paradossalmente uno dei rarissimi momenti di unità nazionale, specie in anni in cui le grandi ideologie nei Paesi democratici sono superate e obsolete. E’ il calcio, quel calcio che alcuni hanno tentato di uccidere decidendone le sorti al telefono e non su un rettangolo verde. In Italia infatti il cammino dei Lippi e dei Cannavaro è partito in sordina, oscurato dalle intercettazioni e dal più grande scandalo sportivo che si ricordi non solo a queste latitudini. Ma anche coloro che non sono riusciti a godersi l’ atmosfera mondiale per colpa di Moggi e compagni, non hanno potuto trattenere un urlo di gioia al momento del gol di Fabio Grosso, uno che fino a qualche anno fa giocava trequartista nel Chieti e su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che potesse non solo approdare in Nazionale ma anche giocare in serie A. Giusto così, la partita con la Germania entrerà nella storia di questo sport e chi l’ ha vista se la ricorderà per sempre: capita sempre con le emozioni più forti. Stasera si deve ripartire da lì, da quel patrimonio di convinzione ed entusiasmo costruito nei supplementari della semifinale. Anche tatticamente e come approccio mentale: potrebbe non bastare aspettarli e sperare che il goleador di turno inventi il gol decisivo. Se è vero che Domenech schiererà Trezeguet centravanti con Henry, Zidane e Ribery alle spalle è un chiaro segnale di voler fare la partita e giocarsi tutta la propria forza offensiva per vincere la partita più importante di tutte. Marcello Lippi,anche se il ct francese non lo farà, faccia lo stesso: un’ altra punta o un atteggiamento più coraggioso sono indispensabili. Le vittorie che entrano nella storia si compiono rischiando di perdere, non mi stancherò mai di ripeterlo. 90 lunghissimi minuti per dare un sorriso e una speranza per una notte ad una Nazione che ne ha bisogno e che da domani tornerà a fare i conti con i molti problemi di ogni suo cittadino. L’ Italia merita la Coppa, gli azzurri possono regalarcela. Si vince con il cuore, chi marcherà Zidane non mi interessa. Sognamocela, giochiamocela, andiamo a prendercela.

postato da: chico75 alle ore 19:00 | link | commenti
categorie: calcio, nazionale, fuorigioco mondiali

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