CIAO GIACINTO

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martedì, 12 settembre 2006

RICORDARE VILLARREAL

Nella conferenza stampa pre partita allo stadio Arvalade di Lisbona Roberto Mancini è partito da dove aveva finito la scorsa primavera. Dal “ submarino amarillo “, dal Villarreal e da Arruabarrena, sicuramente la pagina più brutta da quando il Mancio si è seduto sulla panchina nerazzurra. Fu completamente sbagliato l’ approccio al secondo tempo di quella partita, quando nell’ intervallo successero scintille tra Veron, Adriano e compagni, raccontate all’ esterno da quel Cristiano Zanetti che da mesi si era accordato con la Juve e fu poi aggredito dai tifosi al ritorno della successiva trasferta ad Ascoli. Sbagliarono tutti quella notte, la società, i giocatori e Roberto Mancini. Per questo non bisogna cancellare Villarreal, ma tenerla ben presente per non ripeterla. E’ un’ Inter che sembra molto diversa, sia a livello di qualità che di personalità, grazie agli innesti di giocatori di grande spessore internazionale. Proprio da uno dei nuovi, Ibrahimovic, reduce anche lui da una deludente annata europea con la Juventus, mi aspetto una grande prestazione che sia determinante per la squadra e soprattutto per il suo compagno di reparto. Adriano, salvo sorprese, dovrebbe tornare a recitare da prima punta, dando quella profondità e pericolosità che Crespo ha assicurato finora, senza svariare troppo sulla sinistra. Oltre a quelle progressioni micidiali e al tiro potente che ne fanno, o facevano, un calciatore unico. I portoghesi sono squadra ostica sul proprio campo, aggressiva, veloce e molto tecnica, ma in difesa concedono qualche sbavatura. E’ qui che il brasiliano e lo svedese dovranno essere bravi, a concretizzare le occasioni che capiteranno, limite che talvolta entrambi hanno ma che in Europa si paga ancora di più.

postato da: chico75 alle ore 10:00 | link | commenti (1)
categorie: calcio, inter, ibrahimovic, mancini, adriano
venerdì, 01 settembre 2006

NO A RONALDO: IL GRANDE SACRIFICIO DI MORATTI

Ora qualcuno crede che in realtà la trattativa per far tornare Ronaldo a Milano sia stata solo una invenzione giornalistica. Non è stato così, anzi il brasiliano è stato davvero sul punto di fare il percorso inverso rispetto a 4 anni fa. Chi si è tirato indietro? Cosa ha fatto saltare quello che sarebbe stato il trasferimento dell’ estate? Dalla Spagna i giornali vicini al Real parlano di un mancato accordo fra il Fenomeno, che chiedeva lo stesso trattamento economico garantitogli dal Milan, e la società di via Durini come causa principale del fallimento delle trattative. Pur nella complessità di un contratto con un giocatore che è ancora uno dei nomi più importanti del calcio mondiale, risulta difficile credere che Moratti e il suo staff si possano essere fermati davanti ad un problema di ingaggio. In realtà è stata proprio il patron a fare marcia indietro, facendo uno dei più grandi sacrifici da quando è subentrato a Ernesto Pellegrini. Scartata l’ ipotesi del semplice scambio di prestiti da parte delle merengues, la dirigenza blanca ha proposto la stessa formula che ha portato Reyes in Spagna e Baptista in Inghilterra: un duplice diritto di riscatto per trasformare a fine stagione i prestiti in acquisti veri e propri. In considerazione dell’ età e del potenziale ancora inespresso di Adriano, lo staff operativo nerazzurro pretendeva che il suo centravanti fosse valutato in maniera più importante dal punto di vista economico rispetto al campione del Real Madrid, che va verso i 30 anni e ha una storia clinica alle spalle sempre a rischio ricadute. Mijatovic e Baldini non hanno ceduto, valutando addirittura maggiormente il proprio giocatore rispetto all’ Imperatore. A questo punto è parso chiaro a tutti che un accordo sarebbe stato impossibile e Massimo Moratti ha ordinato lo stop alle trattative, anche in considerazione del poco tempo a disposizione prima della chiusura del calciomercato. Una scelta sentimentalmente difficile per lui, ma tecnicamente ed economicamente corretta per il bene dell’ Inter: si può ragionevolmente dire che il Moratti dirigente ha avuto la meglio sul Moratti tifoso. Finalmente.

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categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo
giovedì, 31 agosto 2006

RONALDO - ADRIANO: NON SI FA

Nessun accordo tra i club e trattativa chiusa. Bocciato sia lo scambio di prestiti da parte del Real sia la cessione definitiva dei due giocatori più conguaglio da parte della società di Massimo Moratti che non voleva perdere definitivamente Adriano. Il responsabile delle relazioni esterne della Saras, azienda della famiglia del petroliere nerazzurro, ha smentito ogni trattativa. Personalmente ritengo che la società nerazzurra abbia fatto bene a non perdere il controllo del cartellino di un giocatore come l’ Imperatore che ha 6 anni e molti guai fisici in meno di Ronaldo. Come scritto in precedenza, l’ ipotesi dello scambio con due prestiti senza diritti di riscatto era stata bocciata dal Real fin da subito.

postato da: chico75 alle ore 19:11 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONALDO-ADRIANO: SI TRATTA AD OLTRANZA

Come avevo anticipato il Real Madrid ha detto no all’ ipotesi dello scambio di prestiti. Secondo notizia di agenzie si punterebbe alla cessione di entrambi i giocatori. Il Real Madrid sembra avere la meglio nella trattativa, non essendosi mosso dalla richiesta di Adriano più un conguaglio in milioni di euro tra i 10 e i 20 milioni di euro. L’ Inter però starebbe cercando in tutti i modi di negoziare una clausola che permetterebbe di riprendere Adriano ad un prezzo stabilito fra un anno.

postato da: chico75 alle ore 18:20 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONALDO ENTRO LE 19, ADRIANO ENTRO MEZZANOTTE

La sessione di calciomercato che sta per terminare chiude ad orari diversi in Italia e in Spagna, chissà poi perché, essendo ormai il calciomercato di dimensioni globali. In ogni caso se l’ Inter raggiungerà un accordo con il Real Madrid, dovrà depositare il contratto in Lega entro le ore 19 di oggi, mentre per il passaggio di Adriano al club allenato da Fabio Capello c’è tempo fino alle ore 24. C’è da segnalare uno strano silenzio dei principali media spagnoli sulla vicenda, non si sa se interpretabile come la quiete prima della tempesta oppure per mancanza di indizi certi sul buon esito della trattativa. Marca e AS sono i due giornali sportivi di Madrid . il primo dedica solo 4 righe alla trattativa tra Inter e Real parlando generalmente come di uno dei possibili fronti aperti di mercato delle merengues, mentre il secondo non ha ancora aggiornato l’ articolo di questa mattina in cui parlava della telefonata di Massimo Moratti di ieri per trattare lo scambio. Secondo AS sarebbe necessaria una contropartita economica a favore del club iberico per arrivare ad un accordo che comunque viene definito come probabile, mentre i nerazzurri avrebbero proposto solo uno scambio di prestiti con diritto di riscatto. Solitamente i media spagnoli soffiano sul fuoco nelle trattative che ritengono importanti ed è per questo che sembra strana questa loro inattività, seguita alla anticipazione di ieri sera di Radio Cadena Ser, solitamente molto bene informata sugli acquisti di casa Real. Smentita sia la presenza di Ronaldo su un aereo in arrivo a Milano alle ore 18 e poco fondamento anche quella che potrebbe posticipare lo scambio al mercato invernale. Intanto mancano ormai meno di 3 ore…

postato da: chico75 alle ore 16:44 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

