A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI
Prima Giraudo e Moggi erano due amici, la vicenda solo un pissi bau bau. Poi Berlusconi ha invocato la restituzione degli scudetti meritati sul campo e Luciano Moggi ha dichiarato che il vero potere è quello di chi detiene i diritti televisivi e che le intercettazioni sono state tolte dall’ insabbiamento della FIGC per una ritorsione di Galliani per un suo approdo in via Turati. Prima non c’ era nessuna intercettazione che riguardava Zio Fester, dimettersi dalla presidenza di Lega era impensabile e vietato da Berlusconi, Leonardo Meani era un ristoratore di Lodi che nel tempo libero si occupava degli arbitri che transitavano da San Siro. Poi son venute fuori le pressioni sistematiche su Mazzei e sui guardalinee, Meani è a tutti gli effetti tesserato col Milan, sentiva spesso l’ amministratore delegato rossonero facendosi portavoce delle sue incazzature e ottenendo l’ assenso per la nomina di dirigenti arbitrali e per le designazioni, Borrelli e Rossi sono l’ espressione dell’ occupazione isituzionale della sinistra, da ogni dove chiedono le dimissioni dalla Lega per l’ evidente coinvolgimento nello scandalo e l’ insostenibile conflitto di interessi. Siamo agli ultimi giorni: da Villasimius, nell’ occasione in cui vengono coccolati sponsor e giornalisti amici, ancora Zio Fester grida al complotto di una certa stampa per coinvolgere a tutti i costi il Milan, l’ avvocato Leandro Cantamessa è intervistato ogni giorno nella fascia pomeridiana di Studio Sport su Italia Uno dal fido Pellegatti per tranquillizzare i tifosi del Diavolo e Silvio Berlusconi, dall’ alto o dal basso della sua posizione di ex presidente del consiglio trombato per la legge elettorale voluta a tutti i costi, che, facendo spregio di ogni elementare principio democratico e giuridico, sbraita che “ o è colpa di tutti o di nessuno”. Delle due l’ una: o l’ ignaro e indifeso Milan, espressione di uno dei centri di potere più influenti in Italia, è al centro di una cospirazione che al confronto quelle narrate dal Codice da Vinci sono barzellette, oppure, usando una metafora, il ladro è stato scoperto con le mani nella marmellata e si giustifica dicendo che lo fanno tutti. Si salvi chi può.