A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI
Vediamo chi sono coloro che,espulsi o emarginati dal sistema, con le loro dichiarazioni e le loro denunce, presso i giornali e le procure della Repubblica, hanno dato il via alle inchieste e alle intercettazioni di cui siam venuti a conoscenza in questi giorni. Ecco i primi 3 nomi.
LUCIANO GAUCCI
Travolto dal crac finanziario del Perugia, si è rifugiato a Santo Domingo, da dove pochi mesi fa ha sparato i suoi strali contro il sistema calcio, individuando in Carraro, Moggi e Geronzi i pupari del movimento. Nel 2000 spinse i suoi giocatori a giocare alla morte l’ ultima di serie A contro la Juve, consegnando di fatto lo scudetto alla Lazio, le cui azioni erano controllate da Capitalia, così come quelle del club perugino. Da allora la dirigenza juventina lo mise sul libro nero, ma dopo la battaglia giudiziaria combattuta per il ripescaggio del Catania in serie B anche il presidente Figc gliela giurò, convincendo anche Geronzi, suo principale in ambito lavorativo, a fare altrettanto. I suoi figli, arrestati per alcuni mesi, hanno confermato agli inquirenti le accuse del padre svelando in particolar modo i rapporti con la GEA nelle cessioni di giocatori come Liverani, Blasi, Nakata e Baiocco.
ZNEDEK ZEMAN
Il grande accusatore della Juve della Triade nella vicenda doping. Le sue dichiarazioni sull’ abuso dei farmaci spinsero il procuratore aggiunto di Torino Guariniello ad aprire l’ inchiesta che fece tremare le fondamenta della società juventina. Durante le intercettazioni per scoprire l’ abuso di sostanze nocive alla salute finalizzate alla frode sportiva si è scoperto questo nuovo filone di indagine, subito trasmesso ai vertici Figc e per conoscenza alla Uefa, per evitare un insabbiamento. Memorabile una sua risposta ad una frecciata della Triade: “ Non è vero che non mi piace vincere. Mi piace farlo rispettando le regole”. Dopo essere stato dimenticato dal calcio che conta per anni, l’ anno scorso va al Lecce e fa una stagione ottima, lanciando giocatori come Vucinic, Cassetti, Ledesma e Konan. I Semeraro però lo fanno fuori, probabilmente impauriti dalle conseguenze delle continue schermaglie verbali con la dirigenza juventina.
FRANCO DAL CIN

Il nome di Dal Cin è diventato famoso per gli appassionati di calcio la scorsa estate perché coinvolto, come amministratore delegato del Venezia, nella combine con il Genoa che costò al Grifone la retrocessione in serie C e ai lagunari il fallimento e la ripartenza dalla serie C2. Dal Cin fu squalificato per 5 anni a seguito di quella vicenda. L’ apice della sua carriera trentennale lo raggiunse negli anni Ottanta come direttore sportivo dell’ Udinese quando portò in Italia uno dei brasiliani più famosi di tutti i tempi, Zico, bandiera del Flamengo e della Nazionale verdeoro. Nell’ estate del 2004 Dal Cin dichiarò ai magistrati romani che nella vicenda legata al calcio scommesse che scoppiò quell’anno gli arbitri Gabriele e Palanca erano manovrati e facevano parte assieme ad altri fischietti di una “combriccola romana” della Can legata in qualche modo alla GEA WORLD di Alessandro Moggi. Da lì partì l’ inchiesta e le conseguenti intercettazioni che la procura di Roma ha portato avanti per oltre due anni e che vedono ora indagati i vertici della GEA, Moggi e alcuni arbitri.