RONIE-ADRI: MORATTI CONFERMA.ECCO LA SOLUZIONE

La dichiarazione di Massimo Moratti di pochi minuti fa diffusa dall’ ANSA lascia aperto più di uno spiraglio al clamoroso scambio fra i due brasiliani. “Tutto può essere ma le cose non dipendono solo da noi. Noi non stiamo spingendo, è un qualcosa che è in aria da un po di tempo ma non credo che si possa concludere entro stasera”. Fra le righe viene esplicitamente confermato che la trattativa esiste e che sta andando avanti. L’ Inter è interessata perché è seduta al tavolo delle trattative e sta ascoltando le proposte del Real Madrid per giungere ad un accordo che accontenti le molte parti in gioco. Se è vero infatti che né Ronaldo né Adriano disdegnerebbero un cambio di maglia, come anche i rispettivi allenatori Fabio Capello e Roberto Mancini, si sta lavorando ad una ipotesi molto più complessa di un semplice scambio di prestiti, ipotesi scartata fin dall’ inizio dalle merengues. Si va verso la fissazione di un diritto di riscatto molto alto per il Real se volesse tenersi fra un anno Adriano oppure verso una compensazione economica di Massimo Moratti da versare al Real come incentivo per accettare il semplice scambio di prestiti, ossia un prestito oneroso solo per la parte nerazzurra. Intanto Julio Baptista è andato ufficialmente all’ Arsenal in uno scambio di prestiti con l’ Arsenal con diritto di riscatto per entrambi. La strada è forse segnata.

postato da: chico75 alle ore 14:50 | link | commenti
categorie: calcio, inter, adriano, ronaldo

ADRIANO - RONALDO: LO SCAMBIO E' SERVITO!!!!

Lo avevo scritto. Al di là delle dichiarazioni ufficiali su Ronaldo si è continuato a trattare. Lo ha fatto il Milan, lo ha fatto l’ Inter. La società rossonera non ha voluto inserire Kakà nella trattativa né versare i soldi richiesti dal Real Madrid. L’ Inter invece aveva una pedina che Fabio Capello ha sempre voluto allenare: Adriano. La radio Cadena Ser squarcia a tarda sera il velo sul clamoroso intreccio di mercato che porterà prima Reyes dall’ Arsenal alle merengues in cambio dell’ attaccante Julio Baptista e 3 milioni di euro. In questo modo si libera un posto per un extracomunitario: l’ ostacolo al trasferimento dell’ imperatore Adriano viene a cadere. La notizia è stata ripresa dall’ ANSA e dalle edizioni on line dei principali media del mondo, ma, mancando l’ ufficialità, intoppi sulla trattativa Reyes – Baptista o clamorosi dietrofront sono ancora possibili. Proprio nelle ultime ore Massimo Moratti e Roberto Mancini si erano espressi in maniera convinta sulla sua permanenza a Milano, ma le sibilline parole di Ronaldo da Montecarlo facevano presagire che qualcosa di grosso stesse bollendo in pentola. Il Fenomeno aveva l’ atteggiamento di chi da una parte professa amore eterno alla moglie flirtando nel contempo con l’ amante. I tifosi nerazzurri nella notte hanno letteralmente invaso i siti delle agenzie di stampa internazionali e i forum di tifosi interisti, spaccandosi letteralmente a metà su questo clamoroso ritorno di uno dei giocatori più amati ed odiati allo stesso tempo. Quel che è certo e che personalmente mi lascia perplesso è che quando un giocatore del calibro di Adriano, 24enne, lascia l’ Inter per trasferirsi in un club importante come il Real difficilmente tornerà indietro. Toccherà allo staff medico della società milanese, all’ ambiente societario con Moratti in testa, che si gioca tutto il credito che aveva ripreso in questa campagna acquisti, e allo stesso Ronaldo dimostrare che non si è trattato di un clamoroso abbaglio dettato dalla nostalgia.

postato da: chico75 alle ore 02:30 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, moratti, adriano, ronaldo
lunedì, 28 agosto 2006

IL TRIDENTE, SALVATAGGIO PER ADRI

Si è dato da fare, ma non ha brillato. Si è mosso molto, ma non ha mai tirato nello specchio della porta. Ha cercato l’ intesa con Ibra, ma non si sono trovati mai. Voleva iniziare la stagione con un gol decisivo, ma quando è uscito l’ Inter si è risvegliata e il suo sostituto ha subito trovato la via della rete. Non si può dire che Adriano abbia vissuto una bella serata a San Siro sabato, fatto purtroppo nell’ ultimo anno e mezzo gli capita piuttosto frequentemente. Cosa può fare Roberto Mancini per farlo tornare a essere protagonista? Prima di tutto è il brasiliano che si deve “aiutare”. Il fisico imponente non gli consente di trovare rapidamente una buona condizione di forma, anche se è pur vero che qualche chiletto in eccesso deve ancora essere smaltito sui campi della Pinetina. Sudare, sudare, sudare. Tatticamente poi è sotto gli occhi di tutti che il giocatore non può considerarsi una prima punta alla Toni, alla Trezeguet o appunto alla Crespo: non sa giocare spalle alla porta, gli piace partire da lontano dove si sottrae alle marcature e può puntare gli avversari in progressione, almeno quando ne ha le forze. Quindi Ibrahimovic con lui si trova in difficoltà perché non ha un punto di riferimento davanti che faccia da boa e sponda per le sue giocate. Idem dicasi per la squadra che non ha profondità offensiva e sabato non riusciva a tenere una palla davanti, favorendo le ripartente in velocità degli uomini di Spalletti. Un tentativo potrebbe essere quello di provare lo svedese come trequartista, ruolo che è nelle sue corde e che lo libererebbe dall’ ansia da gol, dietro all’ argentino e appunto Adriano. In questo modo potrebbe assecondare la sua natura partendo dalle fasce e puntando palla al piede i difensori avversari. Chi sacrificare? Uno tra Stankovic o Figo e, soprattutto vedendo la prestazione del portoghese, ora non sembra possibile. Ora. La stagione è lunga e un patrimonio come il brasiliano deve essere recuperato in tutti i modi. A meno di clamorose sorprese entro il 31 agosto.

postato da: chico75 alle ore 09:23 | link | commenti
categorie: calcio, inter, mancini, adriano
venerdì, 14 luglio 2006

MANCINI 3: LA RIVINCITA

Si è radunata l' Inter alla Pinetina con soli 3 volti nuovi e senza gli eroi mondiali. Tutte le attenzioni su Roberto Mancini, alla prima intervista della nuova stagione. Ma cosa ha detto di importante? Al di là dei complimenti per la vittoria della Nazionale, non sono mancati come sempre gli spunti interessanti. Eccoli, tratti da www.inter.it , come la foto.

