CIAO GIACINTO

Blogger: chico75

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
Sports Blog Top Sites BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TOP 100 SOCCER SITES

Archivio

oggi
--- 2006 ---

Partecipano

lunedì, 29 maggio 2006

CAPELLO SPUTTANA MORATTI

" Prima ho incontrato il figlio di Moratti (a Lugano), mi ha chiesto un sacco di cose, ma prima dell'ultima di campionato il patron mi ha detto che non se ne faceva più niente, inventandosi la scusa dello scandalo. In realtà, siccome non è la prima volta, ho avuto l'impressione che a Moratti piaccia fare l'allenatore e così gli ho fatto da consulente anche se di solito le consulenze si pagano. Con l'Inter non s'ha da fare matrimonio, sono stato contattato non so più quante volte da Moratti, prima di Lippi e prima di Mancini. Mi vien da ridere quando leggo che l'Inter sarà più italiana con i nomi dei giocatori indicati da me". Nell’ intervista di Fabio Capello rilasciata alla Gazzetta dello Sport vengono confermate le indiscrezioni riportate da molti quotidiani sportivi che giunsero alle orecchie di Roberto Mancini, il quale nelle interviste pre e post finale di ritorno di Coppa Italia parlò da ex allenatore dell’ Inter. Poi lo scandalo che ha travolto la Juventus ha convinto Moratti a cambiare per l’ ennesima volta idea e a rinunciare ad ingaggiare il tecnico più bravo del mondo, come lo ritiene. In quei giorni anche il sottoscritto scrisse che le percentuali di permanenza del Mancio in panchina erano bassissime, avendo avuto conferma dell’ incontro di Lugano da uno dei presenti all’ incontro in terra svizzera. Tenere il mister jesino è quindi una decisione non figlia di motivi tecnici e quindi già sbagliata in partenza, come scrissi all’ epoca. Non perché non sia personalmente contento di questa situazione, ma perché è una ulteriore dimostrazione dell’ approssimazione e del dilettantismo con il quale viene gestita questa società che sarà pure pulita ma è nelle mani di chi continua a gestirla come un giocattolo.

Guarda il video cult a sinistra nella home: Il Codice da Moggi

postato da: chico75 alle ore 11:49 | link | commenti (5)
categorie: calcio, inter, moratti, mancini, capello
venerdì, 12 maggio 2006

DOMANDE SENZA RISPOSTA: NEL MEZZO DI UNA RIVOLUZIONE

Sto partendo per il weekend...dopo aver saputo gli ultimi sviluppi dell'ichiesta napoletana mi sono venute spontanee queste 10 domande...ci rileggiamo lunedì..a sensazione ci saranno molte cose da scrivere..

1 – De Sanctis arbitrerà ancora una partita? Non dico dopo il Mondiale, ma proprio a partire da ora.
2 – Chi viola il regolamento sportivo scommettendo sulle partite può vestire la maglia azzurra?
3 – Riuscirà l’ormai onorevole avvocato Buongiorno, dopo aver fatto assolvere Andreotti e Bettarini, a far passare per un simpatico buontempone Luciano Moggi ?
4 – Dopo Tosatti e Biscardi, chi saranno i giornalisti che finiranno presto sputtanati ? Si parla di uno che si occupa di Inter per Mediaset e che non perde occasione per linciare Mancini reo di non essere più alla GEA e di un altro di una tv privata che si occupa di Juventus e si fa comprare con qualche cena pagata e qualche pacca sulle spalle…
5 – Ora che sono entrati in azione pure i carabinieri è ancora un pissi pissi bau bau per Galliani?
6 – Vi fa davvero pena vedere Moggi così disarmato di fronte a Staffelli di Striscia la Notizia?
7- tifosi juventini avranno il coraggio di festeggiare questo finto scudetto? A leggere gli incredibili commenti in blog come questo parrebbe di sì : http://jbc.splinder.com
8- Cosa aspetta Massimo Moratti a schierarsi, lui che si è sempre battuto per il calcio pulito? Perché i dirigenti di Lazio,Fiorentina,Udinese,Roma e Milan fanno lo stesso?
9 – Non è che il Milan va in B per la terza volta ?
10 – Fabio Capello era così all’oscuro di tutto ?

