CIAO GIACINTO

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martedì, 12 settembre 2006

NUOVO SITO. MI TRASFERISCO SU WWW.IOSTOCONMANCINI.COM

MI SONO TRASFERITO SU:

WWW.IOSTOCONMANCINI.COM

CON MANCINI. CON L' INTER.

WWW.IOSTOCONMANCINI.COM

 

postato da: chico75 alle ore 20:47 | link | commenti (16)
categorie: calcio, inter, mancini

MOURINHO, IL GUFO INTERESSATO

Parte la Champions League e parla Josè Mourinho, che ha l’ obbligo di vincerla come Indiana Jones aveva quello di trovare il Santo Graal. Non sono bastate due Premier League in due anni più una Coppa di Lega per soddisfare il magnate russo Abramovich, che non si accontenta di dominare in Inghilterra ma vuole conquistare l’ Europa. Specie se si considera che nelle ultime due edizioni Liverpool e Arsenal, squadre dal potenziale nettamente inferiore, sono arrivate a giocarsi la finale. E’ pur vero che i Blues in entrambi i casi sono stati eliminati da coloro che poi hanno vinto il torneo, Reds prima e Barcellona poi, ma al ricco proprietario dell’ est questo non interessa. Così ha messo mano al portafoglio e ha portato a Stamford Bridge Sheva, Ballack, Cole, Bouhlahrouz, Kalou e Mikel. L’ antipatico ma vincente Josè, che una coppa dalle grandi orecchie ha già nel suo ricco palmares ai tempi del sorprendente Porto, è con le spalle al muro. L’ Inter è una di quelle società che gli piacciono molto in vista di un futuro professionale lontano da Londra, probabilmente non così lontano come potrebbe sembrare. I dirigenti nerazzurri hanno già avuto negli scorsi mesi una chiacchierata molto proficua e voci molto ben informate danno proprio Mourinho in pole position per la panchina dell’ Inter in caso di naufragio di Roberto Mancini. Le parti si sono date appuntamento in primavera per verificare le rispettive situazioni e non è un caso che nelle ultime settimane si siano succedute le sue interviste che tiravano in ballo i campioni d’ Italia. Prima la polemica per non aver vinto il campionato ed essere comunque in prima fascia nei sorteggi Champions, ora le dichiarazioni riportate oggi dalla Gazzetta dello Sport in cui li indica come la squadra favorita per la vittoria finale in Europa. Parole che sanno di provocazione e stilettata verso il Mancio: con quella rosa io vincerei. Quei giocatori che forse tra un anno potrebbero essere suoi.

 

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categorie: calcio, inter, mancini, mourinho

RICORDARE VILLARREAL

Nella conferenza stampa pre partita allo stadio Arvalade di Lisbona Roberto Mancini è partito da dove aveva finito la scorsa primavera. Dal “ submarino amarillo “, dal Villarreal e da Arruabarrena, sicuramente la pagina più brutta da quando il Mancio si è seduto sulla panchina nerazzurra. Fu completamente sbagliato l’ approccio al secondo tempo di quella partita, quando nell’ intervallo successero scintille tra Veron, Adriano e compagni, raccontate all’ esterno da quel Cristiano Zanetti che da mesi si era accordato con la Juve e fu poi aggredito dai tifosi al ritorno della successiva trasferta ad Ascoli. Sbagliarono tutti quella notte, la società, i giocatori e Roberto Mancini. Per questo non bisogna cancellare Villarreal, ma tenerla ben presente per non ripeterla. E’ un’ Inter che sembra molto diversa, sia a livello di qualità che di personalità, grazie agli innesti di giocatori di grande spessore internazionale. Proprio da uno dei nuovi, Ibrahimovic, reduce anche lui da una deludente annata europea con la Juventus, mi aspetto una grande prestazione che sia determinante per la squadra e soprattutto per il suo compagno di reparto. Adriano, salvo sorprese, dovrebbe tornare a recitare da prima punta, dando quella profondità e pericolosità che Crespo ha assicurato finora, senza svariare troppo sulla sinistra. Oltre a quelle progressioni micidiali e al tiro potente che ne fanno, o facevano, un calciatore unico. I portoghesi sono squadra ostica sul proprio campo, aggressiva, veloce e molto tecnica, ma in difesa concedono qualche sbavatura. E’ qui che il brasiliano e lo svedese dovranno essere bravi, a concretizzare le occasioni che capiteranno, limite che talvolta entrambi hanno ma che in Europa si paga ancora di più.

postato da: chico75 alle ore 10:00 | link | commenti (1)
categorie: calcio, inter, ibrahimovic, mancini, adriano
lunedì, 11 settembre 2006

MOGGI, L' UOMO NERO E I SUOI COMPLICI

“ Vi chiedo la cortesia di non farmi domande, perche' non ho la voglia ne' la forza. Mi manca l'anima che mi e' stata uccisa. Da domani saro' dimissionario da direttore generale della Juventus e da stasera il mondo del calcio non e' piu' il mio mondo”. Era il 14 maggio 2006 e Luciano Moggi in piena recita teatrale stile melodramma napoletano, con la voce rotta dall’ emozione, brandiva i giornalisti nello stadio di Bari dopo la conquista sul campo dello scudetto, poi assegnato all’ Inter. Son passato 4 mesi e, dopo essere stato condannato al massimo della pena dalla giustizia sportiva e imputato in 3 processi che devono ancora iniziare, è già tornato nella perfetta forma del passato. Quella che prevedeva bugie, prepotenza, arroganza e mezze frasi con minacce più o meno velate. Ieri Simona Ventura, in teoria ancora una giornalista e sempre teoricamente costretta ad essere impaziale e corretta, gli ha regalato una patetica mezzora in una rete anche qui molto teoricamente del servizio pubblico, in cui ha risfoderato, senza dare la possibilità di controbattere all’ unico giornalista vero in sala, ,la litania del complotto ai suoi danni e le solite accuse a destra e a manca sui veri tenutari della cupola calcistica. Da stasera Fabio Ravezzani, direttore della redazione sportiva di un network di tv private che fa capo ad Antenna3 e Telelombardia, gli darà lo scranno di opinionista principale dei fatti del weekend pallonaro. Un po come se il cavalier Tanzi fosse invitato in una trasmissione televisiva che parla di risparmio o, fatte le debite proporzioni, il folle che ha tenuto segregata per otto anni la ragazza austriaca in una trasmissione sui diritti dell’ infanzia. In fondo etica professionale, coscienza critica e rispetto del pubblico sono valori ben meno importanti dell’ audience e della sudditanza più o meno interessata verso chi, dopo tutto quello che ha fatto, può ancora permettersi di parlare di calcio.

 

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categorie: calcio, moggi, calciopoli

LE CARTE DI FIORENTINA - INTER

CAMBIASSO: IL TRENO GIAPPONESE. Puntuale nell’ inserimento dei due gol interisti. Mai in ritardo contro i centrocampisti viola. Efficace in occasione dell’ assist a Ibra.

MATERAZZI: IL CHEWING GUM SOTTO IL TAVOLO. Mancini lo appiccica a Toni e rimane così per gran parte della partita senza che qualcuno trovi il modo per staccarlo. Lo metti lì e sai che quando lo guardi lo trovi. Finchè qualcuno o qualcosa ti costringe a toglierlo.

TONI: IL TONNO LIBERATO. Preso nella rete preparata da Mancini e gettata da Materazzi. Si dispera, lotta e si sbatte fino in fondo. Quando forse sta per arrendersi la rete si apre, torna libero e fa vedere che è sempre di prima qualità.

PRANDELLI: L’ALUNNO RIMANDATO A SETTEMBRE. E’ bravo, ma non ha studiato a sufficienza. Liverani trequartista, Gobbi ala destra, nessuna marcatura su Cambiasso, difesa imprecisa. Rimedia sul finire con i due cambi, ma è troppo tardi per ottenere subito la promozione.

 

FACCHETTI: L’ANGELO NERAZZURRO. C’è ma non si vede. Ispira l’ animo degli interisti con il ricordo del suo esempio. Protegge e custodisce le speranze dei tifosi.

 

 

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categorie: calcio, inter, materazzi, facchetti, mancini
domenica, 10 settembre 2006

COMPATTI, SUPERIORI, VINCENTI

A Firenze si poteva perdere, specie alla prima di campionato e con il Milan ancora sottozero. L’ importante era dare l’ impressione di essere una squadra di personalità, solida e matura per una stagione in cui tutti ti aspettano al varco. Roberto Mancini doveva puntare su chi gli dava maggiori garanzie e così ha fatto, senza chiedersi come avrebbero reagito i vari Samuel, Grosso, Stankovic e Adriano all’ esclusione. E’ stato un successo su tutta la linea, pieno, meritato, convincente, per l’ Inter e per l’ allenatore. Per buona parte della gara la Fiorentina del tanto celebrato Prandelli è andata a sbattere sulla difesa nerazzurra imperniata su un Materazzi implacabile e su un centrocampo potente e ben affiatato, in cui Cambiasso è stata l’ arma tattica che ha deciso di fatto la partita. Sganciato da compiti di copertura grazie alla presenza di Dacourt, l’ argentino ha potuto mostrare con più lucidità le sue straordinarie qualità di incursore, senza che lo stesso tecnico viola riuscisse a trovare un rimedio. Sempre presente Crespo e Ibrahimovic già in netta crescita rispetto alle prime uscite: un gol e un intelligente assist confermano che è lui l’ uomo in più di questa squadra, il fuoriclasse che può far fare all’ Inter il salto di qualità negli ultimi 16 metri, il vero dramma dell’ anno scorso. Non può essere tutto perfetto, siamo alla prima di campionato e si giocava a Firenze. Sul piano della manovra sono ancora da trovare i giusti movimenti in fase offensiva, serve maggiore lucidità nei passaggi e una maggior copertura e utilizzo delle fasce laterali, dove Mutu e Reginaldo hanno trovato più di un varco. Sul calo degli ultimi 20 minuti hanno pesato gli infortuni di Matrix e Cambiasso e la stanchezza di un Vieira che aveva disputato due partite in 4 giorni con la sua Nazionale. Eppure c’è chi imputa a Mancini anche questo, di aver sbagliato i cambi, senza sapere che sono stati i giocatori a chiederlo. E’ proprio vero che non tutti i nemici hanno maglie diverse da quella nerazzurra, anche fra i tifosi. Se poi qualcuno pensa che questa squadra raggiungerà straordinari picchi nella spettacolarità del gioco, significa che non ha ancora compreso il pregio principale di questa Inter molto capelliana: la solidità e la potenza.

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categorie: calcio, inter, mancini
sabato, 09 settembre 2006

FIORENTINA - INTER IN STREAMING

A meno di 24 ore dalla partita non si sa ancora se SKY darà la partita in diretta. Solo in Italia può succedere una cosa del genere. Quindi, per chi non ha la possibilità di vederla attraverso il digitale terrestre oppure non vuole acquistarla da Alice, resta un’ altra possibilità: quella dello streaming. Il sito di riferimento è www.coolstreaming.us  , al centro di una battaglia legale con la stessa tv satellitare di Murdoch solo qualche mese fa dalla quale ne è uscita vincitrice. E’ necessario avere innanzitutto una buona connessione ADSL, non 56k tanto per intenderci, dotarsi di Windows Media Player 10 e di Real Player. Sul sito in questione, troverete tutte le info preliminari necessarie e soprattutto il download del Mediacenter, una sorta di consolle che contiene già il link ad una serie di tv straniere ed italiane sul web. Per poter vedere le partite del campionato italiano e non solo dovrete scaricare una serie di software come Pplive, PpStream, Tvkoo, SopCast, TvAnts i cui link vedrete nel Mediacenter stesso una volta installato nella parte bassa della home. Dopo averli installati, potete consultare lo schedale degli eventi, previa registrazione sullo stesso Coolstreaming, oppure su siti come www.rojadirecta.com , in cui trovate anche il link degli stessi software con le tv cinesi e americane che trasmettono la nostra serie. Fiorentina – Inter è trasmesso su Shanghai Sports ( contenuto nel bouquet TvAnts, Pplive, Tvkoo ), Guangdong Sports ( PpStream, SopCast, Mysee, TvAnts ), Fortune Sports ( PCast ), Shandong Sports ( PpLive ), 7Msport2 ( Pplive ). Ciccate sul canale corrispondente nel menu delle tv a disposizione dei vari software, collegandovi almeno mezzora prima dell’inizio della partita, e godetevi Fiorentina Inter, magari togliendo l’audio ed aiutandovi con InterChannel, programmi delle tv private o canali radiofonici.
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categorie: calcio, inter
venerdì, 08 settembre 2006

FIORENTINA-INTER: L' OBBLIGO DI SCEGLIERE I MIGLIORI, NON DI VINCERE

Finalmente campionato, finalmente Fiorentina. Il debutto più difficile sotto il profilo tecnico ed ambientale che ci potesse capitare è in realtà un vantaggio per Roberto Mancini, da qualunque parte la si analizzi. In caso di vittoria o di pareggio con una prestazione positiva, il morale ma soprattutto la convinzione di essere una grande squadra crescerà in maniera esponenziale, dando lo slancio per affrontare un girone di Champions in cui,se si sbaglia all’ inizio,le possibilità di recupero sono drasticamente minori. In caso di debacle, si potrà assorbire meglio la sconfitta guardando il Milan, il vero rivale per lo scudetto, ancora sotto il livello del mare, anche se l’ arbitrato CONI condonerà buona parte della penalizzazione. Sarebbe un passo falso ampiamente rimediabile, tenendo presente che comunque quest’ anno tutti i non interisti saranno sempre pronti a soffiare sul vento delle polemiche. Una vittoria della Fiorentina amplificherebbe queste voci, ma i giocatori devono essere consapevoli che sarà il leit motiv della stagione. Roberto Mancini può perdere, ma non deve fare scelte azzardate, né di schemi né di uomini. Visto che si gioca contro la Fiorentina e non contro l’ Ascoli in campo deve andarci chi da’ più garanzie. Quindi schema a rombo, che ha permesso la rimonta in Supercoppa, con Maicon , Cordoba e Crespo titolari. A far loro posto uno tra Grosso e J. Zanetti, uno tra Samuel e Materazzi e Adriano, sebbene le voci provenienti da Appiano lo diano reduce da una ottima e fruttuosa settimana di allenamenti. Scegliere chi sta meglio a livello di condizione toglie una opportunità ai cecchini di professione di sparare sul nostro mister. Spazio per tutti ce ne sarà a sufficienza, con 27 partite da qui alla pausa
invernale.E’ bene ricordare che il Franchi per i nerazzurri è un campo stregato: una sola vittoria negli ultimi 17 anni e i viola sono sempre andati a segno nella gestione Prandelli sul proprio terreno. Se a ciò aggiungiamo le motivazioni extra calcistiche per l’ affaire Toni e Calciopoli, aspettiamoci un arrembaggio all’ arma bianca nella prima mezzora. E’ probabile che se riusciremo ad arginarlo, tornare a casa con un risultato positivo sarà molto più facile.

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categorie: calcio, inter, fiorentina, mancini
giovedì, 07 settembre 2006

DONADONI HA MENO COLPE DI LIPPI

Non potevano cambiare le cose in quattro giorni. E’ stata una sconfitta tanto netta quanto inevitabile che però non pregiudica le nostre possibilità di qualificazione. Perdere in Francia il 6 settembre senza aver cominciato il campionato, altra conseguenza negativa di Calciopoli, ci sta: la lotta sarà con Scozia e Ucraina e su di loro si dovranno fare i calcoli. In questo caso il calendario ci dà una mano proponendo subito la nostra sfida con gli ucraini e i transalpini per gli scozzesi: il 7 ottobre potremmo già aver ripreso in mano la situazione. Roberto Donadoni, a cui va concesso un periodo di apprendistato come accaduto ai suoi predecessori, non può inventarsi una condizione fisica ed agonistica che non c’è, non avendo mai visto all’ opera i suoi calciatori in una serie di partite ufficiali. Non è un caso che anche la Spagna, con un sola giornata di Liga alle spalle, sia crollata a Belfast contro l’ Irlanda del Nord. Si può discutere sulla scelta di inserire Semioli o di far entrare Inzaghi troppo tardi, ma viste le prestazioni dei vari Zambrotta, Cannavaro, Grosso, Gattuso, Perrotta e Cassano sperare di fare meglio nel catino parigino era difficile. A pesare sulla Nazionale non sono le capacità o l’ esperienza dell’ ex tecnico del Livorno, o meglio non solamente. Come non ricordare lo sdegnoso ed egoistico rifiuto di Marcello Lippi di proseguire il lavoro così brillantemente portato avanti ai Mondiali quando c’era una nazione intera a chiederglielo, lasciando Rossi ed Albertini nei guai a metà luglio? Sapeva, forse troppo bene, delle insidie del girone di qualificazione agli Europei e che salto nel buio sarebbe stato cambiare la guida tecnica dopo aver vinto una manifestazione così importante. La sua conoscenza del gruppo lo avrebbe aiutato a gestire al meglio la sbornia post Berlino, sapendo già su quali nuovi innesti puntare e da dove ripartire in relazione ai punti fermi nello schema e nella formazione titolare. Invece ci troviamo di fronte ad un cantiere aperto che inevitabilmente ci costringerà ad affrettare i lavori. Con il rischio che, senza le giuste fondamenta, il castello crolli alla prima folata di vento.

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categorie: calcio, nazionale, lippi, donadoni
mercoledì, 06 settembre 2006

STILE INTER

postato da: chico75 alle ore 15:13 | link | commenti (1)
categorie: calcio, inter, facchetti

SE PAPARESTA PAGA PIU' DI GALLIANI E CARRARO

Cornuto e mazziato. Non è bastato essere stato chiuso da Giraudo e Moggi nello spogliatoio dopo Reggina - Juventus, senza prima essersi sorbito le loro offese e minacce e poi poterlo denunciare, aver dovuto telefonare per scusarsi e confessare a Borrelli e alla Procura di Napoli che per far carriera nel mondo arbitrale non si poteva andare contro alla Juve. Gianluca Paparesta, arbitro dichiaratamente piegato al sistema, si prende nel processo dell’ Associazione arbitrale altri 8 mesi di squalifica che, sommati ai 3 che gli ha inflitto la Corte Federale per omessa denuncia, fanno 11 mesi tondi tondi. Campionato finito ancora prima di cominciare e l’ avvertimento, nemmeno tanto velato, di non farlo più. Non di essere accondiscendente col potente di turno, ma di parlare e cercare di fare luce sul marcio del calcio in Italia. Perché se Carraro, presidente FIGC, come da intercettazioni, scomoda persino il ministro dell’ Interno affinché con Moggi faccia pressioni sulla sua rielezione o se dice chiaramente al designatore che è necessario dare una mano alla Lazio, viene condannato dai giudici che lui stesso aveva nominato a pagare una multa di 80.000 euro. Perché se Galliani, parlando con il kamikaze Meani, da lui profumatamente pagato per i suoi servigi con oltre 300.000 euro l’ anno, lo appoggia nelle sue pressioni per l’ elezione di alcuni vertici arbitrali o per la designazione di guardalinee amici, viene condannato a nove mesi di inibizione e comunque vola in Spagna per trattare Ronaldo. Non che l’ arbitro internazionale di Bari meritasse una pena più leggera, anzi, ma quel che sconcerta e disgusta è che chi ha il coraggio di alzare la testa trova sempre sulla sua strada chi, con nomi e volti diversi, gliela ricaccia sotto la sabbia. Vedere e dimenticare, sapere ma negare. Sempre. Poi si fanno inchieste sui perché siano crollati gli abbonati in Italia…

postato da: chico75 alle ore 10:14 | link | commenti (2)
categorie: calcio, milan, carraro, calciopoli
martedì, 05 settembre 2006

COS'HA PROMESSO DELLA VALLE A TONI?

Oppure c’è ancora qualcuno che crede che Luca Toni sia rimasto volentieri a Firenze ? Alle dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano La Nazione fatte dal centravanti a Londra alla presentazione del palinsesto SKY, che parlavano di una permanenza in viola almeno fino a gennaio, hanno replicato le classiche smentite ufficiali da parte dello stesso giocatore. In questi casi ci si chiede se il giornalista si sia inventato sua sponte lo scoop. Succede in alcuni casi, ma spesso si tratta di confidenze fatte a microfoni spenti o fatte filtrare dal procuratore che vuol mandare determinati messaggi a destinatari più o meno individuabili. Probabilmente questo è uno di quei casi e ci riporta direttamente al triangolo più chiacchierato dell’ estate Toni - Moratti – Della Valle. Inter e Toni avevano trovato l’ accordo molto prima del Mondiale, ma i rapporti fra le due società, su due fronti opposti nella vicenda Calciopoli, si sono incrinati a tal punto da far saltare il trasferimento. A tutto questo ha contribuito anche la sentenza della Corte Federale che ha riportato in A i viola e alla certezza del proprietario della Fiorentina che, o ricorrendo al TAR o attraverso un accordo in sede di conciliazione, aveva scommesso su una penalizzazione meno pesante di quella odierna, come alla fine sarà. Sono bastate queste convinzioni a far tornare nei ranghi Toni e fargli abbassare l’ ascia di guerra? Sicuramente no. Un adeguamento dell’ ingaggio e la promessa che se in futuro fosse arrivata un’ altra offerta economicamente importante, anche non al livello di quella nerazzurra, sarebbe stata presa in considerazione. Le parole di Londra, vere o suggerite da qualcuno, nonostante la smentita, servivano proprio a ricordare che almeno una di queste promesse non era stata ancora mantenuta.

postato da: chico75 alle ore 15:16 | link | commenti (5)
categorie: calcio, inter, toni
lunedì, 04 settembre 2006

IL CAMPIONE, IL PRESIDENTE, L' UOMO

Sarti, Burgnich, Facchetti…Per quelli che sono stati come me adolescenti negli anni Ottanta e Novanta, avari di grande soddisfazioni, cresciuti a pane e Inter in una famiglia nerazzurra, i ricordi del nonno e della mamma partivano sempre così. Negli anni Sessanta la formazione tipo era ancora un dogma immutabile, come i numeri sulle maglie, le partite alla domenica pomeriggio e i giocatori bandiera. Quanta invidia per chi aveva vissuto il ciclo della Grande Inter di Angelo Moratti, di Italo Allodi, di Helenio Herrera e di quei campioni che ho scoperto poi nei libri, nelle videocassette in bianco e nero che periodicamente venivano messe in commercio, come se riscoprire il passato fosse la spinta per dimenticare il presente e guardare al futuro con ottimismo e fiducia. Mi sedevo e ascoltavo, a bocca aperta, i loro racconti e la mia fantasia di bambino volava. Di Giacinto Facchetti mi dicevano che aveva inventato il ruolo di terzino goleador con le sue continue discese sulla fascia, i suoi cross, i suoi gol. Tutti i terzini sinistri che puntualmente venivano ad occupare quel ruolo nell’ Inter non erano lontanamente paragonabili a quell’ elegante atleta che spese tutta la sua carriera in nerazzurro. Che era sempre corretto in campo e fuori, che era stato espulso solo una volta ma per un eccesso di protagonismo dell’ arbitro. Quelli come me hanno conosciuto il Facchetti dirigente, riportato nell’ Inter da quel Massimo Moratti con cui ha condiviso la giovinezza, le gioie e i dolori degli anni Sessanta e Settanta. Ricordo anni fa le contestazioni alla società che aveva nei ruoli chiave gli ex giocatori di quella Grande Inter, ritenuti troppo compiacenti e troppo poco competenti per riportare l’ Inter al livello del Milan berlusconiano e della Juve degli Agnelli. Ricordo anche che prima di diventare presidente era l’ ambasciatore dell’ Inter nei rapporti con l’ Uefa e la Fifa, esempio di uomo leale, onesto, corretto, pacato, di classe. Un vero signore, nell’ aspetto e nei comportamenti, che non amava mostrarsi ma che sapeva prendere la scena solo con la sua presenza. Ricordo che quando divenne presidente ero poco convinto che Moratti davvero delegasse a lui le scelte più importanti ma ero fiero che occupasse quella poltrona lui, un vero interista. Come Peppino Prisco, come lui uomo d’ altri tempi e dall’ altro stile. Sapevo della malattia che lo aveva colpito e ne ero rimasto rattristato, avendo perso da pochi mesi un amico per lo stesso male incurabile, sapevo che non ce l’ avrebbe fatta. Ho provato rabbia e sconcerto quando personaggi a lui nemmeno accomunabili l’ hanno tirato in ballo nelle intercettazioni, lui, uomo lontano come la sua Inter da ogni truffa, da ogni slealtà, da ogni illecito, da ogni prepotenza. Ora provo la stessa commozione di tutti quelli che hanno questa squadra nel cuore e non mi sorprende che lo stesso sentimento sia comune ai tifosi di altri colore. Facchetti non era solo il campione o il presidente. Era l’ uomo da rispettare perché onesto ed educato. Al di là di qualunque bandiera. Proprio lui, una delle bandiere più belle dell’ Inter.

postato da: chico75 alle ore 19:37 | link | commenti (3)
categorie: calcio, inter, facchetti

ADDIO E GRAZIE GIACINTO

E' stato il simbolo di un' Inter vincente e onesta, leale e corretta, educata e con stile. Lo stile Inter che soprattutto negli ultimi mesi ci ha fatto capire quanto siamo differenti dagli altri e sentire orgogliosi di appartenere a questa maglia e a questa società. GIACINTO FACCHETTI non poteva che essere INTERISTA.

postato da: chico75 alle ore 16:29 | link | commenti (2)
categorie: calcio, inter, facchetti

QUANDO IL MERCATO LO FA DIO

 

C’è chi ha lasciato Torino per Madrid perché la moglie voleva abitare in un posto di mare ( Zidane ). Chi la lasciato Milano per Londra per imparare l’ inglese ( Shevchenko ). Chi ha rifiutato Montecarlo perché non c’era un ranch per i cavalli amati dalla figlia ( il turco Okan, ai tempi dell’ Inter ). Non è così raro accettare o rifiutare un trasferimento per i motivi più strampalati da parte dei calciatori, famosi o meno che siano, ma la storia di Lee Young Pyo è proprio da raccontare. Il terzino sinistro sudcoreano, che era in campo contro l’ Italia nella disfatta nippo coreana di 4 anni fa, gioca nel Tottenham con buon risultati, dopo una esperienza altrettanto positiva nel Psv Eindhoven. Era stato scelto da Rosella Sensi e Daniele Pradè per sostituire Cufrè come terzino nella Roma della nuova stagione e avevano trovato l’ accordo sia con la società londinese che con il procuratore del ragazzo. Addirittura era stato già prenotato il volo per l’ indomani. Poi nella notte nei sogni del religiosissimo Lee si era palesato Dio che gli aveva consigliato di non andare a Roma; telefonata riparatrice, contratto stracciato, giallorrossi senza l’ esterno sinistro. Sicuramente non era un Dio cristiano perché altrimenti non si spiegherebbe il no alla città del Papa, anche se nessuno è profeta in patria. Un caso isolato? Macchè. Anni fa capitò una cosa simile a Marcello Lippi, appena arrivato alla corte di Massimo Moratti a Milano. In quegli anni, per chi non se lo ricorda, nell’ Inter giocavano due nigeriani: Nwankwo Kanu, protagonista della famosa operazione al cuore e tornato miracolosamente al calcio giocato, e Taribo West, difensore fisicamente impressionante, ma un po fuori dalle righe, sia in campo che fuori. E’ noto a molti come in quei giorni West, alle prese con una conversione mistica che lo porterà anche alla predicazione, chiese un incontro con Lippi per parlare del suo futuro a Milano. Si presentò con una lunga tunica e con la Bibbia in mano. Disse al futuro ct campione del mondo che Dio gli aveva detto che doveva rimanere all’ Inter. Con il solito graffiante humour toscano l’ allenatore gli rispose che stranamente a lui non aveva detto nulla. Risultato: andò al Milan. Non tutti ascoltano Dio.