Calciopoli

- Non credo che ci sarà il preliminare.  Mi aspetto che i prossimi campionati siano regolari. Mi aspetto che le regole siano uguali per tutti e che le cose siano fatte per bene in tutti i sensi. Ma credo che questo ora possa accadere. Lo scudetto di due anni fa credo sia giusto non assegnarlo perché è passato troppo tempo. Quello di quest'anno, visto che la stagione si è conclusa da due mesi, credo sia giusto assegnarlo all'Inter. Ma non lo vogliamo tanto per festeggiarlo, credo che sia giusto perché in tutti gli sport, se qualcuno vince barando, il premio va a quello che arriva dopo. È giusto premiare la squadra che ha fatto le cose per bene e che si è classificata dietro a chi non le ha fatte.

Adriano

- Adriano vuole giocare come unica punta? Vedo che iniziamo la stagione come l'avevamo finita, con domande su Adriano. In ogni caso le scelte tattiche spettano a me, lui deve solo impegnarsi e dare il massimo per la squadra, dentro e fuori il campo.

Materazzi

- E' sempre stato un giocatore importante per l'Inter, nonostante ogni tanto si lamenti perché non gioca. Marco è anche migliorato moltissimo negli ultimi anni ed ha acquisito esperienza. Raggiungere un obiettivo così importante come un Mondiale, può aiutarlo a migliorarsi ancora, non solo in campo ma anche fuori con certi comportamenti. Potrà essere molto più importante per la sua squadra. Lo scontro con Zidane ? Sono cose che non dovrebbero capitare, né la provocazione né la reazione. Ma purtroppo succedono e, a volte, bisogna subirle.

Tre punte

- Dipende anche da chi saranno i nuovi arrivi, attaccanti, centrocampisti o eventuali esterni. Quando avremo la rosa al completo valutremo le soluzioni migliori. Giocare con due o tre punte o con due moduli differenti non cambia più di tanto. Ho sempre pensato che una squadra forte deve saper giocare in più modi.

Mercato

- Moratti dice che arriverà un attaccante tra Toni, Ibrahimovic e Trezeguet? Se arrivano in due è meglio, qualcosa ancora manca alla squadra.

Avversari più pericolosi

- Non lo so, bisogna aspettare per dirlo. Però credo che la Roma sia una squadra forte con un tecnico bravo che ha già fatto bene la passata stagione. Sicuramente saranno competitivi. Per parlare degli altri bisognerà aspettare quello che succederà nei prossimi giorni.

Il calcio italiano senza Moggi

- Mi astengo da questa risposta

In sostanza, per Adriano e Materazzi nessuno sconto. Nessuna fiducia nelle punte a disposizione. Il 4-4-2 resta il modulo favorito. Non si aspetta di vedere Juventus e Milan in serie A. Crede in un campionato scorso fortemente condizionato e si aspetta che gli venga assegnato lo scudetto. Sta godendo come un riccio per quel che è capitato a Moggi.

In bocca al biscione Mancio!


 

 

postato da: chico75 alle ore 16:33 | link | commenti (5)
categorie: calcio, inter, materazzi, moggi, mancini, adriano, calciopoli
lunedì, 29 maggio 2006

PINOCCHIO D'ORO 2006

Tre campioni, tre giocatori simbolo delle tre principali squadre di serie A. Negli ultimi giorni hanno fatto a gara a chi riusciva a far passare per fessi giornalisti e soprattutto tifosi, che in realtà lo sono molto meno di quanto credono i protagonisti del nostro calcio, in campo e fuori. A chi il premio PINOCCHIO D' ORO categoria Calciatori ?

FABIO CANNAVARO

" Mi sono reso conto che forse non avevo espresso il mio pensiero in maniera chiara. Sono convinto che chi ha sbagliato è necessario che paghi. Voglio un calcio pulito, ho fiducia nella giustizia ordinaria, in quella sportiva e soprattutto nel commissario Guido Rossi".

ANDRIJ SHEVCHENKO

" Londra scelta di vita: voglio imparare l' inglese per comunicare con mia moglie e trasmettere amore ai figli "

ADRIANO

" Quando sono con la Selecao mi diverto, all'Inter no. Qui sono in un ambiente più rilassato dove tutti i compagni mi vogliono bene. Io all'Inter devo rispetto perchè ho un contratto, nella Selecao c'è maggior allegria".

postato da: chico75 alle ore 11:13 | link | commenti (4)
categorie: calcio, milan, juventus, inter, cannavaro, adriano, shevchemko
venerdì, 26 maggio 2006

PERSEVERARE E' DIABOLICO

  

Un minuto e mezzo. Il tempo necessario a Massimo Moratti per chiedergli se voleva andarsene o provare a vincere qualcosa in un campionato finalmente pulito e al Chino per rispondere che fosse per lui chiuderebbe la carriera all’ Inter e che vorrebbe solo essere maggiormente impiegato. Il patron che sorride, gli allunga la mano e gli dice che per lui è pronto da tempo nel cassetto un triennale da circa 2 milioni di euro l’ anno. Poi via a parlare di vacanze, famiglia, Mancini, intercettazioni e tutto il resto. Come appena successo per la conferma del mister non conta il responso del campo, solo l’ affetto e la fede incrollabile per le sue doti tecniche ed umane. Moggiopoli ha fatto molti danni all’ Inter: infatti il patron è tornato a vestire i panni dell’ innamorato tradito dal sistema e fiducioso di vincere con i suoi modi gentili e paternalistici nei confronti dei calciatori che, visto il possibile declassamento di top club come Juve, Fiorentina e forse Milan, fanno la fila per approdare in nerazzurro dove certi stipendi possono essere tranquillamente mantenuti. Chiedere a Luca Toni che si è visto proporre un triennale da 3,5 milioni di euro netti l’ anno, il triplo dell’ ingaggio attuale. Quel che era sbagliato alla Juve era la gestione delinquenziale del sistema, non il modus operandi manageriale nella conduzione di una società calcistica. Scrissi alcuni mesi fa che il destino dava un’ altra opportunità al Chino di poter dimostrare che la sua avventura all’ Inter avesse un lieto fine: trascinarla nel cammino europeo. Purtroppo sappiamo tutti come è finita e da lì l’ ennesimo infortunio muscolare gli ha risparmiato la deriva stagionale in campionato ma anche la finale di Coppa Italia vinta grazie ai gol di Cruz. Se in nove anni, anche non per colpa solo sua, non si è mai riuscito ad imporre a Milano, bisogna prenderne atto e voltare pagina. Come dirigenza e staff tecnico avrebbero legittimamente fatto se Massimo Moratti non si fosse opposto, scavalcandoli come fa sempre e delegittimandoli, dandogli indirettamente ragione quando non ci mettono mai il viso quando la barca affonda o è in mezzo ad una tempesta. Non solo Recoba, ma anche le stucchevoli dichiarazioni di Adriano dipendono da quest’ aria di impunità ed eccessiva libertà che si respira da anni ad Appiano. Non critichiamo il brasiliano se si comporta così, ma chiediamoci perché lo hanno fatto in passato Vieri, Ronaldo, Cannavaro e molti altri.

