A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

“ Vi chiedo la cortesia di non farmi domande, perche' non ho la voglia ne' la forza. Mi manca l'anima che mi e' stata uccisa. Da domani saro' dimissionario da direttore generale della Juventus e da stasera il mondo del calcio non e' piu' il mio mondo”. Era il 14 maggio 2006 e Luciano Moggi in piena recita teatrale stile melodramma napoletano, con la voce rotta dall’ emozione, brandiva i giornalisti nello stadio di Bari dopo la conquista sul campo dello scudetto, poi assegnato all’ Inter. Son passato 4 mesi e, dopo essere stato condannato al massimo della pena dalla giustizia sportiva e imputato in 3 processi che devono ancora iniziare, è già tornato nella perfetta forma del passato. Quella che prevedeva bugie, prepotenza, arroganza e mezze frasi con minacce più o meno velate. Ieri Simona Ventura, in teoria ancora una giornalista e sempre teoricamente costretta ad essere impaziale e corretta, gli ha regalato una patetica mezzora in una rete anche qui molto teoricamente del servizio pubblico, in cui ha risfoderato, senza dare la possibilità di controbattere all’ unico giornalista vero in sala, ,la litania del complotto ai suoi danni e le solite accuse a destra e a manca sui veri tenutari della cupola calcistica. Da stasera Fabio Ravezzani, direttore della redazione sportiva di un network di tv private che fa capo ad Antenna3 e Telelombardia, gli darà lo scranno di opinionista principale dei fatti del weekend pallonaro. Un po come se il cavalier Tanzi fosse invitato in una trasmissione televisiva che parla di risparmio o, fatte le debite proporzioni, il folle che ha tenuto segregata per otto anni la ragazza austriaca in una trasmissione sui diritti dell’ infanzia. In fondo etica professionale, coscienza critica e rispetto del pubblico sono valori ben meno importanti dell’ audience e della sudditanza più o meno interessata verso chi, dopo tutto quello che ha fatto, può ancora permettersi di parlare di calcio.

Cornuto e mazziato. Non è bastato essere stato chiuso da Giraudo e Moggi nello spogliatoio dopo Reggina - Juventus, senza prima essersi sorbito le loro offese e minacce e poi poterlo denunciare, aver dovuto telefonare per scusarsi e confessare a Borrelli e alla Procura di Napoli che per far carriera nel mondo arbitrale non si poteva andare contro alla Juve. Gianluca Paparesta, arbitro dichiaratamente piegato al sistema, si prende nel processo dell’ Associazione arbitrale altri 8 mesi di squalifica che, sommati ai 3 che gli ha inflitto la Corte Federale per omessa denuncia, fanno 11 mesi tondi tondi. Campionato finito ancora prima di cominciare e l’ avvertimento, nemmeno tanto velato, di non farlo più. Non di essere accondiscendente col potente di turno, ma di parlare e cercare di fare luce sul marcio del calcio in Italia. Perché se Carraro, presidente FIGC, come da intercettazioni, scomoda persino il ministro dell’ Interno affinché con Moggi faccia pressioni sulla sua rielezione o se dice chiaramente al designatore che è necessario dare una mano alla Lazio, viene condannato dai giudici che lui stesso aveva nominato a pagare una multa di 80.000 euro. Perché se Galliani, parlando con il kamikaze Meani, da lui profumatamente pagato per i suoi servigi con oltre 300.000 euro l’ anno, lo appoggia nelle sue pressioni per l’ elezione di alcuni vertici arbitrali o per la designazione di guardalinee amici, viene condannato a nove mesi di inibizione e comunque vola in Spagna per trattare Ronaldo. Non che l’ arbitro internazionale di Bari meritasse una pena più leggera, anzi, ma quel che sconcerta e disgusta è che chi ha il coraggio di alzare la testa trova sempre sulla sua strada chi, con nomi e volti diversi, gliela ricaccia sotto la sabbia. Vedere e dimenticare, sapere ma negare. Sempre. Poi si fanno inchieste sui perché siano crollati gli abbonati in Italia…

La dicevano quei vigili nei film in bianco e nero agli automobilisti fermati che avevano appena trasgredito una norma del codice della strada. Ora è la nauseante preghiera che i rappresentanti della FIGC, gli arbitri del CONI, istituzioni politiche e sportive si vedono costretti a chiedere alle società coinvolte e condannate nei processi sportivi. Una aberrante assurdità, che purtroppo è realtà. Ha cominciato la Juventus dei legittimi eredi dello stile Agnelli – Moggi – Giraudo. Ha chiesto la A, financo con penalizzazione. Come se un omicida avesse chiesto la stessa pena prevista per il ladro. Mi sono stupito che non avesse chiesto anche di condannare l’ Inter, Facchetti, Moratti. Sì, perché quel che si sta diffondendo tra la maggior parte dei tifosi juventini, milanisti, fiorentini e laziali è che i