A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

A Firenze si poteva perdere, specie alla prima di campionato e con il Milan ancora sottozero. L’ importante era dare l’ impressione di essere una squadra di personalità, solida e matura per una stagione in cui tutti ti aspettano al varco. Roberto Mancini doveva puntare su chi gli dava maggiori garanzie e così ha fatto, senza chiedersi come avrebbero reagito i vari Samuel, Grosso, Stankovic e Adriano all’ esclusione. E’ stato un successo su tutta la linea, pieno, meritato, convincente, per l’ Inter e per l’ allenatore. Per buona parte della gara la Fiorentina del tanto celebrato Prandelli è andata a sbattere sulla difesa nerazzurra imperniata su un Materazzi implacabile e su un centrocampo potente e ben affiatato, in cui Cambiasso è stata l’ arma tattica che ha deciso di fatto la partita. Sganciato da compiti di copertura grazie alla presenza di Dacourt, l’ argentino ha potuto mostrare con più lucidità le sue straordinarie qualità di incursore, senza che lo stesso tecnico viola riuscisse a trovare un rimedio. Sempre presente Crespo e Ibrahimovic già in netta crescita rispetto alle prime uscite: un gol e un intelligente assist confermano che è lui l’ uomo in più di questa squadra, il fuoriclasse che può far fare all’ Inter il salto di qualità negli ultimi 16 metri, il vero dramma dell’ anno scorso. Non può essere tutto perfetto, siamo alla prima di campionato e si giocava a Firenze. Sul piano della manovra sono ancora da trovare i giusti movimenti in fase offensiva, serve maggiore lucidità nei passaggi e una maggior copertura e utilizzo delle fasce laterali, dove Mutu e Reginaldo hanno trovato più di un varco. Sul calo degli ultimi 20 minuti hanno pesato gli infortuni di Matrix e Cambiasso e la stanchezza di un Vieira che aveva disputato due partite in 4 giorni con la sua Nazionale. Eppure c’è chi imputa a Mancini anche questo, di aver sbagliato i cambi, senza sapere che sono stati i giocatori a chiederlo. E’ proprio vero che non tutti i nemici hanno maglie diverse da quella nerazzurra, anche fra i tifosi. Se poi qualcuno pensa che questa squadra raggiungerà straordinari picchi nella spettacolarità del gioco, significa che non ha ancora compreso il pregio principale di questa Inter molto capelliana: la solidità e la potenza.
