A volte nello sport,come nella vita, bisogna prendere una posizione chiara. Io mi son schierato apertamente con l'operato di Roberto Mancini sulla panchina interista. In due anni ha dato un gioco riconoscibile a questa squadra e vinto 4 Coppe, senza contare lo scudetto legittimamente assegnatoci, rispolverando l' ingiallita bacheca nerazzurra. Si parlerà quindi molto di Inter, ma commenterò anche senza peli sulla lingua quello che molti giornalisti, giocatori o addetti ai lavori fino al deflagrare di Calciopoli non potevano o volevano dire. Come ha sempre fatto Mancini. QUESTO BLOG E' EMOZIONALMENTE DEDICATO AD ENRICO, AMICO FRATERNO PER TROPPO POCO TEMPO, MA CHE NON DIMENTICHERO' MAI
E ora? Cosa ci si deve aspettare nei prossimi 40 giorni, quando finirà la seconda stagione nerazzurra di Roberto Mancini? Premesso che a tutt’ oggi molto probabilmente quel che accadrà è sconosciuto persino alla mente di Massimo Moratti, proviamo a immaginare tre possibili scenari, così verosimili da avere ognuno una parte di realtà e un pizzico di ironia.
SCENARIO 1
Massimo Moratti non dorme più, non rilascia dichiarazioni tutti i giorni ai giornalisti, sta ore al telefono con Facchetti, Corso, Suarez, Boninsegna, Beccalossi, Ronaldo, il figlio di Ronaldo, Trochetti Provera, Afef, Branca, Oriali, Hodgson e Lucescu. A tutti chiede consigli e tutti “disinteressatamente” gliene danno, compreso quello che gli riga ogni macchina la macchina sotto gli uffici della Saras. Roberto Mancini intanto riprende il controllo della situazione, punta finalmente su Pizarro e vince in rimonta il derby inserendo nella ripresa Adriano che fa una doppietta con due azioni magnifiche prendendo in velocità quattro giovanotti come Costacurta, Maldini, Cafu e Serginho. Il Milan viene eliminato dal Barcellona, la Juve vince lo scudetto ma è dilaniata dalle polemiche tra Capello e la tifoseria e il secondo posto dell’ Inter e la conquista della seconda coppa Italia di fila fanno tornare la voglia a Moratti. Il patron si affida alla coppia dirigenziale ex Roma Lucchesi e Baldini, fa finta di mandare via Branca e Oriali ma continua a pagarli e disegna la nuova Triade nerazzurra confermando Facchetti, informato dei cambiamenti 5 minuti prima della conferenza stampa di presentazione. Mancini rimane così come Adriano, che fa un Mondiale in crescendo, diventa papà e di notte resta sveglio solo per i vagiti del neonato e non per andare all’ Hollywood. Se ne vanno in molti, tra cui Recoba, Martins, Materazzi, Julio Cesar, Cristiano Zanetti e soprattutto Veron, che dopo l’ infortunio non tornerà più in campo. I colpi di mercato sono quelli di Henry e Riquelme, ai quali si aggiungono italiani come Tavano, Amelia, Grosso e Barone.