colpevoli sono da ricercare fra i nerazzurri, rei di essersi visti assegnare uno scudetto non richiesto, di aver messo un ex consigliere di amministrazione come capo della FIGC e di aver materialmente intercettato le telefonate grazie alla TELECOM di Tronchetti Provera. In qualunque altro Paese e ambito, non calcistico, si penserebbe subito all’ estremo tentativo di un condannato a morte di evitare la sedia elettrica: sposto l’ attenzione sugli altri per distoglierla dai crimini che ho compiuto io. In Italia invece si riescono persino a convincere di queste assurdità centinaia di migliaia di ignoranti, veri e presunti. Con l’ aiuto di politici interessati ad acquisire notorietà e consenso, di superiori interessi economici e di giornali compiacenti, come Tuttosport di Torino, ribattezzato giustamente Ruttosporc, che ha trasformato un giornalista illuminato come Giancarlo Padovan nell’ ultimo dei vassalli da quando ne ha assunto la direzione. Si è dimostrato che la pantomima dei vari Cobolli Gigli, Blanc, Lapo ( sì, proprio lui!! ) e John Elkann nelle settimane successive allo scandalo di accettare di ripartire dalla B con un profilo basso e di rispetto per tutti gli appassionati di calcio, accettando i verdetti, era finta e studiata. Cambiano i nomi al vertice della Juventus, ma il modus operandi arrogante e pretenzioso, insomma lo stile Juve, è ormai endemico in questa società e fra i suoi sostenitori. Ricorda un po quei bordelli mascherati da locali notturni in cui le ballerine sono in realtà prostitute che, anche dopo essere stati scoperti e chiusi dalle forze dell’ ordine, cambiano nome e proprietà ma tornano esattamente come prima. Ora il ricorso al TAR , in barba alle richieste del mondo sportivo, della governarce del calcio europeo, alla credibilità del calcio. Sì perché riammettere la Juve in A sarebbe la fine del concetto di sport inteso come lealtà, correttezza, rispetto delle regole. In realtà si tenterà un estremo tentativo alla Camera di Conciliazione del Coni di evitare la strada della giustizia ordinaria, che potrebbe travolgere il fragile apparato del codice di giustizia sportiva, ormai obsoleto e lacunoso nell’ epoca delle società senza fini di lucro e quotate in borsa. Da più parti si auspica una soluzione del genere, che trasformerebbe il ciclone di Calciopoli in un semplice temporale estivo. Ingiustizia sarà fatta e i campionati potranno cominciare. A meno che i tifosi delle squadre pulite non si alzino e facciano sentire la loro voce, anche se ai risvegli delle coscienze comincio a non credere più.

Più di Inzaghi e di una Stella Rossa impresentabile hanno potuto le sentenze della giustizia sportiva. Il Milan rientra in Champions League dalla porta secondaria dei preliminari, porta che è stata riaperta sulla scia delle minacce di politici, sindaci, potentati economici e addetti ai lavori che stanno contribuendo a ridurre il più grande scandalo del calcio moderno in una tragicommedia all’ italiana. Ero partito per le vacanze con l’ auspicabile convinzione che pur tra mille difficoltà si sarebbe evitato di portare in Europa tutte e 4 le squadre coinvolte nell’ inchiesta, sia per il rispetto alla funzione affittiva della pena e ai dettami del codice di giustizia sportiva sia per presentare al mondo una immagine finalmente pulita e credibile del nostro Paese, pallonaro e non. Invece, in piena bagarre TAR e Camere di Conciliazione, non è stato così e la curva della Stella Rossa ha sinteticamente espresso il pensiero che in Europa hanno di noi e del Milan come nostro rappresentante. Non solo i tifosi ma anche le massime istituzioni della governance europea calcistica: come non ricordare le conclusioni dell’ Emergency Panel della Uefa che ha fatto chiaramente capire di non avere gli strumenti giuridici per escludere i rossoneri dalle loro manifestazioni, pur ritenendolo eticamente sacrosanto? Blatter, uno che di scheletri nell’ armadio ne ha parecchi, sta cercando in tutti i modi di farci capire di fermare le battaglie legali per evitare guai peggiori. Inutilmente. Così commentare una qualificazione della squadra di Ancelotti che non ci sarebbe dovuta essere, nel senso opposto a quello che ha dichiarato il mister, mi risulta difficile, essendone nauseato. La speranza che giustizia, in un modo o nell’ altro, sia fatta è quasi anche una certezza: non basterà acquistare Ronaldo per essere al livello delle grandi d’ Europa a questo Milan che, con Berlusconi tornato al timone e Galliani che ha ancora diritto di muoversi all’ interno del nostro calcio, potrà finalmente fregiarsi del titolo che merita. Quello scritto nello striscione ieri sera.
DA SETTEMBRE GRANDI NOVITA': IOSTOCONMANCINI DIVENTA SITO!