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categorie: calcio, inter

SE LO SQUILIBRATO NON POTEVA CHE ESSERE INTERISTA

La notizia è che Gianluca Galliani, famoso per essere sempre a fianco del padre che esulta come uno scalmanato nelle partite del Milan, è stato aggredito mentre cenava a Portofino, mica ai bagni Piero di Loano. La precisazione, che la Gazzetta dello Sport non ci fa mancare in prima pagina, è che non era solo uno squilibrato ma uno squilibrato tifoso dell’ Inter. Non poteva essere altrimenti. Nell’ estate in cui Guido Rossi è interista e ha dato lo scudetto alla sua squadra del cuore e in cui ci sono molti ignoranti, purtroppo solo ignoranti e non squilibrati, che pensano che Calciopoli sia stata una macchinazione di Massimo Moratti e di Tronchetti Provera con le intercettazioni, il tifoso interista si trova al centro di un tiro al bersaglio che ora è pure superiore a quello subito dagli juventini nei primi 2 mesi di questa triste vicenda. Al di là della campagna mediatica orchestrata da chi era coinvolto nell’ inchiesta per spostare l’ attenzione sugli altri, dalla dirigenza Juve vecchia e nuova alle reti Mediaset passando per la Fiorentina del “povero” Della Valle, il casus belli è stato dare lo scudetto all’ Inter. Scudetto che per dovere di cronaca la maggioranza degli stessi supporters nerazzurri non voleva e che è stato a norma di regolamento assegnato da una commissione nominata ad hoc e che ha agito sulla base dell’ interpretazione delle norme Uefa. Senza una squadra campione l’ Italia avrebbe perso un posto in Champions League. Naturalmente di questo “piccolo” dettaglio tutti si sono dimenticati. Spazio allora ad avvocati, allenatori, calciatori, attori, ballerine e chi più ne ha più ne metta: basta dire che lo scudetto è stato ingiustamente e proditoriamente dato all’ Inter che ci scatta l’ intervista di ordinanza, specie sul Tuttosport. Con questo clima entriamo nell’ ultima settimana che precede l’ inizio della stagione e dappertutto ( tv, quotidiani, radio, internet ) si parla della crisi di Adriano, dell’ incostanza di Ibrahimovic, dei problemi di abbondanza, della mancanza di un regista, di Grosso che non sarà mai più quello del Mondiale, perfino dei rimpianti per le cessioni di Martins e Pizarro e del mancato arrivo di Ronaldo. Addirittura ci si ricorda solo del primo tempo della Supercoppa contro la Roma e non si fa più accenno alla rimonta della ripresa. Mettiamoci l’ elmetto e andiamo alla guerra: Calciopoli, senza esserne coinvolti, la pagheremo cara più noi del Milan.

postato da: chico75 alle ore 09:28 | link | commenti (4)
categorie: calcio, inter, galliani
venerdì, 01 settembre 2006

RONALDINHO-MILAN: TRATTATIVA CHE NON ESISTE

Quale modo migliore per far digerire ai tifosi rossoneri un mercato senza il grande nome e l’ arrivo di Ricardo Oliveira al posto dei vari Ibrahimovic, Henry, Eto’o, Drogba e Ronaldo? Far credere, con la complicità di canali di informazione più o meno consapevoli e informati, che aver ingaggiato l’ attaccante brasiliano del Betis Siviglia che ha come procuratore Roberto de Assis, fratello di Ronaldinho, sia un modo per ottenere fra un anno una sorta di pole position per acquistare il fuoriclasse blaugrana. La realtà è molto diversa. Innanzitutto proprio oggi sul quotidiano spagnolo Sport lo stesso procuratore ha affermato che non ha mai fatto riferimento alla possibilità che vesta la maglia rossonera, semplicemente perché una trattativa non è mai esistita e il giocatore sta benissimo a Barcellona. Anzi i campioni d’ Europa e di Spagna, attualmente il club numero 1 al mondo, sono pronti a ridiscutere e prolungare il contratto che ha già scadenza nel 2011. Il presidente Laporta ha in mano il giocatore più famoso del pianeta, che con il suo sorriso e le sue magie incarna l’ ideale del calcio, una macchina da gol e da soldi, nonché il suo erede Lionel Messi: non avendo problemi economici e avendo appena ottenuto un plebiscito per la sua rielezione, pensate che abbia anche solo pensato a discutere una sua cessione al Milan? Sottolineare una lite tra Ronaldinho e Rijkaard e prenderlo come spunto per riaffermare che sia un ulteriore segnale di rottura verso i blaugrana e apertura verso i rossoneri, come ha fatto certa stampa, non è altro che la riproposizione dello stesso atteggiamento tanto criticato dalla società di via Turati e dagli stessi giornalisti italiani tenuto dai media spagnoli nella vicenda legata a Kakà e al suo passaggio al Real. Spazzatura insomma.

postato da: chico75 alle ore 16:46 | link | commenti (7)
categorie: calcio, milan, ronaldinho

NO A RONALDO: IL GRANDE SACRIFICIO DI MORATTI

Ora qualcuno crede che in realtà la trattativa per far tornare Ronaldo a Milano sia stata solo una invenzione giornalistica. Non è stato così, anzi il brasiliano è stato davvero sul punto di fare il percorso inverso rispetto a 4 anni fa. Chi si è tirato indietro? Cosa ha fatto saltare quello che sarebbe stato il trasferimento dell’ estate? Dalla Spagna i giornali vicini al Real parlano di un mancato accordo fra il Fenomeno, che chiedeva lo stesso trattamento economico garantitogli dal Milan, e la società di via Durini come causa principale del fallimento delle trattative. Pur nella complessità di un contratto con un giocatore che è ancora uno dei nomi più importanti del calcio mondiale, risulta difficile credere che Moratti e il suo staff si possano essere fermati davanti ad un problema di ingaggio. In realtà è stata proprio il patron a fare marcia indietro, facendo uno dei più grandi sacrifici da quando è subentrato a Ernesto Pellegrini. Scartata l’ ipotesi del semplice scambio di prestiti da parte delle merengues, la dirigenza blanca ha proposto la stessa formula che ha portato Reyes in Spagna e Baptista in Inghilterra: un duplice diritto di riscatto per trasformare a fine stagione i prestiti in acquisti veri e propri. In considerazione dell’ età e del potenziale ancora inespresso di Adriano, lo staff operativo nerazzurro pretendeva che il suo centravanti fosse valutato in maniera più importante dal punto di vista economico rispetto al campione del Real Madrid, che va verso i 30 anni e ha una storia clinica alle spalle sempre a rischio ricadute. Mijatovic e Baldini non hanno ceduto, valutando addirittura maggiormente il proprio giocatore rispetto all’ Imperatore. A questo punto è parso chiaro a tutti che un accordo sarebbe stato impossibile e Massimo Moratti ha ordinato lo stop alle trattative, anche in considerazione del poco tempo a disposizione prima della chiusura del calciomercato. Una scelta sentimentalmente difficile per lui, ma tecnicamente ed economicamente corretta per il bene dell’ Inter: si può ragionevolmente dire che il Moratti dirigente ha avuto la meglio sul Moratti tifoso. Finalmente.

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giovedì, 31 agosto 2006

RONALDO - ADRIANO: NON SI FA

Nessun accordo tra i club e trattativa chiusa. Bocciato sia lo scambio di prestiti da parte del Real sia la cessione definitiva dei due giocatori più conguaglio da parte della società di Massimo Moratti che non voleva perdere definitivamente Adriano. Il responsabile delle relazioni esterne della Saras, azienda della famiglia del petroliere nerazzurro, ha smentito ogni trattativa. Personalmente ritengo che la società nerazzurra abbia fatto bene a non perdere il controllo del cartellino di un giocatore come l’ Imperatore che ha 6 anni e molti guai fisici in meno di Ronaldo. Come scritto in precedenza, l’ ipotesi dello scambio con due prestiti senza diritti di riscatto era stata bocciata dal Real fin da subito.

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RONALDO-ADRIANO: SI TRATTA AD OLTRANZA

Come avevo anticipato il Real Madrid ha detto no all’ ipotesi dello scambio di prestiti. Secondo notizia di agenzie si punterebbe alla cessione di entrambi i giocatori. Il Real Madrid sembra avere la meglio nella trattativa, non essendosi mosso dalla richiesta di Adriano più un conguaglio in milioni di euro tra i 10 e i 20 milioni di euro. L’ Inter però starebbe cercando in tutti i modi di negoziare una clausola che permetterebbe di riprendere Adriano ad un prezzo stabilito fra un anno.

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RONALDO ENTRO LE 19, ADRIANO ENTRO MEZZANOTTE

La sessione di calciomercato che sta per terminare chiude ad orari diversi in Italia e in Spagna, chissà poi perché, essendo ormai il calciomercato di dimensioni globali. In ogni caso se l’ Inter raggiungerà un accordo con il Real Madrid, dovrà depositare il contratto in Lega entro le ore 19 di oggi, mentre per il passaggio di Adriano al club allenato da Fabio Capello c’è tempo fino alle ore 24. C’è da segnalare uno strano silenzio dei principali media spagnoli sulla vicenda, non si sa se interpretabile come la quiete prima della tempesta oppure per mancanza di indizi certi sul buon esito della trattativa. Marca e AS sono i due giornali sportivi di Madrid . il primo dedica solo 4 righe alla trattativa tra Inter e Real parlando generalmente come di uno dei possibili fronti aperti di mercato delle merengues, mentre il secondo non ha ancora aggiornato l’ articolo di questa mattina in cui parlava della telefonata di Massimo Moratti di ieri per trattare lo scambio. Secondo AS sarebbe necessaria una contropartita economica a favore del club iberico per arrivare ad un accordo che comunque viene definito come probabile, mentre i nerazzurri avrebbero proposto solo uno scambio di prestiti con diritto di riscatto. Solitamente i media spagnoli soffiano sul fuoco nelle trattative che ritengono importanti ed è per questo che sembra strana questa loro inattività, seguita alla anticipazione di ieri sera di Radio Cadena Ser, solitamente molto bene informata sugli acquisti di casa Real. Smentita sia la presenza di Ronaldo su un aereo in arrivo a Milano alle ore 18 e poco fondamento anche quella che potrebbe posticipare lo scambio al mercato invernale. Intanto mancano ormai meno di 3 ore…

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RONIE-ADRI: MORATTI CONFERMA.ECCO LA SOLUZIONE

La dichiarazione di Massimo Moratti di pochi minuti fa diffusa dall’ ANSA lascia aperto più di uno spiraglio al clamoroso scambio fra i due brasiliani. “Tutto può essere ma le cose non dipendono solo da noi. Noi non stiamo spingendo, è un qualcosa che è in aria da un po di tempo ma non credo che si possa concludere entro stasera”. Fra le righe viene esplicitamente confermato che la trattativa esiste e che sta andando avanti. L’ Inter è interessata perché è seduta al tavolo delle trattative e sta ascoltando le proposte del Real Madrid per giungere ad un accordo che accontenti le molte parti in gioco. Se è vero infatti che né Ronaldo né Adriano disdegnerebbero un cambio di maglia, come anche i rispettivi allenatori Fabio Capello e Roberto Mancini, si sta lavorando ad una ipotesi molto più complessa di un semplice scambio di prestiti, ipotesi scartata fin dall’ inizio dalle merengues. Si va verso la fissazione di un diritto di riscatto molto alto per il Real se volesse tenersi fra un anno Adriano oppure verso una compensazione economica di Massimo Moratti da versare al Real come incentivo per accettare il semplice scambio di prestiti, ossia un prestito oneroso solo per la parte nerazzurra. Intanto Julio Baptista è andato ufficialmente all’ Arsenal in uno scambio di prestiti con l’ Arsenal con diritto di riscatto per entrambi. La strada è forse segnata.

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ADRIANO - RONALDO: LO SCAMBIO E' SERVITO!!!!

Lo avevo scritto. Al di là delle dichiarazioni ufficiali su Ronaldo si è continuato a trattare. Lo ha fatto il Milan, lo ha fatto l’ Inter. La società rossonera non ha voluto inserire Kakà nella trattativa né versare i soldi richiesti dal Real Madrid. L’ Inter invece aveva una pedina che Fabio Capello ha sempre voluto allenare: Adriano. La radio Cadena Ser squarcia a tarda sera il velo sul clamoroso intreccio di mercato che porterà prima Reyes dall’ Arsenal alle merengues in cambio dell’ attaccante Julio Baptista e 3 milioni di euro. In questo modo si libera un posto per un extracomunitario: l’ ostacolo al trasferimento dell’ imperatore Adriano viene a cadere. La notizia è stata ripresa dall’ ANSA e dalle edizioni on line dei principali media del mondo, ma, mancando l’ ufficialità, intoppi sulla trattativa Reyes – Baptista o clamorosi dietrofront sono ancora possibili. Proprio nelle ultime ore Massimo Moratti e Roberto Mancini si erano espressi in maniera convinta sulla sua permanenza a Milano, ma le sibilline parole di Ronaldo da Montecarlo facevano presagire che qualcosa di grosso stesse bollendo in pentola. Il Fenomeno aveva l’ atteggiamento di chi da una parte professa amore eterno alla moglie flirtando nel contempo con l’ amante. I tifosi nerazzurri nella notte hanno letteralmente invaso i siti delle agenzie di stampa internazionali e i forum di tifosi interisti, spaccandosi letteralmente a metà su questo clamoroso ritorno di uno dei giocatori più amati ed odiati allo stesso tempo. Quel che è certo e che personalmente mi lascia perplesso è che quando un giocatore del calibro di Adriano, 24enne, lascia l’ Inter per trasferirsi in un club importante come il Real difficilmente tornerà indietro. Toccherà allo staff medico della società milanese, all’ ambiente societario con Moratti in testa, che si gioca tutto il credito che aveva ripreso in questa campagna acquisti, e allo stesso Ronaldo dimostrare che non si è trattato di un clamoroso abbaglio dettato dalla nostalgia.

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mercoledì, 30 agosto 2006

BRAIDA - GALLIANI, TURISTI PER CASO?

Ronaldo, o quel che ne resta, e Ricardo Oliveira, non Lulù ma quasi. Prima ancora Buffon, Zambrotta, Henry, Eto’o, Ibrahimovic, Sobis. Cosa succede a Galliani e Braida, considerati dopo Moggi e Giraudo la coppia di dirigenti più capace e determinata del calcio italiano e ora sbeffeggiati in terra di Spagna non solo dalla dirigenza del Real Madrid ma anche dal vulcanico numero uno del Betis Siviglia? La mannaia di Calciopoli e il conseguente cazziatone privato di Berlusconi per il danno di immagine al Milan non può spiegare questa impasse e questa confusione nella individuazione degli obiettivi della società rossonera sul mercato. Dire che un altro Shevchenko non esiste è da un lato vero perché ha caratteristiche uniche, essendo una seconda punta che sa giocare al calcio e fare una trentina di gol a stagione, ma dall’ altro lato esistono altri attaccanti potenzialmente capaci di non farlo rimpiangere. Ibrahimovic era sul mercato, così come lo è Tevez, tanto per fare due nomi a caso. Invece, come ha dichiarato nel pomeriggio Ancelotti, o Oliveira o niente. 15 milioni di euro più lo svizzero Vogel è una valutazione sicuramente importante per un calciatore che finora si è dimostrato inferiore ad Inzaghi e Gilardino, paragonando gol fatti e trofei vinti. Quindi perché spendere così tanto per chi sulla carta è destinato a partire in seconda fila nel valzer delle punte? Acquistare Ronaldo a 25 milioni, accettandone tutti i rischi del caso, a questo punto era probabilmente più conveniente a livello tecnico ed economico: se raggiungesse anche solo il 70% del Fenomeno che fu sarebbe più decisivo di un Oliveira al 100%. Pronto a cospargermi il capo di cenere se il brasiliano di Andalusia di Oliveira avesse solo il cognome.

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UN ALTRO GONZALEZ PER L'INTER

Un altro argentino all’ Inter. Non è Camoranesi, ma Mariano Gonzalez, 25enne ala destra, da due anni in Italia nelle file del Palermo. La società nerazzurra, vista l’ impossibilità di raggiungere il brasiliano Mancini e il campione del mondo juventino, ha rivolto le sue attenzioni sull’ esterno che seguiva da tempo e che aveva chiesto a Zamparini già lo scorso gennaio nel mercato invernale. Allora il patron rosanero aveva detto no, ma, dopo l’ arrivo di Diana e quello probabile di Semioli, non c’era più spazio per Gonzalez, bocciato anche dallo stesso Guidolin che lo aveva avuto nella sua prima annata a Palermo. L’ argentino ha dunque una seconda possibilità per dimostrare le sue doti che, nelle sue stagioni al Racing Avellaneda e con la Nazionale Olimpica che sconfisse l’ Italia ad Atene, erano sembrate davvero notevoli. Ala veloce e tecnica, dotata di un ottimo dribbling e di un pericoloso tiro dalla distanza, ha patito più di altri il suo ambientamento con il calcio italiano, con 30 presenze e 2 gol nell’ ultimo campionato, partendo però spesso dalla panchina. Roberto Mancini ha così un’ arma in più nel suo arco, che gli consentirà di far rifiatare Luis Figo quando il fuoriclasse portoghese ne avrà bisogno. Non sono ancora noti i termini dell’ accordo tra le due società, ma l’ annuncio ufficiale dovrebbe essere dato già nella mattinata di oggi. Salvo colpi di scena difficilmente pronosticabili, Gonzalez chiuderà la campagna acquisti in entrata dei campioni d’ Italia, che ora penseranno a sistemare Coco, Carini, Choutos, Cesar e uno tra Burdisso e Andreolli.

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martedì, 29 agosto 2006

RONALDO CON I PIEDI IN DUE SCARPE

L’ occasione è stata la serata a Montecarlo per ritirare il premio Golden Foot e lasciare le impronte dei suoi piedi sulla Promenade dedicata agli altri grandi campioni del presente e del passato del calcio mondiale. La vicenda Ronaldo, come avevo anticipato, non è chiusa, nonostante le dichiarazioni dell’ altra sera del presidente Calderon. La stampa spagnola oggi riporta le parole dell’ attaccante brasiliano che dichiara che rimarrà a Madrid ancora per molti anni, senza alcun accenno a quanto leggiamo oggi sui nostri quotidiani sportivi. Le parole di apertura verso un ritorno a Milano, sebbene un po forzate, non sembrano solo di cortesia, anche se siamo molto lontani dal clima che aveva preparato il suo addio all’ Inter. Non ha scatenato una guerra stavolta Ronaldo, tiene semplicemente il piede in due scarpe, in modo tale da non pregiudicare il rapporto con i tifosi del Bernabeu se dovesse rimanere. Il Milan avrebbe alzato l’ offerta economica, portandola ad una cifra superiore ai 20 milioni di euro, senza però mettere sul piatto della bilancia Kakà. Prima di accettare gli spagnoli dovrebbero essere sicuri di avere in mano una alternativa credibile e il nome sarebbe quello del francese Trezeguet. L’ Inter non si sarebbe spinta oltre un semplice scambio di prestiti per un anno con Adriano, ma la dirigenza merengue avrebbe chiesto anche il diritto di riscatto sull’ Imperatore. Giustamente il Real è il Real e non può rilanciare un calciatore facendolo tornare un campione e poi riconsegnarlo ai nerazzurri riprendendosi Ronaldo con un anno in più. Massimo Moratti sembra tentato, ma teme molto l’ idea di vedere esplodere lontano da San Siro Adriano. La situazione in queste ore si fa sempre più interessante e i fuochi di artificio potrebbero esplodere molto presto. Non saprei cosa augurarmi. Certo che i tifosi che hanno ancora negli occhi quel che fece in maglia nerazzurra, nel bene e nel male, sanno che non sarà facile perdonare e abituarsi al diverso modo di giocare, da centravanti d’area, del brasiliano.

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lunedì, 28 agosto 2006

MANCIO, L'ESECUZIONE E' SOLO RIMANDATA

Riponete i fucili, per questa volta. C’erano già giornalisti e tifosi schierati e con il mirino puntato su Roberto Mancini legato mani e piedi alla porta difesa da Toldo a San Siro, per lo più bendato e girato di spalle. Quale modo più vergognoso e più ottuso per iniziare la stagione prendendosela con il solito allenatorino presuntuoso e incapace, sbeffeggiato dal fenomenale Spalletti? Che, tanto per puntualizzare, se fossi il suo presidente si sarebbe preso un sonoro cazziatone perché, se la squadra non poteva reggere certi ritmi, doveva impostare la partita diversamente e non bruciare tutte le energie in 45 minuti. Succede poi che viene rimontato uno 0 a 3 creando almeno 10 limpide occasioni da rete e che il merito sia solo dei singoli, mentre per la figuraccia del primo tempo solo dell’ allenatore. Equilibrio e onestà intellettuale per favore. Non me la aspetto dai tifosi avversari e fintanto nemmeno da giornalisti ai quali Mancini non regala biglietti nè mette a disposizione barche o appartamenti per i weekend come normalmente succede in serie A. Però da quelli che si dichiarano interisti sicuramente sì, specie nei confronti di un allenatore che forse non sarà Capello, Ancelotti, Prandelli o Spalletti, ma che negli ultimi due anni negli almanacchi e quindi per la storia ha vinto 5 titoli. Cosa che all’ Inter NON è la regola, ma assomiglia molto ad un miracolo. Per quanto riguarda la partita contro la Roma, è indubbio che nel primo tempo non ha funzionato nulla, non solo in difesa dove Materazzi e Grosso in particolare sono lontanissimi da una forma accettabile e Samuel e J. Zanetti non sono molto più brillanti. Il problema era riuscire a tenere la palla davanti, perché né Adriano né Ibra si proponevano come punti di riferimento, consentendo agli avversari di recuperare palla, ripartire velocemente, prendendo d’ involata centrocampisti e difensori che erano troppo fermi sulle loro posizioni lasciando scoperto molto campo. Giallorossi comunque impeccabili, a dimostrazione che l’ anno scorso si sono gettati semi importanti. Nella ripresa con lo spostamento di Figo sulla trequarti, di Ibra a mezzapunta sinistra e con Maicon a spingere a destra e Crespo a fare il centravanti, la musica è cambiata. Mosse di Mancini, obbligate quanto si vuole perché peggio sarebbe stato impossibile fare ma comunque decisive. Tra l’ altro se il mister schiera Adriano sbaglia perché non è in forma e se lo tiene fuori è colpevole per la sua involuzione e dimostra che non conta su di lui. Comunque fa sbaglia insomma. Io mi tengo l’ ennesima emozionante vittoria, lascio lavorare la squadra e l’ allenatore fiducioso per la stagione che andremo ad affrontare. Guardo l’ erba del vicino e scopro che la Juve è in B e appena stata eliminata dal Napoli prendendo un gol al 122’, il Milan è sull’orlo di una crisi di nervi per la punta, la Fiorentina spera di salvarsi e la Roma dura 45 minuti. La mia erba mi sembra più verde.

 

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IL TRIDENTE, SALVATAGGIO PER ADRI

Si è dato da fare, ma non ha brillato. Si è mosso molto, ma non ha mai tirato nello specchio della porta. Ha cercato l’ intesa con Ibra, ma non si sono trovati mai. Voleva iniziare la stagione con un gol decisivo, ma quando è uscito l’ Inter si è risvegliata e il suo sostituto ha subito trovato la via della rete. Non si può dire che Adriano abbia vissuto una bella serata a San Siro sabato, fatto purtroppo nell’ ultimo anno e mezzo gli capita piuttosto frequentemente. Cosa può fare Roberto Mancini per farlo tornare a essere protagonista? Prima di tutto è il brasiliano che si deve “aiutare”. Il fisico imponente non gli consente di trovare rapidamente una buona condizione di forma, anche se è pur vero che qualche chiletto in eccesso deve ancora essere smaltito sui campi della Pinetina. Sudare, sudare, sudare. Tatticamente poi è sotto gli occhi di tutti che il giocatore non può considerarsi una prima punta alla Toni, alla Trezeguet o appunto alla Crespo: non sa giocare spalle alla porta, gli piace partire da lontano dove si sottrae alle marcature e può puntare gli avversari in progressione, almeno quando ne ha le forze. Quindi Ibrahimovic con lui si trova in difficoltà perché non ha un punto di riferimento davanti che faccia da boa e sponda per le sue giocate. Idem dicasi per la squadra che non ha profondità offensiva e sabato non riusciva a tenere una palla davanti, favorendo le ripartente in velocità degli uomini di Spalletti. Un tentativo potrebbe essere quello di provare lo svedese come trequartista, ruolo che è nelle sue corde e che lo libererebbe dall’ ansia da gol, dietro all’ argentino e appunto Adriano. In questo modo potrebbe assecondare la sua natura partendo dalle fasce e puntando palla al piede i difensori avversari. Chi sacrificare? Uno tra Stankovic o Figo e, soprattutto vedendo la prestazione del portoghese, ora non sembra possibile. Ora. La stagione è lunga e un patrimonio come il brasiliano deve essere recuperato in tutti i modi. A meno di clamorose sorprese entro il 31 agosto.

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venerdì, 25 agosto 2006

I RETROSCENA DELL' AFFAIRE BUFFON

Non ci fosse stato Calciopoli Gigi Buffon sarebbe già diventato il nuovo portiere del Milan. Questa è la verità che tutti sanno e che anche lo stesso portiere campione del mondo nell’ ultima intervista rilasciata a Repubblica ha di fatto confermato. La decisione di lasciare Torino l’ aveva già presa lo scorso inverno quando faticava a riprendere dall’ infortunio alla spalla patito nel Trofeo Berlusconi. Christian Abbiati l’ aveva sostituito più che degnamente e sia Capello che Moggi erano soddisfatti del suo rendimento tanto da considerare la presenza di Gigi non più indispensabile per continuare il ciclo di vittorie. Inoltre il bilancio in rosso, in assenza dei soldi della proprietà, necessitava almeno una cessione illustre e il nome scelto era proprio quello del portiere. Il quale non aveva per nulla gradito sia la mancata difesa della società nel periodo del suo difficile rientro dalle accuse di svogliatezza e scarsa concentrazione per il suo amore con Alena Seredova, sia un paio di battute al veleno mezzo stampa di Fabio Capello, che tra l’ altro usò forse troppa cautela nel rilanciarlo in campo. Il suo procuratore Martina così bussò alle porte di Inter e Milan: Branca ed Oriali si dimostrarono interessati al suo ingaggio, ma dissero di avere altre priorità nel rafforzamento della squadra, specie davanti e a centrocampo in caso di addio di Veron. I rossoneri, alle prese con la scarsa forma di Dida e forte del rapporto preferenziale con la dirigenza juventina, trovarono un accordo con entrambe le parti che prevedeva un esborso in denaro, attorno ai 20 – 25 milioni di euro, più la cessione definitiva di Abbiati. Poi scoppiò Calciopoli che finì per rimescolare il tutto: spazzati via i vertici della Juve e Fabio Capello, veramente ad un passo dal sostituire Mancini prima del dietrofront di Moratti, e il Milan a rischio serie B fino a poche settimane fa. Il Mondiale ha riproposto Buffon come il miglior portiere del mondo e, tornato da Berlino, visto l’ esempio di Del Piero e Nedved, ha scelto di restare ancora un anno in bianconero, contro il volere del suo procuratore. La società ha apprezzato questa scelta, ma ancora non sa se sarà costretta a cederlo per motivi di bilancio e in quel caso, come detto proprio a La Repubblica, il giocatore non si opporrebbe. Alcune settimane fa infatti si è mosso direttamente il patron nerazzurro, informando il giocatore che in caso di cessione loro avrebbero presentato una offerta di assoluto rilievo e chiedendogli la disponibilità a vestire il nerazzurro. Un corteggiamento serrato, ingaggio faraonico e disponibilità ottenuta, ricordandogli però che avrebbe lasciato la Juve solo se fosse venduto dalla società e non chiedendo lui direttamente di andare via. Branca e Oriali hanno così parlato con la Juve nell’ ambito della trattativa per Ibra, ottenendo però un rifiuto non definitivo e condizionato agli eventi. La situazione resta molto fluida, perché entrambe le milanesi sono alla finestra per sapere se la società Juve, alle prese anche con le vicende di Trezeguet e Camoranesi e il ricorso al TAR, sarà “costretta” a sacrificare Buffon, inimicandosi tra l’ altro gran parte della tifoseria. Il Milan non ha più un canale preferenziale con la Juve come dimostra sia la cessione di Ibra all’ Inter, sia quella di Abbiati al Toro, ma nemmeno alcuna pregiudiziale a trattare. Se e sottolineo se, la Juve metterà sul mercato il portiere, ci saremo anche noi con una offerta complessiva attorno ai 35 milioni che comprende anche un paio di giocatori della rosa, tra Toldo, Cruz e Burdisso

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BREAKING NEWS: ECCO IL CONTRATTO RONIE-MILAN

Non potevano venire che dal Brasile le notizie sui particolari del contratto di Ronaldo con il Milan. 5 anni di contratto per il brasiliano, il diritto a mantenere il 100 % dei diritti di immagine in cambio di un sostanzioso sconto sull’ ingaggio annuale che dovrebbe aggirarsi attorno ai 4 – 4,5 milioni di euro. Sono previsti altre clausole che prevedono bonus in termini economici legate al raggiungimento da parte di determinati risultati da parte dei rossoneri nella prossima stagione, ma soprattutto sono messe per iscritto alcune regole di comportamento che l’ ex Fenomeno dovrà rispettare, sia nella vita privata, sia negli allenamenti, sia nel sottoporsi completamente alle scelte fatte dallo staff medico di Milan Lab. Manca ancora l’ accordo fra i club, ma è probabilmente questione di ore se non di giorni con l' inibito Galliani che sta conducendo le trattative. Il Real non considera incedibile il brasiliano, i rossoneri lo considerano l’ obiettivo numero 1, lui vorrebbe partire: ritenete possibile che non si trovi un punto di incontro?