SCENARIO 2
Massimo Moratti non dorme e non mangia più, non rilascia dichiarazioni nemmeno a sua moglie Milly e alla sorella Bedy, sta ore davanti al pc a scrivere nei forum interisti post offensivi contro i giocatori e Mancini, ma poi, pentendosi, ne scrive altrettanti giustificandoli perché son ragazzi. Legge tutti i commenti che ci sono nel forum e decide di accettare tutti i loro consigli, anche se in contrasto fra di loro, compresi quelli di chi ogni mattina gli sputa nel caffè nel bar in centro davanti agli uffici della Saras. Roberto Mancini intanto, lasciato solo da quel che resta della società, non riesce a invertire la rotta, cade male nel derby e difende a stento il terzo posto dal ritorno di Fiorentina e Roma. Vince la Coppa Italia, ma lo spogliatoio è ormai lacerato ed è impossibile superare alcune fratture con molti giocatori, in particolare con Adriano, che finisce spesso in panchina prima di un infortunio muscolare che gli fa saltare il finale di stagione e che lo fa partire anzitempo per il Brasile per preparare il Mondiale. Facchetti, informato 5 minuti prima della decisione di Moratti, lo chiama per esonerarlo, e viene sostituito da Eriksson, che torna in Italia dopo i rifiuti incassati da Prandelli, Capello, Spalletti, Mourinho, Hiddink, Trapattoni, Suarez ed Helenio Herrera. L’ arrivo dell’ ex ct inglese, che ha conteso la Coppa al Brasile in finale, fa tornare la voglia al patron che si fa un regalo aspettato da tempo: Ronaldo, al quale viene garantita la protezione della società per tutelare la sua riservatezza nelle nottate passate all’ Hollywood, al Casablanca, al Luminal ed all’ Old Fashion. Adriano alla fine sceglie il Real Madrid, mentre Recoba, Martins e Cruz rimangono. Veron, Favalli, Cesar e tutti gli ex laziali se ne vanno , mentre l’ altro grande colpo è quello dell’ acquisto di Victoria Beckham, felice di lasciare Madrid per Milano, che sarà accompagnata dal marito, in rotta col Real Madrid. Arrivano quasi solo stranieri, viene promosso Andreolli dalla Primavera e ci sono pochi innesti in un mercato condotto "sapientemente" ancora da Branca, che porta a parametro zero Poulsen e Roberto Carlos.
SCENARIO 3
Massimo Moratti non dorme, non mangia e non beve più, tanto che sia la moglie, sia la sorella sia i giornalisti lo scambiano per Pannella e gli chiedono solo delle elezioni, di quando finirà il digiuno e soprattutto stavolta per cosa lo fa. Sta ore nel suo ufficio davanti al televisore e vede e rivede cento volte Villarreal – Inter e tutte le altre grandi sconfitte, dall’ Alaves al Lugano, dall’ Helsingborg allo Schalke, dallo 0 – 6 col Milan al 5 maggio. Si addormenta e fa incubi tremendi in cui gli appaiono il suo giardino senza Recoba e le sue raffinerie senza petrolio. Decide così, dopo una seduta spiritica in cui vengono evocati gli spiriti di Prisco, Meazza e Bramieri, di lasciare l’ Inter e lo fa all’ unica persona a cui la potrebbe mai lasciare: l’ amico Tronchetti Provera, che ai rossi di bilancio di Pirelli e Telecom aggiunge quello della società nerazzurra. Roberto Mancini nel frattempo vince il derby, arriva secondo ma perde la finale di Coppa Italia, evita i preliminari come il Milan perché vince la Champions League in finale contro il Villarreal grazie ad un autogol d Arruabarrena. A giugno però si dimette per il cambio di proprietà, assieme a tutti gli altri dirigenti e allo staff tecnico, ma Moratti gli paga comunque anche l’ ultimo anno di contratto. Tronchetti vuole Fabio Capello, ma la Juventus non lo molla e si accontenta di strappare Prandelli alla Fiorentina per iniziare un nuovo progetto tecnico con un mix di giovani e campioni affermati. Adriano è felice e rimane, mentre la spalla del brasiliano in avanti sarà proprio Bojinov, lungamente inseguito a gennaio, al quale si aggiungerà la giovane stella argentina Aguero. Arrivano anche Pasqual sempre da Firenze e Diarra a centrocampo, con Pizarro che raccoglie il testimone da Veron. Se ne vanno molti ultratrentenni e si inizia una progressiva italianizzazione della rosa. Il colpo di mercato a sorpresa è quello di Cristiano Ronaldo, reduce da un Mondiale da protagonista,e strappato a suon di milioni al Manchester United, dal responsabile del mercato Sartori, ex Chievo.