Si è radunata l' Inter alla Pinetina con soli 3 volti nuovi e senza gli eroi mondiali. Tutte le attenzioni su Roberto Mancini, alla prima intervista della nuova stagione. Ma cosa ha detto di importante? Al di là dei complimenti per la vittoria della Nazionale, non sono mancati come sempre gli spunti interessanti. Eccoli, tratti da www.inter.it , come la foto.
Calciopoli
- Non credo che ci sarà il preliminare. Mi aspetto che i prossimi campionati siano regolari. Mi aspetto che le regole siano uguali per tutti e che le cose siano fatte per bene in tutti i sensi. Ma credo che questo ora possa accadere. Lo scudetto di due anni fa credo sia giusto non assegnarlo perché è passato troppo tempo. Quello di quest'anno, visto che la stagione si è conclusa da due mesi, credo sia giusto assegnarlo all'Inter. Ma non lo vogliamo tanto per festeggiarlo, credo che sia giusto perché in tutti gli sport, se qualcuno vince barando, il premio va a quello che arriva dopo. È giusto premiare la squadra che ha fatto le cose per bene e che si è classificata dietro a chi non le ha fatte.
Adriano
- Adriano vuole giocare come unica punta? Vedo che iniziamo la stagione come l'avevamo finita, con domande su Adriano. In ogni caso le scelte tattiche spettano a me, lui deve solo impegnarsi e dare il massimo per la squadra, dentro e fuori il campo.
Materazzi
- E' sempre stato un giocatore importante per l'Inter, nonostante ogni tanto si lamenti perché non gioca. Marco è anche migliorato moltissimo negli ultimi anni ed ha acquisito esperienza. Raggiungere un obiettivo così importante come un Mondiale, può aiutarlo a migliorarsi ancora, non solo in campo ma anche fuori con certi comportamenti. Potrà essere molto più importante per la sua squadra. Lo scontro con Zidane ? Sono cose che non dovrebbero capitare, né la provocazione né la reazione. Ma purtroppo succedono e, a volte, bisogna subirle.
Tre punte
- Dipende anche da chi saranno i nuovi arrivi, attaccanti, centrocampisti o eventuali esterni. Quando avremo la rosa al completo valutremo le soluzioni migliori. Giocare con due o tre punte o con due moduli differenti non cambia più di tanto. Ho sempre pensato che una squadra forte deve saper giocare in più modi.
Mercato
- Moratti dice che arriverà un attaccante tra Toni, Ibrahimovic e Trezeguet? Se arrivano in due è meglio, qualcosa ancora manca alla squadra.
Avversari più pericolosi
- Non lo so, bisogna aspettare per dirlo. Però credo che la Roma sia una squadra forte con un tecnico bravo che ha già fatto bene la passata stagione. Sicuramente saranno competitivi. Per parlare degli altri bisognerà aspettare quello che succederà nei prossimi giorni.
Il calcio italiano senza Moggi
- Mi astengo da questa risposta
In sostanza, per Adriano e Materazzi nessuno sconto. Nessuna fiducia nelle punte a disposizione. Il 4-4-2 resta il modulo favorito. Non si aspetta di vedere Juventus e Milan in serie A. Crede in un campionato scorso fortemente condizionato e si aspetta che gli venga assegnato lo scudetto. Sta godendo come un riccio per quel che è capitato a Moggi.
In bocca al biscione Mancio!

Rinunciamo alle coppe. Se è il prezzo da pagare per ottenere alla fine dei diversi gradi di giudizio, sportivo prima e amministrativa poi, un calcio italiano finalmente credibile. Per un anno o financo per tre, per quanto la Uefa riterrà opportuno. Gli strali di Della Valle e Lotito, espressioni della nuova imprenditoria che è terribilmente simile alla vecchia, i complotti politici evocati da Berlusconi e dal Milan, refrain trito e ritrito adattabile alle diverse situazioni, e l’ avvertimento della società Juve che fa capire che al di là di una pena accettabile o congrua che dir si voglia sarebbe disposta a dare battaglia fino all’ ultimo. Senza contare uomini politici e di sport in caccia di consensi, giornalisti leccaculo e tifosi accecati dal machiavellico fine che giustifica i mezzi. Un esercito di benpensanti e garantisti a comando che fa ribrezzo. Prepariamoci a questo teatrino che durerà tutta l’ estate non facendo un passo indietro dalla certezza che quelli del quartierino e dei salottini buoni devono pagare. Ed essere estromessi dal calcio. Quelli che schierano battaglioni di avvocati che presentano i loro clienti come buffoni patetici ed ignoranti. Sacrifichiamo la partecipazione alla Champions conquistata sul campo senza favori né imbrogli e poi chiediamo i danni a chi viola la clausola compromissoria e si rivolge alla giustizia ordinaria. Un risarcimento milionario a Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e pazienza se qualcuno rischierà il fallimento. Un campionato con anche solo una di queste in serie A, tanto per capirci i rossoneri, senza una pesantissima penalizzazione, sarebbe una sconfitta epocale che non ci possiamo permettere. Sarebbe un modo per far uscire un Moggi dalla finestra oggi per farne rientrare un altro fra 2 o 3 anni. I tifosi delle squadre coinvolte che si schierano con i loro dirigenti sono pericolosi mezzi di pressione sull’ opinione pubblica e sulla libertà di giudizio di chi sarà chiamato ad esprimersi in camera di consiglio. Vanno disinnescati, con un movimento di opinione compatto, in primis da noi supporters nerazzurri, che dobbiamo sapere di poter perdere e vincere ma solo per demeriti o meriti della nostra società, dei giocatori e di Roberto Mancini. Noi tutti dobbiamo vigilare: l’ esercito dei disonesti è sempre più ampio e in questi giorni si mescola con gli italiani che festeggiano i successi della Nazionale. In una mano il tricolore, in tasca il passamontagna.
