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lunedì, 11 settembre 2006

MOGGI, L' UOMO NERO E I SUOI COMPLICI

“ Vi chiedo la cortesia di non farmi domande, perche' non ho la voglia ne' la forza. Mi manca l'anima che mi e' stata uccisa. Da domani saro' dimissionario da direttore generale della Juventus e da stasera il mondo del calcio non e' piu' il mio mondo”. Era il 14 maggio 2006 e Luciano Moggi in piena recita teatrale stile melodramma napoletano, con la voce rotta dall’ emozione, brandiva i giornalisti nello stadio di Bari dopo la conquista sul campo dello scudetto, poi assegnato all’ Inter. Son passato 4 mesi e, dopo essere stato condannato al massimo della pena dalla giustizia sportiva e imputato in 3 processi che devono ancora iniziare, è già tornato nella perfetta forma del passato. Quella che prevedeva bugie, prepotenza, arroganza e mezze frasi con minacce più o meno velate. Ieri Simona Ventura, in teoria ancora una giornalista e sempre teoricamente costretta ad essere impaziale e corretta, gli ha regalato una patetica mezzora in una rete anche qui molto teoricamente del servizio pubblico, in cui ha risfoderato, senza dare la possibilità di controbattere all’ unico giornalista vero in sala, ,la litania del complotto ai suoi danni e le solite accuse a destra e a manca sui veri tenutari della cupola calcistica. Da stasera Fabio Ravezzani, direttore della redazione sportiva di un network di tv private che fa capo ad Antenna3 e Telelombardia, gli darà lo scranno di opinionista principale dei fatti del weekend pallonaro. Un po come se il cavalier Tanzi fosse invitato in una trasmissione televisiva che parla di risparmio o, fatte le debite proporzioni, il folle che ha tenuto segregata per otto anni la ragazza austriaca in una trasmissione sui diritti dell’ infanzia. In fondo etica professionale, coscienza critica e rispetto del pubblico sono valori ben meno importanti dell’ audience e della sudditanza più o meno interessata verso chi, dopo tutto quello che ha fatto, può ancora permettersi di parlare di calcio.

 

postato da: chico75 alle ore 15:50 | link | commenti (4)
categorie: calcio, moggi, calciopoli

Commenti
#1   11 Settembre 2006 - 18:08
 
Siamo sempre la solita Italia........che Vergogna.....sembra di rivedere tangentopoli.......alla fine la colpa non era dei corrotti e corruttori ma dei magistrati che non si sono fatti i cazzi loro......
L'Italia di Berlusconi e dei berluscones.....chi ha il potere non si tocca.....
E poi cosa tocca sentirci dire......"proteggevo la juve"...e da chi se il deus ex macchina del calcio italiano è proprio mister M???
Blaaaaaaa che schifo
utente anonimo

#2   11 Settembre 2006 - 19:23
 
Non c'e' limite alla presunzione..e Moggi ne e' l'esempio..Moggi muori oggi!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bumbum82

#3   12 Settembre 2006 - 09:22
 
questo pensa che siamo tutti dei ciglioni, che riesce ad abbindolarci come cazzo gli pare a lui....il dramma è che ha cominciato ad abbindolare i politici come Mastella & C. che contano purtroppo più di noi anche se forse sono più coglioni...
utente anonimo

#4   22 Novembre 2006 - 12:23
 
L'interrogatorio di Chiara Geronzi, figlia del banchiere Cesare: "Roberto Mancini era tra gli azionisti della GEA. Il 40% delle quote era in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini".
L'allora attaccante e poi allenatore della Lazio, oggi tecnico dell'Inter tra i più duri avversari di Moggi e del suo mondo, ha sempre negato tutto.




Ahahhahha, la banda degli onesti...
utente anonimo

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