CIAO GIACINTO

Utente: chico75

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
Sports Blog Top Sites BlogItalia.it - La directory italiana dei blog TOP 100 SOCCER SITES

Archivio

oggi
--- 2006 ---

Partecipano

venerdì, 12 maggio 2006

LA COPPETTA CHE SI PUO' FESTEGGIARE

Tre vittorie in manifestazioni ufficiali in due anni ( non succedeva da oltre 30 anni ), due campionati che definire almeno non condizionati o indirizzati è quantomeno difficile( quale altra squadra italiana potrà festeggiare appieno qualcosa quest'anno?), un gioco spesso convincente e una identità di appartenenza alla società e ai colori certa e provata. Dall’ altra parte della bilancia la notte di Villarreal, che lo stesso Massimo Moratti, gli addetti ai lavori e gran parte dei tifosi hanno imputato ai calciatori. Basta questo per considerare negativo il bilancio di Mancini e puntare su Fabio Capello ? Evidentemente sì, se si leggono tra le righe le parole di un mister abbastanza abbacchiato nella conferenza stampa del dopo partita, l’assenza di Facchetti e degli altri dirigenti ai microfoni della stampa e lo sguardo imbarazzato e severo del patron in tribuna durante la premiazione. Una espressione del viso che purtroppo gli interisti conoscono bene, quella che ha quando deve fare una cosa di cui non è molto convinto e che gli costa a livello personale. Come mandare via un allenatore scelto da lui. Al di là dell’ atteggiamento polemico della curva, che non mi sento di condividere ma nemmeno di condannare perché espressa nei canoni della civiltà, considero ancora che il progetto tecnico debba continuare almeno per un altro anno, non tanto perché non c’è nessuno migliore del Mancio che possa sedere su quella panchina, ma per la convinzione che con questa rosa e con questa disorganizzazione societaria nessuno, nemmeno Capello, avrebbe potuto fare meglio. Non so come stia maturando questa decisione, forse nell’ ultimo mese Moratti ha scelto di delegare la gestione manageriale ad una persona che scopriremo lunedì e che mi auguro non sia ancora Luciano Terraneo, presente all’ incontro con Capello senior e junior ( anche lui procuratore ) e figlio di Moratti in quel di Lugano la settimana scorsa e subito spifferato alla stampa. Quel Terraneo che, scaricato per far posto a Marco Branca, informò il Chelsea di una clausola contenuta nel contratto di Adriano, allora al Parma,e che costrinse l’ Inter a spendere oltre 20 milioni di euro per evitare la beffa. Ero tra i pochi che continuava a ritenere meno probabile la conferma dell’ allenatore anche in queste ultime settimane, ma continuo a sperare in qualche ravvedimento, anche perché in caso di esonero ci sarebbero altri 7-8 milioni di euro lordo da sborsare, oltre ai ricchi emolumenti richiesti da Don Fabio. Per quanto riguarda la partita di ieri, l’ Inter ha fatto valere la maggiore esperienza dei suoi uomini chiave, rischiando pochissimo contro una buona Roma infarcita come sempre di riserve ma capace di mantenere un buon livello di gioco e una personalità da grande squadra nel prossimo futuro. Restano negli occhi gli splendidi gol di Cambiasso e Cruz, senza dubbio assieme a Figo, positivo anche lui seppur molto stanco, i migliori per continuità e impegno.

MANCINOMETRO: La vittoria in Coppa non avrebbe inciso sulle decisioni. Le percentuali di conferma, dopo alcuni segnali giunti ieri sera come descritti nell'articolo, fanno propendere per ua percentuale di conferma in discesa: siamo attorno al 25 %.

postato da: chico75 alle ore 10:25 | link | commenti (9)
categorie: calcio, coppa italia, inter, moratti, mancini, capello
giovedì, 11 maggio 2006