Un gol subito su autogol in sei partite, nonostante sia cambiata per due quinti rispetto alla partita d'esordio, complici l' infortunio di Nesta, la squalifica di Materazzi, l' accantonamento di Zaccardo.
Avvocato Juventus : "Una pena congrua ? Direi come le altre squadre coinvolte, retrocessione in serie B e penalizzazione". ( Non ci giurerei, ma mi sembra una ammissione di colpevolezza di illecito sportivo ).
Avvocato Milan : "Meani non era dirigente del Milan. Nemmeno un dipendente. Si può quasi dire fosse un precario" ( a oltre 250.000 euro all' anno, mica male ). "Galliani sta a sentire ma non reagisce, non dice nulla. Ci sono dei suoni totalmente insignificanti che si usano nell'intercalare, che sono senza alcun significato. Galliani non commenta. L'accusa non esiste nel mondo reale, nel mondo fisico dei suoni". ( quando dice spinga spinga a Meani per la raccomandazione di alcune nomine arbitrali che suono usa?)
Lotito: " ”Sono entrato in Lega calcio per la prima volta l’8 ottobre del 2004 e ho inaugurato questa linea di rottura rispetto al sistema, e per questo mi hanno dato del matto e del suonato. Ho parlato di moralizzazione, di calcio didascalico e di nuova genesi di questo sport". ( Uno che parla così in effetti un po suonato lo deve essere). "Mazzini e` un personaggio toscano di reminiscenza boccacesca. Non potevo certo utilizzare un linguaggio aulico e per questo sembra che ci sia una grande familiarita` nelle conversazioni telefoniche. per me era diventato una sorta di psichiatra, mi tranquillizzava. D' altronde è un medico e si sa, i medici tranquillizzano. Emerge che sono un po strano, lo so, ma ho voluto anche avvicinare il calcio alla cultura. Ho istituito anche il cappellano della Lazio, che officia la Santa Messa ogni giorno" ( Uno così non levatecelo, vi rego!)
Della Valle: "Nel deferimento ci sono un sacco di errori, Palazzi mi ha confuso più volte con un'altra persona. Poi scrive che sono stato a mangiare con Bergamo a Coverciano mentre ero altrove. Quando ero a Bagno a Ripoli, Palazzi scrive Bagno a Rivoli. Fa pure gli stessi refusi dei carabinieri. Chiedono la mia testa sulla base di un teorema, il teorema Palazzi, costruito attorno al disegno di tre carabinieri che hanno cucito le intercettazioni così come hanno voluto. Contro di noi ci sono solamente alcune intercettazioni di Innocenzo Mazzini, un personaggio che con noi faceva la parte del vicepresidente della Figc, poi alle nostre spalle millantava qualsiasi cosa. Non c'è nient'altro. E pensare che noi Mazzini lo tolleravamo solo perché sapevamo che era quello che era.Io sono convinto che ci sia un filo conduttore con l'uscita della Roma dalla corsa alla Champions League. E non è un caso che le intercettazioni siano uscite sul Romanista proprio quando noi siamo entrati in Champions". ( Quella sul complotto l' ho già sentita...uhm..dove...)
Berlusconi: " Le indagini di Borrelli e le richieste di Palazzi dimostrano un movente ed una volontà politica assolutamente inaccettabili nell'ambito dello sport" ( Ah già..ecco chi gridava al complotto..ma Berlusconi e Della Valle sono davvero così diversi ?).
Dopo la requisitoria iniziale in cui Stefano Palazzi, contrariamente alle attese, è stato durissimo nei confronti del sistema orchestrato da Moggi, ecco le richieste di sanzione del procuratore federale che sostanzialmente avallano le indagini di Borrelli e del suo staff:
JUVENTUS : Serie C e 6 punti di penalizzazione. Revoca scudetto 2005 e non assegnazione scudetto 2006.