postato da: chico75 alle ore 09:59 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, moratti, recoba, adriano
lunedì, 08 maggio 2006

SI LAVORA SU CRESPO E CASSANO

 

Tutta l’ attenzione è rivolta agli sviluppi dello scandalo intercettazioni e agli ultimi due impegni stagionali, tra cui la finale di ritorno giovedì a San Siro. Poi sapremo quali decisioni avrà assunto Massimo Moratti, specialmente se darà continuità al progetto tecnico di Roberto Mancini e all’ attuale management coordinato da Facchetti e Branca. Il mercato però è già iniziato e l’ attenzione è al mercato delle punte, che si preannuncia molto vivace già nelle prossime settimane. Al di là della conferma o meno di Adriano, Martins e Recoba, i nerazzurri opteranno per due arrivi nel reparto avanzato. Si sono fatti tanti nomi, tra cui il sogno Henry, che ha fatto sapere di non gradire una squadra che non è nemmeno sicura di fare la Champions League, dovendo prima affrontare lo scoglio dei preliminari. I nomi su cui c’è una convergenza di idee fra lo staff tecnico e gli operatori di mercato sono principalmente due: uno è quello di Hernan Crespo, 31enne argentino del Chelsea con una lunga militanza italiana, l’ altro è quello di Antonio Cassano, il 24enne talento di Bari Vecchia, che ha vissuto un anno travagliato prima alla Roma e poi al Real Madrid che gli è costato un posto al Mondiale. Crespo ha più volte ribadito di voler tornare nel nostro Paese, ha già vestito con discreto successo la maglia nerazzurra nella stagione 2002 – 2003, quando mise a segno 16 gol in 30 partite, nonostante uno strappo muscolare che gli costò oltre tre mesi di assenza forzata. Roberto Mancini lo stima, sa che garantisce sempre un buon numero di reti, non avrebbe problemi di ambientamento ed è molto duttile. Inoltre troverebbe molti connazionali e, fattore non trascurabile, il Chelsea dovrebbe metterlo in vendita ad un prezzo non superiore ai 6-7 milioni di euro, specie se dovesse riuscire a mettere le mani su un pezzo da novanta. Nel modulo ad una punta di Mourinho si è ritagliato lo spazio di vice Drogba, giocando circa 2200 minuti in 26 presenze con 13 gol e contribuendo alla conquista del bis in Premier League. Un usato sicuro insomma, che potrebbe giocare al posto o al fianco di Adriano. Il discorso su Antonio Cassano è diverso: a gennaio sembrava possibile un suo arrivo a Milano che a conti fatti sarebbe sicuramente servito, ma Florentino Perez volle aggiungere alla sua collezione di attaccanti l’ex barese sborsando 5,5 milioni di euro alla Roma. Sovrappeso e fuori forma, sappiamo tutti come è andata a finire, tanto che in Spagna è famosa soprattutto una sua imitazione grottesca che ne mette in risalto l’ amore per le merendine e la sua irascibilità. Difficile trovi ancora posto nello scacchiere della rifondazione madridista e per questo Branca si è mosso per avere in prestito con diritto di riscatto l’ attaccante italiano che in rosa prenderebbe il posto di Martins o Recoba. Potrebbe essere l’ occasione per una rivincita in grande stile. In alternativa ecco Tavano, che però costa oltre 10 milioni nel pacchetto con il centrocampista Almiron, soldi che sembrano eccessivi per una probabile riserva. Tutto però ruota attorno ad Adriano, che se puntasse i piedi per una cessione potrebbe essere accontentato; una nuova sconfitta per una società che non sa trattenere e gestire i giocatori di maggior prestigio, salvo poi pentirsene amaramente.

postato da: chico75 alle ore 17:45 | link | commenti (1)
categorie: calcio, inter, mancini, adriano, cassano, crespo
lunedì, 24 aprile 2006

INTER, NAVIGAZIONE A VISTA

Son passati quasi 15 giorni dal mio ultimo post. Riprendiamo la navigazione, commentando quel che di significativo è accaduto in questo ultimo periodo.

DERBY – Partita modesta tecnicamente e nemmeno troppo accesa dal punto di vista agonistico, in linea con l’ ora e il giorno in cui si è giocato. Il Milan ha fatto un po di più per vincerla e sfruttando una scivolata di Materazzi è riuscito a trovare il gol. Mancini, senza Cruz e Recoba, ha schierato il solo Adriano davanti, volenteroso ma sempre lontano dalla condizione migliore, e, come già successo l’ anno scorso, quando affronta i milanisti con una sola punta, per scelta o necessità, le busca sempre. La sensazione è che che anche fossero rimasti in campo per tutto il weekend pasquale non avrebbero trovato la sorpresa dentro l’ uovo. Ha provato a non perderla non potendo vincerla. Secondo posto quindi archiviato, la stagione rischia di essere addirittura peggiore di quella precedente in caso di vendetta della Roma, mai battuta in campionato.

DICHIARAZIONI ADRIANO E PIZARRO– Fortunatamente non smentite perché saremmo arrivati all’ assurdo. In macchina con l’ amico di sempre, si è sfogato senza peli sulla lingua, ben sapendo delle conseguenze: Adriano non è ( più ) ingenuo, forse non lo è mai stato, e tutto quel che dice e fa lo concorda con il procuratore Gilmar Rinaldi, che, come ho sempre scritto, lo vorrebbe portare via da Milano. Questa strategia del distacco non viene minimamente fronteggiata dalla società, alla quale fa forse comodo scaricare sul giocatore il probabile addio a fine campionato e allontanare da sé alcune colpe per quel che è successo. Le stesse dichiarazioni di Pizarro, critiche con il brasiliano, provano questa incandescente situazione in essere in seno al club. Quanto al merito, è stato sincero in alcune cose e meno in altre, come sul fatto di giocare nel derby. Quando si lamenta di essere il capro espiatorio delle sconfitte e di non essere difeso nei suoi momenti di scarsa forma,peraltro lunghissimi , si dimentica anche di suoi comportamenti poco professionali, come quando si presentò in ritiro sbronzo la mattina successiva alla nottata milanese con Ronaldinho e Martins.

DICHIARAZIONI MANCINI – Orgoglioso come sempre, non ci sta a passare per fesso, soprattutto nel caso Adriano. Non è il maggior colpevole di quanto successo quest’ anno, sbaglia quando si affida alle sensazioni dei giocatori sul loro stato di forma e quando non riconosce a mezzo stampa come nei momenti decisivi il salto di qualità, mentale ma anche nel gioco, sia mancato. E’ facile giocare bene e convincere quando non si ha più nulla da perdere, come nel finale di stagione scorso o sabato contro la Reggina. O ci sarà qualche cambiamento di rotta nello spogliatoio e in società, oppure il suo terzo anno, meno probabile di quanto si pensi negli ultimi giorni, non avrà in ogni caso successo.