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MANCIO: CHE CULO IL MILAN

Non ha detto proprio così, ma il succo è questo. Un sorteggio fortunato per i rossoneri come quello dei nerazzurri un anno fa onestamente, anche se la squadra di Mancini non fu mai convincente nel suo cammino europeo tanto che sprecò l’ occasione della vita facendosi eliminare dal Villarreal. Un motivo in più per Ancelotti per rallegrarsi, partecipazione regalata alla Champions compresa grazie alle sentenze. Per i campioni d’ Italia urna meno benevola ma la qualificazione a braccetto con il Bayern Monaco non deve sfuggire. Visto che la corsa si fa sulla terza, non è importante aver trovato i tedeschi piuttosto che il Chelsea, il Lione o il Valencia. La difficoltà del girone è determinata dalle squadre pescate nelle urne 3 e 4 e Sporting Lisbona e Spartak Mosca sono club di buon livello che specie a casa loro possono dare fastidio. Più che la loro forza però i motivi di preoccupazione possono venire dal fatto di affrontare la prima partita di Champions con solo una o due partite ufficiali alle spalle e dalla compilazione del calendario. Bisognerà partire bene perché un passo falso nella prima a Lisbona potrebbe rendere il successivo match casalingo con il Bayern Monaco già decisivo. A proposito chi non ricorda tra noi tifosi di almeno 25 – 30 anni quella incredibile doppia sfida in UEFA contro i tedeschi nell’ anno dello scudetto del Trap? La cavalcata da centrocampo di Nicola Berti all’ Olympiastadion per firmare il 2 a 0 è uno dei ricordi più vivi ed emozionanti della mia militanza nerazzurra. Purtroppo al ritorno ci fu il suicidio collettivo con la sconfitta per 3 a 1, ma Zenga, Bergomi, Matthaeus, Brehme, Diaz, Serena e tutti gli altri si tolsero molte altre soddisfazioni quell’ anno dominando quel campionato con il record dei punti. A Mancio il compito di farci rivivere quelle emozioni.

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giovedì, 24 agosto 2006

CHE FA, CONCILIA?

La dicevano quei vigili nei film in bianco e nero agli automobilisti fermati che avevano appena trasgredito una norma del codice della strada. Ora è la nauseante preghiera che i rappresentanti della FIGC, gli arbitri del CONI, istituzioni politiche e sportive si vedono costretti a chiedere alle società coinvolte e condannate nei processi sportivi. Una aberrante assurdità, che purtroppo è realtà. Ha cominciato la Juventus dei legittimi eredi dello stile Agnelli – Moggi – Giraudo. Ha chiesto la A, financo con penalizzazione. Come se un omicida avesse chiesto la stessa pena prevista per il ladro. Mi sono stupito che non avesse chiesto anche di condannare l’ Inter, Facchetti, Moratti. Sì, perché quel che si sta diffondendo tra la maggior parte dei tifosi juventini, milanisti, fiorentini e laziali è che i colpevoli sono da ricercare fra i nerazzurri, rei di essersi visti assegnare uno scudetto non richiesto, di aver messo un ex consigliere di amministrazione come capo della FIGC e di aver materialmente intercettato le telefonate grazie alla TELECOM di Tronchetti Provera. In qualunque altro Paese e ambito, non calcistico, si penserebbe subito all’ estremo tentativo di un condannato a morte di evitare la sedia elettrica: sposto l’ attenzione sugli altri per distoglierla dai crimini che ho compiuto io. In Italia invece si riescono persino a convincere di queste assurdità centinaia di migliaia di ignoranti, veri e presunti. Con l’ aiuto di politici interessati ad acquisire notorietà e consenso, di superiori interessi economici e di giornali compiacenti, come Tuttosport di Torino, ribattezzato giustamente Ruttosporc, che ha trasformato un giornalista illuminato come Giancarlo Padovan nell’ ultimo dei vassalli da quando ne ha assunto la direzione. Si è dimostrato che la pantomima dei vari Cobolli Gigli, Blanc, Lapo ( sì, proprio lui!! ) e John Elkann nelle settimane successive allo scandalo di accettare di ripartire dalla B con un profilo basso e di rispetto per tutti gli appassionati di calcio, accettando i verdetti, era finta e studiata. Cambiano i nomi al vertice della Juventus, ma il modus operandi arrogante e pretenzioso, insomma lo stile Juve, è ormai endemico in questa società e fra i suoi sostenitori. Ricorda un po quei bordelli mascherati da locali notturni in cui le ballerine sono in realtà prostitute che, anche dopo essere stati scoperti e chiusi dalle forze dell’ ordine, cambiano nome e proprietà ma tornano esattamente come prima. Ora il ricorso al TAR , in barba alle richieste del mondo sportivo, della governarce del calcio europeo, alla credibilità del calcio. Sì perché riammettere la Juve in A sarebbe la fine del concetto di sport inteso come lealtà, correttezza, rispetto delle regole. In realtà si tenterà un estremo tentativo alla Camera di Conciliazione del Coni di evitare la strada della giustizia ordinaria, che potrebbe travolgere il fragile apparato del codice di giustizia sportiva, ormai obsoleto e lacunoso nell’ epoca delle società senza fini di lucro e quotate in borsa. Da più parti si auspica una soluzione del genere, che trasformerebbe il ciclone di Calciopoli in un semplice temporale estivo. Ingiustizia sarà fatta e i campionati potranno cominciare. A meno che i tifosi delle squadre pulite non si alzino e facciano sentire la loro voce, anche se ai risvegli delle coscienze comincio a non credere più.

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OBA OBA VE VELOCE. AL NEWCASTLE.

Il calcio italiano è un po come la società dei nostri tempi. Va veloce. Pensieri, ideologie, azioni, esaltazioni, delusioni e soprattutto gli uomini: il tempo fagocita e trasforma tutto. La storia di Martins con l’ Inter è il classico paradigma di questa realtà e il fatto che l’ arma principale del nigeriano fossero proprio gli scatti e le accelerazioni non fa altro che confermarlo. Solo due anni fa le sue capriole erano addirittura il simbolo della campagna abbonamenti nerazzurra, stampate in ogni tessera, in ogni quotidiano, in ogni poster. Lui, africano piccolo e nero, rapido come un furetto, costato solo 300.000 euro ed esploso nella Primavera a suon di gol. Massimo Moratti gongolava per aver formato la coppia gol giovane del presente e del futuro, con due ragazzi che potenzialmente potevano ambire ad ogni traguardo, personale e di squadra. Non solo. Il lato umano dei loro percorsi di vita, Adriano cresciuto nelle favelas in Brasile e Martins sulle strade polverose di Lagos, aumentava affetto e attenzioni da una parte di una tifoseria in cerca di nuovi idoli umili e gioiosi, dopo il patrimonio di amore tradito da Ronaldo, per un caso della vita proprio in questi giorni al centro delle vicende di mercato che probabilmente lo riporteranno a Milano. Sull’ altra sponda del Naviglio. Come mai si è arrivati alla cessione del nigeriano, che sarà ufficiale oggi,  per circa 17 milioni di euro al Newcastle? E’ successo che la sua crescita tecnica e personale si è arrestata: il salto di qualità da buon giocatore a campione e da ragazzo a uomo non è avvenuto come tutti auspicavano. I gol mangiati in serie, le capriole sempre più rare se non bandite per i problemi alla schiena, i controlli di palla sbagliati, le cadute da solo davanti al portiere: il credito che Oba Oba si era costruito è svanito alla prova dei fatti, proprio nell’ anno in cui le sue reti avrebbero potuto mascherare la crisi nera del reparto avanzato, con Adriano alla continua ricerca della forma perduta. Proprio i problemi dell’ Imperatore hanno amplificato quelli di Martins, che non sarà mai un fuoriclasse ma nemmeno il giocatore impreciso e pasticcione che sembrava planato da un campo di atletica. Fuori dal campo, le voci sulla sua vita notturna, spesso anche in compagnia del compagno d’ attacco, si sono moltiplicate e in questi casi è bene sottolineare che qualcosa di vero c’è sempre. La tentacolare Milano e qualche amicizia sbagliata hanno distratto Oba Oba. Non è stato il solo, non sarà l’ ultimo: gli è mancata quella maturità necessaria per gestire il benessere economico e la popolarità che possono stordire chiunque. Figurarsi un ragazzo che in Nigeria non aveva i soldi per comprarsi un paio di scarpe. Con i milioni di euro incassati i tifosi si potranno godere Ibrahimovic, scusate se è poco, lui sì un fuoriclasse, dal potenziale ancora inesplorato e inespresso. Nel cambio ci abbiamo guadagnato, poche storie, almeno sulla carta. Eppure quelle capriole un po ci mancheranno.

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mercoledì, 23 agosto 2006

BENVENUTO IN EUROPA, MILAN

Più di Inzaghi e di una Stella Rossa impresentabile hanno potuto le sentenze della giustizia sportiva. Il Milan rientra in Champions League dalla porta secondaria dei preliminari, porta che è stata riaperta sulla scia delle minacce di politici, sindaci, potentati economici e addetti ai lavori che stanno contribuendo a ridurre il più grande scandalo del calcio moderno in una tragicommedia all’ italiana. Ero partito per le vacanze con l’ auspicabile convinzione che pur tra mille difficoltà si sarebbe evitato di portare in Europa tutte e 4 le squadre coinvolte nell’ inchiesta, sia per il rispetto alla funzione affittiva della pena e ai dettami del codice di giustizia sportiva sia per presentare al mondo una immagine finalmente pulita e credibile del nostro Paese, pallonaro e non. Invece, in piena bagarre TAR e Camere di Conciliazione, non è stato così e la curva della Stella Rossa ha sinteticamente espresso il pensiero che in Europa hanno di noi e del Milan come nostro rappresentante. Non solo i tifosi ma anche le massime istituzioni della governance europea calcistica: come non ricordare le conclusioni dell’ Emergency Panel della Uefa che ha fatto chiaramente capire di non avere gli strumenti giuridici per escludere i rossoneri dalle loro manifestazioni, pur ritenendolo eticamente sacrosanto? Blatter, uno che di scheletri nell’ armadio ne ha parecchi, sta cercando in tutti i modi di farci capire di fermare le battaglie legali per evitare guai peggiori. Inutilmente. Così commentare una qualificazione della squadra di Ancelotti che non ci sarebbe dovuta essere, nel senso opposto a quello che ha dichiarato il mister, mi risulta difficile, essendone nauseato. La speranza che giustizia, in un modo o nell’ altro, sia fatta è quasi anche una certezza: non basterà acquistare Ronaldo per essere al livello delle grandi d’ Europa a questo Milan che, con Berlusconi tornato al timone e Galliani che ha ancora diritto di muoversi all’ interno del nostro calcio, potrà finalmente fregiarsi del titolo che merita. Quello scritto nello striscione ieri sera.

DA SETTEMBRE GRANDI NOVITA': IOSTOCONMANCINI DIVENTA SITO!

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sabato, 22 luglio 2006

SPERANDO CHE NON SIANO SOGNI DI MEZZA ESTATE

Nelle prossime settimane  mi aspetto molte belle notizie.

JUVENTUS SOTTOZERO IN B O C

IL MILAN GIUSTAMENTE PUNITO ( Vignette di Totone )

QUEL CHE CI SPETTA

GRANDI GIOCATORI

   

 

...E CHE SIA UN PUNTO DI PARTENZA !!!!

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categorie: calcio, inter
venerdì, 21 luglio 2006

VIEIRA: PER VINCERE SUBITO, PUBALGIA PERMETTENDO

Chi c’era di meglio per sostituirlo? Per Gerrard il Liverpool ha detto no a 45 milioni offerti dal Chelsea, dal quale non si muove Lampard. Mascherano? Il Corinthians non ha bisogno di soldi e tra i suoi finanziatori c'è ben nascosto Abramovich, che ha una sorta di prelazione. Emerson? Si era promesso da tempo a Capello e costava di più. Diarra? Quotato dai 30 milioni in su. Deco? Incedibile. Riquelme? Il Villarreal non lo molla e lui non vuole partire. Ballack? Impossibile competere con il Paperone russo che gli garantisce all’ anno 3,5 milioni di euro in più del tetto salariale nerazzurro dei suoi migliori giocatori. Fabregas? L’ Arsenal non ha ceduto neppure alle lusinghe del Real Madrid. L’ addio di Veron aveva aperto un buco nel centrocampo che andava coperto o puntando su Pizarro o trovando un altro che avesse caratteristiche diverse e garantisse più personalità, più fisico e più esperienza internazionale del cileno. In sostanza Vieira è un grande giocatore, seppure in declino, Pizarro ancora no, e non escludo che possa anche chiedere di essere ceduto. Nell’ anno trascorso alla Juve ha convinto? Tecnicamente sì, ha dimostrato che può essere un giocatore determinante anche in serie A. Fisicamente? Purtroppo ha se possibile fatto peggio delle previsioni pessimistiche della vigilia. La pubalgia lo ha pian piano fatto passare in secondo piano nella cavalcata degli uomini di Capello, non ha mai ritrovato la forma mostrata nei primi mesi, se non ai Mondiali, conclusi però con un infortunio muscolare. Una casualità o un altro segnale preoccupante? Ho dei timori, di rivivere angosce antiche sul piano degli infortuni di alcuni giocatori fondamentali. Non è un regista come Veron, non ha il lancio né il passaggio smarcante, ma sa dettare i tempi giusti, ha senso della posizione e va a inserire centimetri e potenza in un settore in cui eravamo carenti. Consentirà a Cambiasso di sganciarsi ancora più spesso in area avversaria, senza contare che di testa in avanti sa fare male. Un investimento economico importante, destinato vista l’ età a non essere recuperato,
per un giocatore che solo per le condizioni fisiche è una incognita. Non è una colonna su cui si costruirà l’ Inter del futuro, ma viene per fare la differenza e per vincere subito. Se per i motivi più diversi non ci riuscirà si tratterà di una scommessa persa.

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categorie: calcio, inter, vieira

LUCA TONI SEGNA PER NOI !

Luca Toni è in Thailandia a godersi le vacanze dopo il titolo di campione del mondo in Germania. Al suo ritorno non si unirà ai viola in ritiro a Folgaria, ma ai nerazzurri a Riscone di Brunico. Le conferme si sprecano nell’ ambiente del mondo del calcio. Si lavora per chiudere la trattativa entro il mese di luglio e ormai la differenza tra domanda e offerta è davvero minima. La Fiorentina sa dell’ accordo tra il giocatore e la dirigenza nerazzurra, che gli offre uno stipendio di 3,6 milioni di euro netti l’ anno, e le schermaglie verbali di questi giorni sono solo un tentativo per far avvicinare il più possibile Massimo Moratti alla richiesta di partenza di 25 milioni di euro. La Fiorentina pensa anche che vendere Luca Toni ad una cifra più che doppia rispetto ad un anno fa, per un giocatore prossimo ai 30 anni e che difficilmente raggiungerà la quota gol dell’ ultimo campionato quando tutti giocavano per lui, sia un affare a cui comunque difficilmente avrebbero rinunciato. Ecco il goleador che è mancato ai nerazzurri, italiano e campione del mondo. Come Grosso. Come Materazzi. Non è un fuoriclasse e quindi toccherà o ad Adriano o ad un eventuale altro acquisto dare quel qualcosa in più in termini di tecnica, classe, fantasia, colpi ad effetto ad un reparto che continuerà a contare sull’ utilità di Cruz, sugli scatti da centometrista di Martins ( sui piedi continuo a sperarci poco ) e su qualche invenzione di Recoba, quando non è infortunato. Solo in caso di cessione del brasiliano, per il quale le offerte concrete latitano, si affonderà il colpo per Ibra, ma su di lui presto parlerò in maniera specifica. Benvenuto Luca, a te toccherà quel ruolo di bomber puro, predatore delle aree di rigore, opportunista spietato, che dal tramonto di Vieri in poi è rimasto vacante. Forse il prezzo non sarà quello giusto, ma in attacco uno così nell' Inter non c'è.

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giovedì, 20 luglio 2006

FRANCIA 3 ITALIA 2 : CI BATTONO SOLO COSI'

Nessuno soddisfatto, tutti soddisfatti. La sentenza sul caso Materazzi – Zidane ( 3 giornate di squalifica per il francese, 2 per l’ italiano, che salterà il 6 settembre la sfida per gli Europei a Parigi ) viene presa dalla FIFA sulla base di considerazioni geopolitiche che col calcio e i suoi regolamenti non hanno nulla a che fare e quindi è sbagliata. Tipico esempio in cui la legge non è uguale per tutti: il nome Zidane in qualche modo si doveva proteggere, specie se la stessa organizzazione internazionale pensa di sfruttare il suo nome come uomo immagine in futuro. Serve rimarcare agli smemorati che la manata di De Rossi a McBride, meno plateale e avvenuta durante uno scontro di gioco, è costata 4 turni. Per non parlare di quella famosa gomitata di Tassotti a Luis Enrique sfuggita agli arbitri ma non alle telecamere durante USA 94: 8 turni. In qualche modo la stucchevole vicenda si chiuderà, finalmente. I francesi continueranno a lamentarsi per la provocazione subita da uno dei pochi simboli della loro sbandierata integrazione, che poi visto quel che succede nelle periferie non deve funzionare così bene, e a considerare Materazzi un provocatore da stroncare se non peggio. Gli italiani faranno i conti con una giustizia palesemente ingiusta, giudicheranno più razionalmente Zidane come un grande giocatore ma con pesanti limiti caratteriali, ma si terranno stretta la Coppa del Mondo. La numero 4 della loro storia contro l’ unica della Francia, tra l’ altro vinta in casa. Coppa nella quale proprio Materazzi è stato decisivo in positivo e Zizou in negativo: il primo l’ ha sollevata fra le mani, il secondo è uscito a testa bassa vicino al tavolo che la sorreggeva durante i supplementari. Cancellandosi dai rigori, che, forse, sarebbero finiti diversamente. Questo resterà, oltre al successo dei siti fioriti da ogni dove ( l’ ultimo di grande seguito è www.difendiamomaterazzi.it ) sulla famosa testata. Tra l’ altro non nuova nel repertorio dell’ ex juventino ed ex madridista nella sua carriera. La prossima campagna della FIFA, dopo quelle contro il razzismo e il gioco duro, avrà come obiettivo la protezione delle madri e delle sorelle dei calciatori: offenderle è grave come prendere una gomitata in faccia o una testata sullo stomaco. Tranquilli ragazzi, basta saperlo: delle cugine e delle zie non importa nulla a nessuno. Per ora.

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ADDIO GERMANIA 2006: I VIDEO PIU' BELLI

Continuano fino alla chiusura estiva del blog on line i clip e i video più belli del Mondiale di calcio che si è appena concluso. Per ricordare e non dimenticare i momenti più belli, i più brutti, i più curiosi, i più emozionanti di Germania 2006. Fabio Caressa e Beppe Bergomi, coppia di telecronisti SKY ITALIA, nel video che ripercorre il cammino mondiale. Andiamo a Berlinoooo!

 

 

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BOBO STOP ?

La notizia piomba nella tarda serata di un mercoledì in cui tutta l’ attenzione è per lo scandalo di Calciopoli e delle conseguenze, di mercato e non, sui club coinvolti. Sky Sport annuncia che Bobo Vieri sta pensando di ritirarsi dal calcio giocato. Ritiro di Bobo Vieri, nonostante solo pochi giorni fa sorridesse alla presentazione della sua nuova avventura in blucerchiato. Del vero Bobo Vieri si erano perse le tracce dalla fine della stagione 2002 – 2003. L’ anno in cui, nonostante gli infortuni e le 23 presenze totali, fece 24 gol in campionato. Senza contare i 3 in Champions League. Il 5 maggio era alle spalle ed Hector Cuper ancora in sella. L’ Inter finirà alle spalle della Juve, seconda, seppur mai veramente in corsa per il titolo, ma soprattutto ha la grande occasione di battere il Milan nelle semifinali di Champions League. Senza Bobo infortunato e con Crespo a mezzo servizio, il miracolo non riesce. Da allora inizia il progressivo declino del centravanti più prolifico degli ultimi 20 anni di storia nerazzurra, con un palmares molto inferiore al suo reale valore. Sì, perché se si escludono gli ultimi 2 anni in cui la media realizzativa è stata inferiore a causa dei ripetuti infortuni, Vieri ha segnato quasi un gol a partita in campionato in maglia nerazzurra. Eppure pochi ora se ne ricordano. I suoi bronci, le sue polemiche, il suo carattere introverso e un po presuntuoso, il suo passaggio al Milan con ricca buonuscita pagata da Moratti, i pochi mesi a Montecarlo nella vana ricerca dell’ ultimo Mondiale hanno cancellato nella mente di molti i suoi anni migliori. Come la sua vita non proprio da atleta, ma molto da calciatore famoso, da una velina all’ altra, dalla moda ai quotidiani di gossip: Bobo era ed è ovunque. In realtà è stato un centravanti goleador come pochi che è stato sfortunato: ha cambiato squadre nel momento sbagliato, anche per colpa sua ma non solo, perdendosi gran parte del ciclo lippiano, di quello milanista e di quello manciniano, come sembra. Anche in Nazionale: Lippi l’ avrebbe portato in Germania, ma un infortunio lo ha tolto di scena. Pochi giorni fa l’ inizio della sua avventura in maglia Samp, senza partire per il ritiro per continuare in Liguria il recupero dall’ infortunio al ginocchio. Ora, non vedendo la fine del tunnel, la voglia di dire basta. D’ altronde senza calcio non si annoierà, ma molti interisti per un attimo, vedendo la stagione appena conclusasi di Adriano e Martins, rimpiangeranno quel testardo e antipatico bue che però sapeva fare gol.

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mercoledì, 19 luglio 2006

ADDIO GERMANIA 2006 : I VIDEO PIU' BELLI

Continuano fino alla chiusura estiva del blog on line i clip e i video più belli del Mondiale di calcio che si è appena concluso. Per ricordare e non dimenticare i momenti più belli, i più brutti, i più curiosi, i più emozionanti di Germania 2006. Oggi tocca allo speciale di SKY SPORT NEW ZEALAND, con una colonna sonora di un grande artista italiano. Clicca sulla freccia per vedere il video

 

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martedì, 18 luglio 2006

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATRIX ( TERZA PARTE )

Perchè ? Perchè scrivere la storia di Marco Materazzi? Perchè è il protagonista di questo Mondiale, in positivo e in negativo, perchè o lo si odia o lo si ama, perchè non ha peli sulla lingua, perchè ha sempre dovuto lottare non avendo la classe dei vari Cannavaro e Nesta, perchè anche nella favola che sta vivendo c'è sempre un aspetto negativo, perchè è un po come Dottor Jekill e Mister Hyde, perchè, forse, insieme a Gattuso, è il più simile a noi comuni mortali. Ecco la terza parte.

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATERAZZI

La stagione del ritorno di Materazzi al Perugia incomincia presto. Infatti il club umbro partecipa all’ Intertoto per volere di Gaucci che vuole conquistare l’ Europa. Mazzone, appena arrivato, non è molto convinto e scagliona gli arrivi dei giocatori, in modo tale da non spremere troppo le forze in vista del campionato. Purtroppo l’ avventura sarà sfortunata: dopo i macedoni del Pobeda capitano i turchi del Trabzonspor che, dopo aver perso in casa per 2 a 1, grazie ai gol di Olive e Nakata, ribaltano la situazione nel ritorno ai supplementari. Partita drammatica, con il gol del 2 a 1 giunto a due minuti dal termine dei tempi regolamentari, e chiusura anticipata per lancio di oggetti verso il guardalinee per due gol annullati ai padroni di casa in sospetto offside. Il campionato inizia con qualche alto e basso come risultati, ma Matrix nelle prime tre giornate è già a quota 2 gol realizzati, contro Milan e Cagliari. Gioca centrale con Calori nella difesa a 4 schierata da Mazzone, con Olive e Tedesco che fanno da cerniera di centrocampo e Nakata e Rapajc ad assicurare qualità dietro l’ unica punta, Amoruso o Melli. La svolta in negativo avviene a gennaio, quando Gaucci prima tratta e poi cede alla Roma il giapponese per qualche decina di miliardi, facendo infuriare il tecnico e sconvolgendo gli equilibri di formazione raggiunti in 6 mesi. Arrivano tra gennaio e febbraio 5 sconfitte, tra cui due 0 a 5 contro Inter ed Udinese, 3 pareggi e solo 2 vittorie, contro Parma e Venezia. La squadra scivola in classifica, arriva il terzo gol stagionale di Matrix, contro il Piacenza, e grazie alla vena realizzativa di Amoruso riuscirà comunque a conquistare un posto che vale l’ Intertoto. E’ l’ ultima giornata di quel campionato che rimarrà nella storia del calcio: la Juve, nella famosa partita del nubifragio dell’ intervallo che ha costretto Collina ad una lunghissima interruzione, perde partita e scudetto al Curi grazie al gol di Calori nel secondo tempo a favore della Lazio. L’ impresa non basta a Mazzone che si lascia con Gaucci in malo modo. Il vulcanico presidente umbro sceglie di lanciare il semi sconosciuto Serse Cosmi, proveniente dall’ Arezzo in C1: sarà la rivelazione dell’ anno e con lui Matrix, che giocherà centrale in una difesa a 3, diventa il più prolifico difensore della storia della serie A. La stagione non era iniziata nel migliore dei modi, con l’ eliminazione dallo Standard Liegi al primo turno di Intertoto e dalla Salernitana in Coppa Italia, ma nelle prime 5 giornate la banda degli esordienti, da Liverani a Monaco, da Pieri a Baiocco, ha già castigato il Parma di Malesani e la Fiorentina di Terim dopo un esaltante 4 a 3 al Franchi. Il greco Vryzas e il brasiliano Ze Maria si mostrano giocatori in grado di fare la differenza, ma è soprattutto capitan Materazzi a diventare l’ uomo in più. Insuperabile in difesa, bravo nell’ impostazione, diventa anche straordinario goleador: di testa, su punizione, su rigore. L’ anno solare si chiude addirittura con la vittoria sul campo del Milan per 2 a 1, risultato ribadito al ritorno. Qualche gol subito di troppo fa perdere alla Cosmi band qualche posizione, ma a 2 giornate dalla fine arriva la matematica salvezza, a cui in pochi l’ estate scorsa avrebbero creduto. Indimenticabile sarà l’ anno di Matrix: record di gol per un difensore, 12, in 30 presenze, debutto in Nazionale con il Trap nell’ amichevole vinta per 1 a 0 nel febbraio 2001 contro il Sudafrica e il trasferimento all’ Inter per 18 miliardi. Un nuovo capitolo nella sua storia si era aperto.

FINE TERZA PARTE

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categorie: calcio, inter, nazionale, materazzi

ADDIO GERMANIA 2006 : I VIDEO PIU' BELLI

Da oggi fino alla chiusura estiva del blog, metterò on line i clip e i video più belli del Mondiale di calcio che si è appena concluso. Per ricordare e non dimenticare i momenti più belli, i più brutti, i più curiosi, i più emozionanti di Germania 2006. Con la colonna sonora dei Pet Shop Boys, Go West, le immagini delle donne più belle viste al Mondiale negli stadi tedeschi. Tutte da vedere, anche se le svedesi....

 

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lunedì, 17 luglio 2006

QUANDO CAINO DEVE MORIRE

Si è toccato il fondo dello squallore. Luciano Moggi, alla deriva professionale in quel di Follonica ( a quella umana come si è visto ci era già arrivato da tempo ), sceglie Repubblica per scagliarsi con ancora più ardore contro l’ Inter. Accuse generiche, false, qualunquistiche, in linea con il personaggio. Fa parte di una strategia difensiva ad ampio raggio, della quale si fanno portavoce squallidi lacchè come Padovan e il suo giornale Tuttosport e altri personaggi rispettabili solo in apparenza, che serve per creare un clima favorevole per ottenere pene sempre più miti per lo scandalo di Calciopoli, sia in sede sportiva che quella ordinaria. Fumo negli occhi di chi non vuole o non sa guardare alla realtà, e purtroppo in Italia di gente così, incapace di farsi una propria opinione e che preferiscono mischiarsi in un gregge, ce ne sono troppe. Pecore al soldo dei pastori: molti tifosi juventini, fiorentini, laziali e milanisti sono di questa specie. Finalmente Massimo Moratti negli ultimi giorni ha abbandonato come auspicavo da tempo la tradizionale linea di aplomb e rispetto e oggi ha annunciato che querelerà Moggi per le sue dichiarazioni infamanti. Accusare Facchetti di essere coinvolto nella fideiussione falsa che ha usato la Reggina per difendersi, l’ Inter di essere la mente dietro al deflagrare di Calciopoli e addirittura di essere coinvolta in maniera più grave perché il presidente nerazzurro interloquiva con Bergamo, oppure rivangare ancora la storia del passaporto falso di Recoba per il quale l’ Inter ha già pagato, è troppo. Spero che ci si decida anche a far partire una causa civile risarcitoria verso la Juventus e i club coinvolti nello scandalo, perché in presenza di una colpevolezza accertata, ce ne sarebbero tutti i presupposti. Restino in B o in A, ma seppelliti da centinaia di milioni di euro da pagare come risarcimento danni. Voglio vedere poi dove troveranno questi soldi. Sicuramente non li tirerà fuori Moggi che ha scelto di non difendersi davanti alla giustizia sportiva non avendone la possibilità. Ora, da fuori, vuol diventare il rompicoglioni libero da condizionamenti e il depositario della verità assoluta. Troppo semplice, troppo facile, troppo nauseabondo. Moratti ha parlato di persone sempre più disperate che si difendono come possono cercando di deviare le attenzioni dell’ opinione pubblica, ossia coinvolgendo più persone possibili. La parte buona del Paese deve avere la forza di liberarsi di gente così. Lo si è parzialmente già fatto con Berlusconi, ora tocca all’ ex direttore generale della Juve e ai suoi compari. Prendamoci scudetto, i loro giocatori e i loro soldi. Tutto quello che si può, perchè di altro, ossia rispetto, onestà e dignità, in alcune persone e società non vedo traccia.