FIORENTINA e LAZIO : Serie B e 15 punti di penalizzazione, cancellata partecipazione alle Coppe Europee per il prossimo anno
MILAN : Serie B e 3 punti di penalizzazione, cancellata partecipazione alle Coppe Europee per il prossimo anno
MOGGI, GIRAUDO, CARRARO, BERGAMO, PAIRETTO, LANESE, MAZZINI, LOTITO, I DELLA VALLE, MEANI: 5 anni di squalifica più sanzioni pecuniarie
GALLIANI : 2 anni di squalifica
DE SANTIS, BERTINI, DONDARINI, RODOMONTI, MESSINA, ROCCHI E TAGLIAVENTO: 5 anni di squalifica con preclusione
PAPARESTA : 1 anno di squalifica
Tendenzialmente nel processo sportivo le richieste del procuratore federale vengono sostanzialmente accolte dall' organo giudicante, ma vista l'eccezionalità del caso, è probabile che le sentenze della CAF si possano anche discostare verso una minore linea dura. Certamente se le stesse venissero confermate sia in primo che in secondo grado, è sicuro il ricorso al TAR e alla giustizia ordinaria di tutte e quattro le società coinvolte, violando la norma compromissoria di recente istituzione e aprendo nuovi delicati scenari per il calcio italiano.

Tra poche ore il popolo bianconero sfilerà per le vie di Torino per urlare al mondo il proprio orgoglio juventino. Al di là del fatto che personalmente non sia un sostenitore delle manifestazioni di piazza e dei possibili confronti con la marcia granata di tre anni fa che vide una partecipazione oceanica quando il Toro retrocedeva ancora in B, la speranza è che tra coloro che sfideranno la calura di un sabato di luglio non ci siano quelli che festeggiarono l’ ultimo scudetto nonostante lo scandalo fosse già deflagrato e si fosse capito come quella vittoria fosse in realtà pesantemente taroccata. Quelli che si schierarono con la Triade e che ancora oggi credono che ci sia un complotto anti juventino alla base di quanto successo. La cultura della vittoria ad ogni costo è la filosofia che ha ispirato Moggi e Giraudo da più di dieci anni e che è diventata la realtà della squadra più amata e odiata in Italia. E’ questa l’ eredità più deleteria che proprio la Triade ci ha lasciato e che dovremo combattere non solo fino alla fine dei processi sportivi ma soprattutto dopo. Sventolino le bandiere come auspicio per un futuro diverso: la Juve del recente passato è stata la mela più marcia di un raccolto da buttare e da non ripetere. I tifosi juventini se lo ricordino e non trasformino una marcia di speranza in una patetica esibizione di fede ad ogni costo. Sarebbe davvero un incubo ben più grave di una retrocessione in B.

Ne provo nostalgia. Sì, del vero Pinocchio, quello uscito dalla fantasia e dalla penna di Carlo Collodi. La trasfigurazione umana di un Pinocchio dei tempi nostri che ieri era ospite di Ballarò è stata deprimente, spudorata, esagerata. Le lacrime di un Moggi tutt’ altro che pentito di aver taroccato chissà quanti campionati, minando alla base i principi di onestà e lealtà sportiva, non hanno intenerito nessuno. Anche perché probabilmente fanno parte di una strategia complessiva, di una linea difensiva concordata con avvocati e con le altre parti in causa. Negare tutto, anche l’ evidenza, e contrattaccare sulle ali del solito refrain tipicamente italiano: mi volevano fregare e ho dovuto comportarmi di conseguenza. L’ assunzione di responsabilità è un esercizio difficile perché presuppone coraggio, coerenza e personalità: tutte qualità che personaggi come Bergamo, Pairetto, De Santis, Carraro per finire a Moggi non hanno. Televisivamente è stato un bel colpo quello di Floris di avere l’ ex direttore generale disponibile per una intervista ma speravo calcasse un po più la mano. Si è trovato di fronte un muro di omertà, un giustificazionismo imbarazzante e messaggi che alcuni hanno definito di stile mafioso indirizzati a lobby di potere non nominate esplicitamente , ma nemmeno tanto oscure ( Carraro e Geronzi per la parte economica, Galliani e Berlusconi per la parte relativa ai diritti tv ). Le schede telefoniche slovene regalate agli arbitri? Per evitare di essere intercettati dai giornalisti. Paparesta chiuso nello stanzino? Lo ha fatto anche Stankovic nel sottopassaggio. Le indicazioni sulle griglie arbitrali? Consigli ad amici di lunga data che puntualmente facevano poi di testa loro. Conflitto di interessi con la GEA? Mai trattato con suo figlio, lo facevano Giraudo e Bettega. Controllava la Federazione? Tutt’altro, era Carraro, notoriamente appoggiato da Juve e Milan, che gli faceva la guerra. I suoi rapporti con i designatori? Rapporti di amicizia, anche Facchetti li aveva, anche Meani parlava con Collina. Le accuse di Baldini? Lui regalava Rolex agli arbitri. In questo quadro sconcertante, il rinnovato amore per la Juventus e i suoi tifosi: per dimostrarlo per l’ ultima volta ha ammesso che i vertici sapevano tutto quello che combinava( e in effetti ricordando quando chiedeva a Lapo delle macchine Fiat da avere per la società a prezzo stracciato da regalare sarebbe arduo pensare al contrario). Il dolore che questa vicenda ha portato alla sua famiglia non è paragonabile alla rabbia di milioni di appassionati delusi. Lui e suo figlio rimarranno fuori dal calcio ma anche dalla galera e potranno godersi i milioni guadagnati negli anni con le loro furberie. Ai tifosi nessuno potrà restituire la favola.