MANCINOMETRO - Rispetto a due settimane fa, le percentuali di conferma salgono al 20 %, non per i risultati, ma per le minori probabilità di disimpegno di Moratti, anche per la scadenza del decreto spalma debiti, e per la difficoltà di arrivare a Capello o Prandelli

postato da: chico75 alle ore 11:41 | link | commenti (5)
categorie: calcio, milan, inter, mancini, adriano
venerdì, 07 aprile 2006

E ORA? 3 ( IM )POSSIBILI SCENARI DEL FUTURO NERAZZURRO

E ora? Cosa ci si deve aspettare nei prossimi 40 giorni, quando finirà la seconda stagione nerazzurra di Roberto Mancini? Premesso che a tutt’ oggi molto probabilmente quel che accadrà è sconosciuto persino alla mente di Massimo Moratti, proviamo a immaginare tre possibili scenari, così verosimili da avere ognuno una parte di realtà e un pizzico di ironia.

SCENARIO 1

  

Massimo Moratti non dorme più, non rilascia dichiarazioni tutti i giorni ai giornalisti, sta ore al telefono con Facchetti, Corso, Suarez, Boninsegna, Beccalossi, Ronaldo, il figlio di Ronaldo, Trochetti Provera, Afef, Branca, Oriali, Hodgson e Lucescu. A tutti chiede consigli e tutti “disinteressatamente” gliene danno, compreso quello che gli riga ogni macchina la macchina sotto gli uffici della Saras. Roberto Mancini intanto riprende il controllo della situazione, punta finalmente su Pizarro e vince in rimonta il derby inserendo nella ripresa Adriano che fa una doppietta con due azioni magnifiche prendendo in velocità quattro giovanotti come Costacurta, Maldini, Cafu e Serginho. Il Milan viene eliminato dal Barcellona, la Juve vince lo scudetto ma è dilaniata dalle polemiche tra Capello e la tifoseria e il secondo posto dell’ Inter e la conquista della seconda coppa Italia di fila fanno tornare la voglia a Moratti. Il patron si affida alla coppia dirigenziale ex Roma Lucchesi e Baldini, fa finta di mandare via Branca e Oriali ma continua a pagarli e disegna la nuova Triade nerazzurra confermando Facchetti, informato dei cambiamenti 5 minuti prima della conferenza stampa di presentazione. Mancini rimane così come Adriano, che fa un Mondiale in crescendo, diventa papà e di notte resta sveglio solo per i vagiti del neonato e non per andare all’ Hollywood. Se ne vanno in molti, tra cui Recoba, Martins, Materazzi, Julio Cesar, Cristiano Zanetti e soprattutto Veron, che dopo l’ infortunio non tornerà più in campo. I colpi di mercato sono quelli di Henry e Riquelme, ai quali si aggiungono italiani come Tavano, Amelia, Grosso e Barone.

SCENARIO 2

  

Massimo Moratti non dorme e non mangia più, non rilascia dichiarazioni nemmeno a sua moglie Milly e alla sorella Bedy, sta ore davanti al pc a scrivere nei forum interisti post offensivi contro i giocatori e Mancini, ma poi, pentendosi, ne scrive altrettanti giustificandoli perché son ragazzi. Legge tutti i commenti che ci sono nel forum e decide di accettare tutti i loro consigli, anche se in contrasto fra di loro, compresi quelli di chi ogni mattina gli sputa nel caffè nel bar in centro davanti agli uffici della Saras. Roberto Mancini intanto, lasciato solo da quel che resta della società, non riesce a invertire la rotta, cade male nel derby e difende a stento il terzo posto dal ritorno di Fiorentina e Roma. Vince la Coppa Italia, ma lo spogliatoio è ormai lacerato ed è impossibile superare alcune fratture con molti giocatori, in particolare con Adriano, che finisce spesso in panchina prima di un infortunio muscolare che gli fa saltare il finale di stagione e che lo fa partire anzitempo per il Brasile per preparare il Mondiale. Facchetti, informato 5 minuti prima della decisione di Moratti, lo chiama per esonerarlo, e viene sostituito da Eriksson, che torna in Italia dopo i rifiuti incassati da Prandelli, Capello, Spalletti, Mourinho, Hiddink, Trapattoni, Suarez ed Helenio Herrera. L’ arrivo dell’ ex ct inglese, che ha conteso la Coppa al Brasile in finale, fa tornare la voglia al patron che si fa un regalo aspettato da tempo: Ronaldo, al quale viene garantita la protezione della società per tutelare la sua riservatezza nelle nottate passate all’ Hollywood, al Casablanca, al Luminal ed all’ Old Fashion. Adriano alla fine sceglie il Real Madrid, mentre Recoba, Martins e Cruz rimangono. Veron, Favalli, Cesar e tutti gli ex laziali se ne vanno , mentre l’ altro grande colpo è quello dell’ acquisto di Victoria Beckham, felice di lasciare Madrid per Milano, che sarà accompagnata dal marito, in rotta col Real Madrid. Arrivano quasi solo stranieri, viene promosso Andreolli dalla Primavera e ci sono pochi innesti in un mercato condotto "sapientemente" ancora da Branca, che porta a parametro zero Poulsen e Roberto Carlos. 

SCENARIO 3

  

Massimo Moratti non dorme, non mangia e non beve più, tanto che sia la moglie, sia la sorella sia i giornalisti lo scambiano per Pannella e gli chiedono solo delle elezioni, di quando finirà il digiuno e soprattutto stavolta per cosa lo fa. Sta ore nel suo ufficio davanti al televisore e vede e rivede cento volte Villarreal – Inter e tutte le altre grandi sconfitte, dall’ Alaves al Lugano, dall’ Helsingborg allo Schalke, dallo 0 – 6 col Milan al 5 maggio. Si addormenta e fa incubi tremendi in cui gli appaiono il suo giardino senza Recoba e le sue raffinerie senza petrolio. Decide così, dopo una seduta spiritica in cui vengono evocati gli spiriti di Prisco, Meazza e Bramieri, di lasciare l’ Inter e lo fa all’ unica persona a cui la potrebbe mai lasciare: l’ amico Tronchetti Provera, che ai rossi di bilancio di Pirelli e Telecom aggiunge quello della società nerazzurra. Roberto Mancini nel frattempo vince il derby, arriva secondo ma perde la finale di Coppa Italia, evita i preliminari come il Milan perché vince la Champions League in finale contro il Villarreal grazie ad un autogol d Arruabarrena. A giugno però si dimette per il cambio di proprietà, assieme a tutti gli altri dirigenti e allo staff tecnico, ma Moratti gli paga comunque anche l’ ultimo anno di contratto. Tronchetti vuole Fabio Capello, ma la Juventus non lo molla e si accontenta di strappare Prandelli alla Fiorentina per iniziare un nuovo progetto tecnico con un mix di giovani e campioni affermati. Adriano è felice e rimane, mentre la spalla del brasiliano in avanti sarà proprio Bojinov, lungamente inseguito a gennaio, al quale si aggiungerà la giovane stella argentina Aguero. Arrivano anche Pasqual sempre da Firenze e Diarra a centrocampo, con Pizarro che raccoglie il testimone da Veron. Se ne vanno molti ultratrentenni e si inizia una progressiva italianizzazione della rosa. Il colpo di mercato a sorpresa è quello di Cristiano Ronaldo, reduce da un Mondiale da protagonista,e strappato a suon di milioni al Manchester United, dal responsabile del mercato Sartori, ex Chievo.