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INTER, VOLA COME HOWE!!!

Piacevole sorpresa a Riscone di Brunico. Ad allenarsi c'è anche Howe Besozzi, il giovanissimo reatino, una delle più grandi speranze italiane e mondiali dell' atletica leggera. Un saluto a Mancini e alla squadra, una intervista per Inter Channel e per il sito ufficiale www.inter.it da cui è riprodotta questa foto.

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categorie: calcio, inter

ADDIO GERMANIA 2006 - I VIDEO PIU' BELLI

Da oggi fino alla chiusura estiva del blog, metterò on line i clip e i video più belli del Mondiale di calcio che si è appena concluso. Per ricordare e non dimenticare i momenti più belli, i più brutti, i più curiosi, i più emozionanti di Germania 2006. Non perdeteveli. Per una volta anche RaiSport si distingue e per ripercorrere la straordinaria cavalcata dell' Italia monta il video Italy, One Love. Ancora U2, ancora One, stavolta nella recente versione con May Jo Blidge.

 

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categorie: calcio, nazionale, video gol, mondiali2006
domenica, 16 luglio 2006

GLI ULTRAS IN ABITO SCURO E LA SPERANZA CHE NON MUORE

Le sentenze di primo grado sono arrivate e chi aveva letto i deferimenti di Palazzi aveva già da tempo intuito come sarebbe terminato il processo davanti alla CAF. Scrivere che la Juventus rischiasse la C o una pesante penalizzazione in B era nell’ ordine delle idee, in relazione alla gravità delle violazioni contestate. Anzi, si può sostenere senza termini di smentite che sia una sentenza che ha tenuto conto della storia e della situazione economica dei bianconeri, quindi particolarmente favorevole. Un paradosso? Solo in apparenza. Se sul piano sportivo concretamente non c’è questa differenza, specie in ottica futura, poiché l’ obiettivo dei giudici era quello di impedire che tornasse in A in un anno, finanziariamente la retrocessione in terza serie avrebbe significato quel fallimento che la B in ogni caso scongiura, sia per i maggiori introiti sia per la possibilità di tenere un numero maggiore di suoi calciatori sotto contratto. Inizia male la neo dirigenza juventina che prima con il suo avvocato fa capire di gradire una situazione di penalizzazione in B e poi grida allo scandalo puntando a portare avanti all’ infinito le sentenze di Calciopoli, ben oltre la giustizia sportiva. Il neo presidente Cobolli Gigli mi ricorda già quel Giraudo di cui si sono frettolosamente liberati, con la differenza che questo si deve far conoscere ed è in cerca di consensi: per questo si presenta davanti ai microfoni e ai tifosi radunati davanti alla sede per ergersi a paladino della causa juventina. Una recita patetica, non c’è che dire. Giustamente infuriati possono dirsi i tifosi viola e laziali perchè la pena comminata non rappresenta sufficientemente la grande differenza di colpevolezza tra la loro posizione e quella della Juve. Erano Moggi e Giraudo a tessere i fili, loro si sono piegati al potente di turno. In sé la sentenza è condivisibile ( non possono rimanere in A le squadre i cui presidenti hanno chiesto protezione per salvarsi ) ma cessa di esserlo se confrontata con quelli che ha ottenuto la Vecchia Signora, anzi la Vecchia Puttana ormai. Ma i motivi per cui non si è mandata la Juve in C li ho appena spiegati. Si deve ancora aprire il filone dei risarcimenti: e dove non ha fatto la giustizia sportiva potrebbero fare ancora più pesantemente le cause civili. Per il Milan il discorso è diverso: è stato furbo Galliani che ha lasciato Meani a sporcarsi le mani per poi disfarsene in sede processuale. Il deferimento per responsabilità oggettiva scelto da Palazzi difficilmente si sarebbe potuto punire con la stessa serie riservata alle altre accusate di illecito sportivo. Resta una indelebile vergogna, non la prima in verità, per i rossoneri: 44 punti di penalizzazione per lo scorso torneo, 15 per il prossimo, senza Coppe per un anno e l’ amministratore delegato nonché presidente di Lega inibito per un anno: mica male. Senza dimenticare la caduta di stile di chi si è preoccupato di fare i conti e sottolineare come sia possibile disputare la UEFA al posto dell’ Empoli. Uno squallore degno di Marsiglia. Come ha sottolineato Moratti nessuno tra i vari Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Mazzini, Pairetto ha minimamente provato a chiedere scusa se non altro ai propri tifosi. “ Ho visto un aumento di arroganza, mentre è totalmente assente la vergogna…”. Chapeau Massimo. Vergogna che non manca anche ai parlamentari tifosi e ai sindaci delle città coinvolte, da Domenici a Chiamparino: tutti in cerca di popolarità e soprattutto di consenso e voti. Da tempo sono entrati anche loro sulla scena e promettono di farlo ancora più pesantemente una volta che sarà stata interpellata la giustizia ordinaria e amministrativa. Usando se necessario anche gli ultras da curva, pronti a scendere in piazza, da cui non sono molto diversi per prepotenza e arroganza. Non è finita per il nostro calcio e il Mondiale sembra già lontano, dopo soli 7 giorni. Quel che resta intatta è la speranza di farcela, contro pronostico come han fatto gli azzurri. Credo sia questo quel che di più bello ci abbia lasciato l’ avventura di Germania 2006.

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venerdì, 14 luglio 2006

MANCINI 3: LA RIVINCITA

Si è radunata l' Inter alla Pinetina con soli 3 volti nuovi e senza gli eroi mondiali. Tutte le attenzioni su Roberto Mancini, alla prima intervista della nuova stagione. Ma cosa ha detto di importante? Al di là dei complimenti per la vittoria della Nazionale, non sono mancati come sempre gli spunti interessanti. Eccoli, tratti da www.inter.it , come la foto.

Calciopoli

- Non credo che ci sarà il preliminare.  Mi aspetto che i prossimi campionati siano regolari. Mi aspetto che le regole siano uguali per tutti e che le cose siano fatte per bene in tutti i sensi. Ma credo che questo ora possa accadere. Lo scudetto di due anni fa credo sia giusto non assegnarlo perché è passato troppo tempo. Quello di quest'anno, visto che la stagione si è conclusa da due mesi, credo sia giusto assegnarlo all'Inter. Ma non lo vogliamo tanto per festeggiarlo, credo che sia giusto perché in tutti gli sport, se qualcuno vince barando, il premio va a quello che arriva dopo. È giusto premiare la squadra che ha fatto le cose per bene e che si è classificata dietro a chi non le ha fatte.

Adriano

- Adriano vuole giocare come unica punta? Vedo che iniziamo la stagione come l'avevamo finita, con domande su Adriano. In ogni caso le scelte tattiche spettano a me, lui deve solo impegnarsi e dare il massimo per la squadra, dentro e fuori il campo.

Materazzi

- E' sempre stato un giocatore importante per l'Inter, nonostante ogni tanto si lamenti perché non gioca. Marco è anche migliorato moltissimo negli ultimi anni ed ha acquisito esperienza. Raggiungere un obiettivo così importante come un Mondiale, può aiutarlo a migliorarsi ancora, non solo in campo ma anche fuori con certi comportamenti. Potrà essere molto più importante per la sua squadra. Lo scontro con Zidane ? Sono cose che non dovrebbero capitare, né la provocazione né la reazione. Ma purtroppo succedono e, a volte, bisogna subirle.

Tre punte

- Dipende anche da chi saranno i nuovi arrivi, attaccanti, centrocampisti o eventuali esterni. Quando avremo la rosa al completo valutremo le soluzioni migliori. Giocare con due o tre punte o con due moduli differenti non cambia più di tanto. Ho sempre pensato che una squadra forte deve saper giocare in più modi.

Mercato

- Moratti dice che arriverà un attaccante tra Toni, Ibrahimovic e Trezeguet? Se arrivano in due è meglio, qualcosa ancora manca alla squadra.

Avversari più pericolosi

- Non lo so, bisogna aspettare per dirlo. Però credo che la Roma sia una squadra forte con un tecnico bravo che ha già fatto bene la passata stagione. Sicuramente saranno competitivi. Per parlare degli altri bisognerà aspettare quello che succederà nei prossimi giorni.

Il calcio italiano senza Moggi

- Mi astengo da questa risposta

In sostanza, per Adriano e Materazzi nessuno sconto. Nessuna fiducia nelle punte a disposizione. Il 4-4-2 resta il modulo favorito. Non si aspetta di vedere Juventus e Milan in serie A. Crede in un campionato scorso fortemente condizionato e si aspetta che gli venga assegnato lo scudetto. Sta godendo come un riccio per quel che è capitato a Moggi.

In bocca al biscione Mancio!


 

 

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ADDIO GERMANIA 2006 : I VIDEO PIU' BELLI

Da oggi fino alla chiusura estiva del blog, metterò on line i clip e i video più belli del Mondiale di calcio che si è appena concluso. Per ricordare e non dimenticare i momenti più belli, i più brutti, i più curiosi, i più emozionanti di Germania 2006. Non perdeteveli. Oggi tocca allo speciale della BBC che riassume i momenti significativi della Nazionale inglese in terra tedesca. Una spedizione mediocre per il gioco espresso, pur in presenza di campioni autentici specie a centrocampo. Eriksson quindi capro espiatorio, ma con la giustificazione di aver perso nel momento clou Owen, Beckham e Rooney per vari motivi. I rigori e il Portogallo ormai stanno diventando un incubo per i supporter d' Oltremanica. Colonna sonora meravigliosa affidata ai Pet Shop Boys.

 

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giovedì, 13 luglio 2006

LIPPI, IL SUO ADDIO E UN GRAZIE DIMEZZATO

Chi vince ha sempre ragione. Soprattutto agli occhi dei ciechi. Il calcio in Italia non fa eccezione, specie se si tratta di riportare in Italia la Coppa del Mondo dopo 24 anni e una lunga serie di delusioni. Non conta nulla come si è vinto, la vittoria ha la capacità di trasfigurare i vincitori e trasformarli in eroi nazionali, cancellandone i vizi ed esaltandone le virtù. Marcello Lippi lo sa e non ci ha pensato due volte a lasciare l’ incarico di ct all’ indomani di Germania 2006. In realtà se ne sarebbe andato comunque: pochi giornalisti e questo blog ( vedere nei post sulla Nazionale “ Lippi se ne va. Dopo i Mondiali” in data 22 maggio ) lo avevano già anticipato quando gli azzurri erano ancora in ritiro a Coverciano. Una persona così orgogliosa come il nostro ct non aveva sopportato gli attacchi, financo legittimi, dell’ opinione pubblica e dei mass media per lo scandalo legato a calciopoli. Si era addirittura dovuto presentare ai giudici per difendere se stesso e suo figlio, procuratore GEA in attesa di giudizio che millantava corsie preferenziali per la Nazionale in caso di passaggio sotto l’ ala protettiva della società di procuratori ormai in liquidazione. Il ct non si è mai presentato e mai lo farà in conferenza stampa per chiarire bene se fosse a conoscenza di come si muovessero i suoi dirigenti e tutori alla Juventus. Si è sempre sottratto al fuoco di fila che è toccato agli altri coinvolti a vario titolo nell’ inchiesta. L’ ha salvato il Mondiale, prima e anche dopo, perché ora nessun giornalista avrà il coraggio di sporcare in qualche modo l’ immagine del ct campione del mondo. E’ anche questa una forma di amnistia, sotto certi aspetti. I tuoi peccatucci caro Marcello, qualunque essi siano, ti sono stati perdonati. Amen. Con questa uscita è inattaccabile, la sua impresa rimarrà scolpita nella storia come qualcosa di impensabile alla vigilia, nel pieno del ciclone che ha sconvolto il calcio italiano. E’ stato bravissimo, nulla da dire: in un Mondiale in cui, parole sue, nessuna squadra tecnicamente è stata superiore alle altre ha vinto chi ha mostrato quelle doti, umane, tattiche ed agonistiche, che in una competizione così corta fanno la differenza. Il suo gruppo le ha mostrate e ha vinto meritatamente. La sfida, forse, ancora più affascinante sarebbe stata quella di ringiovanire questa squadra e di presentarsi fra due anni agli Europei dimostrando al mondo che un certo atteggiamento coraggioso e propositivo è entrato stabilmente nel nostro DNA, riprendendo quel cammino interrotto dopo il Ghana a seguito delle non ottimali condizioni di forma di Totti e di molti altri azzurri chiamati a fare la differenza. Tanto per chiudere la bocca a quelli che paragonano questa impresa a quella della Grecia 2 anni fa, sia per estemporaneità che per qualità complessiva della competizione. Forse sarebbe stato troppo chiedere questo a Lippi: si è già tolto tutte le rivincite contro i suoi detrattori. Ha vinto, anche senza Moggi, lontano da Torino. Rimettersi in gioco, essere un sicuro punto di riferimento del nostro calcio in questo periodo delicato, specie dopo tutte le critiche ricevute per il suo brutto carattere e la sua maleducazione, sarebbe stato più simile ad un martirio che all’ ennesima sfida. Tranquilli, non gli spunterà l' aureola. Certo mister la avrei ringraziata più se avesse continuato che per la vittoria della Coppa in sé. Si accontenti per quel che vale dei miei complimenti e dell’ augurio di buone vacanze. E non si dimentichi di chiudere la porta quando esce.

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mercoledì, 12 luglio 2006

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATRIX ( SECONDA PARTE )

Perchè ? Perchè scrivere la storia di Marco Materazzi? Perchè è il protagonista di questo Mondiale, in positivo e in negativo, perchè o lo si odia o lo si ama, perchè non ha peli sulla lingua, perchè ha sempre dovuto lottare non avendo la classe dei vari Cannavaro e Nesta, perchè anche nella favola che sta vivendo c'è sempre un aspetto negativo, perchè è un po come Dottor Jekill e Mister Hyde, perchè, forse, insieme a Gattuso, è il più simile a noi comuni mortali. Ecco la seconda parte.

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATERAZZI

E’ il 15 luglio quando il trasferimento di Marco Materazzi all’ Everton diventa ufficiale. Luciano Gaucci accetta 10 miliardi delle vecchie lire per il suo difensore che, nonostante fosse dispiaciuto di non poter giocare in serie A, accettò con entusiasmo di misurarsi in un calcio che considerava molto compatibile con il suo modo di giocare. Firmò un quadriennale e fu il primo colpo di mercato del manager Walter Smith, appena arrivato dal Glasgow Rangers, club nel quale aveva apprezzato l’ esuberanza e la grinta del giovane Gennaro Gattuso, che consigliò a Matrix di provare l’ esperienza nel calcio britannico. Proprio il futuro milanista e il futuro interista avevano intrecciato le basi della loro amicizia due anni prima nel Perugia in serie A, quando entrambi erano solo due giovani di belle speranze. L’inizio della stagione fu abbastanza problematico: nel tour estivo in Belgio e Olanda Marco ebbe molti problemi di ambientamento nella difesa inglese, specialmente nei cambi di ritmo e nel mettere in moto le sue lunghe leve. A settembre però una serie di buone prestazioni e il gol decisivo in Coppa di Lega contro il Worthington gli permisero di ricevere i primi applausi e la nomina a giocatore del mese. Particolare curioso: nei Blues di Liverpool giocava anche un certo Olivier Dacourt, che salvo sorprese ritroverà come compagno in maglia nerazzurra la prossima stagione. La sua capacità di impostare il gioco e l’ abilità nelle chiusure, unita ad un fisico particolarmente adatto per il calcio inglese, erano una rarità nel panorama della Premier. Il problema era rappresentato però dall’ elevato numero di cartellini gialli e rossi che in quella stagione collezionò Materazzi. Alla fine furono complessivamente oltre 20, fatto che lo costrinse a saltare anche parecchie giornate di campionato. La stagione, iniziata con grandi speranze, finì con un mediocre quattordicesimo posto, ma rischiò di essere ben più drammatica per i problemi finanziari del club che obbligarono la dirigenza alla cessione della stella Duncan Ferguson a novembre. Arrivò in inverno Kevin Campbell dal Trabzonspor e con il 18enne Jeffers contribuì in maniera determinante alla salvezza. Matrix venne prima coinvolto nel momento nero della squadra per poi terminare in crescendo, con il secondo titolo di giocatore del mese a maggio. La necessità di fare cassa e i problemi della famiglia che non riuscì ad ambientarsi nella fredda e inospitale Liverpool posero fine alla sua avventura inglese e proprio Luciano Gaucci lo riprese per la stessa cifra con la quale l’ aveva ceduto un anno prima. A Perugia ritrova il calore dei tifosi e un allenatore, Carletto Mazzone, esperto e dal carattere forte, che sarà fondamentale per la sua crescita.

FINE SECONDA PARTE

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RECOBA E UN MOTIVO PER CONFERMARLO

Mi sono posto tante domande, tante possibili chiavi di lettura per capire e giustificare il rinnovo del Chino Recoba. Ho trovato un solo motivo gestionale comprensibile, al di là delle possibili implicazioni sentimentali di Massimo Moratti per il giocatore da lui stesso scoperto in videocassetta 9 anni fa quando era considerato uno dei massimi talenti uruguaiani. Per arrivare alla conclusione più logica, il motivo è esclusivamente finanziario, ho dovuto prima scartare tutte le ipotesi più prettamente tecniche. Recoba non è apprezzato né da Roberto Mancini, che gli ha concesso chance importanti nel momento clou della stagione ( l’ ultima in Champions nel doppio turno contro il Villarreal ), né dai responsabili dell’ area tecnica Branca ed Oriali, i quali, dopo aver ricevuto l’ input dal patron, stanno trattando da settimane al ribasso per trovare l’ accordo economico con Paco Casal. Recoba non è mai stato un titolare inamovibile e se questo accade da 9 anni, con diversi allenatori, significa che ci sono diverse motivazioni alla base: poco impegno negli allenamenti, ripetuti infortuni muscolari, indolenti prestazioni in campo, continuità nulla. Recoba non è uno dei leader dello spogliatoio, a livello caratteriale anzi ha una delle sue pecche, e nei momenti delicati raramente ci mette la faccia o la gamba. Recoba segna sempre meno ed è sempre meno decisivo con i suoi colpi: è da sei anni che non supera quota 10 gol in campionato e nell’ ultima stagione non si ricorda nemmeno uno di quei gol belli e impossibili che hanno fatto innamorare i suoi fan. Recoba non è stato un affare dal punto di vista economico, perché qualche anno fa Casal riuscì abilmente a spuntare un contratto pluriennale ricchissimo che ha poi scoraggiato qualsiasi altro club interessato ad acquistarlo; è stato sempre vittima del suo ingaggio, si potrebbe parlare di una prigione dorata nerazzurra per lui. Recoba ha litigato con tutti gli allenatori, spesso a mezzo stampa, contribuendo a minare la tranquillità nello spogliatoio. E allora? Perché proporre un triennale da 2 milioni di euro l’ anno, ad un giocatore che ha compiuto 30 anni? Tre anni fa l’ uruguaiano scelse autonomamente di ridursi l’ ingaggio e di spalmarne una consistente parte nell’ ultimo anno di contratto, ossia quello appena trascorso. Era la filosofia del piano Moretti, l’ allora direttore generale nerazzurro. Quindi, come è successo ad esempio con Toldo, la società ha preferito allungargli il contratto, diluendo quel che gli sarebbe ancora dovuto a livello di emolumenti in 3 anni e aggiungendo solo un piccolo sforzo economico per l’ ultimo anno, potendo al contempo contare sulle sue prestazioni. Recoba non perde quel che gli era dovuto ed è garantito fino ai 33 anni, quando potrà decidere di tornare in Uruguay. E’ pur vero che nella stessa situazione Moratti un anno fa preferì pagare la buonuscita a Vieri pur di non vederlo più in nerazzurro, ma i motivi in quel caso furono extracalcistici. La stragrande maggioranza dei tifosi che sono stanchi di aspettarlo se ne faranno una ragione: non c’è Moratti senza Recoba.

 

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martedì, 11 luglio 2006

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATRIX ( PRIMA PARTE )

Perchè ? Perchè scrivere la storia di Marco Materazzi? Perchè è il protagonista di questo Mondiale, in positivo e in negativo, perchè o lo si odia o lo si ama, perchè non ha peli sulla lingua, perchè ha sempre dovuto lottare non avendo la classe dei vari Cannavaro e Nesta, perchè anche nella favola che sta vivendo c'è sempre un aspetto negativo, perchè è un po come Dottor Jekill e Mister Hyde, perchè, forse, insieme a Gattuso, è il più simile a noi comuni mortali. Ecco la prima parte.

DA MARSALA A BERLINO: LA STORIA DI MATERAZZI

Non c’ era molta erba a Marsala nel 1993. Sicuramente molta meno di quella verdissima e prestigiosa di Berlino 2006. La città siciliana e la capitale tedesca distano molto più dei 2.500 km che riportano le mappe stradali: è la distanza che passa tra il sogno e la realtà. Marco Materazzi lo sa bene perché nei 13 anni che sono trascorsi non gli ha regalato niente nessuno e ha dovuto lottare giorno per giorno per dimostrare fin dall’ inizio di non essere il solito raccomandato che gioca perché ha il padre allenatore. Beppe Materazzi è un tecnico serio e stimato, una buona carriera specialmente nella serie cadetta, con il picco della salvezza della Lazio nell’ annata del meno 9 in B. Marco inizia così nelle giovanili del club capitolino, quindi a Messina per poi finire addirittura nel Tor di Quinto nei dilettanti. Pochi credevano in lui e il cognome non è un lasciapassare ma probabilmente una zavorra. Il padre ha amici nel club del Marsala che milita nella vecchia Interregionale, ora CND, e chiede loro di visionare quel ragazzo testardo che si è messo in testa di diventare un calciatore professionista. Per capire la rabbia agonistica del neo campione del mondo, e fa un certo effetto chiamarlo così, bisogna partire da queste necessarie premesse. Da quelle 25 presenze e 4 gol di quell’ annata sui campi caldi e polverosi del sud, dove i tifosi sono così vicini che li senti respirare, quando va bene. Altrimenti è anche peggio. Materazzi si fa notare tanto da fare il doppio salto in serie C1 nelle file di un’ altra siciliana, il Trapani. A quel punto gli osservatori del Perugia lo seguono e poi a fine stagione lo acquisteranno; da lì, dopo una esperienza in C1 in prestito al Carpi dove fa 7 gol in 18 partite da difensore, la svolta nella sua carriera perché nel 1996 torna in Umbria, in serie A. Il club del vulcanico Gaucci è una neo promossa, in panchina c’è il profeta Galeone, e dal mercato arrivano rinforzi importanti come Di Chiara, Kocic, Rapajc, Kreek, Gautieri e Manicone. Ci sarebbe anche Vierchowod, ma se ne va già in estate. Sarà un anno tribolato, Scala subentra a Galeone ma non eviterà la retrocessione. L’ ex allenatore del Parma dei miracoli lancia Materazzi il 2 febbraio 1997 proprio contro l’ Inter e ditemi se non è destino. Un anno di B, con Castagner mister, è forse quel che gli serviva perché gioca da titolare e si fa apprezzare per le sue doti di elevazione ed agonistiche che attirano l’ attenzione dei principali club italiani e non solo. E’ l’ anno in cui i perugini a 3 giornate dalla fine sono distanziati di 5 punti dal Torino, quarto e all’ ultimo posto utile per salire in A. Lo scontro decisivo avviene al Curi alla penultima, preceduto da un clima incandescente con i tifosi locali che aggrediscono Casazza nell’ albergo del ritiro, portiere di riserva dei granata. Finirà 2 a 1 per il Perugia, con Materazzi che entra in maniera scomposta su Gigi Lentini, provocando le ire degli avversari. Sarà un drammatico spareggio fra le due squadre nel neutro di Reggio Emilia, finito ai rigori, a decidere l’ ultima promossa e l’ errore dal dischetto dell’ inglese Dorigo condanna i granata ad un altro anno di purgatorio. Sotto la curva Marco festeggia in mutande sventolando una enorme bandiera con il grifone perugino. I tifosi lo amano perché non molla mai, ma ancora non sanno che nell’ anno del ritorno in A proprio Materazzi non ci sarà. Destinazione Liverpool, sponda Everton, Premier League.

FINE PRIMA PARTE

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ECCO COSA SI SONO DETTI ZIDANE E MATERAZZI ( VIDEO )

E' l' episodio che rimarrà nella storia del Mondiale, tutto il mondo ne parla. Senza quasi ricordare che sono stati anche i due marcatori dei gol che hanno sancito la parità nei tempi regolamentari. Non sono così interessato a sapere cosa si siano detti i due, perchè qualunque cosa abbia detto Materazzi, un calciatore esperto come Zidane non doveva reagire: le provocazioni nel rettangolo verde fanno parte del gioco. Da segnalare che impazzano sul web anche video con i suoi falli e una ondata di antipatia, stavolta fuori dai nostri confini, si sta abbattendo su di lui. Però questo video scovato su You Tube penso possa fare definitivamente luce sull' episodio perchè ha una visuale frontale del dialogo in italiano fra i due. Sembra confermato che Zidane abbia detto a Materazzi che dopo gli avrebbe dato la maglietta, visto che gliela stava tirando in un contrasto, e che l' italiano abbia risposto che preferirebbe togliere la maglietta alla moglie del francese. Poi un altro insulto che un esperto di labiale potrebbe facilmente leggere e il vaffa finale, prima della testata di Zizou. Il miglior video per capire cosa Materazzi ha detto a Zidane: clicca  qui

 

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ITALIA - FRANCIA ( CRONACA IN SPAGNOLO )

Anche per la finale la bellissima e divertentissima telecronaca dei giornalisti sudamericani. Tutta da vedere e sentire. Italia campeon del mundo!!!