IL FUTURO DEL MANCIO NON DIPENDE DALLA COPPA

Come un anno fa si disputa a San Siro tra Inter e Roma la finale di ritorno di Coppa Italia, ma cambia la cornice e l’ atmosfera in cui si gioca. Previsti non più di 40.000 spettatori, tutta l’ attenzione rivolta dai mass media allo scandalo delle intercettazioni e una eventuale vittoria non potrebbe più essere considerata come la ciliegina sulla torta di una stagione in crescendo e ricca di promesse per il futuro. Infatti l’ eliminazione dalla Champions League come più volte ricordato ha scombussolato tutto l’ ambiente nerazzurro, da Moratti fino all’ ultimo dei tifosi e per questo, nonostante le rassicurazioni dell’ ultimo periodo, una eventuale affermazione questa sera non rafforzerebbe la posizione di Roberto Mancini. Il finale di stagione è stato in netto calando, fisico, tecnico e motivazionale, e le evidenti crepe nello spogliatoio con alcuni calciatori del calibro di Adriano lasciano filtrare preoccupanti spifferi che la società, come sempre poco presente, non fa nulla o non vuole fermare. Le voci su un possibile approdo di Capello sono tornate in auge, ma l’ ostacolo maggiore restano le pretese di Don Fabio che chiederebbe un sostanziale stravolgimento della rosa, con investimenti cospicui che finanziariamente Massimo Moratti non sembra possa effettuare, vista la prossima scadenza del decreto spalma debiti. Ci si aggrappa alla cabala che vede Mancini vincente per nove volte in carriera della Coppa e alle assenze di Mexes, Perrotta, Taddei e alle precarie condizioni di Totti, Chivu e De Rossi dei giallorossi. La posizione di Spalletti sembra molto simile a quella del Mancio di un anno fa, ma due sconfitte tra oggi e domenica contro il Milan ridimensionerebbero la portata dell’ impresa, salvo il terremoto che potrebbe investire la Juve e le altre indagate. Nonostante quest’ anno l’ Inter non abbia ancora battuto la Roma nei 3 precedenti ( 2 – 3 a San Siro e 1 a 1 all’ Olimpico in campionato, 1 a 1 una settimana fa in Coppa ) sono fiducioso per stasera, con il solito Cruz e lo stesso Adriano( sarà la sua ultima partita a San Siro?) chiamati a far dimenticare per una sera il problema del gol.

MANCINOMETRO: Nessuna novità, le probabilità di conferma sono attorno al 40%. Facchetti ha parlato di un contratto che scade nel 2007 per l' allenatore jesino, ma di fatto la sua situazione resta ancora traballante. Si liberasse Capello o più probabilmente Prandelli, a seguito della vicenda delle intercettazioni, probabilmente la panchina cambierebbe titolare nella prossima stagione.

VUOI SCOMMETTERE SU INTER-ROMA ? SEGUI I CONSIGLI DI BETKING E PROVIAMO A VINCERE!

http://ilredellescommesse.blogspot.com

postato da: chico75 alle ore 11:41 | link | commenti
categorie: calcio, coppa italia, inter, moratti, mancini
giovedì, 04 maggio 2006

UN RIMPIANTO DI NOME CRUZ

Una delle poche colpe di Roberto Mancini, come lui stesso ha riconosciuto recentemente, è stata quella di non impiegare dall’ inizio Julio Cruz in alcuni crocevia importanti della stagione, prime fra tutti la sfida di San Siro contro la Juventus e la trasferta di Villarreal. Forse certe occasioni sprecate malamente dal duo della perdizione Adriano – Martins sarebbero state sfruttare meglio, ma si sa che l’ attaccante brasiliano preferiva come compagni di reparto il nigeriano o al massimo Recoba. L’ attaccante argentino ha segnato ieri il gol numero 18, uno solo in meno di Adriano, mantenendo l’ Inter in forte calo di quest’ ultimo periodo in corsa per bissare il successo in Coppa Italia. Vittoria che comunque non avrebbe gli stessi significati dell’ anno scorso, quando, unita ad una seconda parte di campionato promettente e con buona continuità di risultati, sembrava potesse essere la base di partenza per successi di ben altro spessore che non sono arrivati. Anzi, dopo aver visto la partita ieri sera, il progetto Spalletti nella Roma sembra essere più promettente di quello nerazzurro, molto sinceramente: l’ impianto di gioco creato dal tecnico viareggino è ben riconoscibile e ha saputo sfruttare l’ handicap di assenza delle punte in punto di forza per un gioco veloce, aggressivo e letale nelle ripartenze. Dopo il gol in apertura, la squadra del Mancio ha controllato con buona disinvoltura il possesso palla avversario, legittimando il vantaggio con le occasioni di Stankovic e di Cruz nel finale di tempo. Nella ripresa la difesa, poco protetta da un centrocampo in calo fisico evidente, ha sbandato più volte e bisogna accontentarsi di un pari che lascia aperti i giochi per il ritorno. Fortunatamente il rientro di Totti sarà controbilanciato dalla assenza di Mexes, Taddei, Perrotta e probabilmente di Chivu. Sul fronte del mercato, penso che gli arrivi nel reparto avanzato terranno conto sia della delicata situazione dei conti della società sia dell’ impegno mondiale: probabilmente almeno un paio delle punte a disposizione l’ anno venturo non dovrebbero essere presenti in Germania. Per questo si lavora ad un prestito di Cassano e all’ arrivo di una prima punta che potrebbe essere anche un cavallo di ritorno come Crespo, che non costa molto.