 

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giovedì, 06 aprile 2006

LE 40 ORE CHE CAMBIARONO L' INTER

Prima della partita. L’ atmosfera è tesa, sia sul pullman sia nello spogliatoio. Mancini chiede ai suoi di non partire troppo arretrati, a Cambiasso di occuparsi in prima battuta di Riquelme, a Recoba di mettersi tra le linee e ad Adriano, molto silenzioso, di farsi vedere per suggerire il passaggio e far salire la squadra. Gli argentini sentono molto la sfida con molti dei loro connazionali, in particolare Veron e Samuel.

Primo tempo. Il Villarreal inizia forte, ma pian piano l’ Inter conquista campo e non rischia mai seriamente. La palla arriva facilmente alla trequarti ma Adriano si vede pochissimo e Recoba perde una infinità di palloni, così molto velocemente il pallone torna dietro. Sulle punizioni ci va sempre il Chino ma il piede non è caldo. Figo si accentra troppo, ma le urla di Mancini sono soprattutto per le punte e fa scaldare Cruz e Martins. Veron inizia la sua gara nella gara con Sorin, è molto agitato e si arrabbia due tre volte per i suoi suggerimenti non capiti. Cambiasso soffre contro Riquelme, ben spalleggiato da Tacchinardi e Senna e chiede a Stankovic di aiutarlo. Molto fallosi Samuel e Materazzi, ma regge lo zero a zero, nonostante qualche brivido nel finale.

Intervallo. Roberto Mancini sente puzza di bruciato e si arrabbia specie con le punte, ma è Veron, in trance agonistica, spalleggiato da alcuni compagni, a spronare energicamente Adriano. Il brasiliano non sta zitto, risponde pesantemente e intervengono lo staff tecnico e dirigenziale, Mihajlovic e Zanetti a fare da cuscinetto tra i due. Volano spintoni e urla, Adriano ha una piccola crisi isterica e colpisce borsoni e zaini, stufo di essere il capro espiatorio. Anche quelli del Villarreal sentono quel che sta succedendo. Materazzi, Mihajlovic e Zanetti i più attivi nel far tornare la calma, Mancini parla ancora e richiama ognuno alle proprie responsabilità. Subito dopo vengono informati Moratti e Tronchetti Provera di quel che è successo.

Secondo tempo. L’ Inter arretra il raggio d’azione sulla spinta del Villarreal e Mancini fa entrare Martins per Recoba. Riquelme continua a dettare calcio finchè batte una punizione che pesca Arruabarrena solissimo, lasciato da Veron che doveva marcarlo, e supera Toldo che ha sbagliato l’ uscita. Increduli per il gol, scende il gelo tra i calciatori che non riescono quasi mai ad alzare il baricentro del gioco. L’ attacco non tiene palla, a centrocampo c’è un pressing asfissiante e la difesa rincula ancora di più: la paura blocca le gambe e Materazzi perde la testa . Mancini e Orsi, senza più Recoba e con Veron poco illuminato in regia, inseriscono Mihajlovic e gli chiedono di tirare ogni punizione e affidarsi ai suoi lanci. Toldo salva altre volte il risultato, entra Cruz per l’ infortunato Veron e qualche suo colpo di testa permette ai compagni di risalire. Il tiro di Stankovic e un presunto rigore su Martins, prima del fischio finale.

Post partita. Shock generale, tutti a testa bassa nello spogliatoio, Mancini è stravolto e inizia una dura requisitoria. Entra, accompagnato da Branca, anche Moratti, che ascolta le parole del suo allenatore, il quale tra le altre cose dice di sentirsi tradito e di non riconoscere più la sua squadra. Come primo responsabile della situazione informa i dirigenti di essere pronto a qualsiasi soluzione , ma mai parla di dimissioni. Il patron ascolta e pronuncia poche ma delusissime parole sul comportamento di alcuni senza mai fare nomi. Si decide di congelare la situazione nell’ immediato, Facchetti rappresenta la società nelle interviste, con il mister che si assume ogni responsabilità e solo Zanetti e Cordoba parlano con la stampa, gli altri filano nel pullman, 45 minuti dopo la fine della partita. Adriano in fondo da solo, I-pod e testa bassa, non parla con nessuno dei compagni, il più vicino è Martins. I capi della Nord al seguito della gara scelgono la linea dura e preparano la contestazione diretta innanzitutto verso i calciatori e Mancini. Primo atto all’ aeroporto di Valencia, dove un gruppetto di supporters tenta di assaltare i giocatori che vengono difesi dalla polizia. Il secondo a Malpensa alle 3 dove i capi rimasti in Italia si accordano per non far del male a nessuno, ma con l’ obbligo dei giocatori di passare davanti a loro, tra due ali di poliziotti, comunque meno di venti. Cori di scherno, insulti, qualche sputo, pochi i risparmiati tra cui J. Zanetti, Figo e Cambiasso. Adriano si fa venire a prendere come sempre dall’ amico italiano che lo riporta a casa e parla con Gilmar, il suo procuratore, informandolo della situazione e dicendogli di esporsi mediaticamente per far sapere il suo stato d’ animo.

Ieri. La squadra torna ad allenarsi, Veron e Stankovic usciti malconci fanno solo terapie. Mancini, dopo una notte insonne, sceglie di non tornare sull’ argomento di ieri e prepara la trasferta di Ascoli, facendo capire che ci sarà qualche cambio. Bocche cucite, solo Facchetti parla informalmente con alcuni giornalisti, i quali grazie a procuratori e a gole profonde all’ interno della società vengono a conoscenza di tutto quel che è successo. L’ attenzione è tutta per Moratti il quale, molto deluso, dai suoi uffici fa sapere di non voler parlare e sente telefonicamente non solo lo staff dirigenziale, ma anche amici e consiglieri del CDA nerazzurro, sfogandosi e raccogliendo anche molti inviti a far piazza pulita e disfarsi di Mancini per non perdere Adriano. Si prende tempo, in attesa del doppio appuntamento pre pasquale contro Ascoli e Milan. Unico sorriso la vittoria in Coppa Italia Primavera contro il Milan. In ambienti vicini alla curva c’ è chi spinge per altre clamorose azioni dimostrative di aperto dissenso contro Moratti per convincerlo a lasciare. 