 

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lunedì, 10 luglio 2006

UNA VITTORIA, TANTI VINCITORI

Tra i tanti luoghi comuni specchio della realtà del nostro Paese uno molto in auge è che le vittorie hanno tanti padri e le sconfitte son figlie di nessuno. Per una volta è bello che sia davvero così e che nella notte azzurra di Berlino e di ogni piazza d’ Italia si possano riconoscere tante storie che meritano di essere raccontate e a cui dire un riconoscente grazie.
E’ stata la vittoria del famoso gruppo, parola abusata e banale ma terribilmente efficace, dei calciatori azzurri, per una volta non sex symbol con veline al seguito ma uomini, veri, leali, seri, che dopo le vicende legate a Calciopoli hanno voluto dimostrare di poter essere la parte buona del nostro calcio da cui ripartire assieme ai milioni di tifosi delusi ma ancora innamorati del pallone.
E’ stata la vittoria di Marcello Lippi, presuntuoso, fortunato e arrogante, a cui si chiedeva di far vedere la propria bravura anche senza l’ ombrello protettivo della Juve e di Moggi in particolare; nell’ infuriare della tempesta mediatica e di piazza, ha saputo cementare una squadra solida, versatile, molto matura tatticamente, non dipendente dal singolo fuoriclasse perché fuoriclasse veri e propri non ce ne sono e coloro che erano chiamati a fare la differenza o erano reduci da un infortunio, Totti, oppure nella parabola discendente, Del Piero. Capendo di non avere la condizione fisica per proseguire nel progetto che prevedeva le due punte più un trequartista alle spalle, su suggerimento dei giocatori ha puntato ad ottenere il massimo dalla organizzazione difensiva inventandosi di volta in volta il match winner decisivo. Ora anche chi non gli mai risparmiato nulla, come il sottoscritto, ammette che ci troviamo di fronte a un allenatore che di diritto è nella storia del nostro calcio e dal quale, almeno nella gestione del gruppo, anche Roberto Mancini dovrebbe imparare.
E’ stata la vittoria dei Cannavaro e Buffon che, sebbene siano ancora eticamente criticabili per quanto è emerso dalle intercettazioni, sono i numeri uno nel loro ruolo e lo hanno dimostrato al Mondiale dopo averlo fatto nella Juve. Per il comportamento esemplare tenuto in Germania, il capitano azzurro è stato degno erede di Dino Zoff nell’ onore di poter alzare la Coppa.
E’ stata la vittoria di Marco Materazzi, il calciatore più odiato d’ Italia al quale la stessa Italia dovrà dire grazie. Certi eccessi in campo non saranno mai rimossi, ma a livello di nervi e personalità ha vissuto una trasfigurazione inimmaginabile, non protestando mai anche quando, contro Australia e Francia, ne avrebbe avuto ben donde, e facendo perdere la testa addirittura a Zidane. Tecnicamente poi è stato protagonista assoluto: sicuro dietro, 2 gol pesantissimi contro Rep. Ceca e Francia davanti. Sarà dura preferirgli Samuel caro Mancio.
E’ stata la vittoria di un buon terzino fluidificante scopertosi in un mese campione. Fabio Grosso e non Totti è la favola del Mondiale che ci ha portato a Berlino: conquistando un rigore contro gli aussie, segnando un gol da cineteca contro la Germania e mettendo l’ ultima e storica firma in finale. Un viso da ragazzo per bene, umile gregario con un bel sinistro e con una ottima facilità di corsa. Meno bravo dei campioni Facchetti e Maldini, ma nella storia come loro.
E’ stata la vittoria di Ringhio Gattuso, un altro che a volte trascende nei comportamenti in campo ma è mai banale nei 90 minuti e soprattutto fuori. Un trascinatore nato, un combattente che sa cosa sono i sacrifici e con quelli ha costruito la sua carriera. Non ha avuto in sorte i piedi di Zidane ma una famiglia che gli ha insegnato i valori della vita. Non è poco ed è un esempio da imitare.
E’ stata la vittoria degli attaccanti operai, che hanno messo più fiato per aiutare i centrocampisti che reti nelle porte avversarie. Un Mondiale sofferto per loro, tanti piccoli Ravanelli e Vialli di lippiana memoria, fra i quali anche un rapace come Inzaghi ha trovato poco spazio pur potenzialmente meritandone molto.
E’ stata la vittoria di una intuizione, di un trequartista schierato davanti alla difesa una estate e diventata segnale di una rivoluzione culturale. Andrea Pirlo ha cucito, ricamato e rammendato nella zona nevralgica del campo come un campione. A dispetto del nome e di un fisico non da Terminator, è stato il centrocampista più completo di Germania 2006.
E’ stata la vittoria, seppur non come loro sognavano, di due simboli romanisti e juventini come Totti e Del Piero, a cui la maglia azzurra rischiava una volta smesso col calcio
di lasciare loro solo ricordi negativi. A loro modo una traccia l’ hanno lasciata, anche se è stato il gruppo a trascinare loro e non viceversa.
E’ stata la vittoria di tanti tecnici italiani che continuano ad essere una elite nel mondo: penso ai vari Capello, Prandelli, Ancelotti e Guidolin che hanno plasmato molti dei novelli campioni.
E’ stata la vittoria del professor Rossi che, catapultato in un mondo mafioso e allo sbando culturale che non conosceva, ha preso decisioni sofferte ma giuste, come la riconferma di Lippi, facendo sentire la propria presenza, discreta ma forte, in tutta l’ avventura tedesca. Continui così, la strada è purtroppo ancora lunga. Al suo fianco la battagliera ministro dello sport Giovanna Melandri che, sebbene aspettiamo al varco per quel che farà per questo mondo, incarna un presente di onestà, bellezza e pulizia che ci fa dimenticare personaggi luridi e loschi come Franco Carraro, uomo di potere politico e di sport di un passato che spero non ritorni.
E' stata la vittoria della gente che aveva voglia di trovare un motivo per festeggiare e che andava nelle piazze già dopo la vittoria inaugurale con il Ghana. Il loro, il nostro entusiasmo e amore per questo sport, che ha finito per trascinare anche chi gufava per partito preso oppure per un forte sentimento tradito da Moggi e compagni, è il trade d’ union con i ragazzi di Lippi. Per una volta non c’ era tutta questa differenza tra campione e tifoso: il Gattuso che getta il cuore oltre l’ ostacolo non è nel gesto in sé molto diverso dall’ operaio che si fa un mazzo così dodici ore in fabbrica. Almeno per la magica notte di Berlino che ricorderemo per tutta la vita, come si fa con il giorno del primo bacio, del matrimonio, della laurea, del figlio che sta nascendo.
E’ il Mondiale di chi lotta e di chi alla fine vede riconosciuti e premiati i propri sforzi. Non succede sempre, anzi quasi mai, ma è bello sapere che ogni tanto, come nei sogni, accade. Perché dà speranza ad ognuno di continuare ad avere la forza e il coraggio di inseguirli. Sebbene siano irraggiungibili.

Simone Nicoletti ( chico75 )

( il post è dedicato a chi ha lottato, come il mio amico Enrico, e a chi continua a farlo )

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categorie: calcio, nazionale, fuorigioco mondiali

INTER-NAZIONALE CAMPIONE DEL MONDO

Grazie Marco. Grazie Fabio. La vittoria della Nazionale si colora di nero azzurro perchè sono proprio i difensori interisti a decidere la finale con la Francia con il gol del pari e l' ultimo rigore. Assieme al tricolore può legittimamente sventolare la bandiera nerazzurra e nessuno lo avrebbe mai creduto possibile.

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categorie: calcio, nazionale
domenica, 09 luglio 2006

GIOCHIAMOCELA!!!

La Coppa del Mondo non è solo un evento sportivo. Non può esserlo una manifestazione che paralizza non solo le tre nazioni che sono direttamente coinvolte nella finale, come Francia, Italia e Germania, ma tutto il mondo con oltre 4 miliardi di persone che guarderanno Berlino. Dall’ Alaska all’ Australia, dalla Svezia al Sudafrica che stasera raccoglierà il testimone in nome di un intero continente, l’ Africa. E’ un momento di festa planetaria, di divisione sportiva ma paradossalmente uno dei rarissimi momenti di unità nazionale, specie in anni in cui le grandi ideologie nei Paesi democratici sono superate e obsolete. E’ il calcio, quel calcio che alcuni hanno tentato di uccidere decidendone le sorti al telefono e non su un rettangolo verde. In Italia infatti il cammino dei Lippi e dei Cannavaro è partito in sordina, oscurato dalle intercettazioni e dal più grande scandalo sportivo che si ricordi non solo a queste latitudini. Ma anche coloro che non sono riusciti a godersi l’ atmosfera mondiale per colpa di Moggi e compagni, non hanno potuto trattenere un urlo di gioia al momento del gol di Fabio Grosso, uno che fino a qualche anno fa giocava trequartista nel Chieti e su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che potesse non solo approdare in Nazionale ma anche giocare in serie A. Giusto così, la partita con la Germania entrerà nella storia di questo sport e chi l’ ha vista se la ricorderà per sempre: capita sempre con le emozioni più forti. Stasera si deve ripartire da lì, da quel patrimonio di convinzione ed entusiasmo costruito nei supplementari della semifinale. Anche tatticamente e come approccio mentale: potrebbe non bastare aspettarli e sperare che il goleador di turno inventi il gol decisivo. Se è vero che Domenech schiererà Trezeguet centravanti con Henry, Zidane e Ribery alle spalle è un chiaro segnale di voler fare la partita e giocarsi tutta la propria forza offensiva per vincere la partita più importante di tutte. Marcello Lippi,anche se il ct francese non lo farà, faccia lo stesso: un’ altra punta o un atteggiamento più coraggioso sono indispensabili. Le vittorie che entrano nella storia si compiono rischiando di perdere, non mi stancherò mai di ripeterlo. 90 lunghissimi minuti per dare un sorriso e una speranza per una notte ad una Nazione che ne ha bisogno e che da domani tornerà a fare i conti con i molti problemi di ogni suo cittadino. L’ Italia merita la Coppa, gli azzurri possono regalarcela. Si vince con il cuore, chi marcherà Zidane non mi interessa. Sognamocela, giochiamocela, andiamo a prendercela.

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categorie: calcio, nazionale, fuorigioco mondiali
venerdì, 07 luglio 2006

RINUNCIAMO ALLA CHAMPIONS

Rinunciamo alle coppe. Se è il prezzo da pagare per ottenere alla fine dei diversi gradi di giudizio, sportivo prima e amministrativa poi, un calcio italiano finalmente credibile. Per un anno o financo per tre, per quanto la Uefa riterrà opportuno. Gli strali di Della Valle e Lotito, espressioni della nuova imprenditoria che è terribilmente simile alla vecchia, i complotti politici evocati da Berlusconi e dal Milan, refrain trito e ritrito adattabile alle diverse situazioni, e l’ avvertimento della società Juve che fa capire che al di là di una pena accettabile o congrua che dir si voglia sarebbe disposta a dare battaglia fino all’ ultimo. Senza contare uomini politici e di sport in caccia di consensi, giornalisti leccaculo e tifosi accecati dal machiavellico fine che giustifica i mezzi. Un esercito di benpensanti e garantisti a comando che fa ribrezzo. Prepariamoci a questo teatrino che durerà tutta l’ estate non facendo un passo indietro dalla certezza che quelli del quartierino e dei salottini buoni devono pagare. Ed essere estromessi dal calcio. Quelli che schierano battaglioni di avvocati che presentano i loro clienti come buffoni patetici ed ignoranti. Sacrifichiamo la partecipazione alla Champions conquistata sul campo senza favori né imbrogli e poi chiediamo i danni a chi viola la clausola compromissoria e si rivolge alla giustizia ordinaria. Un risarcimento milionario a Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e pazienza se qualcuno rischierà il fallimento. Un campionato con anche solo una di queste in serie A, tanto per capirci i rossoneri, senza una pesantissima penalizzazione, sarebbe una sconfitta epocale che non ci possiamo permettere. Sarebbe un modo per far uscire un Moggi dalla finestra oggi per farne rientrare un altro fra 2 o 3 anni. I tifosi delle squadre coinvolte che si schierano con i loro dirigenti sono pericolosi mezzi di pressione sull’ opinione pubblica e sulla libertà di giudizio di chi sarà chiamato ad esprimersi in camera di consiglio. Vanno disinnescati, con un movimento di opinione compatto, in primis da noi supporters nerazzurri, che dobbiamo sapere di poter perdere e vincere ma solo per demeriti o meriti della nostra società, dei giocatori e di Roberto Mancini. Noi tutti dobbiamo vigilare: l’ esercito dei disonesti è sempre più ampio e in questi giorni si mescola con gli italiani che festeggiano i successi della Nazionale. In una mano il tricolore, in tasca il passamontagna.

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E' SBARCATO A MILANO MAICON

E’ arrivato a Milano da due giorni e si è già incontrato con Dacourt nell’ hotel del centro che li ospita. Visite mediche per entrambi in vista del ritiro che comincerà la prossima settimana. Quindi la società nerazzurra ha sciolto gli ultimi dubbi e non potrà tesserare un nuovo extracomunitario avendo già Douglas Seisenado Maicon, 25 anni, prelevato dal Monaco per circa 6 milioni di euro dopo una lunga trattativa con il suo procuratore Mino Raiola. Contratto quadriennale, 1 milione di euro di ingaggio, entrerà in competizione con J. Zanetti e Figo per un posto sulla corsia destra, sia di difesa che di centrocampo. Due totem nerazzurri, una impresa non facile per l’ esterno verdeoro che è già da due anni nel giro della Nazionale, ma che ha perso il ballottaggio con Cicinho per il ruolo di vice Cafu a questi Mondiali, al termine di una stagione non brillantissima come tutto il club transalpino. Molto amico di Adriano che ne ha caldeggiato l’ acquisto, con il quale ha condiviso la vittoria della Coppa America e della Confederations Cup. Corsa, velocità, potenza e grandi capacità offensive: è così Maicon, che deve migliorare sia a livello tattico che in fase di copertura. Roberto Mancini intende proporre l’ anno prossimo una maggiore spinta sulle fasce e in questa via si inseriscono gli ingaggi anche di Grosso e Maxwell, al posto dei vari Favalli, Ze Maria e Wome a cui non è stato rinnovato il contratto. Poche parole in italiano di rito per Maicon, che ha espresso felicità e curiosità per la sua nuova avventura nerazzurra, dribblando qualsiasi domanda su Calciopoli. Potenzialmente sembra che non farà la fine di Gilberto, passato come una meteora da Milano e affermatosi altrove, ma il Mancio dovrà lavorarci ancora parecchio.

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giovedì, 06 luglio 2006

DIFESE D' ITALIA

Un gol subito su autogol in sei partite, nonostante sia cambiata per due quinti rispetto alla partita d'esordio, complici l' infortunio di Nesta, la squalifica di Materazzi, l' accantonamento di Zaccardo.

Avvocato Juventus : "Una pena congrua ? Direi come le altre squadre coinvolte, retrocessione in serie B e penalizzazione". ( Non ci giurerei, ma mi sembra una ammissione di colpevolezza di illecito sportivo ).

Avvocato Milan : "Meani non era dirigente del Milan. Nemmeno un dipendente. Si può quasi dire fosse un precario" ( a oltre 250.000 euro all' anno, mica male ). "Galliani sta a sentire ma non reagisce, non dice nulla. Ci sono dei suoni totalmente insignificanti che si usano nell'intercalare, che sono senza alcun significato. Galliani non commenta. L'accusa non esiste nel mondo reale, nel mondo fisico dei suoni". ( quando dice spinga spinga a Meani per la raccomandazione di alcune nomine arbitrali che suono usa?)

Lotito: " ”Sono entrato in Lega calcio per la prima volta l’8 ottobre del 2004 e ho inaugurato questa linea di rottura rispetto al sistema, e per questo mi hanno dato del matto e del suonato. Ho parlato di moralizzazione, di calcio didascalico e di nuova genesi di questo sport". ( Uno che parla così in effetti un po suonato lo deve essere). "Mazzini e` un personaggio toscano di reminiscenza boccacesca. Non potevo certo utilizzare un linguaggio aulico e per questo sembra che ci sia una grande familiarita` nelle conversazioni telefoniche. per me era diventato una sorta di psichiatra, mi tranquillizzava. D' altronde è un medico e si sa, i medici tranquillizzano. Emerge che sono un po strano, lo so, ma ho voluto anche avvicinare il calcio alla cultura. Ho istituito anche il cappellano della Lazio, che officia la Santa Messa ogni giorno" ( Uno così non levatecelo, vi rego!)

Della Valle: "Nel deferimento ci sono un sacco di errori, Palazzi mi ha confuso più volte con un'altra persona. Poi scrive che sono stato a mangiare con Bergamo a Coverciano mentre ero altrove. Quando ero a Bagno a Ripoli, Palazzi scrive Bagno a Rivoli. Fa pure gli stessi refusi dei carabinieri. Chiedono la mia testa sulla base di un teorema, il teorema Palazzi, costruito attorno al disegno di tre carabinieri che hanno cucito le intercettazioni così come hanno voluto. Contro di noi ci sono solamente alcune intercettazioni di Innocenzo Mazzini, un personaggio che con noi faceva la parte del vicepresidente della Figc, poi alle nostre spalle millantava qualsiasi cosa. Non c'è nient'altro. E pensare che noi Mazzini lo tolleravamo solo perché sapevamo che era quello che era.Io sono convinto che ci sia un filo conduttore con l'uscita della Roma dalla corsa alla Champions League. E non è un caso che le intercettazioni siano uscite sul Romanista proprio quando noi siamo entrati in Champions". ( Quella sul complotto l' ho già sentita...uhm..dove...)

Berlusconi: " Le indagini di Borrelli e le richieste di Palazzi dimostrano un movente ed una volontà politica assolutamente inaccettabili nell'ambito dello sport" ( Ah già..ecco chi gridava al complotto..ma Berlusconi e Della Valle sono davvero così diversi ?).

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mercoledì, 05 luglio 2006

IL GOL DI GROSSO ( CRONACA IN LINGUA ARABA )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Tocca alla divertente e unica telecronaca in lingua araba.

 

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GOL DI GROSSO ( CRONACA IN LINGUA CINESE )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Tocca agli incredibili telecronisti in lingua cinese.

 

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I GOL DI GROSSO E DEL PIERO ( CRONACA IN INGLESE ESPN )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Tocca alla telecronaca in inglese della rete americana ESPN.

 

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I GOL DI GROSSO E DEL PIERO IN SPAGNOLO ( SUDAMERICA )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Tocca alla inconfondibile telecronaca in spagnolo dei giornalisti sudamericani.

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GOL DI GROSSO E DEL PIERO ( CRONACA IN INGLESE BBC )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Tocca alla telecronaca in inglese della BBC.

 

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IL GOL DI GROSSO ( CRONACA IN TEDESCO )

Risentiamo come i telecronisti dei vari Paesi hanno raccontato gli ultimi momenti della semifinale Germania Italia e in particolare il gol del neo interista Fabio Grosso. Cominciamo, noblesse oblige, proprio dai toni funerei del telecronista tedesco.

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FUORIGIOCO MONDIALI: AUF WIEDERSEHEN DEUTSCHLAND

Finalmente l’ impresa. Dopo un cammino senza troppi squilli serviva la prestazione straordinaria per cambiare la storia del nostro mondiale tedesco. Grosso con un tiro e un urlo alla Tardelli e Del Piero con una rivincita sul destino l'hanno resa possibile. Non è un caso che sia arrivata contro i tedeschi e soprattutto nei supplementari. Come nel 1970 in Messico e come nel 1982 in Spagna. Marcello Lippi ha incominciato a vincerla quando ha rischiato di perderla, inserendo una seconda punta al posto di uno spento Camoranesi e addirittura una terza, Del Piero, al posto dell’ altro centrocampista di quantità Perrotta. Sono venuti due legni e due gol in 30 minuti quando le energie erano al lumicino: non è stata una casualità anche se anche Buffon con quella parata su Podolski ci ha messo del suo. Nei 90 minuti Italia e Germania si erano sostanzialmente equivalse con un tempo a testa: nel primo meglio gli azzurri con un superiore possesso palla e nella ripresa meglio i padroni di casa che specie negli ultimi 20 minuti sembravano averne di più, contemporaneamente al calo fisico di Camoranesi e Totti. La partita non è stata delle migliori tecnicamente, sulla scia di quasi tutte in questa manifestazione: ritmo basso, poche conclusioni verso la porta, molto agonismo e esasperati tatticismi. Sia Lippi che Klinsmann hanno cercato prima di tutto di non perderla, con gli unici due che potevano fare la differenza, Totti e Ballack, troppo lontani dalla porta avversaria per poter incidere. Così Toni è stato fermato nella morsa di Mertesacker e Metzelder che fisicamente gli sono simili, mentre Podolski e Klose si sono visti di più ma hanno sbattuto sulla nostra difesa, con Buffon e Cannavaro ancora sugli scudi. Se il man of the match è stato Pirlo per la Fifa, è Fabio Grosso ad avere deciso la partita con un sinistro che i giornalisti di qualche anno fa avrebbero descritto di rara bellezza. Il neo terzino interista, specificamente richiesto da Mancini dopo che Zambrotta ha informato di preferire il Milan, è sorprendentemente l’ uomo che nei momenti decisivi fa la differenza: con l’ Australia conquistò un rigore in pieno recupero con gli azzurri in 10 e con la Germania ha colpito all’ ultimo minuto evitando la roulette dei rigori. Anche questo non è un caso: in una squadra senza fuoriclasse Lippi ha costruito un gruppo solido e versatile che può mandare sotto i riflettori un personaggio diverso ogni volta. Gli manca una sola partita, la più importante, per entrare nella storia e ricevere i complimenti e i ringraziamenti da chi, come il sottoscritto, dichiaratamente non lo ama. Si ricordi del potenziale offensivo di questa squadra: provi a vincerla rischiando magari di perderla. I supplementari di Italia Germania ce lo hanno insegnato.

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martedì, 04 luglio 2006

CALCIOPOLI: LE 10 FAQ DEL PROCESSO SPORTIVO IN CORSO

1 - Che valore hanno le richieste di Stefano Palazzi ? Come si svolgerà il processo ?

Nel processo sportivo Stefano Palazzi rappresenta la Procura federale e di fatto svolge il ruolo della pubblica accusa con cui si dovranno confrontare gli avvocati delle difese di tutti gli imputati. Dopo la requisitoria iniziale che si è svolta oggi e nella quale ha spiegato l’impianto accusatorio e in linea generale le sanzioni che richiederà, comunque ancora modificabili, hanno iniziato ad essere ascoltati gli imputati, a partire da Moggi, che non si è presentato, e Giraudo. Dopodiché ci sarà la requisitoria finale dell’ accusa ( ancora Palazzi ) e le arringhe degli avvocati delle 4 società coinvolte nonché dei singoli imputati, prima che il collegio giudicante si ritiri in camera di consiglio per la decisione. Da ricordare che Stefano Palazzi svolse il ruolo di pubblica accusa anche nel caso Genoa chiedendo per i Grifoni la retrocessione in serie C.

2 - Nel processo sportivo le sentenze dei giudici sono molto diverse dalla pubblica accusa?

Normalmente no. Può esserci una minore pesantezza nel quadro di una sanzione specifica ma pensare che arrivi una assoluzione, ad esempio per il Milan, è quasi impossibile. Questo vale soprattutto per questo grado di giudizio, ma non mi aspetto grandissime differenze nemmeno in secondo grado, anche se è nella facoltà dell’ organo giudicante di secondo grado riformare in tutto o in parte la decisione impugnata. Il fatto che per essere accusati di un illecito non sia necessario che esso sia andato a buon fine ma basti il semplice tentativo, fa sì che il valore e il peso giuridico delle intercettazioni sia decisamente maggiore rispetto ad un processo ordinario. E non sia semplice confutarlo. Infatti nel giudizio sportivo vige l’ inversione dell’ ordine delle prove per cui spetterà agli imputati difendersi portando le prove della propria innocenza e non alla Procura portare le prove della colpevolezza.

3 - Ma dove sono le prove dell’ illecito?

Come già scritto nel processo sportivo per essere condannati per illecito è sufficiente che esso sia anche solo tentato. Il fatto che sia consumato effettivamente è una aggravante. Comunque Palazzi è convinto che il sistema partisse da Moggi e Giraudo e, quindi, dalla Juventus: "La sofisticazione di questo sistema - spiega nella sua requisitoria - si desume dall'intervento favorevole degli arbitri soprattutto nei casi dubbi. Questo va valutato in modo particolare. La maliziosità del sistema si evince dal sistema di condizionamento finalizzata a non creare un'evidenza di favori nell'opinione pubblica. Una condotta anche a livello mediatico che lo stesso Moggi portava avanti". Quindi il fatto di telefonare ai designatori, di incontrarsi in luoghi segreti o a cena aveva lo scopo di determinare arbitraggi favorevoli alla società bianconera. E’ quello che hanno svelato le intercettazioni che hanno spiegato ad esempio come fosse possibile in anticipo già per i carabinieri sapere gli arbitri prima del sorteggio.


4 - Quali saranno gli altri gradi di giudizio?

In questo caso straordinario il commissario Rossi ha previsto, come da sua facoltà, che l’ organo giudicante di secondo grado sia la Corte Federale e non sia prevista la possibilità di rivolgersi alla Camera di conciliazione e arbitrato del Coni. E’ però probabile che le difese, specie in presenza di pene molto severe, violino la clausola compromissoria relativa all’ autonomia dell’ ordinamento sportivo e si rivolgano al TAR e ai giudici amministrativi per la violazione di interessi legittimi extrasportivi. In questo caso il TAR potrebbe bloccare la sentenza sportiva e farla disapplicare. Se lo stesso TAR desse però ragione alla giustizia sportiva, i club che hanno violato la clausola compromissoria si vedrebbero applicati ulteriori penalizzazioni.

5 - Per la Juve è stata chiesta la serie C1?

No, ma l’ esclusione dal campionato di competenza, una delle pene più gravi del codice di giustizia sportiva. Spetterà al commissario Rossi decidere a quale campionato assegnarla e quindi ipoteticamente anche alla serie C2.

6 - Come mai Moggi non è stato radiato?

Perché in questa fase del procedimento il procuratore Palazzi poteva solo prevedere la possibilità di preclusioni come ha fatto, ossia la radiazione, e non richiederla direttamente. E’ probabile comunque che lo faccia nella requisitoria finale. Non solo per Moggi.

7-  Perché per il Milan è stata chiesta la serie B ? Potrebbe rimanere ancora in A ?

Perché secondo Palazzi Galliani sapeva, come risulta da alcune telefonate, e approvava la condotta di Meani, tesserato Milan addetto agli arbitri e non collaboratore esterno, per fare pressione sui designatori per ottenere guardalinee compiacenti. La prova che i magheggi di Meani sono andati a buon fine è stata l’ assegnazione di Babini e Pugliesi richiesta a Mazzei dallo stesso Meani e puntualmente verificatasi. Quindi il Milan per responsabilità oggettiva diretta è stato condannato alla B. Le probabilità che rimanga in A con penalizzazione restano comunque buone, anche perché la tendenza è sempre quella di sentenze più morbide delle richieste della accusa.

8 - Napoli, Bologna e Brescia potrebbero essere ripescate?

In base alla normativa vigente, recentemente modificata da Carraro, non ne hanno i requisiti. Potrebbero però rivalersi economicamente.

9 - Alcune società rischiano il fallimento ?

Teoricamente sì, specie la Lazio, quotata in borsa, che ha già un piano di rateizzazione ultradecennale col fisco e che potrebbe vedere ridiscussi i contratti in essere e quindi non poter contare su entrate fino a poco tempo fa sicure e probabilmente già messe a bilancio. Se a ciò si aggiunge che l’ anno prossimo il decreto spalma debiti non sarà più in vigore, gli azionisti di riferimento dovranno probabilmente ricapitalizzare per evitare problemi.

10 - Perché uno scudetto è stato revocato e uno non assegnato alla Juve ?

Quello del campionato 2004 – 2005 è stato revocato perché considerato falsato come provato dalle intercettazioni. Sul campionato appena concluso non sono state fatte intercettazioni ma si presume che sia stato pesantemente condizionato dal sistema ancora in vigore. Viene lasciata la scelta al commissario Rossi se assegnarlo alla prima squadra in classifica non coinvolta nello scandalo o lasciato vacante.
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ULTIM' ORA CALCIOPOLI: PALAZZI SMANTELLA LA CUPOLA

Dopo la requisitoria iniziale in cui Stefano Palazzi, contrariamente alle attese, è stato durissimo nei confronti del sistema orchestrato da Moggi, ecco le richieste di sanzione del procuratore federale che sostanzialmente avallano le indagini di Borrelli e del suo staff:

JUVENTUS : Serie C e 6 punti di penalizzazione. Revoca scudetto 2005 e non assegnazione scudetto 2006.

FIORENTINA e LAZIO : Serie B e 15 punti di penalizzazione, cancellata partecipazione alle Coppe Europee per il prossimo anno

MILAN : Serie B e 3 punti di penalizzazione, cancellata partecipazione alle Coppe Europee per il prossimo anno

MOGGI, GIRAUDO, CARRARO, BERGAMO, PAIRETTO, LANESE, MAZZINI, LOTITO, I DELLA VALLE, MEANI: 5 anni di squalifica più sanzioni pecuniarie

GALLIANI : 2 anni di squalifica

DE SANTIS, BERTINI, DONDARINI, RODOMONTI, MESSINA, ROCCHI E TAGLIAVENTO: 5 anni di squalifica con preclusione

PAPARESTA : 1 anno di squalifica

Tendenzialmente nel processo sportivo le richieste del procuratore federale vengono sostanzialmente accolte dall' organo giudicante, ma vista l'eccezionalità del caso, è probabile che le sentenze della CAF si possano anche discostare verso una minore linea dura. Certamente se le stesse venissero confermate sia in primo che in secondo grado, è sicuro il ricorso al TAR e alla giustizia ordinaria di tutte e quattro le società coinvolte, violando la norma compromissoria di recente istituzione e aprendo nuovi delicati scenari per il calcio italiano.

