A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI

Solo la fortuna, materializzatasi in un clamoroso errore del portiere Wiese a due minuti dalla fine, ha impedito alla Juventus di fare la fine del Chelsea. La solidità e la continuità dei bianconeri e dei Blues nei rispettivi campionati sono qualità che nella formula ad eliminazione diretta contano fino ad un certo punto. I colpi risolutori dei fuoriclasse e dei giocatori dotati di maggior estro e fantasia, nonché i singoli episodi che possono incidere sul normale svolgersi di una partita, fanno la differenza a questo punto della Champions League. Non si vuole criticare due società vincenti che sono ai vertici mondiali, ma sottolinearne le loro caratteristiche strutturali. Dire che la Juventus avrebbe comunque meritato la qualificazione è come riconoscere un qualche valore alla vittoria ai punti in una partita di calcio. Il Werder Brema era stato bravo nella partita d’ andata a sovvertire nel finale il risultato dopo che il gol di Trezeguet del provvisorio 2 a 1 aveva quasi chiuso la qualficazione e nella partita di Torino non si è snaturato chiudendosi in difesa a protezione dell’ esiguo vantaggio. Ha segnato con Micoud e ha sfiorato in almeno altre tre occasioni la rete probabilmente decisiva, pur subendo come normale specie nella ripresa il predominio dei bianconeri. Non sarebbe stata scandalosa per nulla la qualificazione tedesca, mentre Fabio Capello deve ringraziare la Dea Bendata che gli ha permesso di gioire nonostante avesse completamente sbagliato sia le scelte di formazione sia l’ approccio tattico e tecnico. Ha ammesso a fine partita che non si aspettava la loro pressione né di subire a tal punto il fuorigioco esasperato orchestrato da Schaaf. In quel di Barcellona invece a decidere è stata la magia di Ronaldinho che ha sbloccato un match che i blaugrana hanno controllato a loro piacimento fin dall’ inizio. Timido e monocorde l’ atteggiamento del Chelsea che si è presentato al Nou Camp come se dovesse difendere lo 0 a 0. Mourinho non è riuscito ad inventarsi nulla e ha sperato che un episodio potesse dare il la alla rimonta Con Lampard malconcio, Robben e Drogba annullati da Marquez e compagni c’ era poco da sperare, specie se non si rischia di giocare con due punte nemmeno nel secondo tempo. Il tecnico portoghese ha ragione quando ricorda l’ espulsione dell’ andata come episodio condizionante la qualificazione, ma la sua squadra non si è dimostrata mai al livello tecnico di questo Barcellona; forse cederà alla tentazione di portare a Stamford Bridge qualche grande nome, magari meno incline alla disciplina tattica, ma più decisivo in queste partite. Capello per questo spera di recuperare Ibrahimovic, croce e delizia, nella migliore forma: sa che senza le sue invenzioni difficilmente potrà sperare di arrivare fino a Parigi. A meno che la fortuna ci metta ancora una grossa mano.
Tra i tanti motivi che fanno di Barcellona – Chelsea di stasera l’ ottavo di finale più interessante di Champions League, ho trovato significativa l’ inchiesta pubblicata dal quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo, che mette a confronto la rosa delle due squadre relativamente a quanto sono costati alle loro società. Il risultato, peraltro prevedibile, dimostra come si possa essere ai vertici dei rispettivi campionati da ormai due anni seguendo sul mercato due strategie totalmente diverse. Abramovich non ha badato a spese per seguire le indicazioni dei suoi allenatori, offrendo cifre spesso superiori al necessario per convincere le altre società a privarsi delle loro stelle o presunte tali. Joan Laporta e lo staff blaugrana hanno puntato molto sulla valorizzazione del vivaio, riuscendo a mettere a segno anche ottimi affari sui giocatori a parametro zero, e investendo decine di milioni di euro solo sulle grandi stelle, investimento per altro inferiore al valore di mercato attuale e in riferimento al loro rendimento in campo. Nel Chelsea solo sei giocatori della rosa erano già nelle file dei Blues prima dell’ avvento del magnate russo: Cudicini, Terry, Gallas, Huth, Lampard e Gudjohnsen, addirittura ben dieci neo acquisti sono costati più del portoghese Deco, pagato 15 milioni di euro dopo il brillante Europeo portoghese, mentre i compagni Ferreira e Carvalho, voluti da Mourinho, sono stati pagati rispettivamente 20 e 30 milioni di euro. La partita di stasera non sarà solo la possibilità per gli spagnoli di consumare la vendetta dopo l’ eliminazione dell’ anno scorso: è un modo per mostrare al mondo che si può vincere anche spendendo meno ma facendolo meglio. Vediamo la tabella che mette a confronto le due rose, con l’ anno di acquisto o di approdo in prima squadra e il costo in milioni di euro.
| Giocatore | Anno | Costo in Mil. Euro |
| Valdes | 2002 | 0 |
| Jorquera | 2003 | 0 |
| Belletti | 2004 | 4 |
| Marquez | 2003 | 5 |
| Puyol | 1999 | 0 |
| V.Bronckorst | 2003 | 0 |
| Gabri | 1999 | 0 |
| Oleguer | 2002 | 0,5 |
| Edmilson | 2004 | 6,2 |
| Silvinho | 2004 | 2,4 |
| Van Bommel | 2005 | 0 |
| Motta | 2001 | 0 |
| Xavi | 1998 | 0 |
| Deco | 2004 | 15 |
| Iniesta | 2002 | 0 |
| Ezquerro | 2005 | 0 |
| Giuly | 2004 | 7 |
| Eto'o | 2004 | 27 |
| Ronaldinho | 2003 | 30 |
| Messi | 2004 | 0 |
| Larsson | 2004 | 0 |
| Maxi Lopez | 2005 | 6,5 |
| TOTALE | 105,6 |
| Giocatore | Anno | Costo in Mil. Euro |
| Cech | 2004 | 11 |
| Cudicini | 2000 | 0 |
| Ferreira | 2004 | 20 |
| Carvalho | 2004 | 30 |
| Terry | 1997 | 0 |
| Del Horno | 2005 | 12 |
| Geremi | 2003 | 10,3 |
| Huth | 2002 | 0 |
| Gallas | 2001 | 9 |
| Johnson | 2003 | 9 |
| Makekele | 2003 | 24 |
| Essien | 2005 | 38 |
| Lampard | 2001 | 16 |
| Diarra | 2005 | 4,5 |
| Maniche | 2005 | 0 |
| Gudjohnsen | 2000 | 7,3 |
| Cole | 2003 | 9,9 |
| Drogba | 2004 | 38 |
| Robben | 2004 | 20 |
| Wright-Phillips | 2005 | 31,5 |
| Crespo | 2003 | 25,2 |
| Duff | 2003 | 25,5 |
| TOTALE | 339,2 |