A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

CAMBIASSO: IL TRENO GIAPPONESE. Puntuale nell’ inserimento dei due gol interisti. Mai in ritardo contro i centrocampisti viola. Efficace in occasione dell’ assist a Ibra.

MATERAZZI: IL CHEWING GUM SOTTO IL TAVOLO. Mancini lo appiccica a Toni e rimane così per gran parte della partita senza che qualcuno trovi il modo per staccarlo. Lo metti lì e sai che quando lo guardi lo trovi. Finchè qualcuno o qualcosa ti costringe a toglierlo.

TONI: IL TONNO LIBERATO. Preso nella rete preparata da Mancini e gettata da Materazzi. Si dispera, lotta e si sbatte fino in fondo. Quando forse sta per arrendersi la rete si apre, torna libero e fa vedere che è sempre di prima qualità.

PRANDELLI: L’ALUNNO RIMANDATO A SETTEMBRE. E’ bravo, ma non ha studiato a sufficienza. Liverani trequartista, Gobbi ala destra, nessuna marcatura su Cambiasso, difesa imprecisa. Rimedia sul finire con i due cambi, ma è troppo tardi per ottenere subito la promozione.
FACCHETTI: L’ANGELO NERAZZURRO. C’è ma non si vede. Ispira l’ animo degli interisti con il ricordo del suo esempio. Protegge e custodisce le speranze dei tifosi.