MANCINOMETRO : Le percentuali di riconferma a mio parere restano attorno al 40%, nonostante il suo staff tecnico abbia già fatto programmi di lavoro per il ritiro estivo con Carminati, preparatore nerazzurro. La vicenda Adriano e una eventuale pesante sconfitta interna contro la Roma sono ancora nuvole nere nell’ orizzonte del futuro nerazzurro del Mancio.

postato da: chico75 alle ore 17:34 | link | commenti (1)
categorie: calcio, coppa italia, inter, cruz, mancini
martedì, 11 aprile 2006

LA LUNGA VIA CRUCIS NERAZZURRA

Ci eravamo lasciati con la vittoria in rimonta di Ascoli sabato sera. Son passati 3 giorni 3 e nel frattempo in ordine cronologico c’è stata una contestazione non solo verbale ai giocatori in piena notte alla Malpensa, la solidarietà del Milan vera o presunta che fosse che ha ritardato l’ ingresso in campo di 10 minuti alla domenica, la ferma presa di posizione di Facchetti contro la violenza, lo postamento del derby al venerdì, le dichiarazioni di Mancini sulla sua voglia di andare via dall’ Italia, le scritte contro il patron sui muri vicino alla Saras, le parole di Moratti sul desiderio di mollare tutto, la qualificazione per la finale di Coppa Italia, le critiche di Galeone ad un imbecille ( oramai sono state sdoganate tutte le offese ) nerazzurro che li ha irrisi per tutta la partita. Cose che in qualunque altro club di calcio del mondo sarebbero successe mediamente in 3 anni. Effetti della notte di Villarreal e di quelle 40 ore che hanno fatto cambiare il futuro prossimo dell’ Inter. Se a ciò si aggiunge in queste ore il post weekend elettorale con una situazione di sicura ingovernabilità e la cattura della primula rossa mafiosa latitante da oltre 40 anni, si potrà capire il peso praticamente nullo di una semifinale di coppa Italia giocata alle 15.30 di un martedì di lavoro. Solari ha messo subito al sicuro il discorso qualificazione nell’ ambito di una partita controllata abbastanza agevolmente e che si è vivacizzata nel finale con il gol di Obodo e il consueto pericoloso rilassamento di alcuni giocatori interisti. Nulla di nuovo insomma, anche se non ricordo da quanti decenni non si raggiungesse per due anni di seguito la finale di Coppa Italia. Purtroppo ogni discorso tecnico tattico a questo punto è irrilevante perché la situazione all’ Inter in questo momento è quella di un totale vuoto di potere che causa una incertezza sia nel breve che nel medio termine. Colpa di Massimo Moratti che con le sue parole dei giorni scorsi e di oggi, da tifoso deluso e non da proprietario di una società sportiva per azioni, sta buttando tutto a mare, progetto tecnico di Mancini compreso. Se questa fosse la premessa per la definitiva cessione della società potrei anche accettarla, ma se fosse l’ ennesima pantomima per ricevere consensi esterni alla sua gestione sarebbe davvero irritante. Decida in fretta cosa fare dell’ Inter e non la lasci alla deriva per troppo tempo, rischiando di affondarla ulteriormente venerdì, giorno tra l’ altro della Via Crucis cristiana. La nostra è ricominciata da ormai una settimana.

postato da: chico75 alle ore 19:55 | link | commenti (3)
categorie: calcio, coppa italia, inter, moratti, mancini, villarreal
giovedì, 23 marzo 2006

