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domenica, 10 settembre 2006

COMPATTI, SUPERIORI, VINCENTI

A Firenze si poteva perdere, specie alla prima di campionato e con il Milan ancora sottozero. L’ importante era dare l’ impressione di essere una squadra di personalità, solida e matura per una stagione in cui tutti ti aspettano al varco. Roberto Mancini doveva puntare su chi gli dava maggiori garanzie e così ha fatto, senza chiedersi come avrebbero reagito i vari Samuel, Grosso, Stankovic e Adriano all’ esclusione. E’ stato un successo su tutta la linea, pieno, meritato, convincente, per l’ Inter e per l’ allenatore. Per buona parte della gara la Fiorentina del tanto celebrato Prandelli è andata a sbattere sulla difesa nerazzurra imperniata su un Materazzi implacabile e su un centrocampo potente e ben affiatato, in cui Cambiasso è stata l’ arma tattica che ha deciso di fatto la partita. Sganciato da compiti di copertura grazie alla presenza di Dacourt, l’ argentino ha potuto mostrare con più lucidità le sue straordinarie qualità di incursore, senza che lo stesso tecnico viola riuscisse a trovare un rimedio. Sempre presente Crespo e Ibrahimovic già in netta crescita rispetto alle prime uscite: un gol e un intelligente assist confermano che è lui l’ uomo in più di questa squadra, il fuoriclasse che può far fare all’ Inter il salto di qualità negli ultimi 16 metri, il vero dramma dell’ anno scorso. Non può essere tutto perfetto, siamo alla prima di campionato e si giocava a Firenze. Sul piano della manovra sono ancora da trovare i giusti movimenti in fase offensiva, serve maggiore lucidità nei passaggi e una maggior copertura e utilizzo delle fasce laterali, dove Mutu e Reginaldo hanno trovato più di un varco. Sul calo degli ultimi 20 minuti hanno pesato gli infortuni di Matrix e Cambiasso e la stanchezza di un Vieira che aveva disputato due partite in 4 giorni con la sua Nazionale. Eppure c’è chi imputa a Mancini anche questo, di aver sbagliato i cambi, senza sapere che sono stati i giocatori a chiederlo. E’ proprio vero che non tutti i nemici hanno maglie diverse da quella nerazzurra, anche fra i tifosi. Se poi qualcuno pensa che questa squadra raggiungerà straordinari picchi nella spettacolarità del gioco, significa che non ha ancora compreso il pregio principale di questa Inter molto capelliana: la solidità e la potenza.

postato da: chico75 alle ore 01:00 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, mancini

Commenti
#1   10 Settembre 2006 - 12:33
 
Concordo con il tuo commento..anche perchè comincia ad essere confermata la mia tesi...Venivo preso per matto quando dicevo che Mancini non si inventa nulla......si "odia" con Capello perchè i due si somigliano molto...ed ecco la prova.....via il calcio spettacolo di Mancini che non abbiamo mai visto e sotto con una squadra solida fatta di ottimi giocatori ( tranne Materazzi che è oggettivamente uno scarso ma lo teniamo volentieri )...
Se impara a fare i cambi e a non tentare strane alchimie possiamo toglierci qualche soddisfazione....
Per non far giocare Stankovic, il poverino doveva essere prorpio messo male!!!
Saluti a tutti e FORZA INTER
utente anonimo

#2   11 Settembre 2006 - 10:49
 
concordo appieno!!! può sembrare strano ma questa "prima" di campionato era già una partita difficilissima, sbagliarla poteva significare un lungo periodo "buco nero interista" mentale e societario, e ,non escluso, il possibile cambio di allenatore. Averla vinta, a mio giudizio, è stata un grandissimo passo verso la condizione mentale giusta, quella necesaria per vincere uno scudetto. Detto questo, come manciniano in "pausa di riflessione" noto come al nostro manchi la prontezza di riflessi nei cambi in corso di partita (altro che Capello!!) C'è ancora troppa differenza tra come le prepara le partite (molto bene direi) e come le cambia a seconda degli eventi e dei cambi avversari (ancora molto male per un allenatore da inter). in ogni caso FA MOLTO PIACERE AVERER VISTO PER UN ORA GIOCATORI CON GRINTA, CARATTERE, DETERMINAZIONE. PEr ora sono molto soddisfatto, vediamo come va la Champions.
forza iner sempre
cesare
utente anonimo

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