LA COPPETTA CHE SI PUO' FESTEGGIARE

Tre vittorie in manifestazioni ufficiali in due anni ( non succedeva da oltre 30 anni ), due campionati che definire almeno non condizionati o indirizzati è quantomeno difficile( quale altra squadra italiana potrà festeggiare appieno qualcosa quest'anno?), un gioco spesso convincente e una identità di appartenenza alla società e ai colori certa e provata. Dall’ altra parte della bilancia la notte di Villarreal, che lo stesso Massimo Moratti, gli addetti ai lavori e gran parte dei tifosi hanno imputato ai calciatori. Basta questo per considerare negativo il bilancio di Mancini e puntare su Fabio Capello ? Evidentemente sì, se si leggono tra le righe le parole di un mister abbastanza abbacchiato nella conferenza stampa del dopo partita, l’assenza di Facchetti e degli altri dirigenti ai microfoni della stampa e lo sguardo imbarazzato e severo del patron in tribuna durante la premiazione. Una espressione del viso che purtroppo gli interisti conoscono bene, quella che ha quando deve fare una cosa di cui non è molto convinto e che gli costa a livello personale. Come mandare via un allenatore scelto da lui. Al di là dell’ atteggiamento polemico della curva, che non mi sento di condividere ma nemmeno di condannare perché espressa nei canoni della civiltà, considero ancora che il progetto tecnico debba continuare almeno per un altro anno, non tanto perché non c’è nessuno migliore del Mancio che possa sedere su quella panchina, ma per la convinzione che con questa rosa e con questa disorganizzazione societaria nessuno, nemmeno Capello, avrebbe potuto fare meglio. Non so come stia maturando questa decisione, forse nell’ ultimo mese Moratti ha scelto di delegare la gestione manageriale ad una persona che scopriremo lunedì e che mi auguro non sia ancora Luciano Terraneo, presente all’ incontro con Capello senior e junior ( anche lui procuratore ) e figlio di Moratti in quel di Lugano la settimana scorsa e subito spifferato alla stampa. Quel Terraneo che, scaricato per far posto a Marco Branca, informò il Chelsea di una clausola contenuta nel contratto di Adriano, allora al Parma,e che costrinse l’ Inter a spendere oltre 20 milioni di euro per evitare la beffa. Ero tra i pochi che continuava a ritenere meno probabile la conferma dell’ allenatore anche in queste ultime settimane, ma continuo a sperare in qualche ravvedimento, anche perché in caso di esonero ci sarebbero altri 7-8 milioni di euro lordo da sborsare, oltre ai ricchi emolumenti richiesti da Don Fabio. Per quanto riguarda la partita di ieri, l’ Inter ha fatto valere la maggiore esperienza dei suoi uomini chiave, rischiando pochissimo contro una buona Roma infarcita come sempre di riserve ma capace di mantenere un buon livello di gioco e una personalità da grande squadra nel prossimo futuro. Restano negli occhi gli splendidi gol di Cambiasso e Cruz, senza dubbio assieme a Figo, positivo anche lui seppur molto stanco, i migliori per continuità e impegno.

MANCINOMETRO: La vittoria in Coppa non avrebbe inciso sulle decisioni. Le percentuali di conferma, dopo alcuni segnali giunti ieri sera come descritti nell'articolo, fanno propendere per ua percentuale di conferma in discesa: siamo attorno al 25 %.

postato da: chico75 alle ore 10:25 | link | commenti (9)
categorie: calcio, coppa italia, inter, moratti, mancini, capello
martedì, 28 marzo 2006

CAPELLO, O IMPRESA O FALLIMENTO

Grande in Italia, pallida in Europa, specie in trasferta. E’ la storia della Juventus, la cui dimensione internazionale è di molto inferiore ad Ajax e Liverpool ad esempio. La fortuna aveva spinto i bianconeri negli ottavi, la sconfitta netta di Highbury riporta bruscamente alla realtà l’ ambiente torinese che si dovrà accontentare della supremazia nei confini nazionali, a meno di una grande prestazione nel ritorno a Torino. Se Roberto Mancini è stato preso per vincere o il campionato o la Champions, a Fabio Capello si chiedeva di vincere in campo internazionale. Gli acquisti di Vieira, Kovac e Mutu quest’ anno e Ibrahimovic, Emerson e Cannavaro l’ anno scorso sono stati fatti per conquistare la coppa dalle grandi orecchie. Non nascondiamoci la realtà: per vincere lo scudetto bastavano Trezeguet e Del Piero, Nedved e Camoranesi. Gli scudetti prima dell’ avvento di don Fabio erano 27 ed essere a 29 non cambia di molto la storia: li poteva vincere anche Lippi. Ma come è maturato questo 2 a 0? E’ spiegabile solo con la maggiore freschezza atletica degli inglesi e con un metro di giudizio arbitrale meno protettivo rispetto all’ Italia? Non solo: tatticamente Capello non è riuscito a trovare le contromosse per il 4-5-1 di Wenger, con il solo Henry punta e con Reyes a fare da spola tra attacco e centrocampo, supportato da Pires. Su quella fascia sinistra, da dove spesso parte anche l’ attaccante francese fortemente voluto da Moratti, Zebina viene travolto e Camoranesi non fornisce il solito apporto. In mezzo stupisce chi in Italia ancora non lo conosce il 18enne spagnolo Fabregas, che fa fare una figuraccia al suo maestro Vieira. Con l’ ultimo indisponente Ibrahimovic e Mutu annullato da Eboue, non ci sono spazi per creare gioco e per far arrivare uno straccio di palla a Trezeguet. Le espulsioni di Zebina e Camoranesi complicano il ritorno contro una squadra londinese che è a 28 punti dal Chelsea ed era senza Campbell, Cole e Lauren, tre titolari del reparto arretrato: bisognava fare di più. Lo spettro del Liverpool sembra tornare quando tutti già pensavano alla possibile semifinale contro l’ Inter e, in caso di eliminazione, Fabio Capello dovrà risponderne in prima persona.