Le indagini di Borrelli sono pubblicate e scaricabili dal sito on line di Repubblica e particolarmente interessante è la parte che riguarda il Milan. Il procuratore Palazzi si è sostanzialmente uniformato alle indagini condotte dall' ex capo di Mani Pulite con una sola notevole eccezione: la posizione dei rossoneri e del loro vice presidente. Rispondere al motivo per cui si sia discostato in maniera così netta, provocando lo stupore se non l' irritazione dello stesso Borrelli e del suo staff e non seguendo la prassi, non è dato saperlo e forse lo scopriremo nei prossimi giorni. Giova però ricordare cosa ha scritto proprio Borrelli nella sua relazione relativamente alla posizione del Milan per dimostrare che quelle pubblicate dai giornali erano indiscrezioni fondate e non parte di un complotto per colpire i rossoneri come alcuni vorrebbero far credere.
Galliani e Meani
Per quanto riguarda il Milan, Borrelli certifica "l'emersione di una influenza, diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali (...) Per il Milan non può parlarsi di una organizzazione strutturata come quella juventina: ciò non toglie, comunque, l'emersione di una influenza diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali". Adriano Galliani "si è sforzato di prendere le distanze dal suo collaboratore Meani, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale... dove il ruolo del Meani risulta essere parte integrante (al di là della qualificazione formale) del Milan".
La morte del Papa
Per Borrelli la dimostrazione dell'influenza che il Milan poteva esercitare per il tramite dei suoi dirigenti diventa palese in una conversazione tra Galliani e Meani in cui "si ricorda che, nel corso della telefonata, lo slittamento del campionato, motivato dalla morte del Papa, viene determinato anche per consentire il recupero dei calciatori del Milan infortunati".
Anti Juve ma non solo
"Meani collaboratore con specifiche mansioni di addetto agli arbitri attiva il proprio giro di conoscenze, derivante dalla sua precedente attività quale arbitro, con il fine non solo di compensare i favoritisimi voluti dalla squadra bianconera, ma di fatto tentando di ottenerne favori ed a vantaggio del Milan (...) Proprio perché Meani non ricopriva cariche dirigenziali sarebbe immotivato ed inspiegabile l'iperattivismo dimostrato nell'avvicinare ed istruire arbitri ed assistenti, attività che invece trova significato nell'affidamento di tale incarico ad un semisconosciuto come Meani senza esporre direttamente la società".

(Super - Mean è un' idea degli amici di Interisti.org )
Non ci sono dubbi. O è più furbo di Lupin o più fesso di Gatto Silvestro. Adriano Galliani ieri sera ha perso la poltrona da presidente di Lega che legittimamente, perché votato dai presidenti, ma in palese conflitto di interessi, perché massimo dirigente del Milan, occupava dal 9 luglio 2002. Dallo scandalo intercettazioni però ne esce quasi pulito e comunque senza alcun addebito di illecito sportivo. Si finge indignato ed arrabbiato davanti ai giornalisti, nell’ ufficio dell’ avvocato Cantamessa ha tirato un sospirone di sollievo. Di quelli tipici di chi pensava di finire in galera perché ha fatto una rapina in banca e invece lo accusano di aver rubato una mela al mercato. Metafore a parte, il castello accusatorio messo in piedi dai carabinieri di Napoli da una parte e da Borrelli dall’ altra è stato per metà smontato dal procuratore Palazzi. O almeno non considerato sufficientemente suffragato dai fatti per un deferimento per illecito sportivo in base all’ Art.6. Il mostro a due teste, Juventus con gli arbitri e i dirigenti federali e Milan con guardalinee e tv, che governava il calcio italiano non esisterebbe. Esagerando Moggi era Polifemo e Galliani solo un occhio dello stesso mostro: sapeva, si arrabbiava, avallava, ma non faceva direttamente. Il buon Meani che prometteva trapianti di capelli ma anche nomine ai vertici delle strutture della CAN si muoveva motu proprio, non eseguiva ordini del vice presidente rossonero. Che è stato deferito perché conosceva questi metodi ma non faceva nulla per fermarli. Se non si trattasse di calcio, argomento tremendamente serio in Italia, mi verrebbe da liquidare il tutto con una sonora risata. E’ possibile che in una società organizzata, efficiente, rigorosa come quella milanista un semplice ristoratore come Meani potesse decidere autonomamente di combattere il sistema Juve, formato da Moggi, Giraudo, Carraro, Mazzini, De Sanctis, Pairetto e Bergamo, insomma non proprio da timide verginelle, da solo? E’ possibile che Galliani ne fosse solo sommariamente informato, che fosse convinto che il suo collaboratore millantasse molto ma combinasse poco, tanto da non avere voce in capitolo per avere un trattamento più favorevole per il Milan? Un manager a detta di tutti così capace come Galliani così poco avveduto? Oppure semplicemente preferiva dire certe cose a quattr’occhi, magari davanti a un risotto, nel ristorante del suo tesserato? Finirà che Meani si occuperà solo di vini e dessert e cancellerà i numeri di telefono degli arbitri. Lui, Zio Fester, lascerà il proscenio al ritorno di Cocoon Berlusconi alla guida del Milan ed esulterà come sempre come un pazzo invasato ad ogni gol del Milan in tribuna a San Siro o nello stadio che vuol costruire Ligresti a sud di Milano. Con buona pace di Borrelli e della Procura di Napoli.