Oggi. La squadra si allena normalmente alla Pinetina. Finalmente parla Moratti che definisce inspiegabile e inaspettato il comportamento di alcuni giocatori, primi responsabili del fallimento di una stagione che doveva essere quello della conquista di qualcosa di importante. In particolare difende Veron e non nomina mai Adriano. “Assolve” Mancini, tradito, ma non può considerare un successo la sua gestione. Parlando di punti fermi, cita se stesso tra quelli che non ci sono e, nonostante la voglia ancora immensa di Inter, mette in dubbio la sua presenza futura. Insomma, farà esonerare Mancini da qualcun altro. Intanto l’ allenatore rilascia una breve intervista a InterChannel e Sky, scusandosi a nome della squadra con tifosi e società per il modo in cui è venuta l’eliminazione. Ribadisce di non dimettersi e lancia una frecciatina, probabilmente all’ interno della società, a chi vorrebbe un epilogo di questo tipo.

Questa la cronaca, abbastanza realistica e verificata, di quello che è successo da quella maledetta sera di due giorni fa fino ad oggi pomeriggio. Le 40 ore che hanno fatto tornare l’ Inter all’ inferno.

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lunedì, 27 marzo 2006

MANCIO, NON TENERE FUORI ADRIANO!

La sconfitta di Parma ha lasciato più scorie a livello di pressione esterna su Mancini e sull’ Inter che all’ atto pratico sulla classifica e sulla sostanza della stagione. Il Milan è distante cinque punti, ma c’è ancora lo scontro diretto e un calendario abbastanza abbordabile, mentre la Roma, quinta in classifica, è sei punti più giù, con molti giocatori in infermeria e che sarà presto chiamata a uno scontro ad eliminazione contro gli stessi viola. Al di là dello sciagurato errore di Wome, giocatore che come ho sempre ripetuto vale Gresko, ci sono i 18 tiri indirizzati verso Bucci, 9 nello specchio e 9 fuori, che testimoniano come ancora una volta sia la difficoltà a sbatterla dentro il cronicizzato problema di questa squadra. Se si creano le occasioni, spesso con una manovra fluida, non si può criticare l’ allenatore, che sta ruotando tutte le punte senza cavarne un ragno dal buco: è quel che si legge anche nell’ articolo di oggi di Cecere sulla Gazzetta, che però i titolaristi del giornale di Corrado Verdelli stravolgono facendo passare la situazione attuale come colpa del mister. Chi mi legge sa che al primo passo falso il partito degli anti Mancini a prescindere dà fiato a trombe e tromboni compiacenti. Nessuna sorpresa quindi. Detto anche dell’ errore di Materazzi sul gol, Samuel e Cordoba in mezzo restano un’altra cosa, e della pessima serata di Veron, tenuto comunque in campo per fargli migliorare una condizione non ancora ottimale dopo l’ infortunio, torno subito a parlare della partita chiave di mercoledì contro il Villarreal, che, volenti o nolenti, catalizza tutte le attenzioni. Se delle sette qualificate che han giocato nel weekend nei rispettivi tornei nazionali, solo due hanno vinto, un motivo ci sarà. Sento aria di panchina per Adriano e spero che Roberto Mancini non cada in questo errore: il brasiliano è uno dei pochi che, anche se in crisi, può risolvere con una giocata il match e tenere in apprensione l’ intera retroguardia. Capirei se ci fossero delle alternative come ha il Milan con Inzaghi, ma né Martins, né Cruz mi sembrano in grado di cambiare il volto a questo attacco. Inoltre ritrovare la via della rete potrebbe servirgli per ritrovare quella sicurezza finita chissà dove e fargli assaggiare la panchina nella partita decisiva, come già successo nel derby, porterebbe dietro una serie infinita di problematiche, prime fra tutte la sua permanenza a Milano. Personalmente punterei su di lui sia per l’ andata che per il ritorno, rischiando per una volta le tre punte in caso di situazione difficile. Per l’ eventuale sostituzione di Figo, non stravolgerei l’ assetto base e o avanzerei J. Zanetti o darei una chance a Solari, altro abituato a gare di livello internazionale, che probabilmente meritava già sabato al posto di un Cesar troppo lontano da quello vero. C’è molta tensione alla vigilia, ma se correttamente incanalata può fare da traino per un approccio determinato e voglioso contro un Villarreal che verrà qui per chiudersi e ripartite in velocità. Diamo fiducia a questa Inter.

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giovedì, 23 marzo 2006

PARREIRA: ADRIANO E GLI ALTRI PENSANO AL MONDIALE!

Vi sorprendete per le pessime prestazioni e il precario stato di forma di Adriano, Ronaldo, Roberto Carlos, Dida, Cafu, Julio Cesar ? Il ct del Brasile Parreira dice quello che molti pensano e che il solo Ronie ha avuto spudoratamente il coraggio di dichiarare davanti a un microfono dopo l’ eliminazione in Champions League. “Stanno risparmiando energie in vista del Mondiale, in particolare Ronaldo, a cui le critiche saranno da stimolo per trascinare la Selecao in Germania”. Premesso che è un fenomeno tutt’ altro che nuovo per la galassia calcistica, queste affermazioni si vanno a inserire nel già infuocato clima tra la Fifa e il G14, l’organismo che raggruppa i principali club europei e che ha chiesto un risarcimento forfettario di 860 milioni per aver finora messo a disposizione i propri giocatori per le selezioni nazionali. Certamente, per restare ad Adriano, sarebbe quantomeno fastidioso per i tifosi nerazzurri vederlo tornare in grande forma nel prossimo giugno indossando la prestigiosa casacca verdeoro. Avere al fianco Ronaldo e dietro Kakà, Ronaldinho ed Emerson aiuterà sicuramente, ma solo un finale di stagione all’ altezza delle sue qualità potrebbe togliere qualche brutto pensiero a chi lo incita dalle tribune di San Siro e a chi lo paga ogni 27 del mese.

