A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI
Le donne del mondo del calcio non sono solo veline o bellezze da calendario. In un ambiente ancora quasi esclusivamente machista, nel giornalismo, nell’ arbitraggio, nell’ organigramma dei club e nei Palazzi del potere lentamente stanno guadagnando spazi sempre più importanti figure femminili di spessore. Penso a Rosella Sensi nella Roma, alla Cini guardalinee, a Laura Alari al Giornale, a Maria Josè Falciccia vice di Borrelli all’ Ufficio Indagini della FIGC. Nelle ultime settimane tre sono le donne al centro delle cronache calcistiche, con storie alle spalle molto diverse fra loro e nell’ occhio del ciclone non per il seno rifatto o per le gambe chilometriche. Donne furbe, scaltre, senza peli sulla lingua e condizionanti, nel bene e nel male. La copertina la merita la dark lady dello scandalo intercettazioni, la fantomatica e misteriosa Maria Grazia Fazi, fino allo scorso campionato dipendente della FIGC nella CAN A e B, stretta collaboratrice dei designatori arbitrali di cui conosceva virtù e i molti vizi. L’ unica donna capace di far spegnere i sei cellulari a Luciano Moggi nell’ ormai famoso incontro a Roma nel Santuario del Divino Amore, filmato dai Carabinieri, nel quale si vantava di aver intimorito, udite udite, il plenipotenziario della Cupola del calcio. Sì, perché di come funzionavano le cose la Fazi sapeva tutto, era parte integrante del sistema e minacciava di rivelarlo ai giornali, se non fosse stato trovato un posto al figlio in Federazione e, dopo il cambio dei designatori, anche a lei. Odiata da Pairetto e amata, non si sa fin quanto profondamente, da Moggi e Bergamo, al quale spesso imponeva addirittura correzioni nella scelta di arbitri e guardalinee. Per inciso, le fu trovato un posto come segretaria nel neo costituito ufficio per la candidatura dell’ Italia ad Euro 2012, agli ordini di Ghirelli. Un potere che va oltre a quello della giarrettiera o di uno stacco di gambe, una vera e propria eminenza grigia indispensabile per tenere i contatti con gli arbitri assieme a Massimo De Santis. Mai sottovalutare le segretarie. Sonia Maria Ferriera è invece una donna tradita che non vuole farsi prendere ulteriormente in giro dall’ ex marito calciatore, lo juventino Emerson. Così, se l'inchiesta della procura di Torino è virata sui conti cifrati, se i magistrati hanno ordinato ed eseguito perquisizioni a tappeto nella sede della Juve e nelle case dei suoi tesserati (Cannavaro e Ibrahimovic, oltre a Moggi), se insomma si cercano le prove di una gigantesca frode fiscale, il merito (o la colpa, dipende dai punti di vista) è appunto di Sonia Maria. Un anno fa curiosò nell'agenda del marito e scoprì che, con la Juve aveva due contratti. Solo in quello regolare, guadagnava 120 mila euro al mese, nell'altro «in nero» guadagnava molto di più. «Ma a me passava un assegno di soli 25 mila euro. Il 20 per cento di quel che percepiva. Ne parlai con il mio avvocato e poi lo denunciai». Un pentolone che potrebbe essere ulteriormente scoperchiato e di cui si sa finora poco o nulla. Mai sottovalutare le ex mogli. Più conosciuta delle altre è Kristen Pazik, americana, ex modella ed ex di Costacurta, moglie di Shevchenko, ex milanista. Tranquilli, con gli ex si finisce qui. Il bailamme che si è creato attorno ai motivi del divorzio con i rossoneri l’ ha portata in primo piano, come causa principale della separazione. Crescere i bambini a Londra, magari facendo nel frattempo lo shopping con la giovane moglie di Abramovich, e insegnare a loro e a Sheva l’ inglese: ecco i desiderata di una giovane mamma stufa della inospitale Milano. I paragoni con la signora Zidane che voleva per la famiglia una città di mare e poi scelse Madrid pare alquanto adeguato. I 9 milioni netti di ingaggio per 4 anni garantiti dal Chelsea passano in secondo piano, almeno è quanto si vuole fare credere ai tifosi, trattati alla stregua di minorati o bambini immaturi, incapaci secondo loro di capire le scelte ancorché legittime di un professionista. Mai sottovalutare le donne con gli occhi color del cielo e con gambe lunghe come la Tour Eiffel, anzi tutte le donne.