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FUORIGIOCO MONDIALI: USCIAMO DALL'OMBRA

Dei nostri scandali. Dei nostri limiti tecnici. Di una serie di prestazioni buone per andare avanti ma non per entusiasmare. Della nostra atavica furbizia. Delle polemiche per una squalifica di Frings mai chiesta alla Fifa ma benedetta dall’ iniziativa di SKY e Repubblica. Della storia che ormai è datata per cominciare finalmente a scriverne un’ altra. Delle divisioni fra chi tifa Italia e chi, dopo Calciopoli, non riesce ancora a farlo. Della eccessiva prudenza e della mancanza di coraggio. Dell’ incapacità di pensare in grande. Stasera a Dortmund in una atmosfera quasi totalmente avversa serve una di quelle imprese che segnano la svolta e il fatto di poterla compiere contro una avversaria tradizionale come la Germania deve essere un ulteriore motivo di spinta. Non ci odiano ma nemmeno ci amano in quella terra, non mancando occasione di sottolineare i nostri difetti e trasformando anche i pregi in insulse macchiette. Calcisticamente ci temono perché profondamente diversi dal loro modo di giocare ma si sentono superiori e sono sicuri di batterci. Ho scritto che in questi Mondiali la Nazionale di Lippi è sembrata più teutonica nella filosofia calcistica, più collettivo e forza fisica che sprazzi di genio e fantasia del campione di turno, come era stato in passato con Roberto Baggio ad esempio. Stasera servirà un colpo di teatro del ct per sorprenderli ( due punte? Inzaghi a partita in corso? Spostare Zambrotta a sinistra quando entrerà Odonkor?) e una invenzione del Totti di turno ( un cucchiaio o un intero set con coltelli e forchette?) per cambiare la storia di un match in apparenza abbastanza bloccato e prevedibile con la Germania a spingere senza scoprirsi troppo e gli azzurri a cercare di imbrigliarli. Non ci sarebbe nulla di peggio di tornare a casa senza avere provato a giocarcela sfruttando le nostre qualità, che non sono solo Buffon, Cannavaro e organizzazione difensiva. Ci sono Inzaghi, Gilardino e persino Del Piero che, in caso di stallo o addirittura di svantaggio, devono essere sfruttati. Berlino non è così vicina, ma nemmeno così lontana come si poteva pensare un mese fa quando Lippi e gli altri entravano e uscivano dalle Procure. Forza Italia e, per una sera, forza Marcello. Come amava dire Hitchcock, non c’è terrore nello sparo, ma solo nella sua attesa.

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lunedì, 03 luglio 2006

VIDEO DI IERI: ITALIA GERMANIA 1982

Sperando che la tradizione positiva ai Mondiali sia rispettata, ecco i gol dell' ultima sfida tra Italia e Germania allora Ovest, perchè la caduta del muro di Berlino era ancora ben lontana dall' avvenire.  Era l' 11 luglio 1982 e tutti sappiamo come finì. Allora le imprese contro Argentina e Brasile diedero fiducia e convinzione a una squadra partita tra mille difficoltà e che ringraziò un pareggio che ai molti parve aggiustato contro il Camerun per non tornare dalla Spagna già nella prima fase.  La semifinale contro la Polonia venne superata di slancio grazie al solito Rossi e in finale i tedeschi, reduci dalla massacrante sfida contro i francesi, vennero travolti dagli uomini di Bearzot.

Nella home page sulla sinistra il video di Italia Germania 1982.

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sabato, 01 luglio 2006

JUVE MARCIA

Tra poche ore il popolo bianconero sfilerà per le vie di Torino per urlare al mondo il proprio orgoglio juventino. Al di là del fatto che personalmente non sia un sostenitore delle manifestazioni di piazza e dei possibili confronti con la marcia granata di tre anni fa che vide una partecipazione oceanica quando il Toro retrocedeva ancora in B, la speranza è che tra coloro che sfideranno la calura di un sabato di luglio non ci siano quelli che festeggiarono l’ ultimo scudetto nonostante lo scandalo fosse già deflagrato e si fosse capito come quella vittoria fosse in realtà pesantemente taroccata. Quelli che si schierarono con la Triade e che ancora oggi credono che ci sia un complotto anti juventino alla base di quanto successo. La cultura della vittoria ad ogni costo è la filosofia che ha ispirato Moggi e Giraudo da più di dieci anni e che è diventata la realtà della squadra più amata e odiata in Italia. E’ questa l’ eredità più deleteria che proprio la Triade ci ha lasciato e che dovremo combattere non solo fino alla fine dei processi sportivi ma soprattutto dopo. Sventolino le bandiere come auspicio per un futuro diverso: la Juve del recente passato è stata la mela più marcia di un raccolto da buttare e da non ripetere. I tifosi juventini se lo ricordino e non trasformino una marcia di speranza in una patetica esibizione di fede ad ogni costo. Sarebbe davvero un incubo ben più grave di una retrocessione in B.

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FUORIGIOCO MONDIALI: CARRARMATO ITALIA

Quasi senza accorgersene siamo nella semifinale Mondiale. In un girone con Usa, Rep. Ceca e Ghana potevamo eliminarci solo per nostra incapacità. Idem dicasi per Australia e Ucraina che dell’ elite calcistica non hanno mai fatto né faranno mai parte. Si arriva alla infinita sfida contro la Germania che storicamente, sia nel 1970 che nel 1982, ci ha detto sempre bene( Lippi e compagni pensino a toccarsi) senza un vero banco di prova della nostra forza. La prima sfida di un certo livello è proprio quella che ci attende e se la fallissimo sarebbe giustificato dire che abbiamo disputato comunque un buon Mondiale? Non credo. E’ una Nazionale che si fa apprezzare per una straordinaria compattezza e solidità difensiva, uno spirito di gruppo raramente così coeso e per la intercambiabilità di uomini e schemi senza che il risultato cambi. Una squadra che trae la sua forza dal collettivo più che dal singolo fuoriclasse: un filo conduttore abbastanza estraneo nella storia azzurra. Non ha però ancora offerto una prestazione travolgente, trascinante, per meglio dire emozionante. Il passo è stato quello del carrarmato, lento, sicuro, inesorabile: più tedesco che italiano. L’ occasione per dare la svolta a questo tran tran capita martedì contro una scuola che di guerre e carrarmati è più esperta di noi per storia e DNA, non solo futbolistico. Non basterà controllare le operazioni dall’ alto della propria superiorità difensiva e tattica perché questa superiorità non c’è. Ci vorrà più coraggio per sorprenderli, così come capitato nell’ amichevole di marzo, una mentalità più offensiva e più tecnica stile Ghana per far saltare i panzer sul tereno minato di gioco. Pensare di lasciare a Cannavaro, Zambrotta e Buffon, i nostri fuoriclasse qui in Germania, il compito di disinnescare Klose e Podolski come arma principale per ottenere la qualificazione sarebbe deleterio e pericoloso, a meno di pensare di essere sempre accompagnati da una buona dose di fortuna. Gira e rigira si torna a Totti e agli attaccanti: il primo dovrà essere più continuo e inventarsi quella personalità che negli appuntamenti importanti gli è sempre mancata, gli altri, a chiunque tocchi, dovranno sfruttare al massimo le occasioni che saranno create come ha fatto Toni stasera. Appuntamento al 4 luglio a Dortmund in uno stadio che sarà quasi completamente ostile: la notte ideale per aggiungere un nuovo capitolo al romanzo popolare che è sempre stato Italia – Germania.

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mercoledì, 28 giugno 2006

RIDATECI PINOCCHIO

Ne provo nostalgia. Sì, del vero Pinocchio, quello uscito dalla fantasia e dalla penna di Carlo Collodi. La trasfigurazione umana di un Pinocchio dei tempi nostri che ieri era ospite di Ballarò è stata deprimente, spudorata, esagerata. Le lacrime di un Moggi tutt’ altro che pentito di aver taroccato chissà quanti campionati, minando alla base i principi di onestà e lealtà sportiva, non hanno intenerito nessuno. Anche perché probabilmente fanno parte di una strategia complessiva, di una linea difensiva concordata con avvocati e con le altre parti in causa. Negare tutto, anche l’ evidenza, e contrattaccare sulle ali del solito refrain tipicamente italiano: mi volevano fregare e ho dovuto comportarmi di conseguenza. L’ assunzione di responsabilità è un esercizio difficile perché presuppone coraggio, coerenza e personalità: tutte qualità che personaggi come Bergamo, Pairetto, De Santis, Carraro per finire a Moggi non hanno. Televisivamente è stato un bel colpo quello di Floris di avere l’ ex direttore generale disponibile per una intervista ma speravo calcasse un po più la mano. Si è trovato di fronte un muro di omertà, un giustificazionismo imbarazzante e messaggi che alcuni hanno definito di stile mafioso indirizzati a lobby di potere non nominate esplicitamente , ma nemmeno tanto oscure ( Carraro e Geronzi per la parte economica, Galliani e Berlusconi per la parte relativa ai diritti tv ). Le schede telefoniche slovene regalate agli arbitri? Per evitare di essere intercettati dai giornalisti. Paparesta chiuso nello stanzino? Lo ha fatto anche Stankovic nel sottopassaggio. Le indicazioni sulle griglie arbitrali? Consigli ad amici di lunga data che puntualmente facevano poi di testa loro. Conflitto di interessi con la GEA? Mai trattato con suo figlio, lo facevano Giraudo e Bettega. Controllava la Federazione? Tutt’altro, era Carraro, notoriamente appoggiato da Juve e Milan, che gli faceva la guerra. I suoi rapporti con i designatori? Rapporti di amicizia, anche Facchetti li aveva, anche Meani parlava con Collina. Le accuse di Baldini? Lui regalava Rolex agli arbitri. In questo quadro sconcertante, il rinnovato amore per la Juventus e i suoi tifosi: per dimostrarlo per l’ ultima volta ha ammesso che i vertici sapevano tutto quello che combinava( e in effetti ricordando quando chiedeva a Lapo delle macchine Fiat da avere per la società a prezzo stracciato da regalare sarebbe arduo pensare al contrario). Il dolore che questa vicenda ha portato alla sua famiglia non è paragonabile alla rabbia di milioni di appassionati delusi. Lui e suo figlio rimarranno fuori dal calcio ma anche dalla galera e potranno godersi i milioni guadagnati negli anni con le loro furberie. Ai tifosi nessuno potrà restituire la favola.

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martedì, 27 giugno 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: GROSSO REGALO

Nel referendum dei Mondiali è un SI’ stentato e risicato per la qualificazione dell’ Italia ai quarti di finale in compagnia dell’ elite futbolistica. Una sola grande emozione per il rigore di Totti al 94’ in una partita tutto sommato non molto intrigante sul piano spettacolare , come molte finora a Germania 2006. Marcello Lippi alla vigilia aveva alzato i toni della polemica contro i giornalisti, sintomo di non molta serenità e grande arroganza, fatto non insolito nelle conferenze azzurre alla fase finale di grandi manifestazioni: come non ricordare lo show, benedetto dalla Federazione, di Vieri contro i giornalisti proprio pochi giorni prima dell’ eliminazione ad Euro 2004? Il timore di un deja vu dello scorso Mondiale c’era eccome a Kaiserslautern: lo stesso furbo allenatore contro, Hiddink, come avversarie due squadre con simili caratteristiche atletiche e tattiche, notevoli, e tecniche, scarse, la stessa inferiorità numerica, allora Totti, oggi Materazzi, gli stessi supplementari, allora una realtà oggi solo un incubo. Quel che di diverso c’è stato è una compattezza di gruppo e anche caratteriale che riconosco questa Nazionale sembra avere, oltre ad una organizzazione difensiva che ha in Cannavaro, Buffon e Zambrotta straordinari baluardi. Per il resto è entrato in campo il fattore fortuna che si è materializzato in pieno recupero quando Grosso ha messo fuori il naso dalla sua zona per una penetrazione tanto incisiva quanto coraggiosa in area ed è stato stoltamente steso da una scivolata che un difensore intelligente non deve mai fare contro un avversario in dribbling. Che non vede l’ ora di trovare un rigoriretto, come ha detto Gattuso, un po generoso ma tecnicamente che ci può stare. Stessa leggerezza commessa 35 minuti prima da Materazzi che non ha toccato Bresciano nel suo intervento ma dovrebbe imparare( anche se oramai è senza speranza..) che le entrate a piedi uniti in campo internazionale sono severamente punite. Confesso che mi chiedevo ad un certo punto della partita come fosse possibile avere in campo in un momento chiave come punte Iaquinta e Del Piero, e fuori tutte le altre quattro che sono a loro superiori. Qualcosa non è funzionato nelle scelte del mister. Non ci spero ormai più di rivedere una partita arrembante come contro il Ghana, mi arrendo alla tecnica attendistica predisposta da Lippi con l’ avallo dei giocatori con improvvise fiammate offensive anche contro nazionali sicuramente inferiori tecnicamente. Più per una condizione fisica approssimativa che per mancanza di coraggio, forse. Certo che giocare in questo modo e lasciare fuori l’ unico che pur camminando può avere quelle invenzioni che ti risolvono la partita, ossia Totti, è una palese incongruenza. Ora l’ Ucraina, per un’ altra probabile vittoria di misura senza troppi squilli, prima di arrivare al “redde rationem” in semifinale contro tedeschi o argentini. Quando un “rigoretto” al minuto 94 non basterà.

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sabato, 24 giugno 2006

PERCHE' PALAZZI HA SALVATO IL MILAN?

Le indagini di Borrelli sono pubblicate e scaricabili dal sito on line di Repubblica e particolarmente interessante è la parte che riguarda il Milan. Il procuratore Palazzi si è sostanzialmente uniformato alle indagini condotte dall' ex capo di Mani Pulite con una sola notevole eccezione: la posizione dei rossoneri e del loro vice presidente. Rispondere al motivo per cui si sia discostato in maniera così netta, provocando lo stupore se non l' irritazione dello stesso Borrelli e del suo staff e non seguendo la prassi, non è dato saperlo e forse lo scopriremo nei prossimi giorni. Giova però ricordare cosa ha scritto proprio Borrelli nella sua relazione relativamente alla posizione del Milan per dimostrare che quelle pubblicate dai giornali erano indiscrezioni fondate e non parte di un complotto per colpire i rossoneri come alcuni vorrebbero far credere.

Galliani e Meani
Per quanto riguarda il Milan, Borrelli certifica "l'emersione di una influenza, diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali (...) Per il Milan non può parlarsi di una organizzazione strutturata come quella juventina: ciò non toglie, comunque, l'emersione di una influenza diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali". Adriano Galliani "si è sforzato di prendere le distanze dal suo collaboratore Meani, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale... dove il ruolo del Meani risulta essere parte integrante (al di là della qualificazione formale) del Milan".

La morte del Papa
Per Borrelli la dimostrazione dell'influenza che il Milan poteva esercitare per il tramite dei suoi dirigenti diventa palese in una conversazione tra Galliani e Meani in cui "si ricorda che, nel corso della telefonata, lo slittamento del campionato, motivato dalla morte del Papa, viene determinato anche per consentire il recupero dei calciatori del Milan infortunati".

Anti Juve ma non solo
"Meani collaboratore con specifiche mansioni di addetto agli arbitri attiva il proprio giro di conoscenze, derivante dalla sua precedente attività quale arbitro, con il fine non solo di compensare i favoritisimi voluti dalla squadra bianconera, ma di fatto tentando di ottenerne favori ed a vantaggio del Milan (...)
Proprio perché Meani non ricopriva cariche dirigenziali sarebbe immotivato ed inspiegabile l'iperattivismo dimostrato nell'avvicinare ed istruire arbitri ed assistenti, attività che invece trova significato nell'affidamento di tale incarico ad un semisconosciuto come Meani senza esporre direttamente la società".

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venerdì, 23 giugno 2006

GALLIANI HA FATTO I CONTI CON L'OSTE

 

(Super - Mean è un' idea degli amici di Interisti.org )

Non ci sono dubbi. O è più furbo di Lupin o più fesso di Gatto Silvestro. Adriano Galliani ieri sera ha perso la poltrona da presidente di Lega che legittimamente, perché votato dai presidenti, ma in palese conflitto di interessi, perché massimo dirigente del Milan, occupava dal 9 luglio 2002. Dallo scandalo intercettazioni però ne esce quasi pulito e comunque senza alcun addebito di illecito sportivo. Si finge indignato ed arrabbiato davanti ai giornalisti, nell’ ufficio dell’ avvocato Cantamessa ha tirato un sospirone di sollievo. Di quelli tipici di chi pensava di finire in galera perché ha fatto una rapina in banca e invece lo accusano di aver rubato una mela al mercato. Metafore a parte, il castello accusatorio messo in piedi dai carabinieri di Napoli da una parte e da Borrelli dall’ altra è stato per metà smontato dal procuratore Palazzi. O almeno non considerato sufficientemente suffragato dai fatti per un deferimento per illecito sportivo in base all’ Art.6. Il mostro a due teste, Juventus con gli arbitri e i dirigenti federali e Milan con guardalinee e tv, che governava il calcio italiano non esisterebbe. Esagerando Moggi era Polifemo e Galliani solo un occhio dello stesso mostro: sapeva, si arrabbiava, avallava, ma non faceva direttamente. Il buon Meani che prometteva trapianti di capelli ma anche nomine ai vertici delle strutture della CAN si muoveva motu proprio, non eseguiva ordini del vice presidente rossonero. Che è stato deferito perché conosceva questi metodi ma non faceva nulla per fermarli. Se non si trattasse di calcio, argomento tremendamente serio in Italia, mi verrebbe da liquidare il tutto con una sonora risata. E’ possibile che in una società organizzata, efficiente, rigorosa come quella milanista un semplice ristoratore come Meani potesse decidere autonomamente di combattere il sistema Juve, formato da Moggi, Giraudo, Carraro, Mazzini, De Sanctis, Pairetto e Bergamo, insomma non proprio da timide verginelle, da solo? E’ possibile che Galliani ne fosse solo sommariamente informato, che fosse convinto che il suo collaboratore millantasse molto ma combinasse poco, tanto da non avere voce in capitolo per avere un trattamento più favorevole per il Milan? Un manager a detta di tutti così capace come Galliani così poco avveduto? Oppure semplicemente preferiva dire certe cose a quattr’occhi, magari davanti a un risotto, nel ristorante del suo tesserato? Finirà che Meani si occuperà solo di vini e dessert e cancellerà i numeri di telefono degli arbitri. Lui, Zio Fester, lascerà il proscenio al ritorno di Cocoon Berlusconi alla guida del Milan ed esulterà come sempre come un pazzo invasato ad ogni gol del Milan in tribuna a San Siro o nello stadio che vuol costruire Ligresti a sud di Milano. Con buona pace di Borrelli e della Procura di Napoli.

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DEFERIMENTI: ECCO IL QUADRO COMPLETO PER LE SQUADRE

Il comunicato FIGC era incompleto. Ero rimasto molto stupito che per nessuna delle squadre deferite fosse prevista la responsabilità oggettiva, in particolare per il Milan. Il giorno dopo le indiscrezioni e i deferimenti il quadro si fa più chiaro.

JUVENTUS: come avevo anticipato nelle indiscrezioni di ieri pomeriggio è stato proposto il pugno duro. Ho già scritto ieri degli art. 1 e 6, ma il deferimento riguarda anche altri articoli del codice di giustizia sportiva. Dell’ art. 2 già avevo accennato: semplicemente si tratta della responsabilità diretta della società per i reati commessi dai legali rappresentanti, e quindi dei suoi massimi dirigenti Giraudo e Moggi. E’ spuntato anche il riferimento all’ Art.9 comma 3, per il quale le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi a loro vantaggio effettuati da persone ad essa estranee: specificatamente è il caso dei favori ottenuti dai designatori Bergamo e Pairetto, nonché dal vice presidente Mazzini e dall’ arbitro De Santis. Ed è anche il caso della Lazio, come vedremo. Fa paura l’aggravio delle sanzioni ( Art.6 comma 6 ) previsto per la pluralità di illeciti.
Scontate le pene più dure per Moggi e Giraudo: per il primo è sicura la radiazione.

FIORENTINA: la scappatoia legale disperata dei viola era quella della responsabilità oggettiva perché Diego Della Valle è presidente onorario e quindi non è legale rappresentante. Ma il deferimento per illecito sportivo anche di Andrea Della Valle e del consigliere Mencucci, pesantemente coinvolti dalle intercettazioni, hanno fatto svanire questa ipotesi e il deferimento riguarda sia i casi di illecito diretto che oggettivo per i viola, oltre alla responsabilità presunta per i favori ottenuti da non suoi tesserati. In sostanza gli arbitri scelti per le gare dei viola contro Lazio, Bologna e Chievo erano manovrati dal sistema dei designatori e di Moggi per favorire la squadra di Della Valle. A ciò si aggiunge Lecce Parma, magistralmente condotta sul pari da De Santis. Senza contare la proposta di combine in via presunta fatta a Lotto. Se solo Della Valle avesse registrato le telefonate fatte da Mazzini e con i designatori e li avesse portati alla magistratura sarebbe stato dalla parte della ragione. Non lo ha fatto, pagherà.

LAZIO: Messa malissimo. Illecito sportivo plurimo del legale rappresentante, ossia Lotito, quindi responsabilità diretta. A ciò si aggiunge la mancata denuncia della combine proposta da Della Valle e la responsabilità presunta per i favori ottenuti da Carraro e dai designatori nella scelta degli arbitri( vedi Juve ). Sotto esame i match contro Brescia, Chievo, Bologna e Parma. La situazione economica della società è meno florida di quella juventina e in caso di B potrebbe diventare drammatica.

MILAN: Quale è la grande differenza con le altre? Semplice: negli altri casi gli illeciti li hanno compiuti i legali rappresentanti e invece per i rossoneri li ha fatti un tesserato addetto agli arbitri. Quindi responsabilità oggettiva per la società, illecito per Meani. Erano iniziative di Meani che Galliani conosceva ma che non denunciava né fermava: da qui il deferimento per l’ ex presidente di Lega solo per l’ Art.1. Il Milan è responsabile direttamente solo perché Galliani sapeva e non denunciava. Per le sanzioni il dubbio riguarda l’ entità delle penalizzazioni e in riferimento a quale torneo verranno scontate.
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giovedì, 22 giugno 2006

FACCIAMO UN PO DI CHIAREZZA: ECCO COME SARANNO LE SENTENZE!!!

Facciamo un po di chiarezza. Prima di tutto il comunicato FIGC : è volutamente vago per due motivi. Primo: necessità di dare comunicazione prima alle società coinvolte che, soprattutto nei casi di Juve e Lazio, sono società quotate in borsa. Secondo: necessità di fare un passo indietro e non spettacolarizzare in sé l’ evento oltre quel che è già successo. Sia Rossi, sia Borrelli, sia Ruperto vogliono al massimo evitare un processo di piazza e seguire per una volta i crismi giuridici.

Poi più in particolare arriviamo ai deferimenti. La violazione dell’ Art. 1 è abbastanza normale ( anche Figo fu giudicato per violazione dello stesso articolo quando disse che Moggi salì dagli arbitri) e generica nella sua formulazione. Riguarda tutti i tesserati e tutte le squadre coinvolte. Le sanzioni? Molto variabili: si va da una ammonizione o una ammenda in su, sia per le società coinvolte ( Art.13 ) sia per i singoli tesserati ( Art. 14 ). In una scala di responsabilità essere deferiti solo per la violazione dell’ Art.1 è sicuramente meno grave che per la violazione dell’ Art. 6 che si sostanzia nell’ illecito sportivo e nella sua mancata denuncia.

Il fatto che nel comunicato FIGC si faccia riferimento ad “art.1 o art. 6” significa che una delle squadre coinvolte non è deferita per l’ Art. 6 e che quindi non ha compiuto un illecito. Domanda: può comportare la retrocessione una violazione dell’ Art. 1 da parte di un legale rappresentante della società, come può essere per Galliani? In casi gravissimi sì. Come detto perle sanzioni si va da una semplice multa passando per penalizzazioni e retrocessione.

Attenzione: il fatto che nessuna società sia stata deferita per violazione dell’ Art. 9 comma 1, ossia la norma sulla responsabilità oggettiva, significa che il Milan non è considerata responsabile nemmeno per il comportamento di Meani, il quale sarebbe deferito personalmente anch’ esso per violazione dell’ Art.1.

Veniamo all’ Art. 6, per il quale al comma 1” Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo”. In questo caso, ed è sicuramente quello della Juventus, che in base all’ Art.2 risponde direttamente dell’ operato di chi legalmente la rappresenta, ossia Giraudo e Moggi, se viene acclarato il reato, ha come sanzione minima la retrocessione all’ ultimo posto del campionato di appartenenza e in caso di reiterazione plurima anche l’ assegnazione ad un campionato a scelta del Consiglio Federale e la perdita degli scudetti. Quindi potenzialmente la C1 o la C2.

Inoltre, e probabilmente è il caso della Fiorentina e forse della Lazio, in base al comma 2 dello stesso art. 6, “Le società, i loro dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui al comma 1, ne sono responsabili”. Qundi se sarà dimostrato che Della Valle ha chiesto protezione a Moggi, subirà come minimo la retrocessione in quanto è legale rappresentante della società.

In sostanza la posizione del Milan sembra davvero molto meno grave e difficilmente si può pensare ad una retrocessione, mentre la Juve si deve aspettare il peggio. Intermedia la posizione di viola e laziali.

SENTENZE PROBABILI :

Juve in C1 o in B con penalizzazione, revoca degli scudetti

Fiorentina in B, con o senza penalizzazione

Lazio in B

Milan in A senza Champions e con penalizzazione per il prossimo campionato


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COMUNICATO FIGC ANCORA TROPPO VAGO

30 indagati, 4 squadre deferite per violazione dell’ Art. 1 ( slealtà ), ed era scontato, e/o quattro società Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina per violazione dell’ Art. 6, per illecito sportivo. Le indiscrezioni di IOSTOCONMANCINI di oggi pomeriggio restano ancora valide.
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FUORIGIOCO MONDIALI: LA PAURA FA ITALIA

Italia – Repubblica Ceca è una questione di teste. Quella d’ oro di Materazzi, probabilmente il calciatore più odiato del Bel Paese pallonaro, che spiana la strada alla qualificazione e che si toglie una rivincita contro tutti quelli che eufemisticamente non lo amano, chiamandolo sì testa, ma di altro. Quella più veloce della luce di Inzaghi che sa sempre dove andrà il pallone e che sbaglia due gol quasi fatti ma uno poi lo fa sempre. Quella vuota di Marcello Lippi, che fa tutto per far uscire subito la Nazionale trasmettendo paure antiche e nuove ai suoi giocatori. Solo poche ore fa temevo che il ct sbugiardasse se stesso rinnegando un progetto tecnico tattico lungo due anni e facendo ripiombare gli azzurri nel Medioevo calcistico. Così è stato, purtroppo. Difesa a oltranza, poca personalità, iniziativa agli avversari che hanno permesso a Buffon di ritornare Superman e abbandonare i panni del fesso che perde un milione e mezzo nelle scommesse, non si sa ancora quanto legali. I cechi, trascinati da un Nedved protagonista di un superbo canto del cigno, hanno avuto sei occasioni sei da rete, l’ Italia se escludiamo le due reti ha sporcato i guanti di Cech solo con un tiro da fuori di Totti. A proposito del romanista, in perdurante ritardo di condizione e a volte irritante nel provare cucchiai e chinchevaglie varie poco utili alla manovra. Lippi si asciughi la fronte per il pericolo scampato e ritrovi in fretta quel coraggio perso cammin facendo e che è l’ unico che può proiettarci avanti in questo torneo. A proposito, anche l’ Inter doveva arrivare agevolmente in semifinale di Champions League: giocando così Australia o Croazia faranno rima con Villarreal.

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INDISCREZIONE : ECCO I PRINCIPALI DEFERIMENTI

Ecco una indiscrezione tutta da verificare sui deferimenti della Procura federale sullo scandalo intercettazioni di Stefano Palazzi.

JUVENTUS: Responsabilità diretta ( Moggi direttore generale e consigliere di amministrazione e Giraudo amministratore delegato ) per violazione plurima dell’ Art. 6 del Codice di giustizia sportiva. Si configura come illecito sportivo realizzato la creazione di un sistema che permetteva il controllo delle designazioni, degli arbitri con la connivenza di dirigenti federali. Ciò risulta dalle intercettazioni effettuate, dalle dichiarazioni incrociate di Paparesta e Martino, nonché dalle indagini dei carabinieri che sapevano definire in anticipo con certezza le designazioni successive.

Sanzione: In base all’ Art.13 comma g,h,i viene prevista la retrocessione all’ultimo posto dell’ultimo torneo di serie A, revoca degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006 , predisposta l’assegnazione al campionato di serie C1 per l’aggravio delle sanzioni

FIORENTINA : Responsabilità diretta ( Della Valle presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo realizzato l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. La prova è dedotta dalle intercettazioni e dalla partita Lecce – Parma. Si configura inoltre come illecito presunto il tentativo, denunziato dal giudice …. su confidenza del presidente Lotto, di addomesticare la partita Lazio – Fiorentina.

Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g e h, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto dell’ ultimo torneo di serie A, nonché la penalizzazione di punti 6 da scontare nel prossimo campionato di serie B.