postato da: chico75 alle ore 23:42 | link | commenti (2)
categorie: calcio, juventus, capello
sabato, 11 marzo 2006

PERCHE CAPELLO NON VENNE ALL'INTER

Molti si sono chiesti perchè l’ Inter, quando decise di non continuare con Zaccheroni, non prese in considerazione Fabio Capello, in partenza da Roma e poi finito sulla panchina juventina. Lo stesso tecnico campione d’ Italia rivelò che era disposto a lavorare per il club di Moratti lasciando intendere che ci fu più di un abboccamento, ma poi, vista l’ indecisione del patron, si accordò con Luciano Moggi e Antonio Giraudo in un paio di giorni. Quel che spinse l’ Inter ad abbandonare la pista Capello furono le richieste economiche e tecniche di don Fabio da Pieris. Al di là di un contratto pari a quello delle stelle della squadra, chiese l’ acquisto di 4 grandi giocatori, la cessione di alcune pedine importanti della rosa nerazzurra e addirittura la ridefinizione di alcuni ruoli in società. Alla Juventus è riuscito ad avere voce in capitolo nella campagna acquisti, cosa mai successa prima, e ha preteso un grande nome per ogni settore del campo: arrivarono Cannavaro ( pagato zero euro all’ Inter ma che ha un ingaggio al lordo delle tasse di quasi 10 milioni l’anno), Emerson e Ibrahimovic, che sono costati alla Triade bianconera un non facile programma di risanamento che addirittura è sfociato nella cessione della sede ed ha avuto come conseguenza uno dei pochi bilanci in rosso. I nerazzurri, che hanno imboccato la via del risanamento dopo anni di follie ed errori sul mercato, non potevano nè vollero accontentarlo e Moratti, che già ammirava Mancini da tempo, sciolse i dubbi e puntò sul tecnico jesino. Ora lo stesso sta accadendo al Real Madrid che non può più permettersi di sbagliare dopo il flop della strategia dei Galacticos. Don Fabio ha chiesto un ingaggio superiore di un euro a quello delle stelle della squadra, la cessione di Ronaldo, Roberto Carlos, Zidane, Salgado ed Helguera e l’acquisto di almeno 4-5 grandi assi mondiali: Vieira, Gerrard, Adriano e Ibrahimovic e un difensore da scegliere in una rosa ristretta che comprende tra gli altri Chivu e Cannavaro. In alternativa sarebbero graditi anche i giovani spagnoli Fabregas dell’ Arsenal e Xabi Alonso del Liverpool, ma solo se questo sacrificio fosse necessario per arrivare ad altri grandissimi colpi. E’ vero che ha i risultati dalla sua parte e che il Real è il club più ricco del mondo, ma con giocatori di questo livello saprebbero vincere in molti. Forse anche il tanto criticato Zeman, ma anche il tutt’ altro che suo amico Mancini. Il quale firmò un triennale da circa 10 milioni netti in totale, un terzo di Capello, che chiese per il primo anno l’ arrivo dei suoi fedelissimi Favalli, Mihajlovic e Veron, tutti a parametro zero, che ha puntato su Cambiasso, costato zero e in cui quasi nessuno credeva, e si è pure trovato il non richiesto Davids. Quest’ anno poi, sulla scia del successo in Coppa Italia e del buon finale, aveva indicato come necessario l’ arrivo di un grande difensore ( scelse Luisao del Benfica, ma poi si spalancò la possibilità di prendere Samuel) , di un portiere ( accettò Julio Cesar portato al Chievo da Branca), di un esterno ( voleva Cesar, accettò Solari, Figo fu scelto da Moratti )e di un regista che potesse prendere gradualmente il posto di Veron, ossia Pizarro. Come si nota richieste ben diverse da quelle di Capello e soprattutto la condivisione di un programma di ridimensionamento delle spese e dei costi, scommettendo comunque sulla sua convinzione di portare l’ Inter ad una grande vittoria nel giro di due-tre anni e di cambiare radicalmente la filosofia di gioco. Ha portato, finora, due trofei nei due anni che l’ Inter ha speso meno, facendo vedere significativi progressi sul piano della qualità della manovra. Un piccolo miracolo in fondo l’ ha già compiuto, anche senza chiamarsi Capello.

postato da: chico75 alle ore 01:10 | link | commenti (9)
categorie: calcio, inter, mancini, capello