Facciamo un po di chiarezza. Prima di tutto il comunicato FIGC : è volutamente vago per due motivi. Primo: necessità di dare comunicazione prima alle società coinvolte che, soprattutto nei casi di Juve e Lazio, sono società quotate in borsa. Secondo: necessità di fare un passo indietro e non spettacolarizzare in sé l’ evento oltre quel che è già successo. Sia Rossi, sia Borrelli, sia Ruperto vogliono al massimo evitare un processo di piazza e seguire per una volta i crismi giuridici.
Poi più in particolare arriviamo ai deferimenti. La violazione dell’ Art. 1 è abbastanza normale ( anche Figo fu giudicato per violazione dello stesso articolo quando disse che Moggi salì dagli arbitri) e generica nella sua formulazione. Riguarda tutti i tesserati e tutte le squadre coinvolte. Le sanzioni? Molto variabili: si va da una ammonizione o una ammenda in su, sia per le società coinvolte ( Art.13 ) sia per i singoli tesserati ( Art. 14 ). In una scala di responsabilità essere deferiti solo per la violazione dell’ Art.1 è sicuramente meno grave che per la violazione dell’ Art. 6 che si sostanzia nell’ illecito sportivo e nella sua mancata denuncia.
Il fatto che nel comunicato FIGC si faccia riferimento ad “art.1 o art. 6” significa che una delle squadre coinvolte non è deferita per l’ Art. 6 e che quindi non ha compiuto un illecito. Domanda: può comportare la retrocessione una violazione dell’ Art. 1 da parte di un legale rappresentante della società, come può essere per Galliani? In casi gravissimi sì. Come detto perle sanzioni si va da una semplice multa passando per penalizzazioni e retrocessione.
Attenzione: il fatto che nessuna società sia stata deferita per violazione dell’ Art. 9 comma 1, ossia la norma sulla responsabilità oggettiva, significa che il Milan non è considerata responsabile nemmeno per il comportamento di Meani, il quale sarebbe deferito personalmente anch’ esso per violazione dell’ Art.1.
Veniamo all’ Art. 6, per il quale al comma 1” Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo”. In questo caso, ed è sicuramente quello della Juventus, che in base all’ Art.2 risponde direttamente dell’ operato di chi legalmente la rappresenta, ossia Giraudo e Moggi, se viene acclarato il reato, ha come sanzione minima la retrocessione all’ ultimo posto del campionato di appartenenza e in caso di reiterazione plurima anche l’ assegnazione ad un campionato a scelta del Consiglio Federale e la perdita degli scudetti. Quindi potenzialmente la C1 o la C2.
Inoltre, e probabilmente è il caso della Fiorentina e forse della Lazio, in base al comma 2 dello stesso art. 6, “Le società, i loro dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui al comma 1, ne sono responsabili”. Qundi se sarà dimostrato che Della Valle ha chiesto protezione a Moggi, subirà come minimo la retrocessione in quanto è legale rappresentante della società.
In sostanza la posizione del Milan sembra davvero molto meno grave e difficilmente si può pensare ad una retrocessione, mentre la Juve si deve aspettare il peggio. Intermedia la posizione di viola e laziali.
SENTENZE PROBABILI :
Juve in C1 o in B con penalizzazione, revoca degli scudetti
Fiorentina in B, con o senza penalizzazione
Lazio in B
Milan in A senza Champions e con penalizzazione per il prossimo campionato
Ecco una indiscrezione tutta da verificare sui deferimenti della Procura federale sullo scandalo intercettazioni di Stefano Palazzi.
JUVENTUS: Responsabilità diretta ( Moggi direttore generale e consigliere di amministrazione e Giraudo amministratore delegato ) per violazione plurima dell’ Art. 6 del Codice di giustizia sportiva. Si configura come illecito sportivo realizzato la creazione di un sistema che permetteva il controllo delle designazioni, degli arbitri con la connivenza di dirigenti federali. Ciò risulta dalle intercettazioni effettuate, dalle dichiarazioni incrociate di Paparesta e Martino, nonché dalle indagini dei carabinieri che sapevano definire in anticipo con certezza le designazioni successive.