LAZIO : Responsabilità presunta ( Lotito presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo presunto l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. Ciò risulta dalle intercettazioni del presidente Lotto con il vice presidente federale Mazzini, facente parte del sistema che condiziona il campionato.

Sanzione : In base all’ Art. 13 comma f, è prevista una penalizzazione in classifica da scontare in parte nel campionato appena trascorso con perdita della zona Uefa e in parte nel prossimo campionato di serie A, di punti 12.

MILAN : Responsabilità oggettiva ( Meani dirigente ) e responsabilità presunta ( Galliani vicepresidente ) per violazione dell’ Art. 6 del codice. Si configura come illecito sportivo realizzato quello di Meani per ottenere i guardalinee desiderati in due partite. Si configura come illecito sportivo presunto quello realizzato da Galliani nell’essere a conoscenza e aver assecondato la nomina di alcuni dirigenti della CAN come provato dalla telefonata con il Meani stesso.

Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto della classifica del torneo appena concluso e disputa del prossimo campionato di serie B.

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TUTTO QUELLO CHE C'è DA SAPERE SULLA GIUSTIZIA SPORTIVA

A partire da oggi IOSTOCONMANCINI seguirà le varie fasi del processo sportivo nella sezione della tag CALCIOPOLI.

Cominciamo, a poche ore dai deferimenti del giudice Palazzi, a sapere qualcosa di più sulla giustizia sportiva. 

Cos'è la Giustizia sportiva?

La giustizia sportiva non è nient'altro che l'espressione del diritto sportivo. Diritto che disciplina l'intera vita dello sport.


Com'è organizzata la Giustizia sportiva?

L'organizzazione della Giustizia sportiva è strettamente connessa con quella della Giustizia ordinaria. Vi sono tre gradi di giudizio con i Giudici sportivi per il 1° grado, la Commissione disciplinare per il 2° grado e la Commissione d'Appello Federale (C.A.F.) per il 3° grado. Accanto ai giudici, come avviene nella giustizia ordinaria, c'è chi fa le veci della Polizia giudiziaria e del Pubblico Ministero. Questi due compiti sovrintendono, rispettivamente, l'Ufficio Indagini e la Procura Federale.


Chi sono i Giudici sportivi?

I Giudici sportivi sono persone estranee alla struttura della Federazione e delle Leghe. Vengono scelti, prevalentemente, in ambito delle professioni forensi. Hanno il compito di giudicare eventuali violazioni al codice di giustizia sportiva.


La giustizia sportiva, per il suo operato, si basa esclusivamente sui rapporti dei giudici tecnici?

Il referto arbitrale è un atto avente "fede privilegiata". Pertanto quello che succede in campo è "fotografato" dal rapporto dell'arbitro. Da qualche tempo ci si avvale della cosiddetta prova televisiva, ma che è circoscritta a determinate fattispecie. Un altro aspetto molto importante è la responsabilità oggettiva delle Società per i fatti che accadono dentro e fuori dal terreno di gioco. In ultimo l'Ufficio Indagini può iniziare un procedimento in modo autonomo o su richiesta di un associato.


Giustizia ordinaria e Giustizia sportiva, quali i rapporti e quali le differenze?

Tutto quello che non è previsto dalla normativa sportiva, per analogia ci si rifà sia ai principi del Diritto civile, sia al Diritto amministrativo, sia al Diritto penale a seconda del problema.


La Giustizia sportiva è sovrana rispetto alla Giustizia ordinaria? Es. Se si colpisce un avversario, questo può ricorrere alla Giustizia ordinaria?

Normalmente tutti i tesserati del mondo dello sport sottostanno ad una cosiddetta clausola compromissoria, nel senso che possono adire l'autorità giudiziaria ordinaria, sia nel civile che nel penale, solo ottenendo l'autorizzazione dal Presidente della Federazione. Senza autorizzazione si incorre in sanzioni, ovvero il tesserato viene deferito e quindi condannato ad ammende o periodi di sospensione dalle attività sportive.

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FUORIGIOCO MONDIALI: PREVIEW ITALIA - REPUBBLICA CECA

1 – Non aspettatevi che la Repubblica Ceca si scopra e parta subito all’ attacco. Aspetterà gli azzurri che dovrebbero partire bene per riscattare l’inizio con gli Usa e punterà a irretirli con un pressing alto su Pirlo e Totti con Galasek e Nedved.
2 – Giocheranno Grosso e Zambrotta sulle fasce e particolare attenzione al neo interista che avrà un duello molto combattuto con Poborsky che in attacco sa fare molto male. 5 maggio insegna.
3 – Come frenare Rosicky e Nedved che supporteranno con i loro devastanti inserimenti l’unica punta? Lippi ha paura dei loro centrocampisti che sanno tutti muoversi senza palla e quindi inserirà giocatori che sul piano della corsa e della quantità non si facciano sorprendere. Aspettatevi quindi in campo anche Camoranesi, uno a cui i nervi cedono anche più in fretta di De Rossi
4 – Inzaghi giocherà. Anche un solo spezzone di partita ma giocherà.
5 – Perrotta, Totti, Toni. Ne giocheranno solo due dall’ inizio. La speranza è che Lippi come ho scritto nel post precedente mandi all’ aria due anni di lavoro e sposti il romanista come punta.

FORMAZIONE ITALIA CONTRO REP. CECA

SICURI : Buffon, Zambrotta, Nesta, Cannavaro, Grosso, Pirlo, Gattuso, Camoranesi, Gilardino.

IN BALLOTTAGGIO : Perrotta ( 60 % ), Totti ( 80 % ), Toni ( 40 % ), Inzaghi ( 10 % ), Iaquinta ( 10 % )

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FUORIGIOCO MONDIALI: USCIAMO DAL VICOLO CECO

Siamo maestri nel complicarci la vita. E’ un vizio nazionale, non solo degli azzurri. La Repubblica Ceca, che poteva essere affrontata senza troppi patemi, diventa un anticipato appuntamento con il dentro o fuori che le grandi squadre dovrebbero conoscere dagli ottavi in poi di questa manifestazione. E’ evidente che l’ Italia di Lippi una grande squadra non sia, come non è la Francia che rischia più di noi l’ eliminazione, in una prima fase di Germania 2006 caratterizzata da poche sorprese e da molte conferme. Argentina, Inghilterra, Germania, Brasile, Spagna, Portogallo, Olanda erano già al sicuro dopo due partite, tanto per fare dei nomi. Il gruppo E è un girone equilibrato perché non c’è una nazionale che prevale sulle altre, che ha valori tecnici e tattici così superiori da poter chiudere la contesa dopo 180 minuti. Marcello Lippi, senza un tutore come Moggi alle spalle e senza una Federazione forte, rischia di fare naufragio visto che non sa gestire le situazioni con una componente emotiva elevata, come paradossalmente è stata quella contro gli Stati Uniti in cui l’ approccio mentale fu completamente sbagliato. In un editoriale sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport di oggi si consiglia al ct di fare le scelte di testa propria, senza sentire i suggerimenti di chi vorrebbe Totti o Inzaghi in campo, le tre punte piuttosto che le un centrocampo più folto. Il problema è proprio questo: che farà di testa sua. Sacrificare una punta per presentare un centrocampo più fisico significa togliere le poche certezze che si erano create in questo biennio di lavoro, ossia quelle di una squadra con 3 giocatori offensivi sempre in campo. Inoltre togliere una punta ad una formazione che finora non ha ancora fatto un gol su azione è anche sbagliato tecnicamente. Il limite, da Maldini a Trapattoni, è stato quello di adattarci agli avversari, non quello di imporre comunque il proprio modo di giocare e lasciare agli altri questa preoccupazione. Lippi non cada in questa falsa tentazione. Forse che Parreira ha tolto uno tra Ronaldo e Adriano? Pur se la squadra forse ne avrebbe beneficiato ha preferito non buttare a mare lo schema su cui ha puntato fin dall’ inizio e i fatti gli daranno ragione. Dopo il Ghana finalmente ci si sentiva orgogliosi di una Nazionale che finalmente aveva una mentalità offensiva e che se la giocava puntando sui propri giocatori migliori. Ora, se si abiurerà questa filosofia, torneremo nel ghetto in cui siamo finiti dopo le figuracce negli ultimi Mondiali ed Europei. Anche in caso di qualificazione.

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mercoledì, 21 giugno 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: LA NAZIONALE ORFANA DI MOGGI

Cassano? Panucci ? De Rossi ? Un Totti in forma ? Niente di tutto questo. Contro la Repubblica Ceca a Marcello Lippi mancherà soprattutto Luciano. Non il giocatore del Chievo. Proprio Moggi, il suo mentore, l’ unico che lo avrebbe protetto nei confronti dell’ opinione pubblica e indirizzato nelle scelte e nella gestione del gruppo dei giocatori. Proprio Luciano ai Mondiali doveva esserci. Il ruolo ufficialmente di team manager ma di fatto responsabile della spedizione azzurra insieme a Carraro: si è lavorato per mesi su questa ipotesi. Peccato che le intercettazioni si siano fermate nel giugno 2005 perché sicuramente ne avremmo avuto quella conferma che forse scopriremo più avanti nel tempo. Nel famoso incontro a Palazzo Grazioli si parlò anche di questo: Silvio Berlusconi era favorevole a questa opzione e riteneva che la sua benedizione a questa candidatura gli avrebbe anche assicurato un buon ritorno d’ immagine in vista delle elezioni. Il presidente operaio, elettricista ecc ecc. che ama la Nazionale e pensa a come renderla vincente come fatto col Milan. Ora può sembrare assurdo, ma la Cupola scoperchiata dai magistrati voleva mettere un tutore a Marcello Lippi, che era nell’ occhio del ciclone della critica, quando stentava nelle qualificazioni e le partite amichevoli contro Olanda e Germania erano ancora ben lontane dal regalargli una certa serenità nei mesi pre-mondiali. La stampa, o buona parte di essa, è stato dimostrato era succube se non connivente del sistema Moggi e avrebbe evitato qualche siluro o qualche mal di stomaco che togliesse la serenità al ct, che, parole dello stesso ex dg juventino, si sarebbe presto sputtanato senza il loro ombrello protettivo. Ci siamo persi decine di puntate del Processo di Biscardi con Moggi in collegamento da Duisburg e chissà quante migliaia di telefonate con il cellulare in cui decideva gli ospiti e suggeriva ai moviolisti cosa far vedere. Chi ce le restituirà? Probabilmente avremmo anche saputo gestire meglio i peana di mass media e tifosi che hanno finito con il far perdere la giusta concentrazione a Totti e compagni che pensavano di essere diventati il nuovo Brasile. Probabilmente De Rossi sarebbe stato preso da parte da Moggi nel ritiro per ricordargli che con la maglia della Nazionale ci si comporta con meno foga e più professionalità. Probabilmente Oddo e Inzaghi non sarebbero sempre stati sempre in panchina dopo le prime due partite. Probabilmente Del Piero sarebbe partito dalla panchina ma non avrebbe dichiarato di essere al 100% della forma e di sentirsi come il nuovo Achille. In fondo, come detto in una telefonata da Lippi, chissà quanto scherzando, non era lui il ct dell’ Italia. Senza Moggi quindi abbiamo perso anche il vero allenatore.

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VIDEO DI IERI E DI OGGI

  

( nella foto Owen nel 2002 e purtroppo oggi )

L' Inghilterra è approdata ieri sera agli ottavi dove incontrerà una delle rivelazioni, l' Ecuador. Ma cosa successe 4 anni fa? Gli inglesi vennero eliminati dal Brasile al termine di una partita bellissima in cui fecero la differenza sia Ronaldinho, con un assist per il gol di Rivaldo e con la punizione decisiva, ma soprattutto l' infortunio di Rooney e la paera di Seaman. Rivediamo nella sezione video nella home in alto a sinistra proprio quell' Argentina Brasile di 4 anni fa, in cui Owen segnò il suo ultimo gol mondiale.

Vuoi rivedere e scaricare gratis tutte le partite del Mondiale? Vuoi sapere come vedere in diretta tutte le partite gratis on line ? Clicca  qui

 

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lunedì, 19 giugno 2006

INTERVISTE NERAZZURRE: FILNAX

mancio2     

( nella foto la storia e la cultura dell' Inter )

Io sto con Mancini intervista Filnax

1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )

Però!


2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?

Juventus in B, Milan in A con penalizzazione


3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?

No, titoli revocati e non assegnati


 

4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?

Fessi no, poco avveduti sì.

5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?

Sì, basta che Moratti non ci faccia vedere il solito film di una conferma fatta con poca convinzione e con la cacciata dell'allenatore dopo poche giornate (vedi Simoni, Lippi, Cuper)

6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?

Mandarlo al Barca, e prendere Messi.

7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?

Why not?

8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?

Pizarro alla Roma dal suo mentore Spalletti, gli aggiungiamo Cruz e prendiamo De Rossi.

9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.

Moggi perlomeno è un guascone dotato di ironia. Gli altri no.
.

10 – Dì' qualcosa di interista.

Nati per soffrire


Sei un tifoso nerazzurro, hai un sito/blog o account splinder e vuoi partecipare alle interviste nerazzurre?

Scrivimi alla mail nicoletti.simone@tiscali.it oppure attraverso splinder!

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VIDEO DI IERI E DI OGGI

 

Restiamo sempre nel 1982. Quarti di finale: Italia Argentina. La partita entrata nella storia per la famosa cura Gentile a Diego Armando Maradona, martoriato dalla ferrea marcatura del terzino della Juventus che, al confronto, quelle odierne sono da educande. Probabilmente con il metro di giudizio di questi Mondiali non avrebbe finito la partita, ma fu una delle chiavi della vittoria azzurra. Le reti di Tardelli e Antonio Cabrini ( nelle foto com' era e com' è ) posero le basi per lo storico 3 a 2 contro il Brasile. Rivivi quel match nel video nella home page.

Se invece vuoi rivedere e scaricare gratis anche un' intera partita dei Mondiali clicca qui

 

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domenica, 18 giugno 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: DIS - UNITI

Ritorno al passato. Alla disorganizzazione, tattica e di manovra. Alle crisi di nervi incomprensibili a certi livelli, addirittura in una situazione di risultato e di classifica non certo drammatica. All' approccio molle derivante dalla sicurezza di essere comunque superiori ai rivali, che nelle due ultime edizioni dei mondiali, giova ricordarlo, son andati meglio di noi. Allo scarso livello tecnico complessivo di una Nazionale tra le più povere della storia. Agli errori del ct, che non ci ha capito nulla, sia prima della partita, non accorgendosi del mancato recupero fisico di alcuni reduci della partita col Ghana, sia durante ' incontro, con i mancati ingressi di Camoranesi e di un Inzaghi che nelle partitelle a detta dei presenti è sempre tra i migliori. Onore agli Stati Uniti che, come avevo indicato nella preview del gruppo E, si sarebbero giocati con noi il passaggio del turno. Non pensavo che i cechi crollassero in maniera tanto netta contro il Ghana, ma l' assenza di Koller e Baros ha pesato e la freschezza fisica di una Nazionale giovane e tecnica si è rivelata un ostacolo insormontabile. Tornerò al più presto su un dato tecnico che non può passare inosservato. Le Nazionali che stanno facendo meglio, Argentina, Spagna, Olanda, Germania, si sono presentati con una rosa dall' età media bassa e che può vantare talenti con un tasso tecnico molto alto. Quello che l' Italia non ha e se si lasciano a casa i Cassano, i Marchionni e i Maresca, tra i pochi giovani in grado di fare la differenza, certo non aiuta a fare molta strada.

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venerdì, 16 giugno 2006

VIDEO DI IERI E DI OGGI: GERMANIA - FRANCIA 1982

 

In Italia ci si ricorda quasi solamente della finale tra Italia e Germania nel 1982. Ma in semifinale ci fu una delle più spettacolari e drammatiche partite del mondiale: l' allora Germania Ovest del mitico portiere Harald Schumacher, di Littbarski e di Rummenigge contro la Francia di Michel Platini ( nella foto ieri e oggi ), di Battiston, Giresse..

Uno spettacolo unico, terminato ai rigori , dopo un entusiasmante 2 a 2 al termine dei supplementari: rivivilo nella home page nella sezione video, 10 minuti di highlights.

Vuoi rivedere una delle partite del Mondiale e scaricarla interamente gratis da internet ? Oppure vuoi vedere Argentina - Serbia e Olanda - Costa d' Avorio on line in streaming? Trovi tutto qui

 

 

 

postato da: chico75 alle ore 10:51 | link | commenti (1)
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INTERVISTE NERAZZURRE: BIBLE BLACK

mancio2        interchannel

( nella foto la voce ufficiale nerazzurra, Interchannel)

Io sto con Mancini intervista Bible Black

1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )

Scusami Dio se ho dubitato della Tua esistenza...


2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?

Spero che la Juve sia in C1 (ma sarebbe ancora troppo poco...) ed il Milan nel suo habitat ideale: la B
 

3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?

Certo! Fosse per me farei una petizione per riappropriarci anche degli scudetti 97-98 e 2001-02 (tra i tanti!)
 

4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?

Si... ma certo volte anche un fesso ti rende orgoglioso!
 

5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?

Sì. Anche perchè mi è piaciuto molto nelle sue esternazioni antijuve e se poi consideriamo che l'alternativa poteva essere Capello (brrr... ho i brividi!) allora il Mancio me lo tengo stretto!

6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?

Mandandolo di corsa al Real (ma in cambio di un bel pacco di soldi!)

7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?

VADE RETRO SATANA!!!

8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?

Va bene anche Pizarro... tanto l'anno prossimo la concorrenza non dovrebbe essere così agguerrita...

9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi. 

Biscardi se mi fa uscire con la valletta del Progesso

10 – Dì' qualcosa di interista.

Beccalossi e Brehme vi amo!

Sei un tifoso nerazzurro, hai un sito/blog o account splinder e vuoi partecipare alle interviste nerazzurre?

Scrivimi alla mail nicoletti.simone@tiscali.it oppure attraverso splinder!

 

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categorie: calcio, inter, interviste nerazzurre
giovedì, 15 giugno 2006

MANCIO, DALLA SARDEGNA SENZA FURORE

Riappare Roberto Mancini, dalla Sardegna, in vacanza con la moglie Federica. Ai microfoni del programma sui Mondiali di Ivan Zazzaroni su Radio Deejay, l' allenatore nerazzurro è tornato a parlare di tutto, da Germania2006 a Toni, da Adriano a Calciopoli. Nell' intervista che potete trovare anche qui spicca la preferenza per Toni, un certo catenaccio su Calciopoli e soprattutto su Adriano, parso come sempre impresentabile sotto il profilo fisico, e il dispiacere per la perdita di Veron. Sotto il sole di Porto Cervo quindi si sta godendo le partite dei Mondiali e le rivincite verso chi, come Moggi e la sua combriccola di giornalisti e financo arbitri, non ha mancato occasione per fargli pagare quel suo non aver paura del sistema e combatterlo dall' interno. In fondo lo ha fatto più Mancini che la stessa società Inter, che si accontentava di avere una ricca fetta dei soldi dei diritti tv in cambio di un mantenimento dello status quo che non prevedeva vittorie sportive. Per il Mancio l' estate si preannuncia più tranquilla perchè, con il probabile declassamento almeno della Juve in classifica, si aprono le porte della Champions senza passare dai preliminari. La terza stagione, quella che deve essere della vittoria, può essere preparata con più calma. Ora non si può davero più sbagliare, da Moratti e Mancini in giù.

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mercoledì, 14 giugno 2006

INTERVISTE NERAZZURRE: ADRIANO BLOG

mancio2        

( nella foto due che spero si scordino il passato )

Io sto con Mancini intervista Adriano Blog

1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )

Ecco lo sapevo...

2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?

Juve serie B, Fiorentina serie B, Roma penalizzata, Milan penalizzato

3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?

No vorrei la faccia di Moggi dietro le sbarre :)

4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?

No Moratti è una persona per bene e da tutto questo ne esce come vincitore morale .

5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?

Sì, Mancini è un bravissimo allenatore e una bravissima persona è un onore averlo all'Inter

6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?

Adriano è pagato 4m di euro all'anno io fossi in lui riderei dalla mattina alla sera

7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?

Un regalo!

8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?

Veron è stato un grande leader, non se ne vedevano così dai tempi di Simeone, dobbiamo prenderne un altro così


9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.

Galliani

10 – Dì' qualcosa di interista.

Certe sere il cielo è proprio neroazzurro

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MONDIALE2006: PREVIEW GRUPPO H

TEAMS  :Spagna , Ucraina , Tunisia , Arabia Saudita  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Medio bassa. Un buon rodaggio per la Spagna che sembra matura finalmente per arrivare tra le prime 4, forte anche di un calendario non impossibile almeno fino ai quarti. La debuttante Ucraina, se Shevchenko non ritrova la forma rapidamente dopo l’ infortunio, non costituisce un ostacolo rilevante e se le altre componenti del girone si chiamano Tunisia, falcidiata dagli infortuni, e Arabia Saudita, si capisce come Germania2006 possa essere il Mondale delle Furie Rosse

LA STELLA : Con lo sbiadito Raul degli ultimi mesi e Sheva non completamente recuperato, Fernando Torres, bandiera dell’ Atletico Madrid, ha tutti gli occhi addosso. Deve dimostrare di essere pronto al grande salto nell’ elite europea, magari lasciando i colchoneros e approdando in una squadra che può farlo lottare per vincere qualcosa.

IL CAPOCANNONIERE : Il Toni di Spagna si chiama David Villa, implacabile goleador valenciano. Non un fuoriclasse, ma uno che vede e sente la porta come pochi.

LA RIVELAZIONE : Tymoschuk è l’ uomo dal quale passano tutte le azioni della Ucraina. Centrocampista con grande senso tattico e molto disciplinato, è dotato di un ottimo tiro e sa inserirsi pericolosamente in area. A 27 anni è nel pieno della maturità

IL GIOVANE : A 18 anni è sulla bocca di tutti per aver fatto dimenticare ai Gunners in poco tempo un certo Vieira. Cesc Fabregas è l’ uomo più atteso in Spagna anche se deve affrontare la concorrenza de vari Senna e Xavi a centrocampo.

DA VEDERE : quali spazi avranno Reyes e Joaquin, il crepuscolo di Raul, come sta Shevchenko, se Tunisia e Arabia Saudita riusciranno a fare la sorpresa

QUALIFICATE : Se oggi supera il fortino Ucraina, squadra molto compatta, conquisterà 9 nove su 9. La Spagna è un grande mix tra esperienza dei veterani e talento dei giovani. Ucraina comodamente seconda, specie con Sheva dentro nelle ultime due partite. Poi Tunisia e Arabia nell’ ordine.

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categorie: calcio, mondiale2006

VIDEO DI IERI E DI OGGI

 

Da oggi potrete ammirare sempre nella home page i video di alcune storiche partite dei Mondiali.

Si parte con Brasile - Argentina del 1982 in Spagna, nello storico girone di qualificazione alle semifinali che comprendeva anche l' Italia.  Zico ( nelle due foto nel 1982 e oggi ),Eder,Junior, Socrates..un Brasile paragonabile per talento e propensione offensiva a quello odierno.

Se invece volete scaricare gratis e rivedere per intero le partite di Germania 2006 o le azioni principali cliccate qui

 

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categorie: calcio, mondiali, video gol

FUORIGIOCO MONDIALI: QUELLI CHE SI COMPLICANO LA VITA

  

Vedere Trezeguet 90 minuti in panchina e Adriano e Ronaldo in campo sono uno di quei misteri del calcio che si possono spiegare solo facendo riferimento a situazioni che esulano da questioni tecniche. Come rinunciare ad uno dei goleador più prolifici per eccellenza in una partita che non si riesce a sbloccare? Semplice, il clan dominante nella nazionale transalpina che supporta Domenech è convinto che Henry si esprima meglio giocando da unica punta, come avviene nell’ Arsenal, e che con Trezeguet non ci sia feeling. Tecnico e caratteriale. Meglio Wiltord, Saha o il debuttante Ribery. Nel Brasile di ieri le sconcertanti prestazioni dei due attaccanti, l’ arrancare del povero Emerson in copertura e l’ affollamento di giocatori nel mezzo avrebbero dovuto suggerire a Parreira che c’ era da cambiare qualcosa. Non togliendo una punta fantasma per un’ altra punta, ma far entrare uno come Juninho, Ricardinho o Gilberto Silva per riequilibrare lo schieramento e liberare l’ estro di Ronaldinho e Kakà. Ma il Brasile è la patria del calcio offensivo ed economico e tifosi e sponsor male avrebbero visto una mossa del genere. Ai verdeoro è bastata una prodezza di uno dei loro fuoriclasse per vincere, la qualificazione era assicurata già prima di giocare. A proposito di complicarsi la vita, anche in Italia siamo maestri. Ci si sorprende del nervosismo di Del Piero, ma è pienamente comprensibile. O si punta su di lui oppure, dopo le fallimentari esperienze precedenti negli Europei e nei Mondiali, in cui ha fatto la spola tra campo e panchina, si lasciava a casa. Qui non siamo alla Juve in una stagione lunga 8 mesi, possibilità di risalire nelle gerarchie ce ne sono poche in una manifestazione che al massimo dura un mese, specie dopo un debutto del genere. Se non avesse un ricco contratto milionario con una azienda che da mesi lo porta nelle case italiane con l’ ex miss Italia probabilmente si sarebbe fatto da parte da solo. Evidentemente non può, ma che brutto vederlo sbagliare un gol fatto e falciare un ragazzino nella partitella a Duisburg....

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martedì, 13 giugno 2006

PREVIEW MONDIALI 2006: GRUPPO G

TEAMS  :Francia, Svizzera , Corea del Sud , Togo  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Se la Francia è quella vista nel girone di qualificazione, lo spettacolo sarà abbastanza modesto. Se ritorna al livello che la potenzialità della rosa impone, potrebbe chiudere a 9 punti. Solo la Svizzera appare in grado di creare qualche problema, mentre la Sud Corea non potrà più sfruttare l’ effetto Hiddink e il fattore campo. Del Togo si conosce pochissimo e punterà tutto sul match con gli asiatici per evitare lo zero nei punti fatti.

LA STELLA : Thierry Henry è il leader in campo e fuori, tanto da decidere persino chi preferisce avere al suo fianco. Reduce da una stagione eccezionale con l’ Arsenal, deve confermarsi in una squadra che, Zidane compreso, riconosce in lui l’ unica stella.

IL CAPOCANNONIERE : Henry stesso, ma i francesi sono una squadra capace di andare in gol con molti effettivi. Trezeguet parte dalla panchina ma sembra impossibile che non lascerà un segno in questi Mondiali. Un altro nome? Lo svizzero del Rennes Alexander Frei

LA RIVELAZIONE : Tornato a casa Vonlanthen per infortunio, è il 21enne centrale Senderos, che nelle file dell’ Arsenal ha sostituito nel migliore dei modi Campbell, a candidarsi come uno dei pochi giovani difensori centrali di grande prospettiva del torneo.

IL GIOVANE : Restiamo nei Blues. A furor di popolo Domenech sembra deciso a lanciare il talento del Marsiglia Ribery, il Tevez di Francia, che con i suoi dribbling e le sue accelerazioni può sorprendere.

DA VEDERE : Chi sarà l’ allenatore del Togo, la potenza di Adebayor, l’ ammazza Italia Ahn, se Advocaat farà il miracolo come Hiddink con i coreani, Zidane prima del ritiro, la pelata di Barthez, come stanno gli juventini francesi Vieira e Thuram

QUALIFICATE : Francia e Svizzera. In questo ordine. Un altro nome sarebbe tra le sorprese assolute di questa prima fase.

