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lunedì, 17 luglio 2006

QUANDO CAINO DEVE MORIRE

Si è toccato il fondo dello squallore. Luciano Moggi, alla deriva professionale in quel di Follonica ( a quella umana come si è visto ci era già arrivato da tempo ), sceglie Repubblica per scagliarsi con ancora più ardore contro l’ Inter. Accuse generiche, false, qualunquistiche, in linea con il personaggio. Fa parte di una strategia difensiva ad ampio raggio, della quale si fanno portavoce squallidi lacchè come Padovan e il suo giornale Tuttosport e altri personaggi rispettabili solo in apparenza, che serve per creare un clima favorevole per ottenere pene sempre più miti per lo scandalo di Calciopoli, sia in sede sportiva che quella ordinaria. Fumo negli occhi di chi non vuole o non sa guardare alla realtà, e purtroppo in Italia di gente così, incapace di farsi una propria opinione e che preferiscono mischiarsi in un gregge, ce ne sono troppe. Pecore al soldo dei pastori: molti tifosi juventini, fiorentini, laziali e milanisti sono di questa specie. Finalmente Massimo Moratti negli ultimi giorni ha abbandonato come auspicavo da tempo la tradizionale linea di aplomb e rispetto e oggi ha annunciato che querelerà Moggi per le sue dichiarazioni infamanti. Accusare Facchetti di essere coinvolto nella fideiussione falsa che ha usato la Reggina per difendersi, l’ Inter di essere la mente dietro al deflagrare di Calciopoli e addirittura di essere coinvolta in maniera più grave perché il presidente nerazzurro interloquiva con Bergamo, oppure rivangare ancora la storia del passaporto falso di Recoba per il quale l’ Inter ha già pagato, è troppo. Spero che ci si decida anche a far partire una causa civile risarcitoria verso la Juventus e i club coinvolti nello scandalo, perché in presenza di una colpevolezza accertata, ce ne sarebbero tutti i presupposti. Restino in B o in A, ma seppelliti da centinaia di milioni di euro da pagare come risarcimento danni. Voglio vedere poi dove troveranno questi soldi. Sicuramente non li tirerà fuori Moggi che ha scelto di non difendersi davanti alla giustizia sportiva non avendone la possibilità. Ora, da fuori, vuol diventare il rompicoglioni libero da condizionamenti e il depositario della verità assoluta. Troppo semplice, troppo facile, troppo nauseabondo. Moratti ha parlato di persone sempre più disperate che si difendono come possono cercando di deviare le attenzioni dell’ opinione pubblica, ossia coinvolgendo più persone possibili. La parte buona del Paese deve avere la forza di liberarsi di gente così. Lo si è parzialmente già fatto con Berlusconi, ora tocca all’ ex direttore generale della Juve e ai suoi compari. Prendamoci scudetto, i loro giocatori e i loro soldi. Tutto quello che si può, perchè di altro, ossia rispetto, onestà e dignità, in alcune persone e società non vedo traccia.

postato da: chico75 alle ore 15:00 | link | commenti (7)
categorie: calcio, juventus, moggi, calcipoli
domenica, 16 luglio 2006

GLI ULTRAS IN ABITO SCURO E LA SPERANZA CHE NON MUORE

Le sentenze di primo grado sono arrivate e chi aveva letto i deferimenti di Palazzi aveva già da tempo intuito come sarebbe terminato il processo davanti alla CAF. Scrivere che la Juventus rischiasse la C o una pesante penalizzazione in B era nell’ ordine delle idee, in relazione alla gravità delle violazioni contestate. Anzi, si può sostenere senza termini di smentite che sia una sentenza che ha tenuto conto della storia e della situazione economica dei bianconeri, quindi particolarmente favorevole. Un paradosso? Solo in apparenza. Se sul piano sportivo concretamente non c’è questa differenza, specie in ottica futura, poiché l’ obiettivo dei giudici era quello di impedire che tornasse in A in un anno, finanziariamente la retrocessione in terza serie avrebbe significato quel fallimento che la B in ogni caso scongiura, sia per i maggiori introiti sia per la possibilità di tenere un numero maggiore di suoi calciatori sotto contratto. Inizia male la neo dirigenza juventina che prima con il suo avvocato fa capire di gradire una situazione di penalizzazione in B e poi grida allo scandalo puntando a portare avanti all’ infinito le sentenze di Calciopoli, ben oltre la giustizia sportiva. Il neo presidente Cobolli Gigli mi ricorda già quel Giraudo di cui si sono frettolosamente liberati, con la differenza che questo si deve far conoscere ed è in cerca di consensi: per questo si presenta davanti ai microfoni e ai tifosi radunati davanti alla sede per ergersi a paladino della causa juventina. Una recita patetica, non c’è che dire. Giustamente infuriati possono dirsi i tifosi viola e laziali perchè la pena comminata non rappresenta sufficientemente la grande differenza di colpevolezza tra la loro posizione e quella della Juve. Erano Moggi e Giraudo a tessere i fili, loro si sono piegati al potente di turno. In sé la sentenza è condivisibile ( non possono rimanere in A le squadre i cui presidenti hanno chiesto protezione per salvarsi ) ma cessa di esserlo se confrontata con quelli che ha ottenuto la Vecchia Signora, anzi la Vecchia Puttana ormai. Ma i motivi per cui non si è mandata la Juve in C li ho appena spiegati. Si deve ancora aprire il filone dei risarcimenti: e dove non ha fatto la giustizia sportiva potrebbero fare ancora più pesantemente le cause civili. Per il Milan il discorso è diverso: è stato furbo Galliani che ha lasciato Meani a sporcarsi le mani per poi disfarsene in sede processuale. Il deferimento per responsabilità oggettiva scelto da Palazzi difficilmente si sarebbe potuto punire con la stessa serie riservata alle altre accusate di illecito sportivo. Resta una indelebile vergogna, non la prima in verità, per i rossoneri: 44 punti di penalizzazione per lo scorso torneo, 15 per il prossimo, senza Coppe per un anno e l’ amministratore delegato nonché presidente di Lega inibito per un anno: mica male. Senza dimenticare la caduta di stile di chi si è preoccupato di fare i conti e sottolineare come sia possibile disputare la UEFA al posto dell’ Empoli. Uno squallore degno di Marsiglia. Come ha sottolineato Moratti nessuno tra i vari Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Mazzini, Pairetto ha minimamente provato a chiedere scusa se non altro ai propri tifosi. “ Ho visto un aumento di arroganza, mentre è totalmente assente la vergogna…”. Chapeau Massimo. Vergogna che non manca anche ai parlamentari tifosi e ai sindaci delle città coinvolte, da Domenici a Chiamparino: tutti in cerca di popolarità e soprattutto di consenso e voti. Da tempo sono entrati anche loro sulla scena e promettono di farlo ancora più pesantemente una volta che sarà stata interpellata la giustizia ordinaria e amministrativa. Usando se necessario anche gli ultras da curva, pronti a scendere in piazza, da cui non sono molto diversi per prepotenza e arroganza. Non è finita per il nostro calcio e il Mondiale sembra già lontano, dopo soli 7 giorni. Quel che resta intatta è la speranza di farcela, contro pronostico come han fatto gli azzurri. Credo sia questo quel che di più bello ci abbia lasciato l’ avventura di Germania 2006.

postato da: chico75 alle ore 21:11 | link | commenti (1)
categorie: calcio, milan, juventus, moggi, galliani, intecettazioni, calcipoli