RISERVE SONO E RISERVE RIMANGONO

25 minuti a buon ritmo, un gol fatto e almeno tre mancati, poi voglia, motivazioni e anche fiato sono venuti meno. Come è già successo in altre uscite stagionali in Coppa Italia e in Champions, a qualificazione già assicurata. Sono queste le riserve di cui qualcuno invoca maggiore spazio? A parte Julio Cesar, che visibilmente non ha assorbito mentalmente la decisione di Mancini di puntare su Toldo, praticamente tutti gli altri non meritano di trovare spazio nelle partite chiave della stagione, infortuni e/o squalifiche permettendo. Non è un caso che i migliori siano stati Samuel, che riserva non è, e Mihajlovic, che ha ancora motivazioni nonché classe da vendere. Esaltarsi per un gol comunque molto bello di Solari e vederlo poi sbagliare passaggi e cross in serie non lascia tranquilli, anche perché gli altri esterni che sono stati impiegati, da Kily a Cesar, che in quindici minuti ha fatto capire di essere lontano anni luce da una condizione presentabile, non costituiscono serie minacce a Stankovic e Figo. Gli stessi Pizarro e Cristiano Zanetti nel corso della ripresa sono lentamente scomparsi dal gioco lasciando ai friulani una sterile supremazia che solo per l’ incapacità degli avversari non ha procurato rischi maggiori. Pallido pure Cruz, che soffre i giocatori fisicamente imponenti come Natali, un capitolo a parte merita Martins: che fine ha fatto quel furetto un po pasticcione ma tremendamente veloce e fastidioso per i difensori che gli giocavano contro? Mi ripeto, come per Adriano: prima della condizione psicologica serve ritrovare quella fisica, seguendo ancora più rigorosamente le regole ferree della vita da atleta. Non tocca a Mancini, che vedendo i suoi attaccanti vorrebbe rimettersi in scarpette e calzoncni, vigilare, ci sono dirigenti chiamati a farlo. Resta palese dove si deve correggere la rosa: uno/due grandi giocatori e sostituti maggiormente motivati e con più talento. Magari italiani.

postato da: chico75 alle ore 11:26 | link | commenti (2)
categorie: calcio, coppa italia, inter
mercoledì, 22 marzo 2006

L' INTER STASERA NELLA COPPA ITALIA DA RIFONDARE

Andreolli, Mihajlovic, Solari, Kily, Cristiano Zanetti, gli stessi Cruz, Martins e Pizarro. Parlare di un’ Inter infarcita di riserve stasera nella semifinale di Coppa Italia contro la disastrata Udinese, anch’ essa con molti titolari lasciati a casa come Iaquinta, non è sbagliato. Difficilmente si arriverà alle 15.000 presenze a San Siro e testimonia se ce ne fosse bisogno il fallimento di una manifestazione che per importanza dovrebbe essere la seconda in Italia e invece spesso non raggiunge il numero degli spettatori del Trofeo Berlusconi o del Trofeo Tim in pieno agosto. Roberto Mancini, che ne ha vinte ben nove nella sua lunga carriera, parla di una partita più importante della trasferta di Parma e sul piano formale non ha torto: pur sempre si tratta di una coppa e all’ Inter la bacheca non è che sia così piena di recente. Dopo la vittoria dell’ anno scorso riconquistarla però assumerebbe grande valore solo in caso di una accoppiata con la Champions League, la coppa dalle grandi orecchie che manca da Milano da una quarantina di anni e ha un valore mediatico dieci volte superiore a uno scudetto. Cosa fare per non rassegnarsi al coma profondo di questa Coppa? Due le possibilità: o ricalcare la formula di Coppa d’ Inghilterra e Copa del Rey, con partita unica ed entrata in scena delle grandi fin dai primi turni magari contro squadre di serie C1, C2 e serie D, o far accedere alla fase finale solo le prime otto della classifica della serie A alla fine del girone d’ andata o a dicembre, come già avviene nel basket, in modo tale da avere sempre sfide di grande richiamo e fascino, magari fermando il campionato per due settimane, svolgendo tutte le partite in quel periodo con semifinali in sede unica. Purtroppo i contratti tv garantiti e la cecità di certi dirigenti hanno blindato questa formula ancora per alcuni anni, impedendone di fatto il suo successo. Poi ci si chiede perché la gente si allonatana dagli stadi…

postato da: chico75 alle ore 14:34 | link | commenti (2)
categorie: calcio, coppa italia, inter, mancini