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lunedì, 13 marzo 2006

ADRIANO, MEGLIO TARDI CHE MAI

Il 25 febbraio scrissi in questo blog “come una eventuale squalifica di Adriano sia forse più salutare di un suo impiego contro l’ Udinese: ha assoluto bisogno di allenarsi con esercizi mirati per recuperare esplosività e brillantezza in vista del ritorno della Champions, lontano poco meno di 3 settimane”. Il riferimento era alla manata al livornese Grandoni, che dopo un paradossale balletto tra organi giudicanti sportivi, portò alla conferma dei 2 turni di assenza. La prestazione contro la Sampdoria, specie dopo il gol liberazione, è stata un continuo crescendo, sia di convinzione sia di forma: gli serviva allenarsi e gli serviva fare un gol decisivo. Quello contro la squadra di Novellino non varrà nulla di importante, ma permette di rosicchiare 2 punti al Milan e 3 alla Roma ed è un ottimo viatico in termini di fiducia e serenità per tutto l’ambiente per la sfida contro l’ Ajax. Confido in un’ altra prestazione importante del brasiliano e di tutta la squadra martedì sera, con una partenza sprint per mettere alle corde la resistenza e l’ entusiasmo dei giovani lancieri. Per farlo Roberto Mancini punterà anche su Veron a centrocampo , restato in campo ben oltre le aspettative, Materazzi in difesa, al posto dello squalificato Cordoba, Toldo inporta, che ha ormai sorpassato Julio Cesar nelle gerarchie, e uno presumibilmente tra Recoba e Cruz davanti. Al di là degli uomini, basta giocare come sempre, ossia per vincere: l’ Inter non è una squadra che può lasciare l’ iniziativa agli avversari perché quando l’ ha fatto spesso ha perso o ci è andata molto vicina. Il passaggio del turno servirebbe anche a zittire quella gola profonda che, al termine della chiacchierata di Mancini alla squadra lo scorso mercoledì, pensò bene di informare subito l’ amico giornalista. Fatti che succedono dappertutto ( come non ricordare i metodi della vecchia guardia rossonera quando si son trovati di fronte allenatori non graditi come Tabarez, Terim o il ritorno di Capello ) ma all’ Inter di più perché, come più volte spiegato, non c’è una struttura societaria credibile, unita e univoca. Come non ricordare quando un giocatore nerazzurro, durante una sera all’ Hollywood, rivelò al figlio di un famoso giornalista la fuga di Vieri e Di Biagio dal ritiro? Chiudo ricordando, ai tanti che sono forse ciechi o non vogliono vederlo, come l’ Inter continui a viaggiare a più dodici punti rispetto allo scorso campionato, quando a questo punto Juve e Milan, in testa appaiate, avevano un vantaggio di sedici punti sui nerazzurri, che tra l’altro avevano Udinese e Sampdoria alle costole. Il miglioramento mi pare evidente e raggiungere i quarti in Champions, eguagliando il risultato dell’ anno scorso con la prospettiva di superarlo, darebbe l’ impulso necessario per convincere tutti della bontà del progetto tecnico.

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giovedì, 02 marzo 2006

BALLACK-CHELSEA E LE ULTIME DI MERCATO

Una doccia fredda per chi credeva che Michael Ballack potesse essere ad un passo dall’ Inter. Infatti oggi pomeriggio in una intervista alla BBC il suo procuratore Becker ha dichiarato che il Chelsea è in pole position per il suo assistito, con una offerta quinquennale che si aggira attorno ai 40-45 milioni di euro. Cifre fuori dalla portata di ogni altro club che non abbia alle sue spalle un Abramovich, che ricordiamolo ha coperto personalmente un buco di gestione di oltre 200 milioni di euro dei Blues. Come scrissi qualche giorno fa le uniche possibilità che l’ Inter aveva di convincere il giocatore erano di natura economica, perché sul piano del prestigio internazionale la squadra nerazzurra non può purtroppo fornire alcuna garanzia di vittoria. Sono le stesse parole che ha usato oggi Becker per spiegare le ragioni dei contatti molto avviati con Peter Kenyon, amministratore delegato della squadra londinese, e con il Real Madrid, che resta in corsa, nonostante le incertezze societarie che di fatto rallentano ogni strategia. Abramovich può offrire garanzie sia sul piano tecnico che su quello economico, non c’è che dire. Difficile un ultimo rilancio di Moratti in persona, che si è sbilanciato pesantemente a favore del centrocampista del Bayern, come fece alcuni mesi fa solo con Messi. Chiaro comunque il tentativo del procuratore tedesco di alimentare un’ asta e di chiamare pubblicamente in gioco le squadre europee più importanti. Capitolo Ronaldo: nella società nerazzurra ci sono varie correnti pro e contro il ritorno del brasiliano, che sarebbe considerato interessante solo a fronte di un eborso economico per il suo cartellino non superiore ai 5 milioni di euro. Sussistono molti dubbi sia per la sua condizione fisica, sia per le sue motivazioni che per le reazioni del pubblico. L’ Inghilterra potrebbe essere la destinazione finale di Luis Nazario da Lima, anche se sia Wenger che Ferguson preferirebbero puntare su giocatori più giovani, mentre Mourinho si è già per tempo chiamato fuori da ogni interesse per il brasiliano. Il Liverpool e il Tottenham potrebbero superare la concorrenza. Non bisogna dimenticare che alla fine di questa stagione scade il periodo che Adriano si era dato per vincere qualcosa di importante con l’ Inter e che il ricco rinnovo firmato pochi mesi fa non sarebbe un ostacolo ad una sua eventuale partenza in caso di braccio di ferro stile Ronaldo. Una situazione che in via Durini temono molto, nonostante le prestazioni del giocatore quest’ anno non abbiano entusiasmato e che solo un Mondiale da protagonista potrebbero rilanciare, anche in chiave Real. Branca si sta muovendo ancora sul fronte dei parametri zero, dopo il brasiliano Maxwell che prenderà il posto nella rosa di Wome, mentre per l’ erede di Veron continua la corte a Roman Riquelme, regista della Nazionale e del Villareal, nonostante il club iberico ne abbia più volte annunciato l’ incedibilità. In Italia osservato speciale Almiron dell’ Empoli. Sempre dalla Spagna conferme dell’ interesse per l’ ex genoano Diego Milito, che sta disputando una ottima stagione nel Real Saragozza. Molto asado al fuoco per il prossimo futuro di un’ Inter che continuerà a parlare sudamericano e sempre meno italiano.

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sabato, 25 febbraio 2006

ADRIANO, MEGLIO LA SQUALIFICA

Il ricorso del procuratore federale contro la sentenza della Disciplinare che aveva annullato la squalifica di Adriano procura un senso di fastidio generale. Allo staff tecnico e ad Adriano innanzitutto, in quanto si saprà solo alla vigilia del match contro l’ Udinese se potrà contare sul brasiliano, con un ulteriore ritardo sulla tabella del programma di recupero mirato annunciato dallo stesso Mancini. Alla società del patron Moratti, che si vede tirata dentro in un conflitto di poteri interno al Palazzo, fatto che non porta mai a nulla di buono, in quanto, a seconda di come sarà la decisione della CAF di sabato a mezzogiorno, si parlerà di sentenza “politica”, se verrà confermato l’ annullamento, o di accanimento giudiziario sportivo per il terzo caso di squalifica conseguente all’ uso della prova tv. Se è stato squalificato Samuel, per lo stesso motivo anche l’ attaccante nerazzurro dovrebbe rimanere fermo ai box, in quanto l’ intenzionalità del gesto violento potrebbe essere dedotta dalla velocità del gesto di reazione del brasiliano e dalla direzione del suo sguardo. Siam come sempre nel campo della pura discrezionalità e quando si evoca il processo alle intenzioni non è poi una eresia. Quel che dà fastidio alla gente è la mancanza di uniformità nell’ interpretazione di situazioni pressochè identiche, nonché la sensazione, neppure sbagliata, che nel calcio il più forte la faccia sempre franca. Mi limito a sottolineare come una eventuale squalifica di Adriano sia forse più salutare di un suo impiego contro l’ Udinese: ha assoluto bisogno di allenarsi con esercizi mirati per recuperare esplosività e brillantezza in vista del ritorno della Champions, lontano poco meno di 3 settimane. Contro Udinese e Roma ci possono pensare Cruz e Martins, con il recupero del Chino ormai alle porte. Adri deve tornare a fare la differenza: solo così l’ Inter può avere chances per giocarsela fino in fondo nelle tre manifestazioni.
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