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categorie: calcio, mondiali2006

FUORIGIOCO MONDIALI: SBILANCIATI E FELICI


Un calcio alla tradizione. Un gioco offensivo, anche gradevole e coinvolgente, con annessi contropiede subiti potenzialmente letali, un trequartista libero di inventare e prendersi le sue pause partecipando ben poco alla fase difensiva, due punte vere che stanno vicino all’ area e si preoccupano del gol e di poco altro, un regista dai piedi buoni davanti alla difesa che fino a qualche anno fa giocava trequartista, due centrocampisti che sanno contrastare ma soprattutto essere pericolosi incursori. Questa l’ Italia del debutto mondiale contro il Ghana, più vicina come mentalità alla scuola olandese e brasiliana che a quella di Bearzot, Maldini e Trapattoni. Meglio così, è quel che serviva ad una nazione stanca di essere schiava di catenacci tattici in campo e dialettici fuori, che si ritrova in strada a festeggiare una vittoria di buon auspicio ma per nulla indicativa sul proseguio del torneo. La voglia di liberarsi dal tunnel in cui ci ha ficcato la sporca combriccola di Moggi è evidentemente forte. Quindi diamo a Lippi quel che è di Lippi, l’ aver tenuto fede al suo ciclo azzurro e non aver abiurato questo dna offensivo pur con un Totti che ha limitato parecchio il suo raggio d’ azione, giocando poco la palla e cercando spesso il passaggio di prima, indice di una condizione ancora approssimativa. Non è una bestemmia calcistica dire che proprio il fatto di aver toccato pochi palloni da parte del capitano romanista ha favorito Andrea Pirlo, match winner con un gol e un assist e unico punto di riferimento per la manovra. Una regia illuminata e autorevole anche sotto il profilo della continuità, ben spalleggiato da un Perrotta inesauribile, in forma campionato. Un altro gallone al merito per il lavoro di Spalletti nella capitale. Contro un Ghana spuntato e dalla mira sballata, non si sono pagate certe situazioni in cui ci si è fatti prendere d’ infilata dalle penetrazioni dei centrocampisti che si sono trovati liberi di mirare alla porta di Buffon. Giocare con un centrocampo così tecnico e di default in inferiorità numerica è un rischio calcolato che si può prendere se come ieri Cannavaro e Nesta sono stati perfetti o se davanti Toni e Gilardino sono cecchini inesorabili, cosa che ieri invece non è successa. Lasciare questi spazi a Rosicky e Nedved non è consigliabile, quindi la scelta della ripresa di arretrare il raggio d’ azione è stata molto saggia e da allora, pur non creando molto, non si è corso più alcun rischio, con Essien, quasi sempre lui, costretto a tirare da fuori area. Non mi sorprenderei se nell’ ultima contro i cechi si rivedesse in campo Gattuso per puntellare la fase di contenimento. Per ora godiamoci questa cartolina che la Nazionale e i suoi appassionati tifosi spediscono in Italia da Hannover: l’ immagine del nostro calcio per una sera non è più quella furba e sparagnina del presente e del recente passato.

Vuoi rivedere e scaricare on line l' intera partita Italia - Ghana ? Oppure Repubblica Ceca - USA ? Tutte le partite del Mondiale e non solo ?

Clicca qui

 

 

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categorie: calcio, nazionale, mondiali2006, fuorigioco mondiali
lunedì, 12 giugno 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: LA EX NAZIONALE BIANCOROSSONERA

A poche ore dal debutto mondiale, leggendo la probabile formazione che sarà schierata stasera ad Hannover, spunta un dato eclatante: l’ Italia del blocco biancorossonero non c’è più. Spazzata via da infortuni, cali di forma e forse anche dallo scandalo intercettazioni, che ha prosciugato più di altri le energie psicofisiche degli azzurri di Juventus e Milan. Sono sopravvissuti a questa perestrojka calcistica solamente Buffon, Cannavaro, Nesta, Gilardino e Pirlo, e per ognuno di loro c’è chi, financo a ragione, invoca di far giocare un altro al loro posto. Il capitano della Nazionale travolto dalle dichiarazioni pro Moggi, Buffon dalle scommesse, Nesta che è stato praticamente sempre fermo ai box durante il ritiro premondiale,Gilardino che non è così intoccabile e il regista rossonero che non sembra in grado di reggere le sorti del centrocampo e sul quale non sono fugate le perplessità dell’ impiego simultaneo con Totti. Gli altri? Gattuso e Zambrotta out per guai muscolari, Camoranesi ha lasciato il posto a Perrotta, Del Piero novello Achille tornato nel posto che gli è stato abituale anche alla Juve, cioè in panchina, e Filippo Inzaghi che sembra addirittura superato nel gradimento del ct da Iaquinta, in ballottaggio con Lucarelli fino all’ ultimo per partecipare ai Mondiali. Se quindi ora ci sono come titolari tre romanisti, due palermitani e un fiorentino, perché tifare contro l’ Italia ? Fino a prova contraria più di calciopoli sembra aver fatto Marcello Lippi, non si sa quanto liberamente, per presentare una Italia nuova e si spera vincente e convincente.

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INTERVISTE NERAZZURRE: INTER EMOTIONAL SITE

mancio2        

( nella foto uno slogan davvero emozionante )

Io sto con Mancini intervista Inter Emotional site

1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )

Non mi sono stupito, ero solo in attesa del momento in cui il gioco
sporco della Juve venisse scoperto!

2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?

Juve in B, le altre ancora in A con penalizzazione

3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?

Assolutamente no, non voglio scudetti attribuiti da sentenze.

4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?

Mi sono (ma solo in parte..) ricreduto. Avanti con Moratti. 

5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?

Tutto sommato sì, soprattutto se l'alternativa era Capello

6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?

Una domanda veramente difficile... Il problema è solo lui.

7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?

Credo che sarebbe un pacco, e ricordiamo che i tifosi dell'Inter non
dimenticano...

8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?

Io darei fiducia a Pizarro, senza Veron credo che farà bene.

9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.

Biscardi, ma solo per rispondere alla domanda.

10 – Dì' qualcosa di interista.

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Scrivimi alla mail nicoletti.simone@tiscali.it o mandami un messaggio attraverso splinder

Sempre più orgoglioso dei nostri colori, e ci aggiungo un grande FORZA INTER
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categorie: calcio, inter, interviste nerazzurre
domenica, 11 giugno 2006

FUORIGIOCO MONDIALI: L'AMARA VERITA' DI PARREIRA

Gioca. Non gioca. La margherita che sta sfogliando Marcello Lippi non sarebbe nemmeno presa in mano dal ct del Brasile Parreira. Che ha detto una verità che a chi ama il calcio italiano non può non far male. Nel Brasile dei Kakà e dei Ronaldinho Francesco Totti starebbe a guardare. In panchina, probabilmente con meno probabilità di entrare di Junino Pernambucano, stella del Lione, e di Robinho, l’ uomo dei prossimi Mondiali in Sudafrica. La considerazione sulla povertà tecnica di questa Nazionale, non a caso allenata da Marcello Lippi, uno che alla Juventus ha sempre puntato più sulla forza che sul talento, è esercizio di onestà intellettuale e calcistica che tutti dovrebbero fare. Il romanista, di gran lunga il migliore sotto il profilo tecnico dei nostri in Germania, è stato tra l’ altro nel biennio lippiano più una speranza che una certezza: tra un infortunio e l’ altro è stato presente per meno del 50% delle convocazioni. Senza dare mai l’ impressione di essere un leader del gruppo, né in campo con le sue prestazioni, né fuori, con l’ esempio comportamentale e le sue dichiarazioni. Il girone di qualificazione, l’ unico che conta poiché le amichevoli pur prestigiose non fanno mai testo, era impossibile da non superare per la modestia dei nostri avversari, ma già un gruppo con Repubblica Ceca, Stati Uniti e Ghana suscita molti timori. Come non sottolineare che Essien e Nedved nel nostro centrocampo sarebbero titolari? Senza scomodare Ronaldinho. Quindi le speranze di fare strada sono nei piedi degli uomini gol, su Toni e su Gilardino. Francesco Totti, atleticamente poco presentabile, è l’ anima e il leader della Roma in Italia, ma in campo internazionale e in azzurro, se si esclude la breve parentesi di Euro2000, rappresenta il Godot della situazione. Quello che tutti sperano, aspettano, ma non arriva mai.

Da oggi i post sul Mondiale anche su

http://germania2006.splinder.com

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categorie: calcio, nazionale, totti, fuorigioco mondiali
venerdì, 09 giugno 2006

W IL MONDIALE, DALLA GERMANIA ALL'IRAQ

 fototifosi2

L’ alba. Alle 18, orario inconsueto per il sole che sorge. Il calcio può anche questo. L’ alba del Mondiale 2006 è fra poche ore e gli appassionati di calcio, football, soccer, futbol di mezzo mondo, letteralmente perché si pensa che la platea planetaria sarà di oltre tre miliardi di persone, per un mese sconvolgeranno almeno un po le loro abitudini per dare un occhio ad una o più delle 64 partite n programma. Il potere taumaturgico dello sport più conosciuto e praticato della Terra è immenso, tanto che popoli e nazioni che si fanno la guerra da decenni si sono sfidati lealmente su un campo di calcio accettandone serenamente il verdetto. Come non ricordare le sfide tra Iraq e Usa alle Olimpiadi, tra Iran e Usa ai Mondiali, tra le due Coree ? E’ di queste ore la notizia che il capo delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin in Palestina, un capo ultras un milione di volte più pericoloso di uno qualsiasi delle nostre curve, ha annunciato una tregua mondiale di un mese perché la popolazione sarà completamente assorbita dai Mondiali. Si lavora pesantemente, si fanno sacrifici e non si mangia per il calcio. Molti tifosi ghanesi, quasi tutti decisamente al di sotto della più bassa soglia di povertà di una qualsiasi Nazione europea, hanno fatto una colletta per permettere alla spedizione della Nazionale di calcio di pagarsi le spese di viaggio e di albergo. Staranno a casa, con un posto in duecentesima fila davanti alle tv, da chi se la può permettere. Stanno invece arrivando in Germania i tifosi della Torcida brasileira, che mostreranno al mondo il loro spettacolo di colore e ballo, un inno alla gioia alla vita attraverso il futbol. Certo, avendo Ronaldinho, Ronaldo, Kakà, Adriano e Robinho come punte aiuta. Anche per l’ Italia e gli italiani sarà una occasione speciale. Lo scandalo che sta spazzando via i vertici di questo sport e uccidendo le passioni e i sogni di milioni di persone, sia per quello che è venuto alla luce sia per la faccia tosta di presentarsi davanti ai magistrati come se nulla fosse successo, ha dato una grande picconata alla credibilità generale di questo mondo. Non c’è una attesa spasmodica come in passato per l’ evento, le bandiere sono nei cassetti, i giornali puntano più su Moggi, Borrelli e Galliani che su Totti e Del Piero per vendere le loro copie, interpretando alla perfezione il sentimento generale. L’ Italia come il Vietnam, anzi peggio, visto che uno scandalo di minori proporzioni sulle partite truccate che ha coinvolto allenatori e dirigenti per una valore complessivo di 600 euro rischia di costare a questi personaggi20 anni di galera. Un partito abbastanza numeroso tiferà per un’ altra squadra, anche piccola, ma espressione di una assoluta pulizia di valori. Almeno finchè suonerà l’ inno nazionale in quel di Hannover dove mi recherò fra poche ore. A quel punto, per 90 minuti e oltre, i Moggi e i Galliani usciranno dalla mente e dagli occhi. 90 minuti che molti semplici appassionati di calcio non potranno nemmeno gustarsi in Iraq, se non rischiando di incorrere in una fatwa, ben peggiore di una squalifica, lanciata da uno dei signori della guerra di una fazione islamica. Perché in certi luoghi del mondo esporre una bandiera brasiliana e sognare un giorno di poter tifare in uno stadio significa rischiare la vita. Buon Mondiale a tutti, iracheni compresi.

DOMANI PARTO PER LA GERMANIA PER SEGUIRE ITALIA GHANA. IL RACCONTO DEL DEBUTTO DEGLI AZZURRI E DELL' ATMOSFERA DEL MONDIALE SARA' ON LINE MERCOLEDI' !

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categorie: calcio, mondiale2006

INTERVISTE NERAZZURRE: BLOGINTERNAZIONALE

mancio2        

( nella foto 4 giocatori stranieri dell' Inter: più internazionale di così... )

Io sto con Mancini intervista Blog internazionale

1 – La prima cosa che hai pensato dopo aver letto le intercettazioni? ( non censuro nulla )

Dio esiste!

2 – Quando gli ombrelloni si chiuderanno, in che serie saranno Juventus, Milan e compagnia?

In serie B

3 – Sulla maglia nerazzurra a settembre vorresti il triangolino accanto alla coccarda tricolore?

No, voglio una scritta MAI IN B

4 – Dopo quel che è successo, pensi ancora che Moratti e i dirigenti siano ancora i più fessi della serie A ?

Sì, gli onesti sono sempre fessi in questo mondo.

5 – Sei contento di rivedere sulla panchina la sciarpa azzurra di cachemire e quel ciuffetto perfettamente spettinato?

Sì, se poi non vedo più Recoba e Wome su quella panchina, sono ancora più contento!

6 – Come si fa a far sorridere Adriano ?

Si compra tutto il Brasile!

7 – Ronaldo di nuovo all' Inter : un regalo oppure un pacco ?

Un pacco-ne

8 – Veron in Argentina per la famiglia. All' Inter basta Pizarro o chi servirebbe per il centrocampo?

Emerson anche se è un uomo di M.

9 – Il gioco della torre: salvane uno tra Moggi, Galliani, De Santis e Biscardi.

Biscardi, in fondo è il classico italiano che Sordi ha spesso interpretato nei suoi film. Sta dalla parte dei potenti ma in fondo è buono.

10 – Dì' qualcosa di interista.

Basta citare Prisco, l'interista numero 1. Dopo che ho stretto la mano a un milanista mi lavo la mano, dopo che l'ho stretta a uno juventino, controllo se ho ancora il portafoglio...

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MONDIALI2006: PREVIEW GRUPPO F

TEAMS  :Brasile, Giappone , Australia , Croazia  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : I campioni del mondo alzano il livello di un girone equilibrato tecnicamente ma verso il basso. Ci sono due squadre come Australia e Giappone che si candidano al ruolo di sorprese, ma la Croazia è tra le più deboli europee di seconda fascia che brasiliani potessero pescare. In sostanza lo spettacolo sarà veder giocare i vari Kakà Ronaldinho, Ronaldo, e Adriano insieme, alla faccia di compatibilità tecnico tattiche.

LA STELLA : E’ il mondiale di Ronaldinho, negli ultimi 4 anni cresciuto considerevolmente fino a diventare indiscutibilmente il numero 1 nella considerazione planetaria. Chissà che Kakà, anche lui diventato nel frattempo una star mondiale, gli rubi un po di scena.

IL CAPOCANNONIERE : Ronaldo, se vesciche e infortuni muscolari lo permettono. E’ motivatissimo e deciso a diventare il più prolifico goleador della storia dei Mondiali. All’ ultimo appuntamento internazionale della sua carriera che ancora gli interessa. L’ Adriano visto negli ultimi giorni, con un impegno e una professionalità che all’ Inter non aveva, si candida per un posto dietro all’ ex Fenomeno. Una sorpresa? Voto il croato Klasnic e il giapponese Oguro..

LA RIVELAZIONE : Juninho Pernambucano parte dalla panchina ma quando è entrato ha fatto sempre vedere che potrebbe tranquillamente essere un titolare. Con Emerson e Ze Roberto davanti, specie se il primo non ha recuperato dalle fatiche juventine, si potrebbero aprire spazi interessanti.

IL GIOVANE : Se Adriano o Ronaldo avessero dei problemi, toccherebbe a Robinho e, dopo un anno di Liga positivo ma non strepitoso, potrebbe esplodere. Il suo Mondiale dovrebbe essere quello in Sudafrica, ma potrebbe lasciare il segno prima. Un altro nome? Kranycar, 21enne fantasista dell’ Hajduk, di cui tutti dicono un gran bene.

DA VEDERE : la colonia italiana dell’ Australia, la coppia di attaccanti Klasnic – Prso, quanto corrono i giapponesi e se Zico avrà infuso un po del suo talento ai vari Santos, Nakata e Nakamura, lo spettacolo del calcio bailado del Brasile e dei suoi tifosi.

QUALIFICATE : Brasile prima, con la possibilità concreta di fare percorso netto, tre vittorie su tre. Mi aspetto una sorpresa: il Giappone alla terza partecipazione di fila potrebbe approfittare del fatto che incontra l’ Australia al debutto, che ritorna ai Mondiali dopo 30 anni, anche se con quel vecchio volpone di Hiddink in panchina le cose potrebbero cambiare, come ben ricordiamo con i coreani 4 anni fa. Alla Croazia do leggermente meno chances di qualificazione delle altre.

postato da: chico75 alle ore 10:25 | link | commenti
categorie: calcio, brasile, mondiali2006
giovedì, 08 giugno 2006

STAI CON MANCINI ? FALLO VEDERE!

mancio2

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postato da: chico75 alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: calcio, inter, mancini

MONDIALI 2006 : PREVIEW GRUPPO E

TEAMS  :Italia , Repubblica Ceca , Stati Uniti , Ghana  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Per colpa dell’ Italia molto equilibrato. Repubblica Ceca, Usa e Ghana non arriveranno tra le prime 4 del Mondiale ma, a causa dello scandalo intercettazioni, degli infortuni, della scarsa condizione atletica e di una bassa qualità media della squadra, Lippi dovrà sudarsi la qualificazione fino in fondo con il rischio concreto di fare peggio del Trap.

LA STELLA : Dovrebbe essere Totti, ma purtroppo per noi è in condizioni fisiche al momento impresentabili e nelle grandi occasioni in Nazionale ha mostrato ben poco. Idem Del Piero. Il vero fuoriclasse di questo girone è un portiere: il ceco Cech, che milita nel Chelsea, e che è il migliore nel suo ruolo.

IL CAPOCANNONIERE : Toni o Gilardino, se avranno qualche palla buona, potrebbero essere letali in attacco. Hanno il gol nel sangue e per il fiorentino è stata una stagione straordinaria.

LA RIVELAZIONE : La coppia di centrocampisti della Repubblica Ceca, Polak e Rosicky, può stupire. Specie il primo, sconosciuto ai più, reduce da una annata molto positiva nelle file del Norimberga. Il ghanese Essien cerca riscatto dopo un impatto difficile con la Premier League e quindi se si riproponesse ad altissimi livelli potrebbe essere una sorpresa.

IL GIOVANE : Gli americani Donovan, folletto dei Los Angeles Galaxy, e Dempsey, metronomo dei N.E. Revolution, sono pronti per l’ Europa. Si preparano da 6 mesi per questo appuntamento e sono dati in grande forma.

DA VEDERE : il comportamento in campo degli italiani, Del Piero e Totti all’ ultimo treno della carriera in azzurro, i vecchietti terribili Nedved e Poborsky, Asamoah dal Modena al Mondiale, il centrocampo ghanese, la voglia di emergere degli States.

QUALIFICATE : Pronostico solo all’ apparenza facile, in realtà le incognite che pesano sull’ Italia stravolgono il giudizio. La Repubblica Ceca mi sembra quella che dà più garanzie, strenua lotta tra Usa e Italia per il secondo posto. Solo con una vittoria all’ esordio il Ghana potrebbe inserirsi.

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mercoledì, 07 giugno 2006

MONDIALE 2006 : PREVIEW GRUPPO D

TEAMS  :Portogallo , Messico , Iran , Angola  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Tecnicamente uno dei gironi meno interessanti. Il Portogallo, reduce dal secondo posto nell’ Europeo casalingo, può confermarsi e fare molta strada. Il Messico ha gli ottavi nel mirino, ma occhio all’ Iran, le cui motivazioni si spingono ben al di là dello sport e che può contare su calciatori che già giocano in Bundesliga. Per l’ Angola essere al Mondiale è già una vittoria.

LA STELLA : Luis Figo ha dimostrato che il suo viale del tramonto è ancora lastricato di stelle: una stagione più che positiva nelle file dell’ Inter e una leadership ancora forte in una squadra che può contare anche su Deco e Cristiano Ronaldo.

IL CAPOCANNONIERE : Pauleta finalmente ha trovato con continuità la via del gol anche in Nazionale, colmando la lacuna storica dei portoghesi. Punto su una sorpresa: l’ iraniano Hashemian, l’ airone dell’ Hannover, oppure il messicano Borgetti, che in Premier nel Bolton non ha avuto molta fortuna, ma nella Tricolor è una sicurezza.

LA RIVELAZIONE : Uno dei segreti dell’ Amburgo è stato il centrocampista Mahdavikhia, che sa abbinare qualità e quantità. Chi non lo conosce lo farà presto.

IL GIOVANE : Si va sul sicuro nell’ indicare Cristiano Ronaldo, ala del Manchester United, che se in Inghilterra non ha forse avuto una squadra all’ altezza delle aspettative, in Nazionale può consacrarsi.

DA VEDERE : i dribbling di Figo e di Ronaldo, il panchinaro di lusso Simao, la sfida fra barcellonisti Marquez contro Deco, le motivazioni dell’ Iran, se l’ Angola riuscirà a fare un gol.

QUALIFICATE : Il Portogallo ha un allenatore grandissimo come Felipe Scolari che è campione mondiale in carica e vicecampione europeo. Portoghesi primi nel girone, Messico secondo quasi certamente, ma l’ Iran è tutt’ altro che una vittima sacrificale.

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categorie: calcio, mondiali2006

ESCALATION ROSSONERA

 

Prima Giraudo e Moggi erano due amici, la vicenda solo un pissi bau bau. Poi Berlusconi ha invocato la restituzione degli scudetti meritati sul campo e Luciano Moggi ha dichiarato che il vero potere è quello di chi detiene i diritti televisivi e che le intercettazioni sono state tolte dall’ insabbiamento della FIGC per una ritorsione di Galliani per un suo approdo in via Turati. Prima non c’ era nessuna intercettazione che riguardava Zio Fester, dimettersi dalla presidenza di Lega era impensabile e vietato da Berlusconi, Leonardo Meani era un ristoratore di Lodi che nel tempo libero si occupava degli arbitri che transitavano da San Siro. Poi son venute fuori le pressioni sistematiche su Mazzei e sui guardalinee, Meani è a tutti gli effetti tesserato col Milan, sentiva spesso l’ amministratore delegato rossonero facendosi portavoce delle sue incazzature e ottenendo l’ assenso per la nomina di dirigenti arbitrali e per le designazioni, Borrelli e Rossi sono l’ espressione dell’ occupazione isituzionale della sinistra, da ogni dove chiedono le dimissioni dalla Lega per l’ evidente coinvolgimento nello scandalo e l’ insostenibile conflitto di interessi. Siamo agli ultimi giorni: da Villasimius, nell’ occasione in cui vengono coccolati sponsor e giornalisti amici, ancora Zio Fester grida al complotto di una certa stampa per coinvolgere a tutti i costi il Milan, l’ avvocato Leandro Cantamessa è intervistato ogni giorno nella fascia pomeridiana di Studio Sport su Italia Uno dal fido Pellegatti per tranquillizzare i tifosi del Diavolo e Silvio Berlusconi, dall’ alto o dal basso della sua posizione di ex presidente del consiglio trombato per la legge elettorale voluta a tutti i costi, che, facendo spregio di ogni elementare principio democratico e giuridico, sbraita che “ o è colpa di tutti o di nessuno”. Delle due l’ una: o l’ ignaro e indifeso Milan, espressione di uno dei centri di potere più influenti in Italia, è al centro di una cospirazione che al confronto quelle narrate dal Codice da Vinci sono barzellette, oppure, usando una metafora, il ladro è stato scoperto con le mani nella marmellata e si giustifica dicendo che lo fanno tutti. Si salvi chi può.

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MONDIALI 2006 : PREVIEW GRUPPO C

TEAMS  :Argentina , Costa d'Avorio , Olanda , Serbia e Montenegro  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Il girone di ferro di Germania 2006, assolutamente da non perdere perché potenzialmente tutte e 4 le squadre hanno la possibilità di qualificarsi. C’è l’ Argentina che nel girone di qualificazione sudamericana è stata al livello del Brasile, rifilandogli anche un sonoro 3 a 1. C’ è la Serbia che ha costretto agli spareggi la Spagna, grazie ad una difesa di ferro. C’è la migliore africana, la Costa d’ Avorio, alla prima esperienza mondiale. C’è la giovanissima Olanda di Van Basten, che ha puntato sulla freschezza e sul talento lasciando a casa senatori come Davids e Seedorf.

LA STELLA : Non parte titolare, ma probabilmente non ci metterà molto a conquistarsi il posto. Lionel Messi, superato il problema muscolare che gli ha fatto perdere gli ultimi 3 mesi con il Barcellona, a 18 anni può già lasciare una traccia indelebile. Alla sua età Ronaldinho non era così forte, è una delizia per gli occhi.

IL CAPOCANNONIERE : Hernan Crespo, Ruud Van Nistelrooy, Didier Drogba: uscirà fuori da questo lotto. Se dovessi proprio scommettere punterei sull’ africano, più continuo e più brillante degli altri due reduci da una stagione con molta panchina.

LA RIVELAZIONE : Date un occhio a Dirk Kuiyt, ala del Feyenoord e degli orange. Ha tecnica, fantasia, dribbling, un ottimo tiro, un grande senso tattico. Van Basten stravede per lui. Meno conosciuto è il bombardiere della Stella Rossa allenata quest’ anno da Zenga, quel Nikola Zigic alto quasi 2 metri, su cui si scatenerà il mercato.

IL GIOVANE : Dire Messi è facile, quindi dico Arjien Robben, terzo alfiere dell’ attacco olandese con Van Nistelrooy e Kuijt. Nel Chelsea Mourinho l’ ha un po accantonato, ma vorrà riscattarsi ai Mondiali. Se Messi non stesse bene, Carlos Tevez, 22 anni, potrebbe sostituirlo degnamente.

DA VEDERE : tutte le partite promettono spettacolo e gol, i numeri di Messi, il derby interista tra Cambiasso, Cruz e Stankovic

QUALIFICATE : Pronostico difficilissimo. Dico Argentina e Costa d’ Avorio, leggermente favorite sull’ Olanda che potrebbe pagare una certa inesperienza e qualche infortunio dell’ ultima ora. La Serbia, squassata dalle polemiche, difficilmente ce la farà. Attenzione: gli argentini sono capaci di complicarsi la vita e l’ abbondanza di campioni, unita alle rinunce incomprensibili a Samuel, Zanetti e De Michelis, potrebbe rivelarsi un boomerang.

postato da: chico75 alle ore 09:09 | link | commenti (1)
categorie: calcio, mondiali2006
martedì, 06 giugno 2006

MONDIALI 2006 : PREVIEW GRUPPO B

TEAMS  :Inghilterra , Svezia , Paraguay , Trinidad e Tobago  

DIFFICOLTA’ DEL GRUPPO : Una delle favorite alla vittoria finale, l’ Inghilterra, una squadra sempre difficile da affrontare, la Svezia, una sudamericana più forte delle ultime due edizioni in cui ha sempre raggiunto gli ottavi, il Paraguay, e una cenerentola del torneo, Trinidad e Tobago. Media difficoltà, potrebbero esserci sorprese solo se gli inglesi si complicassero la vita nell’ esordio contro i biancorossi.

LA STELLA : Con Rooney a mezzo servizio, si contendono lo scettro gli inglesi Lampard e Gerrard, tra le migliori coppie di centrocampo del mondo. A livello di talento puro però il mio preferito resta un certo Ibrahimovic…

IL CAPOCANNONIERE : Nelle occasioni importanti Michael Owen sa fare la differenza. Se sta bene, punto su di lui. In alternativa lo stesso Lampard o quel vecchio volpone di Henrik Larsson, al canto del cigno di una splendida carriera come goleador.

LA RIVELAZIONE : Il lungagnone del Liverpool Peter Crouch è dato in splendida forma e potrebbe sfruttare gli spazi lasciati da Rooney in attacco.

IL GIOVANE : A 23 anni, da ben 7 in Germania, il paraguaiano Santa Cruz non può più rinviare la sua definitiva esplosione. Poco conosciuto ma molto apprezzato in Europa il cervello del Rennes Kallstrom

DA VEDERE : la pettinatura di Beckham, se Rooney recupera dall’ infortunio, se Walcott debutterà in un Mondiale a 17 anni, i numeri di Ibra, il vecchio Yorke ex Manchester United, le critiche che riceverà Eriksson se non vincerà.

QUALIFICATE : Inghilterra più seconda che prima, la Svezia se Ibra sarà stellare potrebbe anche vincere il girone. Il Paraguay ha un cammino in salita, ma se ferma gli inglesi all’ esordio potrebbe gasarsi. Trinidad punta a non essere la squadra materasso del torneo.

Guarda il video di Zlatan Ibrahimovic nella home page !

postato da: chico75 alle ore 23:49 | link | commenti
categorie: calcio, mondiali2006

CE L' ABBIAMO GROSSO

Da Favalli e Wome a Grosso e Maxwell. Non saranno due fenomeni i titolari della fascia mancina dell’ Inter 2006 – 2007 ma mi pare un passo avanti abbastanza deciso sotto il profilo della qualità complessiva. Entrambi hanno una predisposizione più offensiva che difensiva, sono più fluidificanti che marcatori insomma, ma compensano il deficit con il grande fisico e un piede sinistro molto sensibile, specie l’ ex palermitano. Se l’ ex Ajax è arrivato a parametro zero, Grosso è costato 5,5 milioni di euro più DellaFiore, prodotto del vivaio e nel giro della prossima Under: un investimento considerevole in un mercato bloccato per colpa di Calciopoli. Tutti sanno che ritengo molto più importante per una squadra formare un asse centrale portante di grandissimo livello e quindi gli esterni sono meno essenziali per stabilire le potenzialità di una grande squadra. In questo senso stiamo a vedere chi saranno i due campioni, uno a centrocampo e uno in attacco, che arriveranno nei prossimi mesi. E il passaporto mi interessa relativamente.

Profilo Fabio Grosso