Sanzione: In base all’ Art.13 comma g,h,i viene prevista la retrocessione all’ultimo posto dell’ultimo torneo di serie A, revoca degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006 , predisposta l’assegnazione al campionato di serie C1 per l’aggravio delle sanzioni
FIORENTINA : Responsabilità diretta ( Della Valle presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo realizzato l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. La prova è dedotta dalle intercettazioni e dalla partita Lecce – Parma. Si configura inoltre come illecito presunto il tentativo, denunziato dal giudice …. su confidenza del presidente Lotto, di addomesticare la partita Lazio – Fiorentina.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g e h, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto dell’ ultimo torneo di serie A, nonché la penalizzazione di punti 6 da scontare nel prossimo campionato di serie B.
LAZIO : Responsabilità presunta ( Lotito presidente ) per violazione dell’ Art. 6 del Codice. Si configura come illecito sportivo presunto l’aver consentito che altri compiano a proprio interesse fatti che rientrano nella tipologia dell’ illecito sportivo, nonché il mancato obbligo di denunzia. Ciò risulta dalle intercettazioni del presidente Lotto con il vice presidente federale Mazzini, facente parte del sistema che condiziona il campionato.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma f, è prevista una penalizzazione in classifica da scontare in parte nel campionato appena trascorso con perdita della zona Uefa e in parte nel prossimo campionato di serie A, di punti 12.
MILAN : Responsabilità oggettiva ( Meani dirigente ) e responsabilità presunta ( Galliani vicepresidente ) per violazione dell’ Art. 6 del codice. Si configura come illecito sportivo realizzato quello di Meani per ottenere i guardalinee desiderati in due partite. Si configura come illecito sportivo presunto quello realizzato da Galliani nell’essere a conoscenza e aver assecondato la nomina di alcuni dirigenti della CAN come provato dalla telefonata con il Meani stesso.
Sanzione : In base all’ Art. 13 comma g, è prevista la retrocessione all’ ultimo posto della classifica del torneo appena concluso e disputa del prossimo campionato di serie B.
A partire da oggi IOSTOCONMANCINI seguirà le varie fasi del processo sportivo nella sezione della tag CALCIOPOLI.
Cominciamo, a poche ore dai deferimenti del giudice Palazzi, a sapere qualcosa di più sulla giustizia sportiva.
Cos'è la Giustizia sportiva?
La giustizia sportiva non è nient'altro che l'espressione del diritto sportivo. Diritto che disciplina l'intera vita dello sport.
Com'è organizzata la Giustizia sportiva?
L'organizzazione della Giustizia sportiva è strettamente connessa con quella della Giustizia ordinaria. Vi sono tre gradi di giudizio con i Giudici sportivi per il 1° grado, la Commissione disciplinare per il 2° grado e la Commissione d'Appello Federale (C.A.F.) per il 3° grado. Accanto ai giudici, come avviene nella giustizia ordinaria, c'è chi fa le veci della Polizia giudiziaria e del Pubblico Ministero. Questi due compiti sovrintendono, rispettivamente, l'Ufficio Indagini e la Procura Federale.
Chi sono i Giudici sportivi?
I Giudici sportivi sono persone estranee alla struttura della Federazione e delle Leghe. Vengono scelti, prevalentemente, in ambito delle professioni forensi. Hanno il compito di giudicare eventuali violazioni al codice di giustizia sportiva.
La giustizia sportiva, per il suo operato, si basa esclusivamente sui rapporti dei giudici tecnici?
Il referto arbitrale è un atto avente "fede privilegiata". Pertanto quello che succede in campo è "fotografato" dal rapporto dell'arbitro. Da qualche tempo ci si avvale della cosiddetta prova televisiva, ma che è circoscritta a determinate fattispecie. Un altro aspetto molto importante è la responsabilità oggettiva delle Società per i fatti che accadono dentro e fuori dal terreno di gioco. In ultimo l'Ufficio Indagini può iniziare un procedimento in modo autonomo o su richiesta di un associato.
Giustizia ordinaria e Giustizia sportiva, quali i rapporti e quali le differenze?
Tutto quello che non è previsto dalla normativa sportiva, per analogia ci si rifà sia ai principi del Diritto civile, sia al Diritto amministrativo, sia al Diritto penale a seconda del problema.
La Giustizia sportiva è sovrana rispetto alla Giustizia ordinaria? Es. Se si colpisce un avversario, questo può ricorrere alla Giustizia ordinaria?
Normalmente tutti i tesserati del mondo dello sport sottostanno ad una cosiddetta clausola compromissoria, nel senso che possono adire l'autorità giudiziaria ordinaria, sia nel civile che nel penale, solo ottenendo l'autorizzazione dal Presidente della Federazione. Senza autorizzazione si incorre in sanzioni, ovvero il tesserato viene deferito e quindi condannato ad ammende o periodi di sospensione dalle attività sportive.